Come personalizzare WhatsApp

Come personalizzare WhatsApp

Per personalizzare WhatsApp ti basta  accedere alle impostazioni dell’applicazione ed impostare il tutto come lo ritieni più opportuno.

Nota: Personalmente ti suggerisco di tenertialla larga dai client non ufficiali per WhatsApp e da tutte quelle app che, soprattutto su Android, promettono di applicare personalizzazioni “pesanti” al servizio. Si tratta di software spesso dannosi e che comunque non hanno il benestare di WhatsApp, che potrebbe decidere di “bannare” gli utenti che ne fanno uso (cosa già successa con WhatsApp Plus, per esempio). 

Profilo

Cominciamo questa guida su come personalizzare WhatsApp vedendo come fare per modificare l’immagine del profilo utilizzata per mostrarsi agli altri attraverso la app oltre che il nome utente e lo stato da rendere visibili nell’elenco contatti e nelle conversazioni.

iOS e Android

Per quanto riguarda l’immagine del profilo, se stai utilizzando la famosa app per la messaggistica dallo smartphone procedi nel seguente modo.

  •  Se utilizzi un iPhone
  • premi sulla voce Impostazioni che si trova nella parte in basso a destra della schermata principale della app 
  • e poi premi sul tuo nome utente collocato in alto in modo tale da accedere alla sezione Modifica profilo.
  •  Se invece stai usando uno smartphone Android
  • premi sul pulsante Menu (il bottone con i tre puntini o il tasto “fisico” collocato sulla parte in basso a sinistra dello smartphone)
  • scegli la voce Impostazioni dal menu che ti viene mostrato 
  • e poi premi sul tuo nome così da accedere alla sezione Modifica profilo.
  • Adesso, se stai utilizzando un iPhone
  •  premi sulla voce modifica che si trova sotto l’immagine del profilo presente nella parte in alto a sinistra della schermata visualizzata dopodiché fai nuovamente tap su Modifica 
  • e poi su Scegli foto o Scatta foto.
  •  Se invece stai utilizzando uno smartphone Android
  •  premi direttamente sull’immagine. In entrambi i casi
  • seleziona dal rullino fotografico del tuo dispositivo l’immagine che intendi utilizzare come avatar o, a seconda della scelta prudentemente effettuata
  • scatta una foto utilizzando la fotocamera del tuo smartphone 
  • e poi premi su Fatto.

Oltre che modificare l’immagine del profilo puoi personalizzare WhatsApp andando a modificare il nome che decidi di mostrare agli altri quando utilizzi la famosa app e lo stato. 

  • Per modificare il nome e lo stato accedi nuovamente alla sezione Modifica profilo della app dopodiché per cambiare il nome
  •  premi semplicemente sul tuo nome
  •  e scrivi il nickname che intendi utilizzare mentre per modificare lo stato
  •  premi sul menu collocato sotto la voce Stato e scegline uno nuovo tra quelli disponibili di serie oppure creane uno nuovo a tuo piacimento pigiando su quello indicato sotto la voce Il suo stato attuale è: che risulta collocata in alto.

Web e computer

Se invece stai utilizzando WhatsApp da Web o da computer, per cambiare l’immagine del profilo ti basta portare il cursore sull’attuale immagine collocata nella parte in alto a sinistra della schermata principale del servizio, 

  • premi  sulla scritta Cambia immagine del profilo che ti viene mostrata e scegliere, a seconda di quelle che sono le tue preferenze ed esigenze, l’opzione Scatta una foto oppure quella Carica una foto.
  • Nel primo caso, potrai scattare ed utilizzare una foto da usare come immagine del profilo mediante la webcam collegata al tuo computer mentre nel secondo caso sarai invitato a selezionare il tuo avatar direttamente tra i file archiviati sulla tua postazione multimediale.
  • Per confermare la scelta fatta, nel caso dell’immagine ottenuta utilizzando la webcam del computer non dovrai far altro che 
  • premere sul segno di spunta verde annesso al nuovo riquadro che è andato ad aprire mentre nel caso del nuovo avatar impostato selezionando un’immagine dall’hard disk del computer ti basterà fare 
  • premere sulla voce Fatto.
  • Per quanto riguarda il nome utente, tieni presente che da Web e da computer non è possibile apportare modifiche al nickname. 
  • Per quanto concerne invece lo stato, puoi impostare uno a tuo piacimento
  •  premi sulla tua immagine collocata nella parte in alto a sinistra della schermata del servizio 
  • e premere sull’icona a forma di matita che risulta collocata sotto la voce Stato.

Sfondo

Su iOS e Android puoi personalizzare WhatsApp anche andando a modificare lo sfondo utilizzato durante le conversazioni. In base a quelle che sono le tue preferenze puoi infatti sostituire il tema di sfondo di WhatsApp con una foto personale, un’immagine scaricata da Internet oppure uno dei wallpaper inclusi nell’applicazione. 

iOS e Android

Se stai utilizzando un iPhone oppure uno smartphone Android e ti interessa capire come fare per personalizzare WhatsApp andando a modificare l’immagine di sfondo utilizzata durante le conversazioni il primo passo che devi compiere consiste nell’accedere alla sezione Impostazioni della app. 

  • Se stai utilizzando un iPhone, puoi fare ciò accedendo alla schermata principale della app e facendo
  •  poi premi sulla voce Impostazioni che si trova in basso a destra. 
  • Se invece stai usando uno smartphone Android 
  • premi sul pulsante Menu 
  • e poi seleziona la voce Impostazioni dal menu che ti viene mostrato.
  • A prescindere dal fatto che quello da te utilizzato sia un iPhone oppure uno smartphone Android
  • procedi facendo clic sula voce Chat e selezionando poi l’opzione Sfondo chat annessa alla nuova schermata che ti viene mostrata. 

Potrai quindi scegliere se pescare una foto dal telefono (opzione Foto su iPhone, opzione Documenti su Android) o se attingere agli sfondi messi a disposizione direttamente da WhatsApp facendo tap su Libreria Sfondi

  • Se invece preferisci uno sfondo a tinta unita 
  • premi sulla voce Colori a tinta unità e seleziona quello che più preferisci.
  • Ti basterà selezionare l’immagine che ti piace di più 
  • e le modifiche avranno effetto immediato.
  • In caso di ripensamenti potrai sempre ripristinare lo sfondo predefinito della chat di WhatsApp
  •  basterà che premi sul bottone Reimposta sfondo su iPhone e sul bottone Predefinito nella versione Android della app, 
  • sempre nella schermata per la selezione dei wallpaper.

Tieni presente che tutte le modifiche applicate avranno effetto immediato su tutte le conversazioni nuove e vecchie effettuate attraverso WhatsApp.

Emoji

Se poi ti interessa inserire nelle chat delle tue Emoji utilizza le emoji a cui puoi accedere facilmente da ciascuna conversazione.

iOS e Android

  • Se stai utilizzando un iPhone oppure uno smartphone Android, puoi aggiungere le tue emoji preferite sulle tue conversazioni semplicemente accedendo alla sezione Chat di WhatsApp
  • premi sulla conversazione di interesse
  • premi sul campo adibito all’inserimento del testo che risulta collocato in basso
  •  e devi premere sul simbolo della farina annesso alla tastiera visualizzata a schermo. 
  • A questo punto non dovrai far altro che selezionare la  tua emoji o quella di tuo interesse ed aggiungere alla conversazione. 
  • Se invece vuoi personalizzare WhatsApp ricorrendo all’uso delle Emoji sempre diverse e originali, scarica sul tuo smartphone una tastiera emoji e utilizzala in WhatsApp per rendere più divertenti le tue conversazioni.

Di tastiere emoji ce ne sono a tante sia per iPhone che per Android, io te ne consiglio un paio: Emoji++ per iPhone, che costa 0,99 euro e permette di accedere alle faccine in maniera molto più rapida rispetto alla tastiera predefinita di iOS, ed Emoji Keyboard Lite per Android, che offre gratuitamente centinaia di faccine suddivise in categorie.

Web e computer

  • Se invece stai usando WhatsApp da Web oppure da computer puoi aggiungere delle emoji alle tue conversazioni semplicemente 
  • basta che premi sulla chat su cui intendi intervenire oppure avviando una nuova conversazione facendo 
  • premi sull’apposito pulsante e selezionando il contatto di riferimento
  • premi poi sul campo adibito all’inserimento del testo che risulta collocato in basso 
  • e premi sulla faccina collocata sulla sinistra.
  • In seguito, scorri l’elenco delle emoji disponibili 
  • e premi su quella o su quelle di tuo interesse.

Come personalizzare le Notifiche

iOS e Android

  • Se possiedi un iPhone, puoi personalizzare WhatsApp andando a modificare il suono delle notifiche 
  • premi sulla scheda Impostazioni della app che si trova in basso a destra
  •  e premi sulla voce Notifiche annessa alla schermata visualizzata.
  • A questo punto, se vuoi cambiare il suono delle notifiche per i messaggi o le conversazioni di gruppo 
  • premi sulla voce Suoni collocata sotto la dicitura Notifiche messaggi o sotto la voce Notifiche gruppi
  • aggiungi il segno di spunta accanto al suono che vuoi utilizzare 
  • (ne verrà riprodotta automaticamente un’anteprima)
  •  e seleziona la voce Salva collocata in alto a destra per salvare i cambiamenti.
  • Se invece vuoi cambiare la suoneria per le chiamate vocali
  •  premi sulla voce Suoneria collocata in fondo allo schermo
  •  seleziona una delle melodie disponibili nella schermata che si apre 
  • e premi sulla voce Salva che si trova  in alto a destra.
  • Se invece utilizzi uno smartphone Android e vuoi personalizzare WhatsApp andando a modificare il suono delle notifiche non devi far altro che aprire l’applicazione
  • premi sul pulsante Menu e selezionare la voce Impostazioni dal menu che compare. 
  • Nella schermata che si apre
  • ora premi sull’icona relativa alle notifiche e seleziona la voce relativa alla suoneria che vuoi modificare.
  • Se vuoi cambiare la suoneria delle chiamate vocali, scorri il menu di WhatsApp fino in fondo, seleziona la voce Suoneria collocata sotto la dicitura Notifiche chiamate
  • aggiungi il segno di spunta accanto al nome della suoneria che vuoi utilizzare 
  • (ne verrà riprodotta automaticamente un’anteprima) 
  • e premi su OK per salvare i cambiamenti. 
  • Se dopo aver pigiato sulla voce Suoneria ti viene chiesto con quale app vuoi completare l’azione, seleziona Media Storage
  •  e poi premi  su solo una volta.
  • Per modificare il suono di notifica che viene riprodotto quando arriva un nuovo messaggio 
  • seleziona la voce Tono notifiche collocata sotto la voce Notifiche messaggi
  • aggiungi il segno di spunta accanto al nome del suono che intendi utilizzare
  •  e premi su OK per salvare i cambiamenti.
  • Stesso discorso vale per le notifiche relative ai gruppi. Per cambiarlo, 
  • seleziona la voce Tono notifiche collocata sotto la dicitura Notifiche gruppi
  • seleziona il suono che preferisci dall’elenco che si apre
  •  e premi  su OK per salvare le modifiche.

Come formattare il pc

Formattare il computer significa cancellare tutti i dati presenti sull’hard disk e reinstallare il sistema operativo partendo da zero. 

 come formattare il computer una guida in cui vedremo come preparare il PC alla formattazione, come (e dove) scaricare tutti i software di cui c’è bisogno  dal sistema operativo ai driver  e in che modo configurare il computer ” durante la fase d’installazione di Windows.

Operazioni preliminari

Backup dei dati

Prima di compiere un’operazione come la formattazione del computer occorre mettere al sicuro i propri dati.

 Quindi ti consiglio di affidarti al software di backup incluso in tutte le versioni più recenti di Windows, il quale permette di copiare su hard disk esterni e chiavette USB le proprie cartelle personali

 (documenti, foto, video ecc.)

 e tutti gli altri file di cui si può aver bisogno dopo la formattazione.

  • Se utilizzi Windows 10, puoi creare un backup di tutti i dati presenti sul computer 
  • premi sul pulsante Start
  •  (la bandierina di Windows collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo)
  • e cercando Cronologia file nel campo di ricerca presente nel menu che si apre. 
  • Avvia dunque l’utility di cronologia file
  •  cliccando sulla sua icona presente nei risultati della ricerca
  • pigia sul pulsante + Aggiungi un’unità 
  • e seleziona il disco su cui vuoi creare il tuo backup. 
  • Ad operazione completata
  • clicca sulla voce Altre opzioni e avvia il primo backup del PC 
  • pigiando sul bottone Esegui backup ora.
  •  Per scegliere quali cartelle includere o escludere dal backup, usa il menu Esegui il backup di queste cartelle. Per ripristinare i file dai backup precedenti, invece, cerca ripristina file nel menu Start e avvia l’utility Ripristina file con Cronologia file
  • In alternativa puoi anche ripristinare vecchi backup fatti su Windows 7
  • cliccando sul pulsante Start e cercando Backup e ripristino (Windows 7).
  • Per eseguire un backup in Windows 7
  • clicca sul pulsante Start, cerca l’utility di Backup e Ripristino 
  • e avvia quest’ultima 
  • cliccando sulla prima icona che compare nel menu Start. 
  • Nella finestra che si apre
  • clicca sulla voce per creare un nuovo backup
  •  dopodiché seleziona l’unità in cui archiviare il dati e scegli se affidare a Windows il compito di selezionare automaticamente le cartelle da salvare 
  • (in questo caso verrà creato un backup solo delle cartelle personali, del desktop e delle raccolte) 
  • oppure se scegliere manualmente le directory da salvare. 

In caso di necessità potrai ripristinare i tuoi file tornando in Backup e ripristino e selezionando l’apposita voce dal menu Ripristino.

Download dei driver

Windows non è sempre in grado di riconoscere correttamente tutti i componenti hardware del computer.

 Anzi, spesso se non si installano dei driver ad hoc non è possibile sfruttare appieno le potenzialità di scheda video, scheda audio o altri componenti del PC.

 Ecco perché, prima di procedere con la formattazione, ti consiglio vivamente di collegarti al sito Internet dell’azienda produttrice del tuo computer e di scaricare tutti i driver che potrebbero servirti. 

Non è un’operazione difficile, dovrebbe bastarti digitare il modello esatto del tuo PC per ottenere la lista di tutti i driver disponibili.

Qui sotto trovi i link ad alcune mie tutorial sui driver, nelle quali spiego come scaricare i driver di schede video, schede di rete, stampanti e altri componenti hardware prodotti da alcuni dei brand più famosi del mondo.

  • Driver Acer
  • Driver HP
  • Driver NVIDIA
  • Driver ATI
  • Driver ASUS
  • Driver Intel
  • Driver Toshiba
  • Driver Canon
  • Driver Epson
  • Driver Samsung

Per procedere al download dei driver non devi far altro che individuare il modello esatto del tuo prodotto e scaricare la versione del software più adatta al tuo sistema operativo

 (fai attenzione soprattutto alla distinzione fra x86 e x64, cioè fra driver per sistemi a 32 bit e driver per sistemi a 64 bit).

Ottenere disco o chiavetta d’installazione di Windows

Se il tuo computer è equipaggiato con un’unità ottica, ossia un lettore CD/DVD funzionante e hai il dischetto d’installazione di Windows a portata di mano sei praticamente pronto a passare all’azione e a formattare il computer. In caso contrario, invece, devi procurarti (o creare) un supporto che contenga i file necessari all’installazione di Windows.

  • Windows XP – essendo Windows XP un sistema operativo ormai obsoleto, non è più possibile acquistarlo o scaricarlo dai canali ufficiali. Tuttavia, se hai già un dischetto d’installazione o un’immagine ISO di Windows XP, puoi trasferire il suo contenuto su una chiavetta USB seguendo le indicazioni presenti sul mio tutorial su come installare XP da USB.
  • Windows 7 – il sito Web di Microsoft consente di scaricare legalmente l’immagine ISO di Windows 7. Basta immettere il product key della propria copia del sistema operativo nell’apposito campo di testo, verificare il codice. 
  • Attenzione, il servizio è disponibile solo per le versioni retail del sistema operativo, quindi solo per le copie di Windows acquistate nei negozi. Non funziona per le copie di Windows preinstallate sui computer (OEM). 
  • Per copiare Windows 7 su una chiavetta USB puoi utilizzare il software gratuito Windows 7 USB/DVD Download tool di cui ti ho parlato dettagliatamente nella mia guida su come installare Windows 7 da USB.
  • Windows 8.1 – per scaricare Windows 8.1 puoi affidarti al Media Creation Tool di Microsoft, una applicazione gratuita che scarica automaticamente tutti i file d’installazione del sistema operativo da Internet e li copia su una chiavetta USB o un’immagine ISO (da masterizzare successivamente su DVD con qualsiasi software adatto allo scopo. 
  • Per maggiori informazioni a riguardo, consulta la mia guida su come scaricare Windows 8.
  • Windows 10 – anche Windows 10 può essere scaricato grazie ad un Media Creation Tool messo a disposizione del pubblico da Microsoft. 
  • Il suo funzionamento è praticamente identico a quello per Windows 8.1: si scarica, si esegue e si sceglie se creare una chiavetta USB o un’immagine ISO con i file d’installazione del sistema operativo. 
  • Maggiori informazioni in merito sono disponibili nel mio tutorial su come scaricare Windows 10.

Se vuoi creare un dischetto d’installazione di Windows ma non sai come masterizzare i file ISO, vai a leggere il mio tutorial, lì trovi una serie di ottime applicazioni gratuite adatte allo scopo.

Nota: le versioni di Windows scaricate tramite il Media Creation Tool o il sito Web dell’azienda di Redmond vanno attivate in fase d’installazione

 (o successivamente)

 usando un product key valido. 

L’unica eccezione è rappresentata da Windows 10 che, se già attivato in precedenza sullo stesso PC, si auto-attiva senza l’inserimento di alcun codice.

Configurare BIOS/UEFI

  • Portate a termine queste fondamentali operazioni preliminari, inserisci il DVD d’installazione o la chiavetta di Windows nel computer e riavvia il sistema.
  •  Al nuovo avvio del PC, appena compare la dicitura premere un tasto per avviare da CD-ROM, premi un tasto qualsiasi della tastiera per avviare la procedura d’installazione di Windows.
  • Se all’avvio del computer non compare alcuna scritta e non parte automaticamente il setup di Windows
  •  (se usi una chiavetta USB dovrebbe partire in automatico)

 hai bisogno di entrare nel BIOS e di cambiare l’ordine di avvio (boot) delle unità connesse al computer. 

  • Per compiere quest’operazione
  •  riavvia nuovamente il PC e appena vedi comparire schermata di accensione 
  • premi il tasto per accedere al BIOS
  •  (di solito è F2F10 o Canc). 
  • Recati quindi nella sezione Advanced del BIOS
  •  seleziona l’opzione Boot Order
  •  metti il drive del CD-ROM o l’unità USB in prima posizione ed esci dal setup salvando i cambiamenti 
  • (selezionando la voce Save and Exit).

Sui computer più recenti, quelli che sono stati venduti con Windows 10 o Windows 8 preinstallato, il BIOS è stato sostituito dall’UEFI, un BIOS più moderno con una grafica semplificata e dei sistemi di protezione più avanzati. 

Per accedere al menu dell’UEFI e regolare l’ordine di boot è necessario seguire una procedura diversa rispetto a quella vista precedentemente per il classico BIOS.

  • Se utilizzi Windows 8/8.1 devi recarti in Start, cercare il termine impostazioni
  •  e selezionare Impostazioni PC dai risultati della ricerca. 
  • Nella schermata che si apre
  •  seleziona quindi la voce Aggiorna e ripristina dalla barra laterale di sinistra
  • premi sul bottone Riavvia ora collocato sotto la voce Avvio avanzato
  • e fai click sull’icona Risoluzione dei problemi.
  • Dopodiché vai su Opzioni avanzate, entra nelle Impostazioni firmware UEFI 
  • e premi sul pulsante Riavvia per accedere alla configurazione dell’UEFI.
  • Se utilizzi Windows 10
  • premi sul pulsante Start
  • cerca il termine impostazioni e seleziona la voce Impostazioni dai risultati della ricerca. 
  • Nella finestra che si apre
  • premi sull’icona Aggiornamento e sicurezza, scegli la voce Ripristino dalla barra laterale di sinistra 
  • e premi sul pulsante Riavvia ora che si trova sotto la dicitura Avvio avanzato.
  • Per concludere, vai su Risoluzione dei problemi, poi su Opzioni avanzate, scegli di entrare nelle Impostazioni firmware UEFI 
  • premi sul pulsante Riavvia per avviare il menu di configurazione dell’UEFI.

Se stai tentando di installare una vecchia versione di Windows su un PC molto recente 

(es. installare Windows 7 su un PC con Windows 8)

 potrebbe dover anche disattivare la modalità di avvio UEFI e impostare quella BIOS legacy

  • Per farlo, riavvia il computer ed entra nel BIOS e premi il tasto F2 sulla tastiera del tuo PC 
  • (o il tasto per l’accesso al BIOS indicato nella parte bassa dello schermo, che potrebbe cambiare da computer a computer).
  • Successivamente, recati nella sezione Boot del BIOS
  •  seleziona la voce Modalità di avvio dalla schermata che compare e imposta su Disable l’opzione UEFI boot 
  • (oppure imposta la modalità di boot su BIOS legacy, le diciture dei menu potrebbero cambiare da PC a PC).
  •  A questo punto, esci dal BIOS scegliendo di salvare tutte le impostazioni e riavvia il PC per procedere alla formattazione del computer.

 Se qualche passaggio non ti è chiaro, leggi il mio tutorial su come accedere al BIOS in cui ti ho spiegato come modificare varie impostazioni di BIOS e UEFI.

Formattare il computer

Adesso sei libero di installare Windows 10 Windows 8, Windows 7, Windows XP seguendo la procedura guidata che ti viene proposta. 

Si tratta di scegliere la lingua in cui usare Windows

accettare le condizioni d’uso del sistema operativo e scegliere se aggiornare l’installazione esistente di Windows oppure se eseguire un’installazione personalizzata avendo quindi l’opportunità di formattare il disco.

  • Per formattare il computer, scegli l’opzione per l’installazione personalizzata, dopodiché scegli la partizione del disco in cui vuoi installare il sistema operativo 
  • (es. Disc 0 Partizione 1
  • e premi prima su Opzioni unità
  •  (in basso a destra)
  •  e poi su Formatta e OK per completare l’operazione.
  • Ad installazione completata
  •  (ci potrebbero volere dai 20 ai 40 minuti)
  • affronta la procedura di configurazione iniziale di Windows e procedi al ripristino di tutti i dati che avevi salvato in precedenza; se necessario installa i driver mancanti.

Formattare un notebook tramite partizione di ripristino

Le indicazioni di cui sopra vanno bene anche per i computer portatili, tuttavia è doveroso segnalare che molti notebook sono equipaggiati con una partizione di ripristino che consente di reinstallare Windows senza utilizzare DVD o chiavette esterne.

  • Per accedervi
  • riavvia il computer 
  • e premi la combinazione di tasti indicata nella schermata di boot (di solito è Alt+F10 oppure Alt+F9).
  •  Dopodiché scegli la partizione di ripristino del sistema operativo (generalmente è indicata come D:)
  •  e segui la procedura guidata che ti viene proposta. 
  • Per maggiori informazioni consulta anche il mio tutorial su come formattare un PC portatile.

Come formattare un Mac

  • Se hai un Mac non devi preoccuparti di creare chiavette USB con i file d’installazione del sistema operativo.
  •  Puoi formattare il tuo computer semplicemente avviandolo in modalità di ripristino (premendo cmd+r) durante il boot, formattando l’hard disk con Utility disco 
  • e selezionando l’opzione per scaricare e installare la versione più recente di OS X direttamente da Internet. 

Trovi tutto i nel mio tutorial su come formattare un MacBook, che vale anche per gli iMac.

 Non dimenticare di fare un backup di tutti i tuoi dati prima di cominciare.

Come formattare un PC Linux

Hai deciso di formattare il PC per provare una distribuzione Linux?. 

Allora sappi che puoi scaricare l’immagine ISO della tua distro preferita 

(es. Ubuntu, Mint, Fedora, Debian ecc.)

masterizzarla su un DVD o copiarla su una chiavetta USB e scegliere se sostituire Windows (formattando l’hard disk del computer) o se far convivere i due sistemi operativi.

Per saperne di più su questa procedura, vai a leggere il mio tutorial su come installare Ubuntu in cui ti ho spiegato come scaricare e installare una delle distribuzioni Linux più popolari.

Come scorrere le foto su Windows 8

Come scorrere le foto su Windows 8

In questo tutorial ti spiegherò come scorrere le foto su Windows 8 (e Windows 8.1)

 avvalendoti di alcune applicazioni integrate “di serie” nel sistema operativo e di una serie di programmi alternativi.

Come scorrere foto su Windows 8

Cominciamo vedendo come scorrere le foto su Windows 8 e Windows 8.1 usando l’apposito programma incluso “di serie” nel sistema operativo. 

Tramite esso, è possibile visualizzare non soltanto le foto salvate nella memoria del computer, ma anche quelle provenienti da OneDrive 

(a patto che esso sia stato preventivamente configurato nel PC) 

e da eventuali device esterni connessi al PC.

  • Per servirtene
  •  premi sul tassello Foto che si trova nella Start Screen
  •  (alla quale puoi accedere, dal desktop facendo un clic sull’icona della bandierina che si trova in basso a sinistra) 
  • e utilizza il menu a tendina per scegliere le immagini da sfogliare 
  • (es. Raccolta immagini, per visualizzare le foto salvate sul computer, oppure Dispositivi, per accedere alle immagini presenti in fotocamere o altri dispositivi collegati al computer).
  • Ora, scegli la cartella o l’album in cui sono contenute le foto che vuoi vedere,  per navigare tra le miniature delle foto
  • utilizza la barra di scorrimento posta in basso.
  •  Qualora desiderassi invece ingrandire le foto e visualizzarle in sequenza
  •  premi sulla prima miniatura, per visualizzare l’immagine corrispondente, e utilizza le frecce direzionali della tastiera per scorrerle verso destra o verso sinistra. 
  • Se impieghi un dispositivo touch, puoi navigare tra le immagini facendo swipe verso destra o verso sinistra.
  •  puoi inoltre attivare la modalità Presentazione e far sì che le immagini vadano avanti in modo automatico, dopo un tot di secondi: in tal caso, dopo aver aperto l’anteprima della prima foto
  •  premi il tasto destro 
  • (o tap prolungato)
  •  sulla stessa e premi il pulsante Presentazione, che sta in basso.

Se ti serve puoi sempre tramite l’applicazione Foto, puoi importare  le immagini presenti in fotocamere, smartphone e altri dispositivi collegati al PC, salvandole nella raccolta di sistema: per agire in tal senso, torna alla schermata principale del programma

  •  (basta premere il pulsante Esc in fase di visualizzazione di qualsiasi immagine) 
  • premi sul pulsante Importa, che si trova in alto a destra.
  • Se desideri modificare, rinominare o ruotare le foto
  • premi il tasto destro sulla relativa anteprima e utilizza i pulsanti visualizzati in basso per effettuare l’operazione che più preferisci.

In alternativa, puoi ottenere un risultato simile mediante il Visualizzatore foto di Windows, altro programma incluso “di serie” nel sistema operativo che, però, è basato sulla classica interfaccia dei programmi Microsoft 

(e non su quella delle applicazioni in stile Modern).

  • Per servirtene
  •  apri l’Esplora File
  •  (l’icona della cartella gialla situata sulla barra delle applicazioni di Windows)
  • recati nella cartella che contiene le immagini di tuo interesse
  • e premi il tasto destro sull’anteprima di una delle foto presenti
  •  (idealmente la prima a sinistra) 
  • seleziona le voci Apri con > Visualizzatore foto di Windows dal menu contestuale proposto.
  • Giunto nella schermata del programma, puoi navigare tra le foto presenti nella cartella utilizzando i tasti freccia della tastiera, oppure i pulsanti Indietro e Avanti, collocati subito sotto l’immagine ingrandita; per attivare la modalità presentazione
  • premi il tasto F11 della tastiera oppure il pulsante Presentazione, in basso.

Programmi per scorrere foto su Windows 8

Se, per qualche motivo, le applicazioni di cui ti ho parlato finora non sono riuscite a venire incontro alle tue necessità, puoi valutare l’impiego di alcuni programmi alternativi, gratuiti e altrettanto funzionali.

XnView

Uno dei migliori visualizzatori d’immagini che puoi impiegare per scorrere foto su Windows 8 è, senza ombra di dubbio, XnView: si tratta di un programma gratuito

 (per scopi non professionali) 

e multi-piattaforma

 (è disponibile anche per macOS e Linux)

 che consente di visualizzare, organizzare e navigare tra le foto salvate nella memoria del computer

 (o dei dispositivi collegati a esso).

Per ottenerlo, collegati alla sua pagina di download 

  •  premi sul pulsante XnView Ext. Setup, per ottenere il pacchetto d’installazione del software.
  •  A download ultimato, lancia il file in questione (ad es. XnView-full-win.exe)
  •  premi il pulsante 
  • seleziona l’Italiano dal menu a tendina visualizzato a schermo 
  • premi sul pulsante OK.
  • Adesso apponi il segno di spunta accanto alla voce Accetto i termini del contratto di licenza
  •  premi sul pulsante Avanti per 5 volte consecutive e finalizza l’installazione del programma
  • premi sui pulsanti Installa e Fine

Superato anche questo step, avvia XnView tramite l’icona che è stata creata sul desktop e premi sul pulsante OK, per applicare le impostazioni d’uso predefinite dello stesso.

  • Utilizzare il programma è semplicissimo
  •  avvalendoti della barra laterale di sinistra
  •  scegli la cartella contenente le foto di tuo interesse
  •  in modo da visualizzarne le anteprime nella parte centrale della schermata.
  •  Per ingrandire un’immagine, fai doppio clic sulla sua anteprima; per visualizzare la foto precedente o successiva, utilizza i pulsanti freccia posti in cima alla schermata di XnView o i tasti freccia della tastiera.
  • Per scorrere automaticamente i file contenuti nella cartella in questione, devi invece abilitare la modalità Presentazione
  •  premi sull pulsante collocato nella barra degli strumenti superiore
  •  (raffigurante il disegno di un quadro)
  •  dopo aver definito le impostazioni per te più congeniali 
  • (timer, modalità di visualizzazione, cartelle coinvolte, transizioni e così via)
  • premi sul pulsante Inizia, posto in basso a sinistra, per avviare la riproduzione automatica delle immagini sullo schermo. 

IrfanView

IrfanView è un altro software gratuito per scopi non professionali, progettato per visualizzare, organizzare e modificare immagini in tutti i principali formati esistenti.

Per ottenerlo, collegati a questo sito Web, individua il riquadro Get IrfanView 

  •  premi sul pulsante Download più adatto alla versione di Windows 8.1 che stai usando, a 32 o 64 bit, in modo da ottenere il file d’installazione del programma.
  • A download ultimato, lancia il pacchetto scaricato (ad es. iviewxx.exe
  • premi sui pulsanti Avanti per 4 volte consecutive e Done, per concludere l’installazione del programma e avviarlo. 

Ora, per visualizzare le foto presenti in una data cartella

  •  accedi alla stessa mediante l’Esplora File di Windows
  •  premi il tasto destro sulla sua icona e seleziona la voce Browse with IrfanView dal menu contestuale proposto.
  •  Per ingrandire un’immagine
  •  fai doppio clic sulla sua anteprima
  •  per spostarti alla foto precedente o successiva
  • utilizza invece le frecce direzionali della tastiera o gli appositi pulsanti della toolbar collocata in alto.
  • Se desideri vedere le immagini in modalità presentazione
  • premi sul pulsante Slideshow
  •  (l’icona del quadro collocata nella schermata di visualizzazione delle singole foto) 

avvalendoti della finestra che ti viene proposta

  • seleziona le immagini da inserire nella presentazione
  • definisci il tempo d’attesa tra una foto e l’altra e, quando hai finito
  •  premi sul pulsante Play Slideshow
  • Sempre tramite la stessa finestra, puoi salvare la presentazione come file exe, come screensaver 
  • (estensione scr) oppure masterizzarla su un CD/DVD (Burn slideshow to CD/DVD).

Altri programmi per scorrere foto su Windows 8

Oltre a quelli di cui ti ho parlato finora, esistono molti altri programmi per scorrere le foto su Windows 8, molti dei quali disponibili in forma completamente gratuita. Ecco alcuni esempi.

  • XnView MP – è un potente software per la gestione, l’organizzazione e la manipolazione di foto e immagini in molteplici formati (inclusi i RAW delle fotocamere digitali).
  • È abbastanza simile al già citato XnView, ma presenta dei miglioramenti in termini di prestazioni e, tra le altre cose, è disponibile anche per macOS, Linux e in versione portable.
  • È gratuito per scopi non commerciali.
  • ACDSee – è uno dei più longevi e funzionali programmi mirati alla visualizzazione e all’archiviazione di foto e immagini di qualsivoglia tipo. La sua interfaccia, inoltre, si adatta facilmente anche ai dispositivi touch-screen. 
  • È un programma commerciale con possibilità di prova gratuita.
  • JPEGView – si tratta di un programma leggero, semplice ed essenziale, che consente di visualizzare immagini in formato JPG/JPEG, BMP, PNG, WEBP, TGA, GIF e TIFF e di navigare rapidamente tra le foto contenute nella stessa cartella.
  • È gratuito e non richiede installazione alcuna.

avvio lento windows

avvio lento windows

Avvio lento Windows 10:
come risolvere

Dopo l’aggiornamento, potresti dover risolvere il problema dell’avvio lento Windows 10.
Oltre all’opzione WUDO che rallenta internet, su questa versione del sistema operativo è necessario anche attivare un’opzione che consente di velocizzare il boot, conosciuta come avvio rapido.

Questa funzione, fa parte delle impostazioni di risparmio energetico e permette di ridurre al minimo i tempi di attesa quando si accende il PC dopo l’arresto.
Adesso, ti spiegherò cosa devi fare per abilitarla.

Avvio lento Windows 10:
come risolvere

Requisiti e Precisazioni

  • devi entrare come amministratore per modificare questa opzione

Soluzione per avvio lento Windows 10

  • Seguire il percorso Pannello di Controllo > Hardware e Suoni > Opzioni risparmio energia
  • Nella colonna di sinistra, seguire il link di testo Specifica cosa avviene quando si preme il pulsante di alimentazione
  • Vedrai che la sezione Impostazioni arresto non è disponibile.
    Per attivarla, devi cliccare sul link di testo Modifica le impostazioni attualmente non disponibili
  • Controllare che le opzioni Attiva avvio rapido e Ibernazione siano abilitate.
    Nel caso così non fosse, attivarle entrambe.
  • Premere su Salva cambiamenti per rendere effettive le modifiche
  • Spegnere e accedere il PC
  • Note

    • se disattivi la modalità Ibernazione, disattiverai anche l’avvio rapido
    • l’avvio rapido non avrà effetto sul riavvio del computer

    Altri Consigli

    L’avvio lento Windows 10 potrebbe dipendere anche da molti altri fattori.
    Questo, è uno dei più comuni.
    Tuttavia, se sei sicuro di avere un PC con dei componenti che superano di gran lunga i requisiti minimi di sistema e hai riscontrato il problema subito dopo l’aggiornamento, ti consiglio di salvare i file memorizzati nell’hard disk (backup), di resettare il BIOS e di eseguire una formattazione completa, seguita poi da un’installazione pulita di Windows 10.

    come aprire chiavetta usb su windows

    come aprire chiavetta usb su windows

    Hai recentemente acquistato un nuovo computer dotato di Windows 10 e, abituato come sei alle vecchie versioni del sistema operativo Microsoft, avere a che fare con la nuova interfaccia di quest’ultimo ti ha quasi spiazzato! Con il passare dei giorni, sei riuscito a entrare nelle dinamiche di questo nuovo sistema e a effettuare alcune operazioni di base.
    Ciononostante, ci sono ancora delle operazioni che prima compivi con semplicità e ora trovi difficile da portare a termine… anche perché non sei propriamente un tipo tecnologico. Una di queste è aprire una chiavetta USB su Windows 10 per accedere ai documenti di cui hai bisogno, e dunque stai cercando una guida che ti insegni a compiere quest’operazione.

    Beh, sono felice di annunciarti che ti trovi nel posto giusto, in un momento che non poteva essere migliore:
    di seguito, infatti, intendo spiegarti per filo e per segno i metodi più efficaci per compiere questa operazione sul sistema operativo di ultima generazione di casa Microsoft.
    Infine, sarà mia cura indicarti anche alcune procedure di emergenza, da mettere in pratica nel caso in cui la chiavetta non fosse riconosciuta correttamente.

    Dunque, cos’altro aspetti a iniziare?
    Ritaglia qualche minuto di tempo libero per te, mettiti bello comodo e leggi con molta attenzione tutto quanto ho da dirti sull’argomento:
    posso assicurarti che, una volta apprese tutte le nozioni elencate in questa guida, la lettura delle chiavette USB su Windows 10, per te, non avrà più segreti.
    Provare per credere!

    Indice

    • Aprire chiavetta USB tramite riproduzione automatica
    • Aprire chiavetta USB tramite Esplora File
    • Aprire chiavetta USB tramite Gestione Disco
    • In caso di problemi

    Aprire chiavetta USB tramite riproduzione automatica

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    Il primo metodo per aprire chiavetta USB su Windows 10, nonché il più semplice, è quello di utilizzare la funzionalità di riproduzione automatica del sistema operativo Microsoft:
    così facendo, sarà Windows a proporre una serie di scelte per gestire il drive appena inserito nel sistema; scelte che possono essere selezionate nel giro di un clic.

    Per servirtene, la prima cosa che devi fare è collegare la chiavetta a una delle porte USB libere del computer e attendere che, nell’angolo in basso a destra dello schermo, compaia un fumetto di notifica relativo all’inserimento del nuovo dispositivo.
    Senza indugiare, fai clic su quest’ultimo (che viene visualizzato solo per 10 secondi) e, avvalendoti del riquadro che compare in alto, scegli l’operazione da compiere più appropriata alle tue necessità.

    IMMAGINE QUI 2

    Per esempio, puoi scegliere di Aprire la cartella per visualizzare i file all’interno di una finestra di Esplora File (il gestore file di Windows), Riprodurre i file audio presenti sulla chiavetta tramite uno dei programmi multimediali installati sul sistema operativo, Riprodurre le foto in modalità presentazione o, semplicemente, non fare nulla.
    Tieni ben presente che le scelte disponibili in fase di riproduzione automatica possono variare sia in base ai programmi installati sul computer, sia in base al contenuto della chiavetta stessa.

    Se lo desideri, puoi disattivare la funzionalità di riproduzione automatica (o AutoPlay) per le chiavette USB o, in generale, per tutti i dispositivi, agendo dal pannello Impostazioni. Per procedere, apri il menu Start cliccando sull’icona a forma di bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo, pigia sul pulsante  e poi sulla voce Dispositivi residente nel pannello che viene mostrato a schermo.

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    Giunto alla finestra successiva, recati nella sezione AutoPlay cliccando sull’omonima voce e scegli l’operazione da effettuare per ciascuno dei dispositivi già collegati almeno una volta al computer:
    per disattivare la comparsa del fumetto di notifica e dunque delle funzionalità di esecuzione automatica, devi impostare la voce Nessuna operazione per ciascuno di essi.

    Se, invece, desideri disattivare AutoPlay per tutti i dispositivi che verranno collegati al computer (chiavette USB, supporti ottici, smartphone, fotocamere e così via), conosciuti e non, devi semplicemente spostare su Disattivato l’interruttore collocato subito sotto la voce Usa AutoPlay per tutti i supporti e i dispositivi.

    Una volta effettuata questa operazione, dovrai aprire “manualmente” i dispositivi di cui intendi leggere il contenuto, come ti ho spiegato nella sezione successiva, servendoti di Esplora File.

    Aprire chiavetta USB tramite Esplora File

    IMMAGINE QUI 4

    Non sei riuscito a cliccare in tempo sul fumetto o, ancora, le opzioni di riproduzione automatica sono state disattivate e la notifica non è comparsa affatto?
    Puoi comunque visionare i file presenti sulla tua chiavetta USB avvalendoti di Esplora File, il gestore integrato in Windows.

    Per servirtene, fai clic sull’icona a forma di cartella gialla collocata nella barra inferiore di Windows, identifica la sezione Questo PC residente nella parte sinistra della finestra e, se questa è compressa, espandila cliccando sulla freccetta corrispondente.
    A questo punto, devi semplicemente cliccare sull’icona relativa alla chiavetta USB (ad es. Kingston (F:)) per visionare immediatamente i file e le cartelle contenuti al suo interno.

    In alternativa, puoi ottenere lo stesso risultato facendo doppio clic sull’icona Questo PC collocata sul desktop e, successivamente, ripetere l’operazione sull’icona che identifica la chiavetta USB residente nel riquadro Dispositivi e unità.

    Aprire chiavetta USB tramite Gestione Disco

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    Qualora non riuscissi a visionare i contenuti della tua chiavetta USB con nessuno dei due metodi analizzati in precedenza, poiché essa non compare in Esplora File, puoi tentare di aprirla utilizzando l’utilità integrata di gestione dei dischi.

    Solitamente, questa soluzione risulta estremamente efficace quando Windows 10, per un motivo o per un altro, riesce a leggere correttamente la chiavetta ma non riesce ad assegnarle una lettera di unità con cui identificarla in Esplora File.

    Per procedere, fai clic destro sul pulsante Start collocato nell’angolo inferiore sinistro dello schermo e seleziona la voce Gestione disco dal menu che si apre.
    Successivamente, identifica il nome della chiavetta USB in questione (ad es. Kingston) dalla lista delle unità di archiviazione collegate al computer, fai clic destro su di essa e seleziona la voce Cambia lettera e percorso di unità… dal menu contestuale proposto.

    A questo punto, clicca sul pulsante Aggiungi… collocato nella piccola finestra che si apre a schermo, apponi il segno di spunta accanto alla voce Assegna questa lettera di unità, seleziona la prima lettera libera (ad es. F:) dal menu a tendina corrispondente e pigia sul pulsante OK per confermare l’assegnazione.

    IMMAGINE QUI 6

    Se tutto è andato per il verso giusto, dovresti essere in grado di visionare il contenuto della chiavetta all’interno di Esplora File:
    per verificarlo subito, fai ancora una volta clic destro sull’icona della chiavetta USB all’interno della finestra di Gestione Disco e seleziona la voce Apri dal menu contestuale proposto.

    Nota:
    per evitare comportamenti imprevisti da parte di eventuali programmi un po’ “datati”, evita di assegnare alla chiavetta le lettere A:B:, in quanto originariamente dedicate ai floppy disk.

    In caso di problemi

    Hai seguito pedissequamente le istruzioni che ti ho fornito nel corso di questa guida, ma non sei riuscito comunque ad aprire chiavetta USB su Windows 10?
    Allora il problema potrebbe essere un po’ più grave di ciò che sembra:
    puoi tentare di risolverlo attenendoti alle istruzioni seguenti.

    Verificare che la chiavetta sia integra/correttamente formattata

    IMMAGINE QUI 7

    Se ne hai la possibilità, prova a inserire la stessa chiavetta USB in un altro computer dotato di Windows:
    qualora questa non funzionasse o restituisse l’errore “Unità disco non formattata“, prova a riformattarla seguendo le procedure che ti ho illustrato in questa guida; se anche quest’opzione dovesse fallire, potresti dover valutare l’acquisto di una nuova chiavetta.

    Se, invece, il drive USB risultasse perfettamente funzionante su un secondo PC, allora continua a leggere le sezioni seguenti, in quanto il problema è da ricercarsi nel computer che stai utilizzando.

    Verificare che le porte USB siano abilitate

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    A volte, può capitare che le porte USB del computer vengano disabilitate dal sistema operativo per una serie di motivi indipendenti dalla volontà dell’utente:
    per verificare se questo è il tuo caso, devi recarti nel pannello della gestione dei dispositivi di Windows 10 e abilitare di nuovo le porte eventualmente disabilitate.

    In che modo?
    Semplicissimo:
    fai clic destro sul tasto Start (l’icona a forma di bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo), clicca sulla voce Gestione dispositivi collocata nel menu che va ad aprirsi e attendi qualche istante affinché il pannello di gestione venga completamente caricato.

    A questo punto, individua la voce Controller USB, clicca sulla stessa per espanderla e verifica se una o più porte USB del computer sono disabilitate:
    in tal caso, dovrebbe essere presente un simbolo nero accanto a ciascuna di esse.

    Per abilitarle di nuovo, fai clic destro sull’icona della porta in questione e seleziona la voce Attiva dal menu che compare:
    attendi dunque che la porta venga riattivata (dopo il ri-caricamento della lista dei dispositivi, il simbolo nero dovrebbe scomparire), inserisci la chiavetta USB nel computer e verifica che questa venga finalmente aperta.

    Ripristinare i controller USB

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    Neppure la soluzione precedente è riuscita a ripristinare il corretto funzionamento delle porte USB?
    Non è ancora detta l’ultima parola:
    puoi provare a ripristinarne i driver disinstallandoli provvisoriamente dal sistema.

    Per prima cosa, dunque, recati nel pannello Gestione dispositivi come ti ho mostrato poc’anzi, espandi la voce relativa al Controller USB, fai clic destro su ciascuno dei dispositivi elencati in sua corrispondenza e seleziona la voce Disinstalla dal menu contestuale proposto.
    Completata questa procedura, riavvia il computer, attendi che Windows installi automaticamente i driver di periferica e prova nuovamente a collegare la chiavetta USB.

    Sbloccare le porte USB

    IMMAGINE QUI 10

    Non sei ancora riuscito ad aprire una chiavetta USB su Windows 10?
    Come ultimo tentativo, ti consiglio di vedere se l’accesso alle porte USB è stato bloccato, volontariamente o involontariamente, tramite il registro di sistema.

    Per cominciare, pigia la combinazione di tasti Win+R, digita il comando regedit all’interno della piccola finestra che si apre, pigia sul pulsante Invio e poi sul pulsante  per concedere i permessi necessari al registro di sistema.

    Nella finestra che si apre, individua la barra laterale di sinistra, clicca sulla freccetta collocata accanto alla voce HKEY_LOCAL_MACHINE e ripeti l’operazione sulle voci System, CurrentControlSet e Services.
    Ora, clicca sulla voce USBSTOR, identifica la chiave Start collocata nella parte destra del registro e fai doppio clic sulla stessa:
    digita il valore 3 nella casella sottostante la voce Dati valore: annessa alla finestra che va ad aprirsi, clicca sul pulsante OK e riavvia il computer.

    Completata questa fase, inserisci nuovamente la chiavetta USB nel computer e, se tutto è andato per il verso giusto, dovresti essere finalmente in grado di leggerne il contenuto.

    Come dici?
    Non sei riuscito a venirne a capo neppure questa volta?
    Come soluzione estrema, ti consiglio di dare un’occhiata al pannello dei settaggi dell’antivirus o di qualsiasi altro programma di protezione che hai installato sul computer:
    potresti aver involontariamente attivato il blocco di lettura dei dispositivi USB esterni.

    come avviare windows in modalita provvisoria

    come avviare windows in modalita provvisoria

    Dopo aver installato un nuovo driver, il tuo Windows non si avvia più correttamente?
    L’installazione di un nuovo programma ha causato la comparsa di uno strano messaggio di errore all’avvio del sistema?
    Forse non lo sai ma Windows integra una funzionalità che permette di ovviare a questi problemi, si chiama modalità provvisoria.

    La modalità provvisoria è una modalità speciale in cui il sistema carica solo i file e i driver minimi necessari per l’esecuzione di Windows, consentendo di evitare problemi e malfunzionamenti causati da driver o software incompatibili installati sul PC e consentendo una facile disinstallazione di questi ultimi. Ecco dunque tutte le indicazioni che ti servono per avviare il PC in modalità provvisoria su tutte le versioni di Windows più o meno recenti:
    dall’attualissimo Windows 10 all’ormai vetusto Windows XP, senza dimenticare Windows 8/8.1, Windows Vista e l’ancora diffusissimo Windows 7.

    Qualunque versione di Windows tu abbia installato sul PC, prenditi cinque minuti di tempo libero, segui le indicazioni che trovi qui sotto e ti assicuro che in men che non si dica riuscirai a risolvere i problemi che ora ti impediscono di usare correttamente il tuo computer.
    In bocca al lupo!

    Windows 10

    IMMAGINE QUI 1

    Utilizzi un PC equipaggiato con Windows 10?
    In questo caso puoi accedere alla modalità provvisoria recandoti nel menu con le impostazioni di avvio avanzato.

    Clicca quindi sul pulsante Start (la bandierina di Windows collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo) e seleziona la voce Impostazioni dal menu che compare.

    Nella finestra che si apre, clicca sull’icona Aggiornamento e sicurezza, seleziona la voce Ripristino dalla barra laterale di sinistra e pigia sul pulsante Riavvia ora che si trova sotto la dicitura Avvio avanzato.

    Ora aspetta qualche secondo affinché vengano visualizzate le opzioni di avvio avanzato e clicca, in sequenza, sui pulsanti Risoluzione dei problemiOpzioni avanzateImpostazioni di avvioRiavvio.

    A questo punto il computer si riavvia e ti viene mostrata una schermata con tutte le opzioni per l’accesso a Windows:
    per entrare nella modalità provvisoria, premi il tasto 4 sulla tastiera del tuo PC.
    Per entrare in modalità provvisoria mantenendo la possibilità di collegarti a Internet premi invece il tasto 5.

    Successivamente, accedi a Windows utilizzando la password del tuo account utente e cerca di individuare il problema che ti impedisce di utilizzare normalmente il tuo PC.

    Se, ad esempio, il tuo computer va spesso in crash a causa di un software o un driver che hai installato di recente, recati nel menu Start > Impostazioni di Windows 10, clicca sull’icona Sistema presente nella finestra che si apre e seleziona la voce App e funzionalità dalla barra laterale di sinistra.
    Dopodiché individua il software o il driver in questione e disinstallato dal computer cliccando prima sul suo nome e poi sul pulsante Disinstalla che compare sullo schermo.

    Se invece credi che i tuoi problemi siano causati da un aggiornamento di Windows, recati nel menu Start > Impostazioni, clicca sull’icona Aggiornamento e sicurezza presente nella finestra che si apre e seleziona prima la voce Opzioni avanzate e poi quelle Visualizza cronologia degli aggiornamentiDisinstallare gli aggiornamenti per visualizzare la lista degli update installati sul PC e rimuovere quelli che ritieni colpevoli dell’instabilità del sistema.

    In alternativa puoi anche andare nel menu Start > Impostazioni, cliccare sull’icona Aggiornamento e sicurezza, selezionare la voce Ripristino dalla barra laterale di sinistra e ciccare sul pulsante Per iniziare per riportare Windows allo stato di fabbrica senza cancellare app e dati.

    Quando hai finito di usare la modalità provvisoria, per riavviare Windows in modalità standard, pigia sul pulsante Start, clicca sull’icona Arresta e scegli l’opzione Riavvia il sistema dal menu che si apre.

    Windows 8/8.1

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    Se utilizzi Windows 8 o Windows 8.1, per avviare il PC in modalità provvisoria devi seguire una procedura molto simile a quella che abbiamo appena visto insieme per Windows 10. Per l’esattezza devi recarti in Start, cercare il termine impostazioni nel menu che si apre e selezionare la voce Impostazioni PC dai risultati della ricerca.

    Successivamente, seleziona la voce Aggiorna e ripristina dalla barra laterale di sinistra, pigia sul pulsante Riavvia ora collocato sotto la voce Avvio avanzato e attendi che il computer si riavvii automaticamente.

    Comparirà una schermata azzurra con varie opzioni: clicca in sequenza su Risoluzione dei problemi, Opzioni avanzateImpostazioni di avvio e premi il pulsante Riavvia per accedere al menu della modalità provvisoria.

    Per avviare la modalità provvisoria con rete (quindi con accesso a Internet) devi digitare il tasto 5 sulla tastiera del PC, mentre se preferisci avviare la modalità provvisoria senza supporto alla rete devi premere 4.
    Il resto delle opzioni lo trovi elencato nella schermata che vedi anche qui sopra.

    Una volta effettuato l’accesso a Windows, recati in Start, cerca pannello di controllo e seleziona la prima icona che compare nei risultati della ricerca. Dopodiché vai su Disinstalla un programma, seleziona il driver o il software che ti impedisce di utilizzare normalmente il tuo computer e disinstallalo dal PC cliccando prima sul suo nome e poi sul pulsante Disinstalla che si trova in alto.

    Se vuoi cancellare degli aggiornamenti, invece, recati in Start > Pannello di controllo > Disinstalla un programma e clicca sulla voce Visualizza aggiornamenti installati che si trova nella barra laterale di sinistra.
    In alternativa puoi anche riportare il sistema allo stato di fabbrica seguendo le indicazioni che trovi nella mia guida su come ripristinare Windows 8.

    Quando hai finito di usare la modalità provvisoria, riavvia il computer normalmente e Windows dovrebbe tornare a funzionare in maniera corretta.

    Windows 7, Vista e XP

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    Per avviare Windows in modalità provvisoria su XP, Vista o Windows 7 occorre seguire la stessa semplice procedura.
    Per essere più precisi, non devi far altro che riavviare il computer (o accenderlo se è spento) e premere continuamente il tasto F8 della tastiera del tuo PC dopo la primissima schermata di accensione.

    Comparirà una schermata su fondo nero con varie opzioni fra cui scegliere:
    utilizza le frecce direzionali della tastiera per scegliere quella desiderata e premi il tasto Invio per confermare la scelta.
    Seleziona quindi l’opzione Modalità provvisoria per avviare Windows nella modalità provvisoria classica (sprovvista anche della connettività Internet), la voce Modalità provvisoria con rete per accedere alla versione della modalità provvisoria provvista di connessione Internet o l’opzione Modalità provvisoria con prompt dei comandi per avviare la modalità provvisoria da linea di comando (solo per utenti esperti).

    Dopo qualche istante in cui vedrai comparire una lista di percorsi e nomi di file apparentemente incomprensibili, ti ritroverai davanti alla classica schermata di accesso di Windows.
    Digita quindi la password del tuo account e premi il tasto Invio per avviare la modalità di emergenza.

    Come avrai sicuramente notato, la modalità provvisoria di Windows viene eseguita con una risoluzione dello schermo ridotta rispetto a quelli che usi di solito, senza temi per il desktop o effetti grafici speciali (es.
    le trasparenze di Windows 7/Vista) e con nessun programma esterno avviato automatico.

    Questo accade perché, come già detto, il sistema non carica tutti i driver (es.
    quello della scheda video, che può essere una delle cause degli errori del sistema) e programmi ma solo i file e i driver minimi necessari per l’esecuzione di Windows.

    A questo punto, non ti rimane che recarti nella sezione Disinstalla un programma del Pannello di controllo per disinstallare i driver e/o i programmi che hanno causato la comparsa dei messaggi di errore o il blocco del sistema e compiere qualsiasi altra operazione possa avere effetti benevoli sul tuo Windows (qui bisogna essere abbastanza esperti e sapere bene dove si mettono le mani).

    A lavoro completato, non devi far altro che riavviare Windows normalmente (selezionando l’opzione Riavvia il sistema) e aspettare che il sistema si avvii in modalità classica per constatare l’effettiva scomparsa degli errori.
    In bocca al lupo!

    Avviare il PC in modalità provvisoria:
    metodo alternativo

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    Un metodo alternativo per avviare il computer in modalità provvisoria funzionante su tutte le edizioni di Windows consiste nel richiamare il pannello Esegui… usando la combinazione di tasti Win+R (il tasto Win è quello con la bandierina di Windows), digitare il comando msconfig nella schermata che si apre e premere Invio.

    Nella finestra che compare occorre quindi selezionare la scheda Opzioni di avvio, apporre il segno di spunta accanto alle opzioni Modalità provvisoria e minima/rete (a seconda se si vuole attivare il supporto alla rete o meno) e cliccare su Applica/OK.

    In questo modo, però, il PC si avvierà sempre in modalità provvisoria.
    Per tornare alla modalità di avvio normale occorre tornare in msconfig e disattivare le due opzioni selezionate in precedenza.

    come cambiare lo sfondo su windows starter

    come cambiare lo sfondo su windows starter

    Possiedi un vecchio netbook con su installato Windows 7 Starter che di tanto in tanto utilizzi ancora per navigare in Rete, rispondere alle e-mail e guardare qualche video.
    Sebbene un po’ datato, per un uso di questo tipo il PC si presta ancora bene.
    L’unica cosa che proprio non riesci a mandare giù è il fatto che non sia possibile personalizzare il sistema come i “comuni” computer, andando a modificare lo sfondo usato per il desktop.

    Ebbene si, purtroppo la versione di Windows in questione, pensata per essere eseguita sui PC meno “dotati”, presenta, proprio per questo, delle limitazioni rispetto alle altre versioni di Seven, tra cui rientra anche l’impossibilità di modificare il wallpaper della scrivania.
    Questo però non significa che l’operazione non sia effettivamente fattibile.
    Mettendo mano al Registro di sistema o usando degli appositi programmi, infatti, cambiare lo sfondo su Windows 7 Starter non è affatto una chimera e se vuoi io posso spiegarti in che modo riuscirci.

    Ti va’?
    Sì?
    Grandioso! Allora prenditi qualche minuto di tempo libero tutto per te, posizionati bello comodo e inizia subito a concentrarti sulla lettura di quanto riportato qui di seguito.
    Sono sicuro che alla fine potrai dirti ben contento e soddisfatto di quanto appreso e che, addirittura, in caso di necessità sarai pronto a fornire utili suggerimenti sul da farsi ai tuoi amici a loro volta interessati all’argomento.
    Che ne dici, scommettiamo?

    Indice

    • Cambiare lo sfondo su Windows 7 Starter senza programmi
    • Programmi per cambiare lo sfondo su Windows 7 Starter
      • Personalization Panel
      • Oceanis Change Background W7

    Cambiare lo sfondo su Windows 7 Starter senza programmi

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    Vuoi cambiare lo sfondo su Windows 7 Starter senza ricorrere all’uso di appositi programmi?
    Come anticipato in apertura, la cosa è fattibile ma bisogna “armeggiare” con il Registro di sistema.
    Se te la senti, segui pure le indicazioni sul da farsi che andrò a forniti in questo passo.
    La procedura è un po’ lunga e non propriamente pratica, ma in ogni non è complessa.
    Tieni comunque presente che dovrai ripeterla ogni volta che desideri cambiare lo sfondo.

    Ciò detto, la prima cosa che devi fare è quella di accedere al Registro di sistema, appunto, facendo clic sul pulsante Start (quello con la bandierina di Windows) posto sulla barra delle applicazioni, digitare “regedit” nel campo di ricerca visualizzato, selezionare il risultato pertinente e fare clic sul pulsante Si nella finestra che compare sullo schermo.

    Ora che visualizzi la schermata relativa al Registro di sistema, ti suggerisco, a mero scopo preventivo, di creare una copia di backup di quest’ultimo, in modo tale da poterlo ripristinare nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto.
    Per riuscirci, fai clic sul menu File in alto a sinistra, seleziona la voce Esporta, digita il nome che vuoi assegnare al file di backup nel campo Nome file nella nuova finestra visualizzata, indica la posizione sul tuo PC in cui vuoi salvare il file in questione e pigia sul pulsante Salva.

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    All’occorrenza, potrai ripristinare il backup del Registro di sistema accedendo nuovamente a quest’ultimo, facendo clic sul menu File, pigiando sulla voce Importa e scegliendo il file di riferimento salvato in precedenza sul computer.

    A questo punto, sei pronto per passare all’azione! Per cui, dal menu ad albero che trovi sulla sinistra seleziona il nodo HKEY_CURRENT_USER e clicca sulla freccetta adiacente per espanderne il contenuto, dopodiché espandi la voce Control Panel.
    In seguito, seleziona il nodo chiamato Desktop.

    IMMAGINE QUI 3

    Adesso, fai doppio clic sulla chiave Wallpaper (a destra) e in corrispondenza del campo Dati valore inserisci il percorso in cui risulta salvata l’immagine che vuoi usare come sfondo.
    Successivamente, fai clic sul pulsante OK per confermare le modifiche apportate.

    A questo punto, fai clic destro sulla cartella Desktop nel menu ad albero collocato nella parte sinistra della finestra del Registro di sistema e scegli l’opzione Autorizzazioni dal menu che si apre.
    Nella finestra che compare, pigia sul bottone Avanzate, seleziona la scheda Proprietario, evidenzia il tuo nome utente nell’elenco al centro, seleziona la casella posta accanto alla voce Sostituisci proprietario in sottocontenitori ed oggetti che trovi in basso e pigia sul pulsante Applica per applicare i cambiamenti.

    Recati poi nella scheda Autorizzazioni e deseleziona la casella accanto alla voce Includi autorizzazioni ereditabili dall’oggetto padre di questo oggetto che si trova in basso e rimuovi tutte le voci presenti al centro della finestra selezionandole e facendo clic sul bottone Rimuovi.
    Dopodiché premi sul pulsante Aggiungi.

    Nel campo Immettere il nome dell’oggetto da selezionare presente nella nuova finestra che si è aperta su schermo, digita Everyone, premi sul pulsante Controlla nomi adiacente, in modo tale da ottenere la corretta dicitura, e conferma le modifiche apportate facendo clic sul pulsante OK.

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    Spunta quindi la casella Consenti che trovi accanto alla voce Controllo lettura nella finestra che adesso visualizzi, seleziona la casella accanto alla dicitura Applica queste autorizzazioni solo a oggetti e/o contenitori in questo contenitore e premi sul bottone OK per tre volte consecutive nelle varie finestre che avevi aperto.

    Per fare in modo che l’immagine che avevi scelto di impostare come sfondo del desktop venga effettivamente impiegata, riavvia poi il computer pigiando sul pulsante Start, cliccando sulla freccetta accanto alla voce Arresta il sistema (a destra) e scegliendo Riavvia il sistema dal menu che compare.
    Al successivo riavvio, se hai eseguito correttamente tutti i passaggi di cui sopra, ti ritroverai finalmente al cospetto della nuova immagine di sfondo.

    Se e quando lo vorrai, potrai reimpostare l’immagine di sfondo predefinita di Windows 7 Starter ripetendo tutti i passaggi già indicati ma avendo cura, questa volta, di riportare il percorso C:\Windows\Web\Wallpaper\Windows\img0 quando ti viene chiesto di specificare la posizione in cui si trova l’immagine che vuoi usare come sfondo.

    Programmi per cambiare lo sfondo su Windows 7 Starter

    L’idea di dover metter mano al Registro di sistema non ti aggrada e vorresti, dunque, che ti consigliassi qualche programma per cambiare lo sfondo su Windows 7 Starter in maniera più pratica e veloce?
    Detto, fatto! Qui di seguito, infatti, trovi indicati quelli che a mio modesto avviso rappresentano i migliori software della categoria.
    Provali subito!

    Personalization Panel

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    Il primo tra i programmi utili per riuscire a modificare lo sfondo di Windows 7 Sarter che voglio suggerirti di provare è Personalization Panel.
    Si tratta di un software gratuito che mette a disposizione degli utenti diverse funzioni utili per personalizzare l’edizione in questione di Seven, tra cui rientra anche l’operazione oggetto della guida, andando ad aggiungere la consueta voce per personalizzare lo sfondo che viene visualizzata facendo clic destro sul desktop.

    Per servirtene, recati sulla pagina per il download del programma, clicca sul collegamento Download Personalization Panel situato in basso e sul link Download Personalization Panel – premium personalization features for Windows 7 Starter & 7 Home Basic presente nella nuova pagina che si apre.

    A scaricamento ultimato, estrai l’archivio ZIP ricavato in una qualsiasi posizione di Windows, avvia il file .exe presente al suo interno e pigia sul pulsante Si nella finestra che compare sul desktop.
    Pigia poi sul pulsante Next per tre volte di fila, su quello Install e, per concludere, clicca sul bottone Finsh.

    Completato il setup, fai clic destro in un punto senza icone del desktop, clicca sulla voce Personalizza annessa al menu contestuale che si apre e premi sul bottone Si.
    Nella finestra che a questo punto vedi comparire su schermo, seleziona il tema Windows 7 Basic (che è quello predefinito di Windows 7 Starter) dall’elenco al centro e clicca sulla voce Sfondo del desktop posta in basso.

    Pigia poi sul bottone Sfoglia nell’ulteriore finestra che si è aperta e seleziona l’immagine presente sul tuo PC che vuoi usare come sfondo.
    Serviti quindi delle opzioni annesse al menu a tendina Posizione sfondo per, appunto, regolare la posizione dello sfondo, seleziona (se lo ritieni necessari) un colore di sfondo diverso pigiando sul quadrato colorato sotto la dicitura Cambia colore di sfondo e clicca sul pulsante OK per applicare le modifiche.

    In caso di ripensamenti, potrai ripristinare in qualsiasi momento lo sfondo predefinito selezionando il tema Windows 7 Basic dall’elenco annesso alla finestra visibile dopo aver pigiato sulla voce Personalizza dal menu accessibile previo clic destro in un punto senza icone della scrivania e premendo sul bottone Applica tema posto in basso.

    Per completezza d’informazione, ti segnalo che oltre che permettere il modificare lo sfondo del desktop, Personalization Panel consente anche di impostare facilmente suoni personalizzati e screensaver al sistema.
    Nel primo caso, ti basta cliccare sulla voce Suoni nella finestra del programma, mentre nel secondo devi pigiare sulla voce Screen saver.
    Puoi altresì modificare il colore delle finestre, pigiando sulla voce Colore finestre.

    Se, invece, desideri impostare un tema personalizzato differente da quello predefinito, fa’ pure la tua scelta dall’elenco presente nella parte centrale della finestra di Personalization Panel e pigia sul pulsante Applica tema per confermare e applicare le modifiche.
    Se hai apportato dei cambiamenti al tema in uso e vuoi salvarli sotto forma di nuovo tema, pigia sul bottone Salva un tema, assegnagli un nome, fai clic sul pulsante OK ed è fatta.

    Oceanis Change Background W7

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    Un altro ottimo programma al quale puoi affidarti per personalizzare lo sfondo di Windows 7 Starter è Oceanis.
    È gratis, la sua interfaccia è in italiano ed è concepito in via specifica per lo scopo in questione.
    Consente anche di impostare una serie di sfondi diversi a rotazione senza bisogno di alcun intervento manuale da parte dell’utente.

    Per effettuarne il download sul tuo PC, collegati al sito Internet del programma e fai clic sul pulsante Download che trovi scorrendo la pagina.
    A scaricamento ultimato, estrai l’archivio ZIP appena ottenuto in una qualsiasi posizione di Windows, apri il file .exe contenuto al suo interno e clicca sul pulsante Si nella finestra che si apre sul desktop.

    Successivamente, pigia sul pulsante OK, su quello Avanti e sul bottone Installa, dopodiché porta a termine il setup del software facendo clic sul pulsante Fine.
    Il computer verrà quindi riavviato e al login successivo potrai cominciare a usare il software.

    Per cui, per personalizzare lo sfondo di Seven, richiama Oceanis Change Background W7 dal menu Start, facendo clic sul relativo pulsante (quella con la bandierina di Windows) sulla taskbar, e selezionando la corrispondenza pertinente (eventualmente puoi aiutarti con il campo di ricerca).
    Dopodiché scegli uno degli sfondi predefiniti del programma dalla finestra che si apre oppure seleziona un’immagine salvata sul tuo PC previo clic sul bottone Sfoglia.
    Se vuoi, puoi anche selezionare più immagini per fare in modo che lo sfondo cambi in automatico.

    Regola, dunque, la posizione dell’immagine scelta selezionando l’opzione che preferisci dal menu a tendina Posizione immagine (in basso a sinistra), definisci le impostazioni relative alle tempistiche del cambio di immagine (se hai selezionato più sfondi, ovviamente) scegliendo l’opzione che ritieni possa fare maggiormente al caso tuo dal menu a tendina Cambia immagine ogni (sempre in basso a sinistra) e salva le modifiche apportate pigiando sul bottone Salva modif (in basso a destra).

    Se vuoi, nel caso in cui tu abbia scelto di usare più immagini come sfondo, puoi anche abilitarne la visualizzazione casuale spuntando la casella Casuale.
    Se, invece, vuoi evitare che vengano impostate immagini diverse come sfondo quando il PC è alimentato a batteria, spunta l’opzione apposita che si trova nella parte in fondo a destra della schermata del programma.

    In caso di ripensamenti, potrai reimpostare in qualsiasi momento lo sfondo predefinito di Windows 7 Starter pigiando sul pulsante Sfoglia nella finestra di Oceanis Change Background W7, selezionando la cartella C:\Windows\Web\Wallpaper\Windows, selezionando poi l’immagine in elenco e premendo sul pulsante Salva modif.
    Più facile di così?

    come creare un disco di ripristino windows

    come creare un disco di ripristino windows

    Hai acquistato poco tempo fa un computer dotato di sistema operativo Windows 10 e, convinto a prendere tutte le necessarie precauzioni per risolvere da solo gli eventuali problemi futuri, stai cercando informazioni su come creare un piccolo disco a cui affidarti qualora il PC non dovesse più riuscire a partire da solo.
    Per tua informazione, Windows 10 offre la possibilità di creare un’unità di ripristino, contenente i file necessari per l’avvio e l’eventuale diagnostica del sistema, nel giro di un paio di clic:
    è necessario avere a disposizione una chiavetta USB sufficientemente grande e qualche minuto di tempo.

    Come dici?
    Ora che lo sai, vuoi creare immediatamente questo supporto?
    Allora continua a leggere le battute successive di questa guida:
    di seguito, intendo infatti spiegarti come creare un disco di ripristino Windows 10 e come utilizzarlo in caso di problemi.
    Inoltre, avrò cura di illustrarti delle procedure “alternative” di cui servirti nel caso in cui, per qualche motivo, l’unità di ripristino non dovesse fare il suo dovere.

    Allora, cosa aspetti a cominciare?
    Prenditi un po’ di tempo libero per te, mettiti bello comodo e leggi con molta attenzione tutto quanto ho da spiegarti sull’argomento:
    posso garantirti che, in caso di necessità, conoscere il tutto alla perfezione può semplificare, di molto, la risoluzione dei problemi che saranno venuti a crearsi.
    Detto ciò, non mi resta che augurarti buona lettura e buon lavoro!

    Indice

    • Creare un’unità di ripristino Windows 10
      • Utilizzare il disco di ripristino
    • Soluzioni alternative per il ripristino di Windows 10
      • Reimpostare il PC
      • Utilizzare il disco di installazione di Windows 10

    Creare un’unità di ripristino Windows 10

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    Nonostante l’ultima versione di Windows disponga di meccanismi di ripristino nettamente migliori rispetto a quelli dei suoi predecessori, avere a disposizione un disco di ripristino è un ottimo metodo per limitare al minimo l’eventualità di formattare completamente il computer a causa di problemi di vario tipo.

    Prima di procedere, assicurati di avere a disposizione un’unità USB sufficientemente grande per contenere tutti i file necessari (ti consiglio di partire da almeno 16 GB, poiché la dimensione precisa dei file verrà specificata dal sistema in corso d’opera) e tieni presente che, durante il processo, i dati già presenti sulla chiavetta in questione verranno distrutti.

    Detto ciò, è arrivato il momento di passare all’azione:
    per creare un disco di ripristino Windows 10, apri per prima cosa il menu Start (cliccando sull’icona a forma di bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo) oppure avvia l’assistente vocale Cortana, digita la frase disco di ripristino nel campo di ricerca, clicca sul primo risultato restituito, solitamente contrassegnato dalla dicitura “app desktop” e premi sul pulsante della successiva finestra d’avviso.

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    Una volta avviata l’interfaccia del programma di creazione, inserisci la chiavetta USB nel computer, apponi il segno di spunta accanto alla voce Esegui il backup dei file di sistema nell’unità di ripristino, clicca sul pulsante Avanti e attendi che Windows raccolga tutti i file necessari (potrebbero volerci diversi minuti).

    Completata la raccolta dei file, seleziona l’unità USB che fungerà da disco di ripristino, fai clic sul pulsante Avanti e, consapevole che l’operazione cancellerà tutti i dati già esistenti sulla chiavetta, pigia sul pulsante Crea per avviare immediatamente il processo:
    anche in questo caso, potrebbero volerci diversi minuti affinché la procedura venga portata a termine.

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    Una volta finita la creazione dell’unità di ripristino, se il tuo PC era già preventivamente dotato di una partizione di ripristino, puoi scegliere se mantenerla cliccando sul pulsante Fine, oppure se cancellarla per risparmiare spazio su disco:
    in tal caso, clicca sui pulsanti Elimina partizione di ripristino ed Elimina e, a processo completato, pigia sul pulsante Fine.

    Utilizzare il disco di ripristino

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    Ora che hai creato la tua unità di ripristino, è il momento di spiegarti come avvalertene nel caso Windows non riesca ad avviarsi in modo corretto:
    per prima cosa, inserisci la chiavetta USB nel computer, accendilo e accedi al BIOS/UEFI (se non riesci a farlo da solo, puoi consultare la mia guida dedicata) per cambiare la sequenza di avvio e impostare il PC per il boot da USB.

    Se tutto è andato come previsto, al riavvio successivo dovresti visualizzare inizialmente una schermata completamente nera (che potrebbe permanere per qualche minuto) e, successivamente, la schermata per scegliere il layout della tastiera in tuo possesso:
    seleziona l’opzione più adatta al tuo caso (ad es. Italiano), pigia sul pulsante Risoluzione dei problemi e utilizza una delle voci proposte per effettuare l’operazione più adatta allo stato del tuo computer.

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    Di fatto, puoi effettuare un Ripristino del sistema partendo da un punto di ripristino creato in precedenza nel PC, puoi optare per un Ripristino immagine se hai preventivamente provveduto a creare un’immagine di Windows o utilizzare lo strumento Ripristino all’avvio per tentare di correggere i problemi che impediscono il corretto avvio del sistema operativo o, se sei abbastanza esperto, avvalerti del Prompt dei comandi per impartire manualmente i comandi di cui necessiti.

    Soluzioni alternative per il ripristino di Windows 10

    Se per qualche motivo non sei riuscito a creare e/o utilizzare l’unità di ripristino di Windows 10, puoi tentare di risolvere i problemi ricorrendo a un ripristino del computer:
    se hai la possibilità di avviare Windows 10, puoi portare a termine questa operazione sfruttando le opzioni di ripristino integrate nel sistema operativo, altrimenti puoi raggiungere lo stesso risultato avvalendoti di un’immagine avviabile dello stesso.

    Reimpostare il PC

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    Qualora tu riesca ancora ad accedere al sistema operativo (anche solo in modalità provvisoria), puoi sfruttare la funzione Reimposta il PC di Windows 10 per tentare di ripristinarne il corretto funzionamento.
    Così facendo, hai la possibilità di scegliere se eliminare soltanto app, programmi e impostazioni, mantenendo però intatti i file personali, o se cancellare tutto e ricominciare da zero.

    Per fare ciò, apri il menu Start di Windows cliccando sul pulsante a forma di bandierina, collocato nell’angolo in basso a sinistra dello schermo, pigia sul pulsante  annesso alla sua barra laterale e, da lì, clicca prima sull’icona Aggiornamento e sicurezza e, successivamente, sulla voce Ripristino.

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    Fatto ciò, premi il pulsante Inizia collocato nella sezione Reimposta il PC, scegli se Mantenere i file personali(eliminando comunque app, programmi e impostazioni) oppure Rimuovere tutto, fai clic sul pulsante Avanti, indica eventualmente se eliminare solo i file personali o ripulire l’unità in modo sicuro per impedirne il recupero e, infine, conferma la volontà di procedere premendo il pulsante Ripristina:
    a questo punto, il computer viene riavviato e, a seconda dell’opzione scelta, viene ripristinato il solo sistema operativo o eliminati tutti i file personali.

    Al termine della procedura, non devi fare altro che seguire le istruzioni di Cortana per riconfigurare il sistema operativo:
    se preferisci velocizzare il processo, clicca sul pulsante Usa impostazioni rapide per utilizzare le impostazioni predefinite del sistema operativo.
    Infine, decidi se associare al tuo computer un account Microsoft (indicando nome utente e password quando richiesto) oppure un account locale.

    Nota: qualora ti venisse chiesto, non dimenticare di attivare la tua copia di Windows 10 fornendo il codice product key associato alla tua licenza.
    Per farlo, accedi alle Impostazioni del sistema operativo, premi sull’icona Aggiornamento e sicurezza, entra nella sezione Attivazione e pigia sul link Cambia codice Product Key.

    Per ottenere informazioni aggiuntive sui passaggi appena illustrati, puoi consultare la mia guida su come ripristinare Windows 10, in cui mi sono occupato nello specifico dell’argomento.

    Utilizzare il disco di installazione di Windows 10

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    Se, per qualche motivo, ti è impossibile accedere al tuo sistema operativo, puoi comunque tentare di ripristinarlo tramite il suo disco di installazione:
    ciò che devi fare, all’atto pratico, è procurarti un’immagine ISO del sistema operativo in questione avvalendoti di Media Creation Tool, lo strumento ufficiale Microsoft tramite cui scaricare e/o installare qualsiasi versione di Windows 10, masterizzarla su DVD o su chiavetta USB servendoti di un PC funzionante e avviare il computer danneggiato da tale supporto.

    Dunque, dal computer funzionante, collegati a questa pagina Web per scaricare Media Creation Tool, clicca sul pulsante Scarica ora lo strumento e lancia il programma appena scaricato (ad es. MediaCreationTool1803.exe), cliccando poi sul pulsante  all’interno della finestra d’avviso che si apre a schermo.

    Fatto ciò, attendi che vengano compiuti alcuni controlli preliminari, premi sul pulsante Accetta per aderire alle condizioni d’uso di Windows 10, apponi il segno di spunta accanto alla voce Crea supporti di installazione (unità flash USB, DVD o file ISO) per un altro PC, clicca sul pulsante Avanti, scegli la lingua, l’edizione e l’architettura del sistema operativo da scaricare e premi ancora sul pulsante Avanti.

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    Se lo desideri, puoi creare subito una supporto USB avviabile apponendo il segno di spunta accanto alla voce Unità flash USB: inserisci una chiavetta USB vuota (dalla dimensione minima di 8 GB), premi sul pulsante Avanti e segui le istruzioni a schermo per finalizzare la creazione del supporto.

    In alternativa, se desideri creare un DVD, devi apporre il segno di spunta su File ISO, cliccare su Avanti, scegliere la cartella in cui salvare l’immagine e attendere pazientemente che questa sia scaricata.
    Completato il download, dovrai masterizzare il file così ottenuto su un DVD:
    se non sai farlo, puoi fare affidamento alla mia guida su come masterizzare file ISO.

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    Una volta ottenuto il supporto di installazione, spostati sul PC Windows 10 non funzionante, inserisci il DVD o collega la chiavetta USB, dopodiché accendi il computer, entra nel BIOS/UEFI dello stesso (come ti ho spiegato nella sezione precedente) e modifica l’ordine d’avvio, mettendo in prima posizione il lettore DVD o il disco USB.

    Se tutto è andato per il verso giusto, dopo aver riavviato il computer, dovresti veder comparire la dicitura Premere un tasto per avviare da CD-ROM o DVD-ROM:
    pigia dunque un tasto casuale della tastiera per far sì che il computer si avvii dal supporto di installazione, seleziona la lingua e il layout di tastiera desiderato, premi sul pulsante Avanti e, nella schermata successiva, clicca sul link Ripristina il computer collocato nell’angolo in basso a sinistra.

    A questo punto, pigia sulla voce Risoluzione dei problemi e attieniti alle istruzioni che ti ho fornito nel capitolo relativo all’utilizzo dell’unità di ripristino, poiché la schermata successiva è in tutto e per tutto identica a quella mostrata avviando il computer dal disco di ripristino.

    Se neanche queste opzioni dovessero risolvere il tuo problema, ti consiglio di formattare completamente il computer avvalendoti della medesima immagine:
    ti ho spiegato come fare nella mia guida su come formattare Windows 10.

    come eliminare account windows

    come eliminare account windows

    Ultimamente, ti sei reso conto che sul tuo computer sono configurati fin troppi account, molti dei quali appartenenti a persone che non abitano più a casa tua.
    Per riordinare un po’ la schermata di accesso di Windows, hai dunque pensato di liberarti dei profili non più utili:
    dopo qualche secondo, però, ti sei reso conto di non avere la più pallida idea di come procedere, pertanto ti sei fiondato su Google alla ricerca di una soluzione al tuo problema e sei finito proprio su questa mia guida.

    Come dici?
    Ho decisamente indovinato?
    Perfetto, allora devo proprio dirti che ti trovi nel posto giusto, in un momento che non poteva essere migliore:
    seguendo le istruzioni che mi appresto a fornirti nelle righe seguenti, infatti, imparerai a eliminare account Windows 10 in modo semplice e veloce.
    Inoltre, avrò cura di spiegarti come cancellare un account email dall’app Posta di Windows 10, così da non ricevere più tutte quelle fastidiose notifiche relative allo stesso.

    Dunque, senza attendere oltre, mettiti bello comodo, ritaglia un po’ di tempo libero per te e leggi per filo e per segno tutto quanto ho da dirti sull’argomento:
    sono sicuro che, al termine di questa guida, sarai perfettamente in grado di portare a termine l’obiettivo che ti sei prefissato, ottenendo quel senso di “ordine” che tanto desideravi.
    Buona lettura e buon lavoro!

    Indice

    • Come eliminare account amministratore Windows 10
    • Come disattivare account Administrator in Windows 10
    • Come eliminare account limitato Windows 10
    • Come rimuovere account dall’app Posta di Windows 10

    Come eliminare account amministratore Windows 10

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    Come ti ho già accennato all’inizio di questa guida, eliminare un account da Windows 10 è un’operazione estremamente semplice da portare a termine, anche se si tratta di un profilo con privilegi di amministrazione. Prima di continuare, però, devo chiarirti un paio di cose molto importanti:
    per prima cosa, il profilo da eliminare deve essere stato preventivamente disconnesso dal computer, altrimenti non sarà possibile procedere con la sua cancellazione definitiva.

    Inoltre, è necessario che l’operazione di eliminazione di un utente amministratore venga effettuata attraverso un account con privilegi elevati (o previa conoscenza delle credenziali di un altro amministratore del computer). Proprio per questo motivo, Windows 10 permette la cancellazione di un profilo utente di tipo amministratore soltanto se nello stesso computer è configurato almeno un altro account con privilegi elevati.
    Dunque, se non ne disponi, devi crearne uno seguendo le istruzioni che ti fornisco di seguito.

    Creare un account utente con privilegi elevati

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    Per creare un profilo utente in Windows 10, devi innanzitutto aprire il menu Start (cliccando sul pulsante a forma di bandierina collocato nell’angolo in basso a sinistra dello schermo) e pigiare sul pulsante , per poi scegliere la voce Account dalla schermata che va ad aprirsi e selezionare la voce Famiglia e altre persone, collocata nella sezione laterale della stessa.

    A questo punto, pigia sul pulsante [+] corrispondente alla dicitura Aggiungi un altro utente a questo PC, indica un account Microsoft da utilizzare per accedere (puoi crearne uno nuovo seguendo queste istruzioni) e specifica successivamente la password d’accesso all’account per finalizzare il processo.

    Se non intendi associare il nuovo utente a un profilo Microsoft e vuoi creare un profilo locale, devi invece cliccare sulla voce Non ho le informazioni di accesso di questa persona e poi sulla voce Aggiungi un utente senza un account Microsoft.
    Specifica, quindi, un nome per il nuovo profilo, digita la password nei campi preposti e indica tre domande e tre risposte di sicurezza usando i menu e i campi appositi.

    Dopo aver creato il nuovo utente, con o senza account Microsoft, devi trasformarlo in un utente di tipo amministratore, andando a modificare il tipo di account:
    tutto ciò che devi fare è accedere nuovamente alla sezione Impostazioni > Account > Famiglia e altre persone, cliccare sull’account appena creato e pigiare sul pulsante Cambia tipo di account.
    Se hai bisogno di una mano per portare a termine quest’operazione, ti consiglio di leggere attentamente la mia guida su come diventare amministratore Windows 10.

    Cancellare un account amministratore

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    Ora che hai finalmente creato il nuovo account amministrativo, puoi procedere con l’eliminazione di quello vecchio.
    Per prima cosa, dunque, riavvia il computer e accedi con il profilo appena creato, dopodiché apri il menu Start o la barra di ricerca di Cortana e, nel campo di testo, digita le parole Pannello di controllo, per poi cliccare sul risultato più pertinente (quello contrassegnato dalla dicitura App Desktop).

    Una volta aperta la schermata del Pannello di controllo, fai clic sulle voci Account utenteRimuovi account utente, seleziona il nome del profilo che intendi cancellare e clicca successivamente sulla voce Elimina account.
    A questo punto, scegli se salvare i file personali dell’utente (file del Desktop e delle cartelle Documenti, Musica, Video e così via), pigiando sul pulsante Mantieni i file, oppure se cancellarli definitivamente, cliccando sul pulsante Elimina i file.
    Per concludere e cancellare definitivamente l’account, pigia sul pulsante Elimina.

    Se non ti interessa salvare i file dell’utente che ti appresti a cancellare, puoi effettuare la rimozione del profilo anche tramite le Impostazioni di Windows 10:
    dopo aver aperto il menu Start, premi il pulsante  in esso residente, accedi alla sezione Account e spostati nella scheda Famiglia e altre persone, selezionandola dalla barra di sinistra.

    Per concludere, premi sull’account che intendi cancellare e concludi l’operazione cliccando sui pulsanti Rimuovi ed Elimina account e dati:
    dopo qualche secondo, l’account e i relativi file personali dell’utente verranno cancellati dal sistema.

    Come disattivare account Administrator in Windows 10

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    Per qualche motivo, hai avuto la necessità di attivare l’account Administrator (cioè l’account “super-admin” che può agire indisturbato nel sistema operativo, senza ricevere le continue richieste di autorizzazione generate dal controllo account utente) e ora, per motivi di sicurezza, desideri disattivarlo?
    Allora questa è la sezione più adatta a te!

    Prima di procedere, accertati di aver disconnesso l’account in questione dal sistema e di aver effettuato l’accesso da un profilo con privilegi amministrativi (oppure di conoscere il nome utente e la password di un amministratore, se intendi agire da un profilo con permessi limitati).

    Ad ogni modo, puoi disattivare l’account Administrator in modo semplicissimo:
    per prima cosa, fai clic destro sul pulsante Start di Windows, seleziona la voce Windows PowerShell (Amministratore) dal menu contestuale proposto e pigia sul pulsante Sì (indicando inoltre, se necessario, le credenziali di un amministratore del computer).

    Fatto ciò, digita il comando net user administrator /active:no nella finestra che compare a schermo, seguito dalla pressione del tasto Invio:
    se tutto è filato liscio, dovresti ricevere come risposta la frase Operazione comando riuscita.
    Per finalizzare la disattivazione dell’account super-admin, devi semplicemente riavviare il computer.

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    In alternativa, se possiedi una versione “professionale” di Windows 10 (e non una versione di base come la Home, per intenderci), puoi effettuare la medesima operazione agendo tramite l’Editor dei criteri di sicurezza, il pannello gestionale di Windows che permette di specificare il comportamento del sistema nelle situazioni più delicate.

    Per farlo, digita la combinazione di tasti Win+R e, nella finestra che si apre, specifica il comando secpol.msc, seguito dalla pressione del tasto Invio.
    Una volta aperta la schermata di configurazione dei criteri di sicurezza, espandi le voci Criteri locali Opzioni di sicurezza, fai doppio clic sulla chiave Account:
    stato account administrator
    e, nella piccola schermata che si apre, imposta il valore Disattivato e pigia sul pulsante OK per finalizzare il tutto.
    Per rendere attiva la modifica, effettua un riavvio del computer.

    Come eliminare account limitato Windows 10

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    Contrariamente a quanto visto in precedenza per gli account amministrativi, puoi liberarti in qualsiasi momento di un account limitato (che cioè non dispone di privilegi elevati sul sistema), senza la necessità di crearne uno “sostitutivo”.

    Tieni ben presente che quest’operazione deve essere effettuata da un profilo utente diverso da quello da cancellare e che, per riuscire con successo, tale profilo deve disporre di privilegi amministrativi (oppure bisogna conoscere la password di un amministratore del computer).
    Inoltre, l’account da cancellare deve essere stato preventivamente disconnesso dal sistema.

    Tutto chiaro?
    OK, procediamo.
    Per prima cosa, apri il menu Start di Windows 10, digita le parole panello di controllo nell’apposita area di ricerca e seleziona il risultato omonimo, contrassegnato dalla dicitura App desktop.

    A questo punto, clicca sulla voce Account utente, poi sull’opzione Rimuovi account utente e, se necessario, specifica un nome utente e una password da amministratore e premi sul pulsante .
    Chiaramente, quest’ultimo passaggio non è necessario se stai agendo da un account con privilegi elevati.

    Successivamente, fai clic sul nome dell’account da cancellare, poi sulla voce Elimina account, indica se eliminare mantenere in una cartella sul desktop i file personali dell’utente che ti appresti a cancellare (Documenti, Musica, Video e così via) e conferma infine la volontà di procedere premendo sul pulsante Elimina.

    Se hai intenzione di effettuare quest’operazione tramite un account di tipo amministratore, puoi seguire una strada alternativa, altrettanto valida:
    apri il menu Start, clicca sul pulsante  collocato sulla barra laterale per accedere alle impostazioni di sistema e, nella schermata che compare, premi sul pulsante Account e successivamente sulla voce Famiglia e altre persone, collocata a sinistra.

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    A questo punto, non devi fare altro che cliccare sul profilo da cancellare, poi sul pulsante Rimuovi e, consapevole che quest’operazione cancellerà i file personali dell’utente (quelli contenuti sul Desktop, nelle cartelle Documenti, Musica, Video e così via), concludi l’operazione premendo sul pulsante Elimina account e dati.

    Come rimuovere account dall’app Posta di Windows 10

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    Dopo aver installato Windows 10, hai voluto dare un’opportunità all’app Posta, configurando al suo interno il tuo account email.
    Dopo qualche tempo, però, hai deciso di optare per un programma che reputi più adatto alle tue esigenze e hai lentamente “abbandonato” il client predefinito di Windows 10.

    Ciò nonostante, quest’ultimo continua a inviarti delle notifiche per ogni messaggio ricevuto e, per evitare questo comportamento “fastidioso”, ora vorresti rimuovere da essa il profilo di posta elettronica precedentemente configurato.

    Ebbene, puoi effettuare quest’operazione in modo estremamente semplice:
    tanto per cominciare, avvia l’app Posta richiamandola dal menu Start di Windows 10, pigia sul pulsante  per richiamare il menu di configurazione e clicca sulla voce Account che compare al suo interno.

    A questo punto, fai clic destro sull’indirizzo email che intendi cancellare e, se vuoi soltanto disattivare la ricezione delle notifiche a esso relative, clicca sulla voce Disattiva le notifiche e chiudi tranquillamente il programma.

    Se, invece, vuoi eliminare completamente il profilo di posta elettronica, devi selezionare la voce Impostazioni account, cliccare sull’opzione Elimina account e, per confermare la volontà di procedere, pigiare sul pulsante Elimina collocato in fondo alla schermata relativa alle impostazioni del profilo.
    Nulla più, nulla meno!

    come fare installazione pulita windows

    come fare installazione pulita windows

    Come fare installazione pulita Windows 10

    Windows 10 è l’ultimo sistema operativo disponibile per desktop in casa Microsoft.
    Porta con sé un interfaccia grafica migliorata rispetto alle precedenti versioni ed anche molte peculiarità utili agli sviluppatori.
    Senza dubbio una boccata d’aria fresca dopo Windows 8, che non è stato proprio ben accolto dagli utenti.
    Windows 10 è purtroppo un passaggio obbligato per tutti quegli utenti che utilizzano Windows 7, dato che il supporto per esso scadrà nel 2020.
    Se ti trovi anche tu in questa situazione, ti sarai chiesto come fare installazione pulita Windows 10.
    E per fortuna, dopo qualche ricerca, sei arrivato sul mio blog.

    In questa guida, ti spiego infatti come eseguire una clean install di Windows 10.
    Magari stai passando da Windows 10 Home a Pro e devi necessariamente resettarlo per inserire una product key Windows 10 OEM.
    O anche, hai preso un virus e adesso non sai come venirne fuori, se non con una formattazione completa.
    Non preoccuparti, però:
    è possibile fare in tutto in pochi minuti e, forse, senza dover ripristinare dati o programmi.
    Vediamo allora come procedere in base alla situazione in cui ti trovi.

    Come fare installazione pulita Windows 10

    Prima di eseguire un’installazione Windows 10 da zero, quindi prima di cancellare tutti i dati, i programmi e le impostazioni, voglio ricordarti che esistono dei metodi per evitare la clean install e al contempo ripristinare l’immagine ISO del sistema operativo.
    La clean install ti serve quando devi cambiare versione di Windows o quando non riesci proprio ad entrare nel Desktop (magari perché c’è un problema all’avvio) e quindi nelle impostazioni di ripristino.

    In ogni caso, per sicurezza, di seguito ti dettaglio tutte le procedure passo passo.
    Così facendo, potrai scegliere quella che meglio si adatta alle tue necessità.
    Continua a leggere per approfondire la faccenda.

    Indice

    • Cos’è una clean install Windows 10?
    • Requisiti per installare Windows 10
    • Come salvare i dati di Windows 10
    • Reinstallare Windows 10 mantenendo file e programmi
    • Come reinstallare Windows 10 cancellando tutto
      • Creazione del supporto USB Windows 10
      • Formattazione e reinstallazione di Windows 10
      • Configurazione iniziale di Windows 10
      • Post installazione
    Cos’è una clean install Windows 10?

    Per clean install W10, così come si intuisce dal nome stesso, si intende un’installazione pulita Windows 10, ovvero un’installazione da zero.
    Installare da capo il sistema operativo comporta l’eliminazione di tutti i software e i dati nel PC (tranquillo, tra un po’ ti farò vedere come salvare ciò che ti serve) in modo tale da avere un sistema operativo privo di rallentamenti, dovuti magari a malware, software indesiderati e cose simili.
    Prova magari a velocizzare il PC prima di continuare, così da vedere se risolvi senza strafare inutilmente.

    Requisiti per installare Windows 10

    Sebbene stai semplicemente effettuando un’installazione pulita Windows 10, e quindi lo hai già installato su quel computer, voglio ricordarti i requisiti hardware del sistema operativo di Microsoft.
    Potrebbe darsi, infatti, che sul tuo PC fosse inizialmente installato Windows 7 o un’altra versione di Windows e che tu lo abbia installato senza guardare le specifiche richieste (ecco perché, magari, hai notato questi rallentamenti).
    Così come specificato sul sito di Microsoft, i requisiti per installare Windows 10 sono i seguenti:

    • Processore da 1 gigahertz (GHz) o superiore oppure System on a Chip (SoC)
    • 1 gigabyte (GB) di RAM per sistemi a 32 bit o 2 GB di RAM per sistemi a 64 bit
    • 16 GB di spazio su disco rigido per sistemi a 32 bit, 32 GB di spazio su hard disk o SSD per sistemi a 64 bit
    • Scheda video compatibile con DirectX 9 o versioni successive con driver WDDM 1.0
    • Schermo con risoluzione minima di 800×600 pixel
    • Connessione Internet:
      fondamentale per aggiornamenti e alcune funzioanlità.
      Windows 10 Pro, Pro Education, Education ed Enterprise, tutti in modalità S, richiedono una connessione internet durante la configurazione iniziale del dispositivo (OOBE) e un account Microsoft (MSA) o Azure Activity Directory (AAD).
      Anche per uscire da Windows 10 in modalità S serve internet.

    Nel caso il tuo PC non abbia i requisiti hardware necessari, ti consiglio di cercare un altro sistema operativo più leggero, magari tra i tanti liberi ed aggiornati disponibili in rete (quali lubuntu, xubuntu etc), ad esempio le varie distribuzioni *buntu LTS hanno supporto per anni.

    Ti sconsiglio assolutamente di mantenere un sistema operativo (come ad esempio Windows 7) oltre il periodo di supporto, in quanto comporta, oltre ai vari problemi di compatibilità con i software più recenti, problemi di sicurezza.
    Infatti, seppure venissero scoperti bug o vulnerabilità di W7 in futuro, questi non verrebbero più fixati da Microsoft (salvo rare eccezioni).

    Come salvare i dati di Windows 10

    Le procedure descritte di seguito per compiere l’installazione pulita Windows o il ripristino parziale, molto probabilmente saranno eseguite senza alcun problema.
    Tuttavia, per sicurezza, dovresti prima fare un backup di Windows 10.
    Se vuoi fare un backup dei tuoi dati utente, ti consiglio la procedura manuale, copiando la tua cartella utente a mano su un hard disk esterno, su una pennetta USB o sul cloud.

    Ovviamente, esistono anche dei software di backup per Windows 10, ma copiare la cartella utente a mano è sicuramente più facile e veloce.
    Se non hai a disposizione un hard disk esterno, esistono tanti servizi di cloud storage, quali ad esempio Mega, che gratuitamente offrono fino a 50GB di spazio su cloud.

    Se la mole di dati da salvare fosse grande, sarebbe utile avere una rete internet veloce.
    Altrimenti, impiegheresti più tempo a salvare i dati sul cloud che poi successivamente a scaricarli (la maggior parte delle reti italiane forniscono più velocità in download e meno in upload, perché sono asimmetriche).
    L’ideale per l’archiviazione in cloud, sarebbe avere una connessione internet in Fibra ottica.

    Reinstallare Windows 10 mantenendo dati e programmi

    Hai già Windows 10 installato sul PC e vorresti però reinstallare il sistema operativo senza perdere i tuoi dati, i programmi o entrambe le cose?
    Bene, ti spiego brevemente come fare.

    Se non desideri perdere i dati, fai il ripristino dalle impostazioni di Windows.
    Segui il percorso Menu Start > Impostazioni > Aggiornamento e Sicurezza, scegli Ripristino e dopo “Per iniziare”, situato sotto la voce Reimposta il PC.
    Così facendo, si aprirà una finestra.
    Fai click su Mantieni i miei file e segui la procedura guidata per effettuare il ripristino.
    Approfondisci leggendo come reinstallare Windows senza perdere dati.

    In questo modo, i tuoi dati utenti rimarrebbero intatti ma perderesti i software installati.
    Se volessi preservare anche quest’ultimi, scarica il Media Creation Tool di Windows 10 e con questo crea un device USB Windows 10 avviabile.
    Poi, esegui il setup.exe dalle Risorse del computer.
    Infine, scegli l’opzione “Mantieni i file personali e le app” e premi Avanti per confermare l’installazione pulita.
    Approfondisci leggendo come reinstallare Windows senza perdere programmi.

    Come reinstallare Windows 10 cancellando tutto

    Se vuoi eliminare tutto ciò che è presente su Windows 10 (o altri sistemi operativi) oppure se hai preso un PC nuovo privo di sistema operativo, devi fare la clean install.
    Procedi leggendo passo dopo passo gli approfondimenti che sono illustrati di seguito.

    Creazione del supporto USB Windows 10

    Innanzitutto, per installare Windows 10 in modo pulito, è necessario creare la chiavetta USB avviabile.
    Scarica il Media Creation Tool W10 ufficiale da qui.
    Poi, scegli la versione di Windows, il linguaggio e avvia il download.
    Successivamente, lancia lo strumento e segui la procedura guidata per l’installazione sui dispositivi USB.
    Ovviamente, devi avere una pennetta USB abbastanza capiente.

    Oltre alla versione di Windows desiderata, nella procedura di creazione del supporto ti verrà chiesto anche di scegliere la lingua e l’architettura di Windows:
    assicurati di conoscere l’architettura del tuo PC vedendo se è a 32 o a 64 bit.
    In ogni caso, se riscontri problemi con il tool ufficiale, puoi provare Rufus, disponibile quaggiù.

    Creata la pennetta, non ti resta che inserirla nel PC da formattare e avviare il boot dalla stessa tramite BIOS.
    Precisamente, devi entrare nel BIOS/UEFI ed impostare l’USB come dispositivo primario di boot.
    Dal momento che l’accesso al BIOS/UEFI cambia da PC a PC, dovrai fare una piccola ricerca su Google per scoprire i passaggi precisi.
    Inoltre, c’è da dire che anche la versione di Windows (se già presente sul computer) può inibire o meno l’accesso a UEFI.

    La medesima procedura per mettere Windows 10 su un dispositivo USB, è possibile eseguirla anche da Linux usando l’applicativo gratuito WoeUSB.
    Anche tale software ha un interfaccia grafica intuitiva.

    Formattazione e reinstallazione di Windows 10

    Una volta avviato il PC da USB, partirà la procedura guidata per eseguire l’installazione pulita Windows 10.
    Clicca su Installa per vedere le altre istruzioni a schermo.
    Ti verrà chiesta la Key per attivare Windows:
    se stessi effettuando una reinstallazione di Windows 10, potresti saltare questa procedura; se invece fosse la prima installazione pulita Windows 10 sul PC, oppure se stessi facendo un upgrade da un Windows più vecchio o da un’altra versione di Windows 10, dovresti comprare la chiave di attivazione Windows 10 corrispondente (il prezzo è abbastanza irrisorio) ed inserirla quando ti viene richiesta.

    Ti verrà proposto se Aggiornare Windows mantenendo dati e software oppure se installarlo eliminando tutto.
    Volendo fare un’installazione pulita, ovviamente, scegli l’opzione Elimina tutto.

    Fatto ciò, scegli il disco e le relative partizioni su cui installare Windows 10.
    Se fosse l’unico sistema operativo disponibile, concedigli tutto lo spazio disponibile.
    Puoi anche formattare tutte le partizioni e premere Avanti senza crearle:
    Windows 10 le creerà ed inizializzerà come dovuto automaticamente.

    Bene, ora ci vorrà un bel po’ di tempo prima che la procedura si concluda.
    Non ti resta che attendere che l’operazione finisca.
    Anche se ti sembrasse che l’installazione impieghi più del previsto o che l’installer “giri” a vuoto, non temere:
    ha i suoi tempi.

    Configurazione iniziale di Windows 10

    Trascorso un po’ di tempo, l’installazione pulita Windows 10 si sarà conclusa.
    Il sistema si riavvierà e visualizzerai una schermata in cui c’è da configurare il sistema operativo.
    Seguiranno poi le impostazioni utente e le richieste di permessi di vario genere:
    dalla posizione al microfono per l’assistente vocale Cortana e molte altre.
    In base al livello di privacy che vuoi ottenere, sei libero o meno di accettare questi permessi (anche se in effetti hai scelto un sistema proprietario e, probabilmente, la privacy non è una tua priorità).
    Vedi l’immagine sopra per capire di cosa sto parlando.

    E dopo tanta fatica, ecco il tuo nuovo Windows 10.
    Per l’installazione degli aggiornamenti, ti servirà ovviamente una connessione internet Wi-Fi o LAN.
    Verranno ultimate tutte queste operazioni in background e, tanto più sarà veloce internet, tanto prima finirai.

    Post installazione

    La prima cosa che ti conviene fare dopo aver effettuato l’installazione pulita Windows 10, è andare sul pannello di controllo e vedere se ci sono ulteriori aggiornamenti.

    Fatto ciò, ti consiglio di installare tutti i driver necessari per il tuo hardware.
    La cosa migliore che tu possa fare, è scaricarli dal sito del produttore.
    Se avessi problemi a reperire i driver che ti servono, potresti comunque provare ad usare un software come DriverBooster, che trovi a questo indirizzo.
    Anche se l’installazione manuale è sempre la più pulita, per lo meno con esso le tue periferiche funzionerebbero.

    A questo punto, ti consiglio di installare un antivirus.
    Potresti utilizzare Windows Defender, che è già attivo e presente su Windows 10.
    In alternativa, potresti scegliere un software similare gratuito.
    Tra i tanti AV gratuiti, posso consigliarti Avira, che è uno dei migliori antivirus gratis con protezione in tempo reale.

    Se avevi fatto il backup dei dati, è ora di importarli nelle relative cartelle dell’utente.
    Dopo il ripristino di file, cartelle e collegamenti, fai una scansione antivirus per verificare che questi file di backup non abbiano portato con sé una spiacevole sorpresa.
    Fatto ciò, sarai pronto per poter utilizzare il tuo nuovo Windows 10.

    come fornire autorizzazioni windows

    come fornire autorizzazioni windows

    Hai appena a spostare un file sul tuo PC con Windows 7 ma è comparso un messaggio di errore: ti viene comunicato che è impossibile portare a termine l’operazione perché non hai le autorizzazioni necessarie.
    Evidentemente si tratta di un file di sistema, un file protetto o un file che è stato creato con un account utente non più in uso sul PC.

    Windows 7, devi sapere, come tutte le versioni più recenti del sistema operativo Microsoft, include un sistema di protezione dei file che rende impossibile la modifica accidentale dei file di sistema e di altri file protetti con lo scopo di mantenere la stabilità dell’ambiente di lavoro.
    Se vuoi, posso spiegarti come fornire autorizzazioni Windows 7 e come bypassare questa protezione su specifici file ma, mi raccomando, fanne buon uso.
    Modificando, spostando o cancellando dei file di sistema potresti compromettere seriamente la stabilità di Windows e il funzionamento di svariate applicazioni.

    Come facilmente intuibile, per portare a termine l’operazione devi essere loggato con un account dotato di privilegi da amministratore o, comunque, con un account utente che ha già delle autorizzazioni relative alla modifica dei file che intendi “sbloccare” e rendere modificabili da parte di altri utenti.
    Fatte queste doverose precisazioni, rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci subito all’opera!

    Fornire autorizzazioni su Windows 7:
    procedura standard

    Esistono due procedure per fornire autorizzazioni Windows 7, una manuale ed una automatica.
    Cominciamo dalla prima, che è un po’ più complessa da seguire ma aiuta a comprendere meglio il funzionamento del sistema di protezione dei file di Windows.

    Per diventare “proprietario” di un determinato file o di una determinata cartella, ossia per acquisire il permesso di modificarlo liberamente, non devi far altro che cliccare con il tasto destro del mouse su di esso e selezionare la voce Proprietà dal menu che compare.
    Nella finestra che si apre, seleziona la scheda Sicurezza e fai click prima sulla voce Users e poi sul pulsante Avanzate.

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    Adesso, recati nella scheda Proprietario e fai click sul pulsante Modifica.
    Seleziona il tuo nome utente dall’elenco che compare e clicca su OK per tre volte consecutive per salvare le modifiche effettuate.

    Se vuoi sbloccare le modifiche per un altro utente, seleziona il nome di quest’ultimo e non il tuo dall’elenco Modifica proprietario in.
    Se il nome dell’utente al quale vuoi consentire le modifiche al file non è presente in elenco, pigia sul pulsante Altri utenti o gruppi e digitalo nella finestra che si apre. Il nome utente deve essere completo di percorso iniziale (es.
    NOMEPERCORSO8703\nomeutente).
    Per aiutarti nella corretta compilazione del campo utilizza il pulsante Controlla nomi.

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    A questo punto, torna nelle Proprietà del file, seleziona la scheda Sicurezza, seleziona il tuo nome utente dall’elenco che compare e clicca sul pulsante Modifica.
    Nella finestra che si apre, seleziona ancora una volta il tuo nome utente (es.
    Users-[tuo nome utente]), metti il segno di spunta accanto alla voce Controllo completo che si trova nella colonna Consenti e fai click prima su OK e poi su per salvare i cambiamenti.

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    Ecco fatto! Adesso sei diventato “proprietario” del file selezionato e puoi modificarlo liberamente rinominandolo, spostandolo, cancellandolo, ecc..
    Quando tenterai di modificare il file, molto probabilmente ti verrà chiesto di confermare l’operazione cliccando sul pulsante Continua.

    Torno a ripeterlo:
    segui la procedura che ti ho appena illustrato solo se sai realmente dove stai mettendo le mani. La modifica di file di sistema potrebbe compromettere seriamente la stabilità di Windows.

    Programmi per fornire autorizzazioni su Windows 7

    Ora che hai compreso meglio il meccanismo di protezione dei file, possiamo vedere come fornire autorizzazioni Windows 7 in maniera più semplice, ossia aggiungendo una voce per diventare “proprietari” dei file nel menu contestuale dell’Esplora Risorse di Windows (quello che si apre facendo click destro su un elemento).

    Script Take Ownership

    Uno degli strumenti più semplici ed efficaci per gestire i permessi dei file su Windows 7 è lo script Take Ownership.
    Si tratta di uno script per il registro di sistema che aggiunge la voce Take Ownership al menu contestuale di Windows.
    Questo significa che, dopo averlo installato, è possibile acquisire il permesso di modificare un file (o una cartella) semplicemente facendo click destro su di esso e selezionando la voce Take Ownership dal menu che si apre.

    Provaci subito! Collegati a questa pagina del sito Internet Windows 7 Forums e clicca sul pulsante Download che si trova sotto la voce Add_Take_Ownership_to_context_menu per scaricare uno script per il registro di sistema che consente di aggiungere la voce per la proprietà dei file al menu contestuale di Esplora Risorse.

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    A download completato apri, facendo doppio click su di esso, l’archivio appena scaricato (Take_Ownership.zip) ed estraine il contenuto in una cartella qualsiasi.
    Adesso, fai doppio click sul file Add_Take_Ownership_to_context_menu.reg appena estratto dall’archivio scaricato e fai click prima su per due volte consecutive e poi su OK per applicare le modifiche.

    Da questo momento in poi, per acquisire i permessi per modificare i file protetti di Windows 7 non dovrai far altro che selezionare questi ultimi con il tasto destro del mouse e selezionare la voce Take Ownership dal menu che si apre.

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    In caso di ripensamenti, puoi rimuovere l’opzione dal menu contestuale dell’Esplora Risorse scaricando lo script Remove_Take_Ownership.reg dal sito Internet Windows 7 Forums e installandolo nel tuo sistema tramite doppio click.

    TakeOwnershipPro

    Se hai bisogno di modificare i permessi su più file o cartelle contemporaneamente, prova TakeOwnershipPro.
    Si tratta di un’applicazione gratuita compatibile con Windows 7 e successivi che permette di sbloccare le modifiche ai file con un semplice drag and drop.
    Purtroppo necessita di una breve procedura di installazione per poter essere utilizzato, non è portatile, ma si tratta di un problema di poco conto rispetto alla sua comodità.

    Per scaricare TakeOwnershipPro sul tuo PC, collegati al sito Internet del programma e clicca sul pulsante azzurro Download. Dopodiché apri il pacchetto d’installazione TakeOwnershipPro.exe che hai appena scaricato sul tuo PC e clicca prima su e poi su Next per quattro volte consecutive, InstallFinish per concludere il setup.

    Adesso sei pronto per passare all’azione.
    Avvia quindi TakeOwnershipPro cliccando sulla sua icona presente nel menu Start di Windows, trascina i file e le cartelle da “sbloccare” all’interno della sua finestra principale e clicca sul pulsante Take ownership per completare la procedura.

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    Se stai sbloccando i permessi relativi a delle cartelle, mettendo il segno di spunta accanto alla voce Include subfolders and files puoi fare in modo che la modifica dei permessi venga applicata anche ai file e alle sottocartelle contenute in queste ultime.

    Rinnovo la mia raccomandazione a usare questi strumenti con estrema cautela.
    Io non mi assumo alcuna responsabilità circa eventuali problemi derivanti dalla modifica dei file di sistema sul tuo PC.
    Poi non dirmi che non ti avevo avvertito!

    come masterizzare un cd con windows media player

    come masterizzare un cd con windows media player

    Non hai mai imparato a masterizzare dischetti perché, prima d’ora, non si è rivelato necessario farlo.
    Sfortunatamente, però, la tua automobile ha a bordo un autoradio dotato del solo lettore CD e non compatibile con chiavette USB, microSD o connettività cellulare, per cui si è reso indispensabile imparare a trasferire la musica, in un modo o nell’altro, sui vecchi dischetti.
    Chiedendo informazioni a qualche conoscente, hai scoperto che il programma Windows Media Player, il riproduttore multimediale incluso nei sistemi operativi di Microsoft, permette di effettuare quest’operazione.

    Il problema è che non hai la più pallida idea di come procedere, ma hai tutta l’intenzione di scoprire da solo come fare e hai deciso di affidarti a Google per trovare una risposta in merito, per cui sei capitato su questa guida.
    Ebbene, sono felice di annunciarti che questo è proprio il posto giusto per te:
    di seguito, infatti, ti spiegherò come masterizzare un CD con Windows Media Player, sia esso audio (cioè universalmente compatibile e contenente musica “a tracce”) o dati, in modo semplice e veloce.
    Sarà mia cura, inoltre, illustrarti come scrivere su dischetti anche attraverso Esplora File di Windows e presentarti, se necessario, altri programmi adatti allo scopo.

    Come dici?
    Hai paura di non riuscire nel tuo intento e di restare deluso, poiché non hai mai avuto un buon rapporto con la tecnologia?
    Non preoccuparti:
    le soluzioni che mi appresto a fornirti sono di semplicissima applicazione e sono sicuro che, grazie alle mie indicazioni passo-passo, non troverai difficoltà alcuna nel portare a termine l’obiettivo che ti sei prefisso.
    Dunque, senza esitare oltre, ritaglia un po’ di tempo libero per te e leggi con molta attenzione quanto ho da dirti:
    vedrai, il risultato ti sorprenderà! Detto ciò, non mi resta che augurarti buona lettura e buon divertimento!

    Indice

    • Masterizzare un CD con Windows Media Player
      • CD audio
      • CD dati
    • Masterizzare un CD con Esplora File di Windows
    • Altri programmi per masterizzare CD

    Masterizzare un CD con Windows Media Player

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    Come ti ho già accennato qualche riga fa, Windows Media Player è il riproduttore multimediale già incluso nel sistema operativo di Microsoft:
    questo software è in grado di effettuare sia la masterizzazione di CD audio “puri” (cioè organizzati in tracce audio e riproducibili nella maggior parte dei lettori CD, inclusi quelli delle automobili un po’ più datate), generandoli a partire da MP3, WMA o altri tipi di formati, sia di CD/DVD dati contenenti file multimediali nella loro forma “originale”.

    Per procedere, la prima cosa che devi fare è inserire il dischetto vuoto nel lettore del computer, avviare il summenzionato programma dal menu Start di Windows (raggiungibile tramite l’icona a forma di bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo) e poi proseguire, a seconda delle tue necessità, utilizzando uno dei due procedimenti illustrati di seguito.

    CD audio

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    Intendi utilizzare un CD audio riproducibile da tutti i lettori disponibili in commercio, così da evitare problemi di compatibilità e di poter godere della tua musica anche in sul lettore a bordo di un’automobile un po’ più datata?
    Allora questa è la sezione adatta per te!

    Prima di procedere, lascia che ti dia qualche indicazione in più sul da farsi:
    per prima cosa, devi sapere che un CD audio non risente delle dimensioni in termini di “spazio occupato” dai vari brani ma tiene conto della loro durata.
    In generale, un moderno CD da 700MB può contenere circa 80 minuti di musica in totale. Inoltre, per quanto riguarda la masterizzazione di un CD audio, tieni presente che la velocità di scrittura e la qualità del CD utilizzato possono fare davvero la differenza, poiché tali fattori influiscono concretamente nella resa finale.

    Dunque, onde evitare problemi di masterizzazione, brani saltellanti o altri tipi di imprevisti, è bene non far eseguire al computer altre operazioni in fase di masterizzazione, fare particolare attenzione alla qualità dei CD utilizzati (qui puoi trovare alcuni utili consigli in merito) e, soprattutto, utilizzare una velocità inferiore rispetto a quella massima permessa dal masterizzatore/supporto ottico in proprio possesso.

    Fatte queste doverose premesse, è il momento di passare all’azione:
    dopo aver aperto Windows Media Player e inserito il dischetto nel lettore, pigia sulla scheda Masterizza collocata in alto a destra, clicca poi sul pulsante Opzioni di masterizzazione residente subito sotto la summenzionata scheda (simboleggiato da un riquadro con un segno di spunta) e pigia sulla voce CD Audio dal menu mostrato a schermo.

    A questo punto, per aggiungere i file nell’elenco di masterizzazione, seleziona la voce Musica collocata a sinistra per accedere alla libreria musicale di Windows e trascina i brani che intendi masterizzare nel riquadro destro del programma, contrassegnato inizialmente dalla dicitura Trascina gli elementi qui.
    Per eliminare un file dall’elenco, devi fare clic destro sul suo nome e scegliere la voce Rimuovi da elenco dal relativo menu contestuale.

    Tieni ben presente che l’ordine dei brani visualizzato è quello che, effettivamente, verrà utilizzato in fase di masterizzazione:
    per modificarlo, non devi fare altro che selezionare con il mouse una traccia dall’elenco di riproduzione, spostarla in alto (o in basso) e rilasciarla nella posizione che ritieni più consona.

    La libreria musicale non contiene nessun file, dunque non riesci a creare la compilation?
    Nessun problema:
    per aggiungere i file alla libreria musicale di Windows e renderli disponibili per la masterizzazione, non devi far altro che copiarli nella cartella Musica del computer.
    In alternativa, puoi trascinare i brani nell’apposito riquadro direttamente dalla cartella in cui sono contenuti.

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    Una volta completata la compilation musicale, clicca ancora una volta sul pulsante Opzioni di masterizzazione e scegli la voce Altre opzioni di masterizzazione… dal menu proposto:
    per prima cosa, pigia sulla scheda Masterizza e imposta la Velocità di masterizzazione più adatta al tuo caso (ad es. Bassa) utilizzando l’apposito menu a tendina.

    Se desideri normalizzare le tracce, cioè far sì che tutte abbiano lo stesso volume, apponi il segno di spunta accanto alla voce Applica livellamento del volume per i brani; per evitare che tra una traccia e l’altra venga applicata una pausa di due secondi (ad esempio se stai masterizzando una compilation di brani remixati tra loro), utilizza invece la casella Masterizza CD senza pause tra i brani.
    Quando ritieni di aver raggiunto le impostazioni ottimali, pigia sui pulsanti Applica OK per ritornare alla schermata principale di Windows Media Player.

    A questo punto, il grosso è fatto:
    per procedere alla creazione del CD audio, pigia sul pulsante Avvia Masterizzazione e attendi che il processo venga portato a termine, dopodiché estrai il dischetto dal lettore, reinseriscilo e verifica che la riproduzione avvenga senza problemi.
    Non è stato difficile, vero?

    CD dati

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    Il lettore che intendi utilizzare supporta la riproduzione di brani in formato MP3, WMA e così via, dunque intendi creare un CD dati che possa contenere ancora più musica o contenuti multimediali, abolendo quindi il limite degli 80 minuti connesso ai CD audio?
    Non esitare oltre e segui le istruzioni che mi accingo a fornirti di seguito.
    Prima di continuare, voglio farti presente che questa procedura è valida anche per la creazione di DVD dati e che, se lo desideri, puoi aggiungere a siffatti dischetti, oltre a brani musicali, anche file di tipo videoimmagine, poiché supportati da Windows Media Player.

    Come?
    Semplicissimo:
    dopo aver avviato il programma e inserito il dischetto nel lettore, fai clic sulla scheda Masterizza residente in alto a destra, poi sul pulsante Opzioni di masterizzazione collocato subito sotto (identificato da un riquadro con segno di spunta) e clicca sulla voce CD o DVD dati annessa al piccolo menu che compare.

    A questo punto, non devi fare altro che cliccare sulle sezioni MusicaVideoImmaginiAltri file multimediali di Windows Media Player per accedere alle relative raccolte e trascinare i file che ti interessa masterizzare nel riquadro destro del programma (inizialmente identificato dalla dicitura Trascinare gli elementi qui).
    Puoi eliminare un file dall’elenco facendo clic destro sul suo nome e selezionando la voce Rimuovi da elenco dal menu proposto.

    Per aggiungere elementi alle raccolte multimediali, qualora queste risultassero vuote o non contenessero i file che intendi masterizzare, non devi fare altro che spostarli nelle cartelle Musica, Immagini o Video di Windows.
    Anche questa volta, se necessario, hai la possibilità di trascinare i file nell’apposita sezione di Windows Media Player direttamente dalle cartelle in cui sono contenuti.
    Inoltre, puoi tenere conto dello spazio occupato e dello spazio ancora disponibile avvalendoti dell’apposito indicatore collocato in alto a destra.

    Il gioco è praticamente fatto:
    verifica che l’elenco di masterizzazione contenga tutti i file che intendi trasferire sul dischetto e clicca sul pulsante Avvia masterizzazione per dare inizio al processo di scrittura vero e proprio.

    Masterizzare un CD con Esplora File di Windows

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    Hai apprezzato molto Windows Media Player, tuttavia hai bisogno di masterizzare sul CD/DVD anche contenuti differenti da quelli multimediali (ad es.
    documenti, archivi compressi o altri tipi di dati) non supportati dal lettore di casa Microsoft?
    In tal caso, puoi masterizzare il CD o il DVD in tuo possesso avvalendoti di Esplora File, cioè il programma che Windows utilizza per visualizzare il contenuto di dischi, chiavette USB, supporti ottici e quant’altro.

    Farlo è davvero molto semplice:
    per prima cosa, inserisci il dischetto vuoto nel computer, ignora le opzioni di riproduzione automatica (pigiando sul pulsante Annulla nella finestra che compare a schermo se ti trovi su Windows 7 o 8.1), dopodiché fai doppio clic sull’icona Questo PC/Computer collocata sul desktop e ripeti l’operazione con l’icona relativa al dischetto vuoto appena inserito (ad es. Unità DVD RW (L:)).

    A questo punto, il sistema operativo ti chiederà se vuoi masterizzare il dischetto come un’unità di memoria flash USB o come un “classico” lettore CD/DVD.
    Utilizzando la prima opzione, avrai la l’opportunità di copiare e cancellare i file (quest’ultima possibilità è prevista solo nel caso di supporti riscrivibili, altrimenti i file scritti non potranno essere eliminati) esattamente come faresti con una chiavetta o un disco USB; in questo caso, però, il CD/DVD potrà soltanto essere letto e gestito da sistemi operativi pari o superiori a Windows XP, risultando dunque inutilizzabile da altri sistemi e supporti (Mac, lettori da tavolo, autoradio, console differenti da Xbox One, e così via).
    Con la seconda opzione, invece, potrai creare un dischetto dati standard compatibile con tutti i sistemi e i supporti:
    se non sai cosa scegliere, ti consiglio di avvalerti di quest’ultima opzione.

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    Ad ogni modo, una volta apposto il segno di spunta accanto alla modalità di scrittura che ritieni più consona al tuo caso, pigia sul pulsante Avanti e copia nella finestra che si apre a schermo tutti i file che intendi trasferire sul dischetto.
    Fatto ciò, devi semplicemente effettuare un clic destro su un punto vuoto della finestra relativa ai file da masterizzare, pigiare sulla voce Scrivi su disco collocata nel menu contestuale proposto, impostare la velocità di masterizzazione e il nome del CD/DVD utilizzando la finestra mostrata a schermo, per poi avviare il processo di scrittura pigiando sul pulsante Avanti.

    In alternativa, puoi ottenere il medesimo risultato premendo il pulsante Scrivi su disco collocato nella parte alta di Esplora Risorse di Windows 8.1 o Windows 7, oppure cliccando sul pulsante Completa masterizzazione di Windows 10, a sua volta accessibile pigiando sulla piccola freccetta rivolta verso il basso, collocata nell’angolo in alto a destra di Esplora File.

    Altri programmi per masterizzare CD

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    Se sei arrivato fin qui, vuol dire che hai imparato alla perfezione sia a masterizzare un CD con Windows Media Player che a fare la stessa cosa avvalendoti degli strumenti messi a disposizione da Esplora File.
    Tuttavia, studiando per bene il tuo caso, ti sei reso conto di avere la necessità di programmi un po’ più avanzati e che possano lasciarti, all’occorrenza, un po’ di libertà in più in merito alle varie impostazioni, pertanto desidereresti qualche informazione aggiuntiva in merito.

    Ho centrato il punto?
    Perfetto, credo proprio di avere ciò che fa al caso tuo:
    ti consiglio di dare una attenta lettura alla mia guida ai software per masterizzare, in cui puoi trovare una lista ben strutturata di programmi adatti allo scopo, completa di informazioni piuttosto dettagliate su ciascuna applicazione e con relativi link di download.
    Allora, cosa aspetti a consultarla?

    come passare da windows vista a windows

    come passare da windows vista a windows

    Finalmente hai deciso di aggiornare il tuo vecchio PC con Windows Vista e di passare a Windows 7.
    Hai già tutto quello che ti serve per effettuare l’upgrade, però hai paura di procedere perché hai poca esperienza e temi di perdere tutti i tuoi dati.

    Allora:
    fa’ un bel respiro, cerca di stare calmo e lascia che ti dia una mano a portare a termine l’operazione. Ti assicuro che non devi fare nulla di particolarmente difficile e che tutti i tuoi dati rimarranno al loro posto. L’importante è che tu faccia attenzione e non abbia fretta.

    Se vuoi ti do una mano io.
    Dai, prenditi un po’ di tempo libero e lascia che sia io a spiegarti come installare Windows 7 su Windows Vista in modo da passare da un sistema operativo all’altro in maniera “indolore”, o quantomeno più consapevole su quello che si sta andando a fare.
    Ti ripeto, non bisogna essere esperti di informatica per riuscirci.
    Rimboccati le maniche e mettiti alla prova seguendo le indicazioni che trovi di seguito.
    Sono sicuro che ce la farai senza il benché minimo problema.
    In bocca al lupo!

    Verifica dei requisiti minimi

    Prima di vedere in dettaglio come passare da Windows Vista a Windows 7, ti consiglio di accertarti che tutti i componenti del tuo computer siano supportati dal nuovo sistema.
    Per farlo, collegati a questa pagina del sito Internet Microsoft e clicca prima sul pulsante Scarica e poi su quello No, grazie.
    Continua.
    per scaricare sul tuo PC il programma Windows 7 Upgrade Advisor con il quale potrai, appunto, verificare la compatibilità del tuo computer con Windows 7.

    A download completato apri, facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (Windows7UpgradeAdvisorSetup.exe) e installa Windows 7 Upgrade Advisor sul tuo PC mettendo il segno di spunta accanto alla voce Accetto i termini della licenza e cliccando prima su Installa e poi su Chiudi.

    Ora, avvia Windows 7 Upgrade Advisor tramite la sua icona presente sul desktop, clicca sul pulsante Avvia verifica e attendi il suo responso.
    Ti verranno segnalati eventuali incompatibilità con Windows 7 sia a livello hardware (es.
    quantitativo di RAM insufficiente) sia a livello software (es.
    driver o applicazioni non compatibili).

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    Qualora non riuscissi ad eseguire Windows 7 Upgrade Advisor, ti informo che i requisiti hardware minimi per eseguire Windows 7 sono i seguenti.
    Non sono per nulla esosi, quindi non dovresti avere problemi.

    • Processore a 1 GHz.
    • RAM di almeno 1GB per la versione di Windows 7 a 32 bit o 2GB di RAM per la versione di Windows 7 a 64 bit.
    • 16/20 GB di spazio libero sul disco.
    • Scheda grafica compatibile con DirectX 9 e driver WDDM 1.0.

    Maggiori dettagli sui requisiti hardware e software necessari all’esecuzione di Windows 7 sono disponibili sul sito Internet di Microsoft.

    Backup dei dati

    Installare Windows 7 su Vista, se si sfrutta la funzione di aggiornamento offerta dal sistema operativo, non comporta la cancellazione di alcun file.
    Tuttavia è meglio essere previdenti e creare un backup di tutti i propri dati prima di procedere con l’installazione di Windows.

    Per creare un backup dei tuoi dati, prendi un hard disk esterno e salva su di esso tutti i documenti a cui tieni di più.
    Inoltre, se hai scaricato delle applicazioni da Internet e non vuoi perdere tempo a riscaricarle, crea un backup anche dei file d’installazione di queste ultime.
    Perderai un po’ di tempo ma, ripeto, meglio essere previdenti.

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    Download dei driver per Windows 7

    Altra operazione che ti consiglio vivamente di compiere prima di installare Windows 7 è scaricare tutti i driver per il nuovo sistema operativo.
    Per compiere quest’operazione, collegati al sito Internet dell’azienda produttrice del tuo PC, cerca il modello esatto di quest’ultimo e scarica tutti i driver più recenti.
    Mi raccomando, prima di avviare il download di qualsiasi tipo di driver assicurati che questo sia perfettamente compatibile con la versione di Windows 7 che stai per andare ad installare (32 o 64 bit).

    Di seguito ti lascio i link ad alcune guide che ho dedicato proprio al download dei driver:
    potrebbero tornarti utili nell’identificazione e nel download dei driver per tutti i componenti del tuo PC (scheda audio, scheda video, scheda di rete e via discorrendo).

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    • Intel driver
    • Driver HP
    • ATI driver
    • Canon driver
    • Toshiba driver
    • Acer driver
    • NVIDIA driver
    • ASUS driver
    • Epson driver
    • Samsung driver
    • Programmi per driver mancanti

    Download di Windows 7

    Hai già il DVD per installare Windows 7?
    Se la risposta è affermativa, nessun problema, sei già pronto a procedere.

    Se invece non hai il DVD d’installazione di Windows 7 e/o vuoi installare Windows 7 su un computer sprovvisto di lettore DVD, devi scaricare il sistema operativo da Internet e copiarlo su una chiavetta USB. Per scaricare Windows 7 in maniera legale devi collegarti a collegarti al sito Internet di Microsoft e devi immettere il product key della tua copia del sistema operativo nell’apposito campo di testo.
    Purtroppo il servizio funziona solo per le versioni retail del sistema operativo, quindi solo per le versioni acquistate separatamente dal computer (non funziona per le copie OEM che si trovano preinstallate sui PC).

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    Dopo aver scaricato Windows 7, puoi masterizzare la sua immagine ISO su un DVD utilizzando qualsiasi software adatto allo scopo.
    Personalmente ti consiglio ImgBurn che è completamente gratuito ed estremamente facile da usare:
    ti ho spiegato come utilizzarlo nel mio tutorial su come masterizzare file ISO.

    Creare una chiavetta USB con Windows 7

    Se vuoi installare Windows 7 su un PC sprovvisto di unità ottica, devi riversare i file d’installazione del sistema operativo su una chiavetta USB.
    Per compiere quest’operazione hai bisogno di un’immagine ISO di Windows 7, di una chiavetta USB con almeno 4GB di spazio libero e di un programmino gratuito denominato Windows 7 USB/DVD Download Tool.

    Per procurarti l’immagine ISO di Windows 7 puoi ricorrere al sito Internet di Microsoft (come ti ho spiegato poc’anzi) oppure puoi come estrarre il file ISO dal DVD di Windows 7 seguendo le indicazioni disponibili nella mia guida dedicata all’argomento.

    Una volta ottenuto il file immagine di Windows 7, scarica e installa il software Windows 7 USB/DVD Download Tool e utilizzalo per riversare i file d’installazione del sistema operativo su una chiavetta USB.
    Trovi tutti i dettagli relativi a quest’operazione nel mio tutorial su come creare USB bootable (nel paragrafo dedicato, per l’appunto, a Windows 7).

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    Passare da Windows Vista a Windows 7

    Se tutto è filato per il verso giusto, dovresti essere pronto ad aggiornare il tuo sistema a Windows 7.
    Per farlo, inserisci il DVD o la chiavetta d’installazione del nuovo sistema operativo nel del PC, recati in Start > Computer e fai doppio click sull’icona dell’unità.

    Nella finestra che si apre, avvia il file setup.exe (se necessario) e clicca prima su Continua per confermare l’apertura della procedura d’installazione di Windows 7 e poi su Installa per avviare la procedura guidata di aggiornamento.

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    A questo punto, attendi che vengano preparati i file per l’installazione e, se sei connesso ad Internet, clicca sul pulsante Accedi a Internet per scaricare i più recenti aggiornamenti per l’installazione affinché vengano scaricati tutti gli aggiornamenti disponibili per Windows 7. Altrimenti fai click sul pulsante Non scaricare i più recenti aggiornamenti per l’installazione e vai avanti senza scaricare gli aggiornamenti.

    Seleziona quindi la versione del sistema operativo che desideri installare sul tuo PC (es.
    Windows 7 Home Premium), clicca su Avanti, accetta le condizioni di utilizzo di Windows mettendo il segno di spunta accanto alla voce Accetto le condizioni di licenza e clicca prima su Avanti e poi su Aggiornamento e ancora Avanti per avviare l’installazione del sistema operativo come aggiornamento di Vista.

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    Nota: per installare Windows 7 su Vista c’è bisogno che le edizioni del sistema in uso (ossia Vista) e quelle di Windows 7 combacino.
    Se sul PC hai installato Windows Vista Home Basic o Windows Vista Home Premium puoi passare solo a Windows 7 Home Premium e Windows 7 Ultimate.
    Se usi Vista Business puoi passare a Windows 7 Professional o Ultimate, mentre se usi Windows Vista Ultimate puoi passare solo a Windows 7 Ultimate.
    Stesso discorso vale naturalmente per l’architettura del sistema:
    si può aggiornare solo da 32 bit a 32 bit e da 64 bit a 64 bit.

    Terminata la copia dei file necessari all’aggiornamento sull’hard disk del computer, il sistema si riavvierà e la procedura di aggiornamento da Windows Vista a Windows 7 continuerà in automatico.
    Dopo qualche minuto, il sistema si riavvierà nuovamente e sarà completata l’installazione del sistema operativo (il PC dovrebbe riavviarsi un altro paio di volte durante il processo per poi riprendere automaticamente l’installazione).
    Al termine dell’installazione, partirà la procedura guidata per la configurazione iniziale di Windows 7.

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    Come prima cosa, dovrai digitare il numero di serie della tua copia del sistema e fare click sul pulsante Avanti per attivare Windows.
    Clicca quindi sul pulsante Usa impostazioni consigliate per utilizzare le impostazioni predefinite per la protezione del PC, conferma l’uso del fuso orario italiano cliccando su Avanti e clicca su Rete domestica per configurare automaticamente la rete.

    È tutto! Qualche ulteriore secondo di attesa e avrai il desktop del tuo Windows 7 perfettamente funzionante.
     Questa era la “complicatissima” procedura per aggiornare a Windows 7!

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    Creare un’installazione pulita di Windows 7

    Se non vuoi preservare i tuoi dati e quindi vuoi ottenere un’installazione pulita di Windows 7, avvia il computer dal DVD o dalla chiavetta USB di Windows 7 e seleziona la voce Personalizzata (utenti esperti) anziché “Aggiornamento” nella prima parte del setup.

    Dopodiché seleziona la partizione su cui è installato attualmente Vista (dovrebbe essere Disco 0 Partizione 1), clicca sulla voce Opzioni unità (avanzate) che si trova in basso a destra e avvia la formattazione dell’unità cliccando prima su Formatta e poi su OK.
    In questo modo formatterai il disco e potrai proseguire nell’installazione di Windows 7 come spiegato in precedenza.
    Ovviamente nessun file e nessun programma verrà preservato in quanto la formattazione elimina tutti i dati presenti sul disco.

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    Qualora incontrassi dei problemi nell’avviare il computer dalla chiavetta USB o dal DVD di Windows 7, prova ad entrare nelle impostazioni del BIOS (o dell’UEFI se utilizzi un PC recente) e ad impostare l’unità USB o DVD come unità di boot primaria.

    Se utilizzi un PC recente equipaggiato con UEFI potresti inoltre aver bisogno di disattivare il Secure boot e di attivare la modalità BIOS Legacy.
    Ti ho parlato di tutte queste procedure e dei loro effetti nel mio tutorial su come entrare nel BIOS/UEFI.

    come rimuovere password windows

    come rimuovere password windows

    C’è poco da fare, ogni volta commetti sempre lo stesso errore.
    Accendi il PC, ti allontani dalla tua postazione multimediale speranzoso che nel frattempo Windows 8 si carichi completamente e sia pronto all’uso ma al tuo ritorno la schermata d’accesso è ancora in bella mostra perché hai dimenticato di digitare la password.
    Tempo sprecato quindi.
    Considerando il ripetersi della situazione rimuovere password Windows 8 potrebbe essere una buona idea.
    Come dici?
    Ci avevi già pensato ma non hai la più pallida idea di dove mettere le mani?
    Beh, in tal caso non preoccuparti… posso aiutarti io.

    Prima di illustrarti, per filo e per segno, tutto quel che bisogna fare per poter rimuovere password Windows 8 c’è però una cosa molto importante di cui è bene che tu tenga conto.
    Anche se la rimozione della password ti consente di velocizzare, e non poco, l’accesso al sistema operativo la procedura in oggetto è altamente sconsigliata.
    Infatti, disattivando la richiesta della password all’avvio di Windows 8 rischi di mettere i tuoi dati nelle mani di chiunque passi nella tua stanza… io ti ho avvertito!

    In ogni caso se è tua intenzione capire che cosa bisogna fare per poter rimuovere password Windows 8 ti suggerisco di metterti ben comodo, di prenderti qualche minuto di tempo libero e di concentrarti con attenzione sulla lettura di questa guida.
    Pronto?
    Si?
    Perfetto, allora cominciamo.

    Nota: Mi raccomando… metti in pratica le mie indicazioni solo e soltanto su computer di tua legittima proprietà o comunque su tuoi account personali.
    Violare i computer di altre persone è un reato, ma questo non credo che ci sia bisogno che te lo dica io.

    Rimuovere password Windows 8 – Procedura standard

    Per rimuovere password Windows 8 la prima operazione che devi effettuare è quella di accedere alla Start Screen.
    Successivamente pigia sul pulsante raffigurante una lente di ingrandimento che risulta collocato in alto a destra, digita il termine esegui nel campo di ricerca visualizzato poi pigia sull’icona Esegui che compre fra i risultati della ricerca. Digita ora il comando netplwiz nell’apposito modulo annesso alla finestra di Esegui e poi fai clic sul pulsante OK.

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    Nella nuova finestra che a questo punto ti verrà mostrata seleziona, utilizzando il tasto sinistro del mouse, il tuo account utente nel riquadro collocato sotto la voce Utenti per il computer: dopodiché togli la spunta dalla casella collocata accanto alla voce Per utilizzare questo computer è necessario che l’utente immetta il nome e la password.
    Per confermare ed applicare le modifiche fai clic prima sul pulsante Applica collocato in basso e poi anche sul pulsante OK.

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    Per concludere digita per l’ultima volta la password attualmente in uso sul tuo PC compilando i campi password: e conferma password: annessi alla nuova finestra visualizzata dopodiché fai clic su OK per rimuovere password Windows 8.

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    Chiaramente nel caso in cui dovessi avere dei ripensamenti potrai sempre e comunque annullare la procedura mediante cui rimuovere password Windows 8.
    Per fare ciò ti basterà cliccare nuovamente sul campo di ricerca collocato nella parte in alto a destra della Start Screen, digitare esegui e poi fare clic sull’icona di Esegui.
    Successivamente digita nuovamente il comando netplwiz nella finestra di Esegui e poi fari clic su OK.
    Per concludere seleziona la tua utenza dalla sezione annessa sotto la voce Utenti per il computer: dopodiché togli la spunta dalla casella collocata accanto alla voce Per utilizzare questo computer è necessario che l’utente immetta il nome e la password.
    Per confermare ed applicare le modifiche fai clic prima sul pulsante Applica collocato in basso e poi anche sul pulsante OK.

    Rimuovere password Windows 8 – Procedura “di fortuna”

    Se invece stai cercando un modo per rimuovere password Windows 8 su un computer per il quale non ricordi i dati di accesso di accesso e quindi non riesci ad entrare nel sistema ti suggerisco di dare un’occhiata alla mia guida su come oltrepassare la password di Windows.

    Rimuovere password Windows 8 – PIN numerico e password grafica

    Se anziché rimuovere password Windows 8 cerchi una soluzione, per così dire, meno drastica ma proprio non ne puoi più di digitare e ricordare i vari caratteri che compongono la tua chiave d’accesso al sistema sappi che in tal caso puoi provare ad attivare un PIN numerico (come quello che solitamente viene impiegati per sbloccare l’accesso alle SIM dei cellulari) oppure una password grafica (una password costituita da un’immagine a scelta e da alcuni gesti da associare).
    Tieni presente che con il lancio di Windows 8 Microsoft ha deciso di integrare l’utilizzo degli account utente Windows con tutti gli account Microsoft online.
    In tal modo è possibile mantenere perfettamente sincronizzati nel cloud i dati e le impostazioni.
    Tuttavia se è proprio questo il motivo che ti spinge a voler rimuovere password Windows 8, magari perché quella collegata al tuo account Microsoft risulta troppo lunga da digitare e difficile da ricordare, ti suggerisco innanzitutto di valutare la messa in pratica delle due soluzioni che ti ho appena indicato.

    Per attivare un PIN numerico o per configurare una password grafica in sostituzione della password su Windows 8 accedi alla Start Screen, digita il termine impostazioni pc utilizzando l’apposito campo di ricerca collocato in alto a destra e poi fai clic sull’icona di Impostazioni PC che ti viene mostrata fra i risultati della ricerca.

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    Procedi ora andando a selezionare la voce Account e poi fai clic su Opzioni di accesso dalla barra laterale di sinistra.
    Adesso pigia sul bottone Aggiungi collocato sotto la dicitura PIN per configurare un PIN numerico oppure sul pulsante Aggiungi collocato sotto la dicitura Password grafica per impostare una password grafica.
    Digita quindi la password attualmente in uso per il tuo account e poi fai clic sul pulsante OK dopodiché compila i campi visualizzati a schermo inserendo le info richieste e conferma la tua volontà di apportare modifiche alla modalità d’accesso al tuo account pigiando sul pulsante Fine.

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    Dopo aver effettuato i passaggi in oggetto le modifiche apportate saranno applicate immediatamente il che significa che a partire dal prossimo accesso al sistema per poter effettuare il login dovrai digitare, in base alla scelta da te effettuata, il PIN oppure la password grafica.

    In caso di ripensamenti potrai sempre e comunque rimuovere sia il PIN sia la password grafica semplicemente accedendo alla sezione Impostazioni PC di Windows 8, pigiando su Account, poi su Opzioni di accesso e, per finire, facendo clic sul pulsante Rimuovi presente in corrispondenza della voce PIN oppure della voce Password grafica.

    come sbendare emule windows

    come sbendare emule windows

    Hai un vecchio PC con su installato Windows 7 che ormai usi in via esclusiva per scaricare file da eMule.
    Peccato solo che, da un po’ di tempo a questa parte, tu non riesca più a sfruttare il “muletto” in maniera soddisfacente.
    Per la precisione, i download vanno tutti molto lenti e, quando tenti di connetterti a un server, compare una benda nera sull’icona del programma.
    Beh, probabilmente hai un “ID basso” causato da una cattiva configurazione del router.

    Date le circostanze, prova a seguire le indicazioni su come sbendare eMule su Windows 7 che sto per darti e, al 99%, il problema dovrebbe risolversi.
    Se le mie impressioni sono esatte, tutto quello che dovrai fare sarà recarti nelle impostazioni del tuo router e aprire le porte usate da eMule per comunicare con l’esterno e accogliere le connessioni in entrata.

    Dopodiché dovrai assicurarti della corretta configurazione del firewall di Windows e dovrai mettere in pratica alcuni altri piccoli accorgimenti.
    Quali?
    Li scoprirai a breve:
    ora basta chiacchierare e passiamo all’azione.
    Leggi le indicazioni che trovi di seguito e mettile in pratica.
    A me non resta altro da fare, se non augurarti una buona lettura e farti un grandissimo in bocca a lupo per tutto!

    Indice

    • Operazioni preliminari
    • Aprire le porte di eMule
    • Configurare il firewall per eMule
    • Altre operazioni utili

    Operazioni preliminari

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    Come ti dicevo a inizio articolo, il motivo per cui, nella maggior parte dei casi, compare una banda nera sull’icona di eMule è perché, nel router che si utilizza per accedere a Internet, non sono state aperte le porte che il programma usa per accogliere le connessioni in entrata e comunicare con l’esterno.

    Per risolvere il problema, bisogna quindi individuare quali sono le porte usate da eMule.
    Per procedere in tal senso, avvia il programma facendo doppio clic sul suo collegamento presente sul desktop oppure sulla sua voce presente nel menu Start.

    A questo punto, una volta visualizzata la finestra principale di eMule, clicca sul pulsante Opzioni situato in alto a destra, seleziona la voce Connessioni dal menu laterale della nuova finestra aperta e controlla i valori indicati in corrispondenza dei campi TCP e UDP.

    Le porte usate più di frequente sono la 4662 e la 4672.A questo proposito, considerando che alcuni provider Internet sono soliti limitare il traffico P2P sulle porte d’uso più comune (il che potrebbe comportare la comparsa della benda sull’icona di eMule), ti suggerisco di modificare tali valori, se presenti, con dei numeri più alti, ad esempio 28823 e 5643.

    Aprire le porte di eMule

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    Compiuti i passaggi preliminari di cui sopra, veniamo al nocciolo vero e proprio della questione e andiamo a scoprire, dunque, quali sono i passaggi che vanno compiuti per riuscire a sbendare eMule su Windows 7.
    Come ti dicevo, il problema è, nella quasi totalità dei casi, riconducibile al fatto che le porte usate dal programma non sono state aperte nel pannello di configurazione del router.
    Vediamo allora come risolvere.

    Tanto per cominciare, avvia il browser che generalmente usi per navigare in Rete dal tuo PC (es.
    Chrome) e digita, nella barra degli indirizzi, 192.168.1.1 oppure 92.168.0.1 (che sono gli IP predefiniti della maggior parte dei router), dopodiché schiaccia il tasto Invio sulla tastiera.
    Se gli indirizzi digitati non risultano essere corretti, leggi la mia guida su come trovare l’indirizzo IP del router per scoprire in che modo risolvere.

    Quando ti viene chiesto di inserire una combinazione di nome utente e password, prova con admin/admin oppure con admin/password (anche in tal caso, si tratta di valori predefiniti per la maggior parte dei router).
    Qualora le combinazioni appena suggerite dovessero risultare inesatte, leggi la mia guida su come entrare nel router per capire subito come ovviare alla cosa.

    A questo punto, dovresti finalmente essere al cospetto del pannello interno del tuo router. Cerca, dunque, di individuare la sezione dedicata all’inoltro delle porte (altrimenti denominata port forwarding), alla mappatura delle porte o ai virtual server, clicca sul pulsante per creare una nuova regola o un nuovo virtual server e compila il modulo che ti viene proposto attenendoti alle indicazioni che trovi qui di seguito.

    • Porta iniziale/interna – inserisci il numero della porta TCP o della porta UDP di eMule (dev’essere creata una regola per porta).
    • Porta finale/esterna – inserisci lo stesso valore inserito nel campo dedicato alla “Porta iniziale/interna”.
    • Tipo di porta/Protocollo – scegli “TCP” o “UDP”, a seconda del tipo di porta da aprire nel router.
    • IP di destinazione/Indirizzo IP server – digita l’indirizzo IP locale del computer sul quale intendi usare eMule.
      Se non lo conosci, puoi consultare la mia guida sull’argomento per scoprirlo subito.
    • Nome/Descrizione – inserisci un nome a scelta, per individuare la regola (es.
      “eMule TCP” o “eMule UDP”).

    Dopo aver compilato come da indicazioni tutti i campi del modulo, fai clic sul pulsante Applica/Salva per salvare la regola appena creata.
    Successivamente, avvia la creazione di una nuova regola per l’altra porta di eMule attenendoti ai medesimi passaggi di cui sopra.

    Purtroppo non posso essere più preciso sul da farsi in quanto le diciture cambiano da router a router e, personalmente, non conosco marca e modello esatti del dispositivo in tuo possesso.
    Se però la cosa può esserti d’aiuto, qui sotto trovi alcune mie guide specifiche per modello di router e per gestore di riferimento.

    • Come configurare router TIM/Alice
    • Come configurare router Fastweb
    • Come configurare router Infostrada
    • Come configurare router TP-Link
    • Come configurare router D-Link
    • Come configurare router Netgear

    Dopo aver aperto le porte di eMule nel pannello di gestione del router, riprova quindi a connetterti con il programma a un server eD2K e alla rete KAD:
    se non compare più la benda sull’icona di eMule e la connessione va a buon fine, il problema è risolto, altrimenti passa al “piano B”, quello che trovi indicato nel passo successivo della guida.

    Configurare il firewall per eMule

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    Il “piano B” consiste nel controllare che eMule sia autorizzato nel firewall di Windows 7.
    Questa versione del sistema operativo di casa Microsoft, infatti, come tutte quelle successive, integra un firewall che protegge il PC dalle intrusioni e che, se non configurato in maniera corretta, può incidere negativamente sul funzionamento di eMule.

    Per cui, per configurare il firewall in modo tale da riuscire a sbendare eMule, clicca sul pulsante Start (quello con la bandierina di Windows) posto nella parte in fondo a sinistra della barra delle applicazioni e seleziona la voce Pannello di controllo dal menu che si apre.

    Nella finestra che a questo punto viene mostrata sullo schermo, seleziona la voce Sistema e sicurezza, poi quella Consenti programma con Windows Firewall (se non riesci a trovare le voci in questione, abilita la visualizzazione per Categoria nel menu a tendina in alto a destra).

    Successivamente, individua eMule nell’elenco dei programmi aggiunti al firewall e verifica che siano presenti i segni di spunta sulle relative caselle in corrispondenza delle colonne Domestica/aziendale (privata) e Pubblica.
    Se mancano, per autorizzare il programma a collegarsi a Internet, pigia sul bottone Modifica impostazioni situato in alto e apponi il segno di spunta sulle caselle citate in precedenza.

    Se eMule non è presente nell’elenco dei programmi autorizzati nel firewall, aggiungilo tu pigiando sul bottone Consenti un altro programma collocato in basso a destra, facendo clic sul pulsante Sfoglia, selezionando l’eseguibile emule.exe dalla cartella in cui hai installato o estratto il software e pigiando sul bottone Aggiungi.
    In seguito, regola le impostazioni del firewall per il programma procedendo così come ti ho indicato poc’anzi.

    Ora riprova a collegarti con eMule e tutto dovrebbe essere a posto.
    In caso contrario, esegui daccapo i passaggi riportati in questo passo e in quello precedente del tutorial e assicurati di aver fatto tutto come da indicazioni.

    Altre operazioni utili

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    Per concludere, e per completezza d’informazione, voglio segnalarti altre operazioni che possono tornare utili per usare eMule nel migliore dei modi e, soprattutto, per scaricare i file alla massima velocità possibile.

    Le prime operazioni a cui mi riferisco sono l’aggiornamento dei server della rete eD2K e il reset delle impostazioni della rete Kad. Per scoprire in che modo procedere, attieniti alle indicazioni sul da farsi che ho provveduto a fornirti nelle mie guide dedicate in maniera specifica a come aggiornare i server di eMule e come connettersi alla rete Kad.

    Nel caso in cui non ne fossi a conoscenza, ti faccio presente che eD2K e Kad sono le due reti su cui è basato il funzionamento di eMule:
    la prima è una rete centralizzata, il che significa che ci sono alcuni server che catalogano i file condivisi dagli utenti e consentono a questi ultimi, o meglio ai client, di caricare e scaricare file da eMule.
    Da notare che l’eventuale chiusura dei server renderebbe, di fatto, eMule inutilizzabile.

    La rete Kad, invece, non è basata su server (per cui viene definita serverless) e, proprio per tale ragione, non è soggetta a chiusura.
    Per dirla in termini “spiccioli”, all’interno della rete Kad ogni computer viene trasformato in un piccolo server, di conseguenza gli utenti si mettono direttamente in comunicazione tra loro, senza dover passare per server d’appoggio.

    come trasferire contatti da windows phone a android

    come trasferire contatti da windows phone a android

    Dopo un’attenta riflessione, hai deciso di mandare in pensione il tuo vecchio Windows Phone e hai acquistato uno smartphone Android nuovo di zecca.
    Dopo aver inserito la SIM nel nuovo telefono e averne effettuato la configurazione iniziale, ti sei reso conto di avere un problema non proprio trascurabile:
    non hai la più pallida idea di come trasferire contatti da Windows Phone a Android, per cui ora hai il terrore di dover reinserire manualmente tutti i numeri di telefono “raccolti” in tanti anni.

    Come dici?
    Ho proprio indovinato?
    Perfetto, allora sappi che non potevi capitare in posto migliore:
    di seguito, infatti, ti suggerirò i migliori metodi per esportare i contatti da Windows Phone (e da Windows 10 Mobile, la versione successiva del sistema operativo per smartphone di Microsoft) e per importarli successivamente su Android con passaggi semplici e alla portata di tutti, anche di chi, come te, non è poi così avvezzo al mondo della tecnologia.

    Dunque, senza indugiare oltre, ritaglia qualche minuto di tempo libero tutto per te, mettiti bello comodo e leggi con molta attenzione tutto quanto ho da spiegarti sull’argomento:
    sono convinto che, al termine di questa lettura, sarai perfettamente in grado di spostare per intero la tua rubrica, iniziando così a sfruttare nel concreto il tuo nuovo smartphone.
    Detto ciò, non mi resta altro da fare che augurarti buona lettura!

    Indice

    • Esportare i contatti di Windows Phone
    • Trasferire i contatti da Windows Phone a Android

    Esportare i contatti di Windows Phone

    Il primo passo da compiere per trasferire i contatti da Windows Phone a Android è quello di esportare l’intera rubrica dallo smartphone Microsoft.
    Il metodo più semplice per agire, in questo senso, è quello di sincronizzare la rubrica con un account Outlook.com (o account Microsoft), per poi scaricare il file della rubrica, in formato CSV, tramite qualsiasi browser per computer. In che modo?
    Te lo spiego subito.

    Associazione dell’account Outlook

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    Se, all’atto della configurazione iniziale di Windows Phone/Windows 10 Mobile, hai già provveduto ad associare il telefono a un account Microsoft, puoi saltare i passaggi che ti illustrerò di seguito e passare direttamente alla fase di esportazione dei contatti.

    Laddove, invece, non avessi provveduto a effettuare quest’operazione, puoi porre rimedio al problema in modo semplice:
    se stai usando Windows Phone, per prima cosa, recati nelle Impostazioni del telefono toccando l’icona a forma di ingranaggio collocata nella schermata Start o nella lista app del telefono (accessibile facendo uno swipe dal basso verso l’alto partendo dalla schermata Start), fai tap sulla voce e-mail e account e sfiora il pulsante aggiungi un account.

    Fatto ciò, seleziona il logo di Microsoft/Outlook, premi sul bottone Accedi e compila il modulo successivo inserendo, dove richiesto, l’indirizzo email e la password associati al tuo account Outlook/Live/Hotmail; se non hai un account di questo tipo, puoi crearlo immediatamente pigiando il pulsante creane uno e seguendo le istruzioni fornite a schermo o, in alternativa, puoi usare le istruzioni che ti ho fornito nella mia guida su come creare account Outlook.

    Nota:
    se disponi di un account Hotmail/Live/Outlook ma non ne ricordi più la password, puoi seguire il mio tutorial dedicato per recuperarla in pochi minuti.

    Se, invece, utilizzi Windows 10 Mobile, devi recarti nel menu Impostazioni e selezionare, successivamente, le voci Account Account e-mail per le app, per poi toccare il pulsante [+] Aggiungi un account, selezionare il logo di Outlook.com dalla schermata successiva ed effettuare il login inserendo le credenziali nei campi richiesti.
    Anche in questo caso, se non disponi di un account Outlook, puoi crearne uno toccando l’apposita voce mostrata a schermo.

    Ad ogni modo, una volta completata l’associazione dell’account al telefono, la rubrica in esso presente dovrebbe automaticamente sincronizzarsi con Outlook.com.
    Tuttavia, come ulteriore misura preventiva, ti consiglio di controllare che la sincronizzazione sia effettivamente attiva, scongiurando così il pericolo di esportare una rubrica “incompleta”:
    per farlo, avvia l’app Contatti del telefono, fai tap sul pulsante (…) collocato in basso a destra e tocca la voce Impostazioni collocata nel menu visualizzato a schermo.

    A questo punto, seleziona l’account Outlook.com che intendi usare per l’esportazione, tocca la voce Cambia le impostazioni di sincronizzazione della cassetta postale e verifica che la levetta relativa all’opzione Contatti sia posizionata su ON.
    In caso contrario, provvedi a farlo manualmente.

    Esportazione della rubrica

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    Ora che la rubrica è sincronizzata con Outlook, puoi finalmente recarti sul sito Web del servizio e scaricare il file CSV contenente i contatti.
    Per procedere, collegati a questa pagina Web da qualsiasi browser per computer, effettua l’accesso all’account Microsoft sincronizzato in precedenza sul telefono, se richiesto, per poi pigiare sull’icona a forma di griglia (quella con tanti quadratini) collocata nell’angolo in alto a sinistra della pagina e cliccare sul bottone Persone.

    A questo punto, apponi il segno di spunta accanto alla voce Tutti i contatti collocata nella parte alta della pagina successiva, clicca sulla voce Gestisci residente poco più in alto e scegli l’opzione Esporta contatti tra quelle proposte.
    Il gioco è praticamente fatto:
    imposta il menu a tendina sulla voce Tutti i contatti, premi sul pulsante Esporta e utilizza la finestra successiva per salvare il file CSV nella posizione che più desideri.

    In alternativa, se non hai a disposizione un computer, oppure se desideri esportare la rubrica di Windows Phone direttamente dal telefono, puoi affidarti a un’app di terze parti come contacts+message backup di Microsoft (per Windows Phone) oppure Contacts Backup (per Windows 10 Mobile).

    Sebbene si tratti di due app differenti, il loro scopo è pressoché identico:
    entrambe permettono di generare un file contenente tutti i nominativi inclusi nella rubrica del telefono (in formato CSV o VCF, per esempio), che puoi auto-inviarti, per esempio tramite email, e utilizzare successivamente sul computer o direttamente sul nuovo telefono Android.
    Se trovi difficoltà nel servirtene, ti invito a consultare la mia guida specifica su come esportare contatti da Windows Phone, in cui te ne ho parlato nel dettaglio.

    Trasferire i contatti da Windows Phone a Android

    Ora che hai finalmente ottenuto il prezioso file contenente l’intera tua rubrica di Windows Phone, puoi trasferire di fatto i contatti su Android in diversi modi.
    Di seguito ti segnalo i tre che, a mio avviso, sono più semplici da mettere in pratica:
    utilizzando la procedura di importazione di Contatti Google (da mettere in pratica con l’ausilio di un computer) oppure tramite l’app Contatti di Android.

    Importazione tramite Contatti Google

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    Importare i contatti tramite Contatti Google (cioè la rubrica di Gmail) è semplicissimo:
    tutto ciò che devi fare, all’atto pratico, è aggiungere la rubrica contenuta nel file CSV generato in precedenza direttamente all’account Google configurato sul cellulare.

    Tanto per cominciare, usando qualsiasi browser per computer, collegati alla pagina Web di Contatti Google e, se necessario, effettua l’accesso usando lo stesso account che hai configurato (o che intendi configurare) sul dispositivo Android.
    Se non ne disponi già, puoi crearne uno seguendo le istruzioni che ti ho fornito in questa guida.

    Ora, clicca sulle voci Di più Importa presenti nella barra laterale di sinistra, dopodiché premi il pulsante Seleziona file per scegliere il file della rubrica creato precedentemente e completa l’importazione premendo sul bottone Importa.

    Il grosso è fatto:
    dopo qualche minuto, i contatti dovrebbero essere automaticamente disponibili anche sulla rubrica di Android.
    Per velocizzare ulteriormente il processo, ti consiglio di “forzare” l’operazione di sincronizzazione su Android.

    Prendi, dunque, il tuo dispositivo, fai tap sull’icona Impostazioni, sfiora le voci Account > Google e poi il nome dell’account Google su cui hai caricato in precedenza la rubrica.
    Infine, fai tap sulla voce Sincronizzazione account e, per sincronizzare subito i Contatti, sposta la relativa levetta su OFF e, immediatamente dopo, su ON.

    Importazione tramite app Contatti di Android

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    Se non hai a disposizione un computer, puoi importare il file VCF contenente i contatti di Windows Phone/Windows 8.1 direttamente nell’app Contatti di Android.
    Prima di agire, però, accertati di aver spostato il file VCF generato in precedenza nella cartella Download del dispositivo da te in uso:
    se non sai come fare, ti consiglio di dare un’occhiata alla mia guida su come trasferire file Android, in cui ti ho fornito tutte le informazioni del caso.

    Una volta ottenuto il file, puoi importarlo facilmente nel seguente modo:
    avvia l’app Contatti di Google richiamandola dal drawer del dispositivo e, se disponi di Android 9 o successivi, effettua uno swipe da sinistra verso destra per accedere al menu principale dell’app e tocca le voci ImpostazioniImporta File .vcf.
    Fatto ciò, non devi far altro che selezionare il file VCF copiato in precedenza e toccare sulla voce Importa per finalizzare il tutto.

    Se disponi, invece, di Android 8.x o precedenti, puoi ottenere lo stesso risultato aprendo l’app Contatti, pigiando sul pulsante (⋮) collocato in alto a destra e scegliendo la voce Importa/Esporta contatti dal piccolo menu proposto.
    Per concludere, fai tap sulla voce Importa da archivio/Importa da vCard, indica, se necessario, l’account Google su cui effettuare il salvataggio e seleziona il file copiato in precedenza dalla lista proposta a schermo.

    come visualizzare cartelle nascoste windows

    come visualizzare cartelle nascoste windows

    Giorvagando tra i meandri del tuo adorato computer con su installato Windows 7 ti sei accordo che alcune cartelle che prima erano li, disponibili e ben visibili, adesso sembrano essere improvvisamente scomparse.
    Se le cose stanno così e se sei certo di non aver gettato nulla nel Cestino molto probabilmente le cartelle che stai cercando sono state nascoste.
    Se è dunque tua intenzione scoprire che cosa bisogna fare per poter visualizzare cartelle nascoste Windows 7 ti suggerisco di concentrarti sulla lettura delle seguenti righe nelle quali ti spiegherò passaggio dopo passaggio tutto il da farsi.

    Prima di illustrarti che cosa bisogna fare per visualizzare cartelle nascoste Windows 7 voglio però specificarti una cosa.
    Le cartelle nascoste possono essere tali perché chi le ha create ha deciso di nasconderli da occhi indiscreti o perché parte integranti del sistema (quindi da non toccare se non si sa bene dove si mettono le mani).
    In entrambi casi la procedura per visualizzare cartelle nascoste Windows 7 è bene o male la stessa.

    Chiarito ciò direi di non perdere altro tempo prezioso e di passare subito all’azione andando a scoprire quale procedura bisogna mettere in atto per visualizzare cartelle nascoste Windows 7.
    Pronto?
    si?
    Benissimo, allora cominciamo.

    Se desideri visualizzare cartelle nascoste Windows 7 la prima cosa che devi fare è aprire una qualsiasi cartella del tuo computer in modo tale da accedere a Esplora Risorse di Windows.

    Nella finestra che si apre clicca sul pulsante Organizza collocato in alto a sinistra e seleziona la voce Opzioni cartella e ricerca dal menu che compare per poter accedere al pannello con le impostazioni per la visualizzazione di file e cartelle.

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    Una volta fatto ciò clicca sulla scheda Visualizzazione contenuta nella finestra che si apre, metti il segno di spunta accanto alla voce Visualizza cartelle, file e unità nascosti presente sotto la voce Cartelle e file nascosti della sezione Impostazioni avanzate: e fai clic prima su Applica e poi su OK per salvare le impostazioni.
    In questo modo, hai abilitato l’opzione per visualizzare cartelle nascoste Windows 7.
    Senza nemmeno bisogno di riavviare il computer o uscire da Esplora Risorse di Windows avrai quindi la possibilità di visualizzare tutte le cartelle nascoste.

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    Distinguere le cartelle nascoste su Windows 7 da quelle, per così dire, normali è molto semplice.
    Le cartelle nascoste hanno infatti delle icone semi-trasparenti mentre le cartelle “normali” hanno l’icona ben visibile, praticamente quella che sei abituato a vedere di solito su Windows.

    Se ti interessa sappi che puoi rendere una cartella “normale” nascosta semplicemente cliccando su di essa con il tasto destro del mouse, selezionando la voce Proprietà dal menu che compare e mettendo il segno di spunta accanto alla voce Nascosto nella finestra che si apre.
    Per fare in modo che le modifiche apportate vengano correttamente applicate pigia prima sul pulsante Applica e poi sul pulsante OK.

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    Successivamente per poter ripristinare le impostazioni predefinite del sistema operativo e quindi per nascondere nuovamente le cartelle nascoste di Windows 7 accedi nuovamente a Esplora risorse del sistema operativo, clicca su Organizza e poi pigia sulla scheda Visualizzazione.
    Togli quindi il segno di spunta presente accanto alla voce Visualizza cartelle, file e unità nascosti e rimettilo su Nascondi i file protetti di sistema presente sotto la voce Cartelle e file nascosti della sezione Impostazioni avanzate:.
    Per ultimare la procedura clicca prima su Applica e poi su OK.

    Eventualmente puoi velocizzare la procedura grazie alla quale annullare la possibilità di visualizzare cartelle nascoste Windows 7 semplicemente accedendo alla sezione Visualizzazione di Opzioni cartella e pigiando sul pulsante Ripristina collocato in basso.
    In tal caso tieni però presente che oltre ad essere nuovamente non visibili le cartelle nascoste di Windows 7 verrà ripristinata anche la visualizzazione di default di tutti gli altri file e di tutte le cartelle del sistema operativo.

    Sappi inoltre che è possibile visualizzare cartelle nascoste Windows 7 anche per quanto riguarda le cartelle di sistema protette da Windows.
    Tieni però presente che in questo caso è necessario fare molta attenzione.
    Abilitare la visualizzazione di tali cartelle può infatti essere molto pericoloso poiché è sufficiente spostare, cancellare o modificare qualche elemento che non va toccato per compromettere il corretto funzionamento del sistema operativo.

    Premesso ciò se desideri visualizzare cartelle nascoste Windows 7 facenti riferimento a elementi del sistema ti basta accedere nuovamente a Esplora Risorse, pigiare su Organizza e scegliere poi la voce Opzioni cartella e ricerca nel menu visualizzato.

    Nella finestra che a questo punto andrà ad aprirsi clicca sulla scheda Visualizzazione, togli il segno di spunta dalla voce Nascondi i file protetti di sistema (consigliato) e infine pigia prima su Si, poi su Applica e poi su OK in modo tale da salvare tutti i cambiamenti apportati.

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    Successivamente per poter ripristinare le impostazioni predefinite di Windows e quindi per nascondere nuovamente le cartelle protette di sistema di Windows 7 accedi nuovamente a Esplora risorse del sistema operativo, clicca su Organizza e poi pigia sulla scheda Visualizzazione.
    Rimetti quindi il segno di spunta accanto alla voce Nascondi i file protetti di sistema (consigliato) annessa la sezione Impostazioni avanzate: e poi clicca prima su Applica e poi su OK.
    per ultimare la procedura.

    Anche in questo caso puoi velocizzare la procedura grazie alla quale annullare la possibilità di visualizzare le cartelle protette di sistema di Windows 7 accedendo alla sezione Visualizzazione di Opzioni cartella e pigiando sul pulsante Ripristina collocato in basso.
    Tieni sempre presente che in tal caso oltre ad essere nuovamente non visibili le cartelle nascoste di Windows 7 verrà ripristinata anche la visualizzazione di default di tutti gli altri file e di tutte le cartelle del sistema operativo.

    dock su windows avviare programmi e documenti piu facilmente

    dock su windows avviare programmi e documenti piu facilmente

    Per utilizzare al meglio Windows e risparmiare del tempo utile per avviare i programmi e i documenti con i quali lavori più di frequente, puoi utilizzare RocketDock.
    Si tratta di un programma gratuito che mostra una barra simile a quella di macOS, chiamata Dock, alla quale è possibile “agganciare” i programmi e i documenti presenti sul PC.

    Per avviare questi ultimi, basta semplicemente fare clic sulla loro icona nel Dock.
    Detto in altre parole, l’utilizzo del Dock permette di velocizzare l’apertura di programmi e documenti perché non occorre distrarsi fra ventimila menu o cartelle! Per ascoltare la musica, ad esempio, basta fare clic sull’icona di Windows Media Player, mentre per navigare su Internet basta un semplice clic sull’icona di Chrome.

    Bello, vero?
    Allora non perdere altro tempo:
    ritagliati cinque minuti tutti per te, segui le indicazioni che sto per darti e scopri come usare RocketDock per velocizzare il tuo lavoro quotidiano con il PC.
    Scommetto che resterai piacevolmente sorpreso dai vantaggi che ti darà questa piccola, versatile barra visualizzata sul tuo desktop.

    Indice

    • Requisiti minimi
    • Scaricare e installare RocketDock
    • Come funziona RocketDock
    • Come configurare RocketDock
    • In caso di problemi

    Requisiti minimi

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    Sul sito Internet di RocketDock, si legge che per utilizzare il programma bisogna avere un computer equipaggiato con almeno 10MB di RAM libera, un processore da almeno 500 MHz e una versione di Windows compresa tra 2000, XP, Vista e 7.

    In realtà, in base ai test che ho effettuato, il software funziona egregiamente anche su Windows 10 e anche sulla versione a 64 bit di questo sistema operativo, nonostante il supporto per i sistemi a 64 bit non sia ufficialmente presente in RocketDock.

    Riassumendo, possiamo dunque dire che RocketDock non viene più aggiornato da tempo, potrebbe mostrare dei malfunzionamenti sui sistemi non supportati ufficialmente (es.
    Windows 10 o altre versioni di Windows a 64 bit), ma all’atto pratico risulta utilizzabile senza problemi anche su questi ultimi.

    Scaricare e installare RocketDock

    Per utilizzare un Dock simile a quello di macOS sul tuo PC, prima di tutto, collegati al sito Internet di RocketDock e fai clic sul pulsante Download presente in alto.
    Nella pagina che si apre, fai clic su Download RocketDock! per scaricare RocketDock.

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    Per installare RocketDock, devi fare semplicemente fare doppio clic sul suo file d’installazione (RocketDock-vxx.exe) e rispondere all’avviso che compare sullo schermo.
    Nella prima finestra, seleziona Italiano e poi fai clic su OK.
    Nella finestra successiva, fai clic su Avanti e poi seleziona Accetto i termini del contratto di licenza.

    A questo punto, non ti resta che fare sempre clic su Avanti e poi su Installa per avviare l’installazione vera e propria.
    Al termine dell’installazione, devi fare clic su Fine per chiudere la finestra.

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    Come funziona RocketDock

    Non ti resta, ora, che avviare RocketDock e cominciare a personalizzarlo in base alle tue esigenze.
    Apri quindi il programma (tramite la sua icona presente nel menu Start di Windows) e aspetta che la barra Dock venga visualizzata nella parte alta del desktop.

    Ora puoi spostarti fra le icone contenute nel Dock usando il mouse e fare clic su una di esse per aprire il programma, la cartella o il documento corrispondente.

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    Se vuoi, puoi aggiungere un programma, una cartella o un documento al Dock semplicemente selezionando la sua icona, trascinandola sulla barra e rilasciando poi il clic del mouse. 

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    In modo altrettanto semplice puoi rimuovere i contenuti presenti “di serie” nel Dock.
    Come si fa?
    Te lo spiego subito.
    Effettua un clic prolungato sull’icona da rimuovere, trascinala fuori dal Dock e rilascia la pressione del tasto del mouse:
    l’icona scomparirà nel nulla.

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    Dopo aver aggiunto un elemento al Dock, sia esso un programma, un file o una cartella, puoi modificarne l’icona in maniera semplicissima.
    Tutto quello che devi fare è cliccare con il tasto destro del mouse su di esso e selezionare la voce Impostazioni icona dal menu che compare.

    Nella finestra che si apre, pigia sul pulsante [+] collocato sulla sinistra e scegli la cartella che contiene l’icona da utilizzare.
    Dopodiché clicca sul nome della cartella nel riquadro di sinistra, scegli l’icona che vuoi applicare all’elemento del Dock che hai selezionato e pigia sul pulsante OK per salvare i cambiamenti.

    Come icona puoi usare qualsiasi file PNG.
    Se vuoi dei consigli circa i siti da usare per scaricare icone in formato PNG, leggi il mio post su dove trovare icone gratis.

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    Una volta aggiunte al Dock e personalizzate, le icone presenti nella barra possono essere anche riordinate liberamente:
    basta selezionarle, tenere premuto il clic sinistro e spostarle nel punto della barra che più si desidera.

    Altra cosa interessante da sapere è che è possibile sfruttare l’icona del Cestino presente in RocketDock per visualizzare i file cancellati dal PC (ma non ancora eliminati del tutto) e per cancellarli definitivamente.
    Per visualizzare il contenuto del Cestino, fai semplicemente clic sull’icona relativo a quest’ultimo.
    Per svuotarlo, invece, fai clic destro sulla sua icona e seleziona la voce Svuota cestino dal menu che si apre.

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    Come configurare RocketDock

    Appresi tutti i dettagli relativi al funzionamento di RocketDock, puoi passare alla configurazione più avanzata del programma.
    Facciamo subito qualche esempio pratico.

    Ti sembra invasivo che RocketDock occupi costantemente la parte superiore dello schermo?
    Nessun problema.
    Puoi fare in modo che la barra compaia solo nel momento in cui ti sposti con il mouse nella parte alta del desktop.
    Tutto quello che devi fare è cliccare con il tasto destro del mouse in un punto “vuoto” del Dock (ad esempio lo spazio della barra con il separatore centrale) e scegliere l’opzione Nascondi automaticamente barra dal menu che si apre.

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    Stesso discorso vale se vuoi cambiare la posizione del Dock:
    fai clic destro in un punto “vuoto” della barra (ad esempio lo spazio dove c’è separatore centrale), vai su Posizione schermo e seleziona una delle opzioni disponibili nel menu che si apre:
    Sopra, Sotto, Sinistra o Destra.

    Inoltre, cliccando sull’icona Impostazioni barra presente nel Dock (il martello che si trova sulla destra) e scegliendo la voce Posizione dalla finestra che si apre, puoi modificare la posizione della barra in orizzontale e verticale usando le barre di regolazione Offset e Offset verticale.

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    Nel menu Impostazioni barra puoi modificare anche l’aspetto e il grado di opacità del Dock.
    Tutto quello che devi fare è selezionare la voce Stile dalla barra laterale di sinistra e usare il menu a tendina Tema per scegliere il tema grafico da usare per il Dock e la barra di regolazione Opacità per regolarne il grado di opacità.

    Cliccando, poi, sui pulsanti Seleziona font, Colore ombra e Colore linea puoi scegliere il font da utilizzare per i testi presenti nella barra Dock e i colori per le ombre e i bordi di queste ultime.

    IMMAGINE QUI 11

    Per modificare il grado di opacità, le dimensioni delle icone e l’effetto di zoom da riprodurre al passaggio del mouse, seleziona la voce Icone dalla barra laterale di sinistra.
    Dopodiché sfrutta la barra di regolazione Opacità per scegliere il grado di opacità del Dock, la barra di regolazione Dimensioni per impostare le dimensioni delle icone e il menu a tendina Effetto al passaggio per scegliere il tipo di zoom da riprodurre al passaggio del mouse.

    Utilizzando le barre di regolazione collocate sotto le voci Ingrandimento, Gamma ingrandimento e Tempo ingrandimento, poi, puoi impostare la percentuale di ingrandimento delle icone al passaggio del mouse, la gamma dello zoom (cioè lo spazio orizzontale occupato da quest’ultimo) e i tempi dell’animazione da riprodurre durante l’ingrandimento delle icone.
    Per salvare le modifiche effettuate, clicca sul pulsante OK.

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    Selezionando la voce Aspetto dalla barra laterale di sinistra, puoi impostare anche il tipo di animazione che le icone devono riprodurre quando in evidenza (es.
    quando i relativi programmi devono attirare l’attenzione dell’utente per mostrare degli avvisi).
    Basta scegliere una delle voci presenti nel menu a tendina Effetto evidenziazione icona e cliccare sul pulsante OK per salvare i cambiamenti.

    IMMAGINE QUI 13

    Vuoi fare in modo che RocketDock parta in automatico all’accensione del computer?
    Allora fai clic sulla icona Impostazioni barra (l’icona con il martello), seleziona la voce Generale dalla barra laterale di sinistra, metti il segno di spunta accanto all’opzione Attiva all’avvio e pigia su OK per salvare i cambiamenti.

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    Se, al contrario, desideri chiudere temporaneamente RocketDock perché non ti serve, fai clic destro in un punto “vuoto” della barra e seleziona la voce Esci dal menu che compare.

    In caso di problemi

    Qualora RocketDock non dovesse funzionare correttamente sul tuo PC, puoi rimuoverlo completamente adoperando il pannello di controllo di Windows.

    Clicca quindi sul pulsante Start di Windows (l’icona della bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo), cerca ”pannello di controllo” nel menu che si apre e seleziona l’icona del Pannello di controllo dai risultati della ricerca.

    A questo punto, vai su Disinstalla un programma, seleziona RocketDock dalla finestra che si apre e procedi con la rimozione del programma cliccando prima sul pulsante Disinstalla (in alto) e poi sempre su , e OK.

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    Se utilizzi un PC equipaggiato con Windows 10, puoi disinstallare RocketDock anche dal pannello Impostazioni del PC.
    Per accedervi, clicca sul pulsante Start di Windows (l’icona della bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo) e seleziona l’icona dell’ingranaggio dal menu che si apre (sulla sinistra).

    Vai quindi su App, seleziona RocketDock dalla schermata che si apre e clicca prima su Disinstalla per due volte consecutive e poi su , e OK.

    miglior tablet windows guida allacquisto

    miglior tablet windows guida allacquisto

    Ti piace trascorrere il tuo tempo sul divano navigando su internet, consultando le tue e-mail o guardando qualche video su YouTube?
    Hai appena comprato o provato un iPad ma ti è sembrato troppo limitato dal suo sistema operativo iOS?
    Insomma, se ti serve un computer di piccole dimensioni da portare sempre con te ma non vuoi accettare nessun compromesso quello che ti serve è un tablet Windows 10.
    Ci sono diversi tipi di prodotto che possono soddisfare le tue esigenze, ma in questa pagina ti spiegherò come orientarti nella ricerca e scegliere il migliore.

    I tablet esistono da parecchi anni ma è stato Steve Jobs a rilanciare la categoria nel 2010 con il primo iPad.
    Si trattava all’epoca di un dispositivo molto limitato nelle funzionalità, migliorato di anno in anno con nuovi modelli e rinnovato nelle caratteristiche software presenti.
    iPad è rimasto tuttavia sempre molto limitato, così come i tablet Android, tuttavia parallelamente a questi dispositivi “mobile” si sono diffusi tablet ben più completi e versatili grazie all’uso di un sistema operativo della famiglia Microsoft Windows.
    I più recenti utilizzano oggi Windows 10.

    Un tablet Windows 10 ha diverse caratteristiche avanzate che i tablet iOS e Android non possono avere.
    Con un tablet Windows 10 puoi ad esempio lanciare tutte le applicazioni che utilizzi sul PC di casa, e non surrogati con funzionalità simili, ma proprio le stesse applicazioni con la stessa interfaccia utente e le stesse impostazioni.
    Inoltre puoi eseguire i giochi che utilizzi sul PC, utilizzare le stesse periferiche (chiavette USB, modem esterni).
    Hai, insomma, tantissimi vantaggi se scegli di utilizzare un tablet Windows 10, e ovviamente anche qualche svantaggio.

    Indice

    • Come scegliere un tablet Windows 10
      • Caratteristiche tecniche
      • Tablet o 2-in-1
    • Quale tablet Windows 10 comprare?
      • Migliore tablet Windows 10 economico (meno di 250€)
      • Migliore tablet Windows 10 di fascia media (meno di 600€)
      • Migliore tablet Windows 10 di fascia alta (più di 600€)

    Come scegliere un tablet Windows 10

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    Le caratteristiche da prendere in considerazione prima di scegliere un tablet Windows 10 sono parecchie.
    Cominciamo dal prezzo:
    il budget che hai a disposizione è naturalmente una delle discriminanti maggiori nell’acquisto di un tablet Windows 10, visto che si tratta di un prodotto che può costare cifre molto diverse, partendo da alcune decine di euro fino ad arrivare a superare anche il migliaio di euro.

    La stessa definizione di tablet Windows 10 è molto vaga, visto che ci sono diverse tipologie di prodotti che possono avere caratteristiche e destinazioni d’uso molto diverse.
    Ci sono tablet tradizionali, dotati solo della parte contenente lo schermo, ma anche tablet più complessi che si avvicinano come concezione ad un notebook vero e proprio.
    Con Windows 10 una tastiera è quasi d’obbligo, soprattutto se ti serve un computer veramente versatile e capace di supportare tutte le possibilità offerte dal sistema operativo di Microsoft.

    Per navigare e usare qualche semplice app un iPad o un tablet Android sono più che sufficienti, ma è proprio con le funzioni più avanzate che un tablet Windows 10 dà il meglio di sé.
    Alcuni esempi?
    L’elaborazione di foto in post-produzione, da eseguire meglio con un mouse, o la stesura di lunghi testi o l’organizzazione di estesi database, in cui il connubio mouse e tastiera è insostituibile.
    Puoi scegliere di acquistare mouse e tastiera separatamente, tuttavia ti consiglio di pensarci due volte e comprare una soluzione che offre già in dotazione almeno una tastiera originale.

    Caratteristiche tecniche

    Fatte queste doverose premesse, vediamo insieme quali sono le caratteristiche tecniche più importanti che bisogna prendere in considerazione nell’acquisto di un tablet, e più precisamente di un tablet equipaggiato con Windows 10.

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    • Display:
      lo schermo è la parte più importante di un tablet e quindi bisogna valutarlo con estrema attenzione.
      Sono diverse le variabili di cui bisogna tener conto.
      • Dimensioni: le dimensioni dello schermo influiscono non solo sul grado di portabilità di un tablet, ma anche sulle operazioni che si possono svolgere su quest’ultimo.
        Un tablet da 7 o 8 pollici, ad esempio, è perfetto per la lettura di libri o pagine Web e per giocare in mobilità, ma risulta troppo piccolo per lavorarci.
        I tablet da 9-10 pollici rappresentano quella giusta via di mezzo che permette di lavorare, leggere testi e di fruire di contenuti multimediali (es.
        film o serie TV) in maniera agevole senza rinunciare alla portabilità.
        I tablet da 11 o 12 pollici sono da considerarsi come dei sostituti dei notebook, difatti spesso vengono forniti con delle basi o delle cover con tastiera, e rinunciano a un bel po’ di portabilità in favore di un’area di lavoro più ampia e comoda da usare.
        La scelta, in questo caso, va fatta esclusivamente in base alle proprie esigenze e necessità.
      • Tipo di pannello: I display dei tablet con Windows 10 possono essere basati su tecnologie differenti.
        La maggior parte di essi si basa sulla tecnologia LCD IPS che assicura una buona visibilità sotto la luce del sole e una riproduzione dei colori molto fedele alla realtà, ma ci sono anche tablet basati sulla più avanzata tecnologia AMOLED/Super AMOLED che non ha retroilluminazione e quindi riduce i consumi energetici, migliora il rapporto di contrasto (in quanto i pixel neri sono effettivamente spenti) ma ha qualche problemino sotto la luce del sole e nella riproduzione dei colori (che a volte risultano troppo saturi). Occhio perché i pannelli LCD IPS che si trovano sui tablet economici non sono sempre di buona fattura.
        In alcuni casi ci si ritrova a che fare con display poco reattivi e/o con angoli di visione piuttosto ristretti.
      • Risoluzione: la risoluzione rappresenta il numero di pixel che il display del tablet contiene e più è elevata e maggiore è la definizione del pannello.
        Le risoluzioni vengono misurate in pixel per pixel, dove il primo numero rappresenta il numero di pixel del lato lungo, mentre il secondo quello del lato corto.
        Esistono diversi standard per le risoluzioni dei tablet, fra cui i più diffusi sono HD (1280×720) e Full HD (1920×1080), entrambi con rapporto prospettico di 16:9.
        Un tablet con un display di grandi dimensioni (10 o 12 pollici, ad esempio) necessita di una risoluzione superiore alla HD, altrimenti si vedrà poco definito, mentre un tablet da 7 o 8 pollici può avere una risoluzione inferiore e non sarà un grande problema.
        Se la qualità video è importante per te, scegli un dispositivo che supporta almeno la risoluzione Full HD.
        Tieni inoltre in considerazione la densità di pixel, un valore che si esprime in ppi (pixel per pollice) e che indica, per l’appunto, il numero di pixel che vengono riprodotti in ogni pollice di schermo:
        più alto è questo valore e più definiti sono i contenuti visualizzati sul display del tablet.
    • Hardware integrato:
      con il nome di hardware si intendono tutte le componenti elettroniche presenti nel dispositivo che stabiliscono il livello di performance, l’affidabilità e la compatibilità che avrà il sistema.
      La componente più importante è certamente il SoC, un microprocessore che contiene tutto il necessario per il funzionamento del resto del sistema, e che gestisce le varie operazioni che vengono svolte.
      Il SoC contiene la CPU (che elabora le attività, i programmi e tutto quello che avviene sul computer), la GPU (che si occupa dei calcoli grafici), e altri componenti necessari per la gestione, ad esempio, delle unità di archiviazione e delle connessioni wireless e cablate del sistema.
    • Memorie:
      all’interno della categoria dell’hardware rientrano anche le memorie, che però non fanno parte del SoC.
      Su un tablet è molto difficile che le varie componenti elettroniche possano essere sostituite, quindi la scelta delle memorie è estremamente delicata, così come quella di CPU e GPU.
      Se acquisti un tablet Windows 10 con un quantitativo di RAM o una memoria di storage troppo basso non avrai modo di sostituire i banchetti successivamente e te lo dovrai tenere così com’è.
      Windows 10 funziona bene a partire da 2 GB di RAM, ma se vuoi un sistema più scattante ti consiglio di non scendere sotto i 4 GB.
      La RAM, infatti, è dove vengono ospitati temporaneamente i dati dei processi in esecuzioni e averne poca significa andare incontro a rallentamenti vistosi nella gestione di più applicazioni in contemporanea (o nella gestione di applicazioni particolarmente complesse).
      Per quanto riguarda l’archiviazione, più ce n’è e meglio è, anche se tutto dipende dalla tua possibilità di spesa e dalle tue esigenze.
      Attenzione però perché i dischi presenti nei tablet possono essere di vario genere.
      Sui tablet economici è facile trovare memorie di tipo eMMC che sono simili alle schede SD e hanno prestazioni mediocri.
      Sui tablet di fascia media e di fascia alta è invece possibile trovare degli SSD che assicurano prestazioni molto elevate (se vuoi saperne di più, leggi il post che ho dedicato proprio agli SSD).
    • Batteria:
      ogni tablet ha una batteria, altrimenti non potresti utilizzarlo in giro.
      Anche in questo caso, più è elevato l’amperaggio della batteria – quindi la capacità di quest’ultima, che viene espressa in milliampereora (mAh) – e meglio è.
      Considera tuttavia che i tablet Windows 10 utilizzano dei processori più avanzati rispetto a quelli con iOS e Android, e che hanno richieste energetiche superiori.
      A parità di batteria un tablet con Windows 10 solitamente ha un’autonomia operativa inferiore, anche se ultimamente i processori dei tablet Windows 10 (che spesso sono prodotti da Intel) stanno migliorando parecchio sul fronte dell’efficienza energetica.
      I dati rilasciati dalle compagnie sull’autonomia dei tablet Windows 10 sono solitamente gonfiati, anche se paragonati l’un l’altro ti possono dare un’idea di come si comporta ogni modello sul fronte dell’autonomia.
    • Connettività:
      è molto importante anche l’aspetto della connettività.
      Quasi tutti i tablet Windows 10 hanno buone caratteristiche per quanto riguarda la connettività wireless, ma non viene sempre garantita la compatibilità con le reti a 5GHz (dual-band) o con i più recenti standard delle reti Wi-Fi, come il wireless AC che permette di trasferire dati all’interno della rete locale fino a un massimo di 1.3Gbps.
      Ancora più raro è il supporto alla rete 3G/4G che consente di collegarsi alla rete dati dei cellulari usando un’apposita SIM e sottoscrivendo un apposito piano dati.
      Alcuni tablet sono dotati anche del supporto a una tecnologia denominata Miracast che permette di proiettare video o l’intero desktop del dispositivo in modalità wireless sul televisore.
      Per usufruire della tecnologia Miracast sul televisore bisogna usare un TV dotato del supporto a quest’ultima o acquistare un ricevitore esterno.
      Per maggiori informazioni a riguardo, dai un’occhiata al mio tutorial su come trasmettere lo schermo.
    • Porte:
      il supporto alle periferiche esterne dipende da modello a modello.
      Verifica sempre la presenza di almeno una porta USB lungo la scocca, la disponibilità di slot per le schede SD e la presenza di varie connessioni per display esterni (es.
      HDMI/microHDMI) che possono trasformare il tablet in una macchina multimediale a tutto tondo, per la riproduzione di film o anche di videogiochi sul televisore o su un monitor più grande.
      I tablet utilizzano spesso connessioni proprietarie per il modulo tastiera, e possono utilizzare solo quelle ufficiali.
      In alternativa puoi collegare una tastiera USB tradizionale, ma non te lo consiglio visto che la disponibilità di porte USB su un tablet Windows 10 è spesso scarsa, e andresti in molti dei casi ad occupare l’unica disponibile.
      Altra cosa importante da sapere è che le porte USB non sono tutte uguali, possono avere formati e prestazioni differenti.
      • USB Full Size:
        è la porta USB in formato standard (USB A).
        A seconda della generazione di USB supportata può garantire prestazioni diverse nel trasferimento dati:
        la tecnologia USB 3.1 di seconda generazione assicura una velocità di trasferimento dati fino a 1250 MB/sec, la tecnologia USB 3.0 (detta anche USB 3.1 di prima generazione) permette di trasferire dati fino a 625MB/sec, mentre la tecnologia USB 2.0 arriva a 60MB/sec.
      • MicroUSB/MiniUSB:
        sono porte USB di dimensioni più ridotte.
        Hanno le stesse prestazioni delle porte USB standard (a parità di tecnologie USB supportate) e possono essere usate anche per la carica del tablet.
        Prevedono l’utilizzo di adattatori per la connessione di chiavette e altri dispositivi in formato standard.
      • USB Type-C:
        si tratta del formato di porta USB più moderno e versatile.
        Può essere usato per la connessione di dispositivi USB, per la ricarica e in alcuni casi anche per i collegamenti video.
        Supporta le stesse velocità di trasferimento dati delle porte USB di altro tipo.
        Per usare chiavette e dispositivi USB in formato standard (USB A) richiede l’utilizzo di appositi adattatori.
    • Supporto alla penna:
      alcuni tablet, come ad esempio il Surface di Microsoft, dispongono del supporto alla penna.
      Ciò significa che permettono di scrivere e disegnare sullo schermo in maniera molto precisa.
      Le penne più precise sono quelle di tipo attivo, che in genere vanno a batteria (quindi vanno ricaricate di tanto in tanto) e sono pensate per modelli specifici di tablet.
      Poi ci sono delle penne passive che funzionano un po’ su tutti i tablet, costano pochissimo e non hanno batterie interne, ma come facilmente intuibile sono poco precise (possono essere usate al massimo per evidenziare testi o compiere altre operazioni dove non è richiesta tantissima precisione).
    • Audio:
      se intendi usare il tuo prossimo tablet per la fruizione di contenuti multimediali, come ad esempio film e serie TV, informati anche circa il comparto audio del dispositivo.
      I tablet che danno maggiori soddisfazioni in termini di prestazioni multimediali sono quelli con due o più speaker.
      A un maggior numero di speaker, infatti, equivale un audio più potente e avvolgente.
    • Layout della tastiera:
      se acquisti un tablet dotato di base o cover con tastiera, prima di cliccare su “Acquista ora”, verifica che il layout della tastiera sia quello italiano (QWERTY con lettere accentate).
      Alcuni tablet disponibili online, infatti, sono di importazione e hanno dei layout per la tastiera differenti da quello italiano, ad esempio QWERTY americano senza lettere accentate, QWERTZ tedesco o AZERTY francese.
    • Versione del sistema operativo: i tablet con Windows 10 possono essere equipaggiati con versioni differenti del sistema operativo Microsoft, più precisamente possono essere forniti con Windows 10 HomeWindows 10 ProWindows 10 S.
      Le differenze tra Windows 10 Home e Windows 10 Pro non sono tantissime:
      nel Pro ci sono alcune funzionalità avanzate come la cifratura del disco tramite tecnologia Bitlocker e il desktop remoto che non sono disponibili in Windows 10 Home, ma nell’uso quotidiano del sistema le differenze sono davvero minime (maggiori info qui).
      Windows 10 S, invece, è assai più limitato in quanto consente di usare solo le applicazioni scaricate dal Windows Store.
      Per usare i classici software in formato exe scaricati da Internet devi usare Windows 10 Home o Windows 10 Pro.
      Un capitolo a parte lo meritano poi i tablet dual-boot, i quali consentono di eseguire Windows 10 e Android contemporaneamente scegliendo di volta in volta quale sistema far partire.

    Tablet o 2-in-1

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    Adesso veniamo alla differenza tra tablet e dispositivi 2-in-1, detti anche dispositivi convertibili.
    Un tablet Windows 10 è un dispositivo che all’apparenza sembra un semplice display portatile visto che è composto solamente da un display e una scocca posteriore.
    Dove sta il trucco, o per meglio dire la magia come diceva Steve Jobs nel 2010 sul suo primo iPad originale?
    Niente trucco e niente magia ovviamente, visto che fra la scocca e il display, grazie alla miniaturizzazione, c’è un computer per intero.
    Fra i componenti hardware integrati troviamo una piccola scheda madre con tutto l’occorrente necessario per il funzionamento di un PC:
    una CPU con integrata anche la parte della GPU, un controller audio e un grosso pacco batterie che ha il compito di garantire il corretto funzionamento del dispositivo anche se si è distanti da una presa di corrente.
    Come ti ho spiegato poco fa la scelta di un tablet dipende principalmente da queste diverse caratteristiche.

    La caratteristica principale di un tablet Windows 10 è la sua versatilità.
    Puoi farci tutto quello che faresti con un personal computer tradizionale, solo che puoi farlo lontano dalle prese di corrente (come con un computer portatile) e in totale libertà.
    Puoi portarlo sul divano, consultarlo mentre guardi la TV, oppure in cucina per leggere la ricetta del pasto che stai preparando.
    Un tablet è solitamente piccolo, leggero e maneggevole, ma grazie a Windows 10 puoi lanciare tutte le applicazioni, anche quelle più vecchie e complesse, che usi solitamente sul tuo computer.
    Con Windows 10 puoi anche installare app semplici attraverso Windows Store, in modo da avere il meglio dei vecchi sistemi Windows, con le sue app a finestra, e al tempo stesso il meglio che offre l’informatica moderna con le app cosiddette “universali”, cioè pensate per PC, smartphone e tablet insieme.

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    Come ti dicevo prima utilizzare un sistema con Windows 10 senza tastiera fisica non è il massimo, e la tastiera virtuale presente su schermo non offre la stessa velocità che può dare una tastiera fisica.
    È per questo che da subito i tablet Windows 10 sono stati sostituiti con soluzioni cosiddette ibride, che vengono chiamate gergalmente 2-in-1.
    Perché 2-in-1?
    Il motivo è presto spiegato:
    si tratta di computer che possono essere utilizzati in due modalità.
    La prima è la modalità tablet tradizionale, ovvero con il solo modulo che contiene l’hardware e il display, mentre la seconda è la modalità computer portatile.
    Collegando una tastiera dedicata al modulo display è possibile utilizzare il tablet come se fosse un portatile tradizionale.

    Questo consente di avere il meglio dei due mondi:
    da una parte la comodità del tablet e la sua grande leggerezza, dall’altra la versatilità del computer portatile che ti permette di terminare il tuo lavoro in un tempo notevolmente ridotto.
    Nel tempo si sono diffuse anche molte altre soluzioni, come 3-in-1, 5-in-1, ma non complichiamoci la vita! Il concetto è sempre lo stesso, solo che un 3-in-1 ad esempio offre la possibilità di posizionare display e tastiera in più posizioni differenti che offrono un’esperienza d’uso specifica e diversa fra di loro.

    Quale tablet Windows 10 comprare

    La scelta di un tablet Windows 10 è molto personale, visto che il tablet è, come lo smartphone, un dispositivo quasi intimo.
    Ti consiglio tuttavia di scegliere una soluzione con tastiera dedicata visto che molto presto ne potresti desiderare una per aumentare la tua produttività.
    Prima di tutto stabilisci un budget oltre il quale non vuoi andare, e scegli il modello che risponde meglio alle tue esigenze.
    Come ti dicevo prima esistono tablet da poche centinaia di euro e tablet, come il famoso Surface Pro, che possono superare facilmente i 1000 euro.

    Migliore tablet Windows 10 economico (meno di 250€)

    Chuwi Hi8 Air

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    Iniziamo con il prodotto più economico che ti consiglio, il Chuwi Hi8 Air:
    si tratta di un tablet senza troppi fronzoli con doppio sistema operativo, Android 5.1 e Windows 10.
    Implementa il processore Intel Atom x5-Z8350 con 2 GB di RAM e 32 GB di spazio di archiviazione, mentre il display da 8″ supporta la risoluzione Full HD, pari a 1920×1200 pixel.
    Non è di certo il miglior tablet in circolazione, ma per quello che costa vale la pena dare un’occhiata!

    Teclast X80 Pro

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    Il tablet Teclast X80 Pro proviene dalla Cina e dispone sia di Windows 10 Home che di Android 5.1.
    Il processore integrato è un Intel Atom Z8300 da 1,44 GHz.
    Dispone di due fotocamere da 2 megapixel e di uno schermo da 8 pollici a risoluzione 1920 x 1200 pixel, e anche in questo modello puoi installare schede micro-SD per espandere lo spazio di archiviazione.
    È compatibile con reti Wi-Fi e Bluetooth e offre sia una porta USB standard che una porta USB Type-C.
    La batteria è da 3800 mAh.
    Le sue misure sono pari a 208.6 x 122.4 x 8.9 mm per 328 grammi di peso.

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    Teclast X80 Pro 8 pollici Windows 10 + Android 5.1 Intel Atom X5 Z8300…

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    Lenovo MIIX 320

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    Lenovo MIIX 320 è uno dei tablet più economici che puoi trovare su Amazon, ed utilizza la piattaforma Intel Atom x5 abbinata ad un display IPS con risoluzione HD.
    Il processore viene supportato da 2 GB di RAM e 32 GB di storage su memoria eMMC, e il sistema operativo è Windows 10 Home.
    Questo computer può essere utilizzato sia come tablet, sia come notebook utilizzando il modulo tastiera offerto in dotazione che aggiunge anche due porte USB.
    L’autonomia in uso è di circa 10 ore.

    Chuwi Hi10 Air

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    Un altro tablet economico e molto convincente fra quelli con Windows 10 è il Chuwi Hi10 Air, che viene venduto sia senza dock tastiera, sia con (e costa solo poco di più).
    Questo modello fa uso di un pannello da 10,1″ a risoluzione Full HD e rapporto prospettico di 16:10, e utilizza un processore Intel Atom x5-Z8350 con 4 GB di RAM e 64 GB di spazio di archiviazione su tecnologia eMMC.
    Fra le connessioni che mette a disposizione abbiamo Wi-Fi, Bluetooth, micro-USB e USB Type-C.
    Lo spessore nel punto massimo è di soli 8,5 mm se si esclude il modulo con la tastiera che ti propongo qui di seguito.

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    CHUWI Hi10 Air Tablet PC 10.1 pollici Windows 10 OS (Intel Cherry Trai…

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    CHUWI Hi10 Air (Tablet 2 in 1) Tablet PC 10.1 Pollici Windows 10 OS (I…

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    Alldocube iwork 10 Pro

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    Questo 2-in-1 integra un display da 10,1″ con supporto alla risoluzione 1920×1200 pixel.
    Dispone di doppio sistema operativo, Windows 10 + Android 5.1, e si basa anch’esso su piattaforma Intel Atom x5-Z8350 con 4 GB di RAM e 64 GB di spazio di archiviazione.
    Alldocube iwork 10 Pro ha inoltre due fotocamere, entrambe da 2 MP, e implementa diverse soluzioni di connettività:
    oltre alla presenza di porte USB C e Micro-HDMI abbiamo anche Wi-Fi di tipo n e Bluetooth 4.1.
    La batteria integrata è di 6.500 mAh e consente di riprodurre video per un massimo di 6 ore continuative.

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    ALLDOCUBE iwork10 Pro 2-in-1 Tablet PC con tastiera, schermo IPS 1920x…

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    Teclast Tbook 10s

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    Mantenendoci sui prodotti estremamente economici abbiamo il Teclast Tbook 10s, che viene venduto senza modulo tastiera (costa circa 30 euro).
    Si tratta di un 2-in-1 che adotta un buon display da 10,1” a risoluzione Full HD, con matrice touch e tecnologia IPS.
    Può essere utilizzato sia con Windows 10, sia con Android, ed entrambi i sistemi operativi sono offerti già preinstallati.
    La piattaforma hardware conta un processore Intel Atom x5-Z8350 con 4 GB di RAM e 64 GB di storage, e c’è il supporto a Wi-Fi, Bluetooth e porta HDMI.

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    Teclast Tbook 10s 10.1 “Tablet PC 2 in 1 Intel Cherry Trail Z8350 Quad…

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    Alcatel Plus 10

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    Un altro prodotto molto interessante in questa fascia di prezzo è l’Alcatel Plus 10, tablet con tastiera e display da 10″ HD (1280×800 pixel) con tecnologia IPS touchscreen.
    Questo modello viene venduto con Windows 10 Home e può essere utilizzato in modalità dock, comoda ad esempio per guardare filmati senza avere alcuna distrazione nella parte frontale del dispositivo.
    Il tablet di Alcatel usa un processore Intel Cherry Trail quad-core da 1,92 GHz, 2 GB di RAM, 32 GB di storage, e si può collegare sia al WiFi, sia al 4G con modalità Hotspot.

    Chuwi Hi12

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    Chuwi Hi12 è un tablet cinese molto interessante perché integra un display da ben 12 pollici con una risoluzione elevatissima, anche superiore allo standard Full HD (2160×1440 pixel).
    Il tablet Windows 10 utilizza un processore Intel Atom Z8300 e ha una batteria da ben 11000 mAh.
    Supporta connessioni Wi-Fi e Bluetooth 4.0, ed ha 4GB di RAM e 64 GB di storage integrato.
    Lungo la scocca troviamo anche diverse opzioni di connettività e porte USB (anche 3.0).
    Misura 29.670 x 20.280 x 0.890 cm per 852 grammi di peso.

    Cube iWork 10 Pro

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    Mantenendoci sotto i 250 euro abbiamo anche il buon Cube iWork 10 Pro, modello cinese con diagonale da 10,1” e risoluzione 1920×1200 pixel, quindi derivata dalla Full HD ma con lato corto un po’ più lungo dello standard.
    Questo modello integra sia Windows 10, sia Android, e dispone di un processore Intel Atom x5 supportato da 4 GB di RAM e 64 GB di spazio di archiviazione.
    Lungo la scocca abbiamo anche due fotocamere da 2 MP e la possibilità di espandere lo storage interno con una microSD (da acquistare separatamente).

    Migliore tablet Windows 10 di fascia media (meno di 600€)

    Acer Switch One 10

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    Un altro 2-in-1 che ti consiglio in questa lista è l’Acer Switch One 10, che adotta un display da 10,1″ a risoluzione 1280×800 pixel).
    Viene fornito con un modulo tastiera aggiuntivo che può essere collegato o staccato dal modulo principale, che integra un processore Intel Atom x5-Z8350 da 1,44 Ghz, 2 GB di RAM e una memoria eMMC da 64 GB.
    Fra le porte integrate abbiamo una micro-HDMI, una micro-USB 2.0, una USB 2.0 e uno slot per microSD.
    Windows 10 è preinstallato, e c’è il supporto a Wi-Fi e Bluetooth.

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    Acer One 10 S1003-19ZA Notebook 2 in 1 con Processore Intel Atom Quad …

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    Alldocube KNote

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    Un modello di fascia media dall’ottimo rapporto qualità-prezzo è l’Alldocube Knote, tablet che viene proposto con una cover tastiera dedicata.
    Sotto la scocca abbiamo una CPU Intel Apollo Lake N3450 quad-core, che viene abbinata a 4 GB di RAM e 64 GB di spazio di archiviazione attraverso memoria flash eMMC.
    Il display è un buon Full HD da 11,6” con matrice touch, e abbiamo anche due fotocamere da 5 e 2 MP per le videochiamate.
    L’autonomia dichiarata in riproduzione video è, invece, di circa 4 ore.

    ASUS Transformer Book T101HA

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    ASUS Transformer Book T101HA è uno dei migliori tablet Windows 10 fra i modelli più economici.
    Adotta un pannello da 10,1” a risoluzione HD (1280 x 800 pixel) e ha una base con tastiera rimovibile.
    Nel modulo con il display implementa un processore Intel Atom x5-Z8350, 4 GB di RAM, 64 GB di spazio d’archiviazione e una batteria che garantisce un massimo di 7 ore di autonomia.
    La fotocamera frontale è da 2 MP, mentre fra le connessioni supportate abbiamo Wi-Fi di tipo ac e Bluetooth.
    Pesa circa 1 chilogrammo e Windows 10 è fornito al primo avvio.

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    Asus Transformer T101HA-GR036T Notebook Convertibile, Display da 10.1″…

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    Jumper EZpad 6 Pro

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    Fra i modelli di fascia intermedia ti consiglio anche il Jumper EZpad 6 Pro, tablet cinese con Windows 10 disponibile al primo avvio.
    Viene proposto con un modulo tastiera accessorio, che deve essere acquistato separatamente, mentre per quanto riguarda le specifiche tecniche abbiamo un display da 11,6” a risoluzione Full HD (ovviamente touch), processore Intel Apollo Lake quad-core, 6 GB di RAM e 64 GB di spazio di archiviazione espandibile attraverso lo slot microSD integrato.

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    Jumper EZpad 6 Pro Tablet PC Windows 10 CPU Apollo Lake RAM 6GB DDR3L …

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    Teclast Tbook 16 Power

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    Teclast Tbook 16 Power è un 2-in-1 dual-boot equipaggiato con Windows 10 e Android 6.0.
    Il suo prezzo, a seconda se lo si acquista dagli store cinesi o da quelli occidentali, oscilla tra 260 e oltre 500 euro.
    Personalmente te lo consiglio fino a 300-350 euro, anche perché le sue specifiche tecniche non sono davvero niente male.
    Ha uno schermo IPS da 11.6″ e 1920 x 1080 pixel, un processore Intel Atom x7-Z8750 Quad-core da 1.6GHz basato su architettura Cherry Trail, 8GB di RAM, 64GB di eMMC (espandibile fino a 128GB con le microSD) e una batteria da 8.500 mAh con un’autonomia massima di 7 ore.
    Il suo comparto fotografico è affidato a una coppia di fotocamere da 5MP e 2MP, mentre il suo set di porte comprende 1 porta USB-C, 1 porta USB 3.0 e 1 porta microHDMI.
    Misura 30.30 x 17.95 x 1.00 cm per 898 grammi di peso.

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    Teclast Tbook 16 64GB Black tablet – tablets (29.5 cm (11.6″), 1920 x …

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    Microsoft Surface Go

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    Se vuoi un’esperienza d’uso di tipo premium e non vuoi spendere un capitale, allora non posso che suggerirti il Microsoft Surface Go.
    In questa fascia di prezzo è fra le migliori soluzioni che puoi acquistare:
    è il fratellino minore di Surface Pro e dispone di un valido display da 10” a risoluzione 1800×1200 pixel con aspect-ratio di 3:2 e tecnologia produttiva proprietaria PixelSense.
    La tastiera, a mio avviso indispensabile, è da acquistare a parte, mentre Windows 10 è fornito naturalmente in dotazione dalla stessa Microsoft.
    Questo modello dispone di autenticazione via riconoscimento del volto grazie alla fotocamera frontale da 5 MP.

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    Microsoft Surface Go Tablet 1824, Processore Pentium Gold 2,3 GHz, 4 G…

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    Microsoft Surface Go Tablet, Processore Pentium, 8 GB di RAM, SSD da 1…

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    Acer Switch 3

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    Fra i modelli dei produttori più famosi ti consiglio anche l’Acer Switch 3, che fa uso di un display da 12” a risoluzione Full HD e processore Intel Pentium N4200 con architettura quad-core.
    Per quanto concerne l’aspetto delle memorie abbiamo 4 GB di RAM per il multitasking e 64 GB di eMMC per lo spazio di archiviazione.
    Questo modello supporta la possibilità di scrivere attraverso un pennino capacitivo di tipo attivo, e c’è una porta USB Type-C per la connessione di periferiche compatibili con lo standard.
    Fra le peculiarità di questo modello anche il supporto delle reti Wi-Fi più veloci su standard ac.

    Lenovo Yoga Book

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    Lenovo Yoga Book è un prodotto pressoché unico nel suo genere.
    Si tratta di un 2-in-1 che da una parte propone un classico display da 10.1″ con 1920 x 1080 pixel di risoluzione e dall’altra non una base con tastiera, bensì un digitalizzatore Wacom che può essere usato a mo’ di tastiera virtuale o come una tavoletta grafica per disegnare e prendere appunti.
    È possibile perfino poggiare un blocco note di carta sul digitalizzatore e scrivere o disegnare a mano:
    il tablet acquisisce tutto in maniera automatica.
    Naturalmente la penna che permette di scrivere e disegnare sul digitalizzatore è inclusa nel prezzo. Il resto delle specifiche tecniche comprende:
    un processore Intel Atom x5-Z8550 Quad-core da 2.4GHz, una scheda grafica Intel HD Graphics 400, 4GB di RAM, 64 GB di memoria interna eMMC espandibile tramite microSD e una coppia di fotocamere da 8 e 2MP.
    Sono inoltre presenti 1 porta microUSB e 1 porta micro-HDMI.
    Le misure del device sono pari a 256.6 x 9.6 x 170.8 per 690 grammi di peso.
    Il sistema operativo può essere Windows 10 o Android (non in dual boot, bisogna scegliere l’uno o l’altro).

    Migliore tablet Windows 10 di fascia alta (più di 600€)

    Samsung Galaxy Tab Pro S

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    Se non accetti compromessi e vuoi un computer molto performante e con un display bellissimo, Samsung Galaxy Tab Pro S può fare al caso tuo.
    Lo schermo è un SuperAMOLED Full HD+ con una risoluzione da 2160×1440 pixel, mentre come CPU troviamo un Intel Core m3-6Y30 Dual-core da 2.2 GHz con 4GB di RAM e 128 o 256 GB di storage integrato.
    Supporta le reti AC più veloci e la tastiera con touchpad è offerta in dotazione (tra l’altro non ha bisogno di alimentazione).
    Non mancano due fotocamere da 5 megapixel e il supporto al Bluetooth 4.1 LE.
    La batteria assicura fino a 10 ore di autonomia.

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    Samsung Galaxy TabPro S Tablet da 12″ FHD SuperAMOLED, Processore Inte…

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    Samsung Galaxy Book 10,6″

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    Il 2-in-1 Samsung Galaxy Book viene offerto come proposta di base con display da 10,6″.
    Si caratterizza per l’ottimo SuperAMOLED progettato in casa, e caratterizzato dalla risoluzione nativa di 1920×1280 pixel.
    Il modello che ti suggerisco di seguito usa connessione Wi-Fi di tipo ac dual-band, una fotocamera anteriore da 5 MP, 4 GB di RAM e una memoria da 64 GB espandibile via microSD.
    La batteria è da 4.000 mAh, mentre sotto la scocca troviamo un processore Intel Core m3 dual-core.
    In dotazione Samsung offre anche la S-Pen e la cover tastiera.
    Si tratta di un modello non proprio recentissimo, ma ancora oggi si fa valere soprattutto grazie al display integrato.

    Acer Switch Alpha 12

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    Acer Switch Alpha 12 è un tablet Windows 10 premium con display da 12 pollici con tecnologia LCD IPS Multi-touch.
    La risoluzione esatta supportata è di 2160×1440 pixel, mentre sono disponibili diverse configurazioni con hardware e processori diversi.
    In questo caso ti consiglio la variante con Intel Core i3-6006u, molto più potente dei processori Intel Atom dei modelli meno costosi.
    La CPU è supportata da una memoria RAM da 4GB e un SSD da 128GB per l’archiviazione dei dati, e lungo la scocca c’è anche una porta USB di tipo C.

    Acer Switch 5

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    L’Acer Switch 5 adotta un ottimo display IPS funzionante anche mediante le dita dalla diagonale di 12” e con supporto alla risoluzione 2160×1440 pixel.
    Si tratta di un computer molto performante grazie all’utilizzo di processori Intel Core a basso consumo energetico:
    qui ti consiglio le versioni con processori Intel Core i5-7200U e i5-7500U, di settima generazione,c on 8 GB di RAM e 256 o 512 GB di storage integrato.
    Questo modello viene venduto con una Active Pen in dotazione, una batteria da 10 ore di autonomia e Windows 10 in versione Pro.

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    Acer Switch 5 SW512-52P-5151 Notebook 2 in 1 con Processore Intel Core…

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    Samsung Galaxy Book 12″

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    Samsung Galaxy Book è un ottimo 2-in-1 di Samsung, proposto nelle varianti da 10,6 e 12″.
    Qui ti suggerisco la variante da 12”, caratterizzata da un bellissimo display SuperAMOLED dalla risoluzione di 2160 x 1440 pixel.
    L’autonomia dichiarata dal produttore è di circa 11 ore nella versione con processore Intel Core i5 dual-core, mentre sul fronte memorie troviamo modelli da 4 e 8 GB di RAM e da 128 o 256 GB di storage.
    Questo computer dispone di due porte USB Type-C, di un sensore d’impronte e di uno slot per schede microSD.
    Il peso di 750 grammi lo rende un ottimo compagno in mobilità, e c’è anche una versione con modem 4G integrato.

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    Samsung Galaxy Book Tablet, 12.0, 128 GB Espandibili, WIFI, Nero [Vers…

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    Lenovo Miix 630

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    Un modello molto interessante di tablet con Windows 10 S integrato è il Lenovo Miix 630, che fa uso non di un processore Intel, ma di un processore Qualcomm Snapdragon 835, lo stesso che trovavamo nella scorsa generazione degli smartphone Android.
    Questa soluzione consente di avere un computer più sottile e leggero rinunciando solo a una piccolissima parte delle prestazioni nell’uso di tutto i giorni.
    Questo tablet con cover tastiera dedicata dispone di un display da 12,3” a risoluzione Full HD, 8 GB di RAM e di uno storage da 128 GB.
    La sua peculiarità è però l’autonomia operativa:
    grazie al processore Snapdragon, infatti, può raggiungere le 20 ore.
    Integra anche un modem 4G, per rimanere senza connessi alla connessione ad internet.
    La penna digitale per prendere gli appunti a mano libera è offerta in dotazione.

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    Lenovo Miix 630 Notebook Convertibile, Display 12,3″ HD, Processore Qu…

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    Microsoft Surface Pro

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    Microsoft Surface Pro è il sistema Microsoft ultra-portatile della scorsa generazione ed è equipaggiato con uno display PixelSense da 12,3″ avente una risoluzione di 2736 x 1824 pixel.
    Veniva equipaggiato con diverse configurazioni:
    processori Intel Core m3, i5 o i7 di settima generazione, RAM da 4 a 16GB, storage da 128GB, 256GB, 512GB o 1TB.
    Completano la scheda tecnica del device una batteria da 13.5 ore in riproduzione video, una fotocamera frontale da 5MP con riconoscimento dei volti e un set di porte composto da:
    1 USB 3.0 full-size, 1 slot per microSD e 1 Mini DisplayPort.
    La Surface Pen per scrivere e disegnare sul tablet in maniera estremamente precisa è inclusa nel prezzo, la cover con tastiera purtroppo no.

    Microsoft Surface Pro 6

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    Microsoft Surface Pro 6 è il re di tutti i tablet Windows 10, quello che di più si avvicina al concetto di tablet che può sostituire realmente un computer portatile.
    Fa uso di un display PixelSense da 12,3″ con aspect-ratio di 3:2 e una risoluzione di 2736 x 1824 pixel.
    Sin dal lancio commerciale è disponibile con diverse configurazioni:
    il processore può essere Intel Core i5-8250U o Intel Core i7-8650U, e può essere abbinato con 8 o 16 GB di RAM o da 128 GB fino a 1 TB di spazio di archiviazione su SSD ultra-performanti.
    Questo nuovo modello viene proposto anche nel colore Nero e propone un’autonomia operativa decisamente affidabile anche per coprire l’intera giornata senza alcuna ricarica.
    Fra gli accessori opzionali abbiamo sia la Cover con tasti Signature, altamente consigliata, e la penna capacitiva di tipo attivo.
    Surface Pro 6 è uno dei migliori tablet con Windows in assoluto ed è capace di sostituire un portatile senza troppe restrizioni.
    Se vuoi spendere un po’ di meno ti consiglio l’altrettanto buono Microsoft Surface Pro di cui ti ho parlato poco sopra.

    Microsoft Surface Pro 6 Tablet, Processore Core i5, 8 GB di RAM, SSD d…

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    Microsoft Surface Pro 6 Tablet, Processore Core i7, 8 GB di RAM, SSD d…

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    Microsoft Surface Pro 6 Tablet, Processore Core i7, 8 GB di RAM, SSD d…

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    recuperare i file cancellati dal cestino windows

    recuperare i file cancellati dal cestino windows

    Stai cercando disperatamente la relazione di lavoro che avevi preparato la settimana scorsa ma, niente, non riesci a trovarla! Noooo! Ora che ci pensi bene, l’altro giorno hai dato una bella sistemata sul PC e hai diligentemente svuotato il Cestino del computer. Evidentemente hai fatto troppa pulizia, ma non c’è motivo per cedere al panico.
    Seguendo le indicazioni contenute in questa guida puoi infatti provare a recuperare file cancellati dal Cestino ricorrendo all’uso di alcuni appositi programmi disponibili sia per computer Windows che per Mac OS X.

    Prima di indicarti quali strumenti utilizzare per riuscire “nell’impresa” voglio però che tu ti schiarisca un po’ le idee a riguardo. Quando si eliminano file o cartelle, i dati non vengono immediatamente rimossi dal disco rigido:
    lo spazio che era occupato dai dati eliminati viene infatti indicato come libero e il sistema può sovrascriverlo con nuovi file, ma fino a quando lo spazio non viene sovrascritto con nuove informazioni è possibile ripristinare i dati precedenti. Non sempre è quindi possibile recuperare i dati cancellati, ma- come si suol dire – tentar non nuoce. Ecco quindi che l’uso di alcuni software “ad hoc” può rivelarsi una valida soluzione per cercare di recuperare file cancellati dal Cestino nel giro di qualche clic.

    Fatta chiarezza a riguardo, se sei quindi effettivamente interessato a scoprire che cosa fare per provare a recuperare file cancellati dal Cestino ti suggerisco di prenderti una decina o poco più di minuti di tempo libero, di metterti seduto ben comodo dinanzi al tuo fido computer e di concentrarti sulla lettura delle righe successive.
    Come ti ho già detto, non posso assicurarti che riuscirai nel tuo intento ma di certo se seguirai le mie dritte le possibilità di recuperare file cancellati dal Cestino saranno decisamente elevate.
    Pronto?
    Si?
    Molto bene, allora bando alle ciance e iniziamo!

    Recuperare file cancellati dal Cestino di Windows

    Se utilizzi un PC Windows puoi affidare le tue speranze di recupero dei dati cancellati a Recuva, un’applicazione gratuita prodotta da Piriform (la stessa azienda produttrice di CCleaner, quel programma di cui ti ho parlato in maniera approfondita nella mia guida su come scaricare e utilizzare CCleaner) che consente di ripristinare qualsiasi tipo di file da hard disk, chiavette USB e altre unità di memorizzazione.
    È completamente in italiano ed è semplicissimo da utilizzare anche per chi non è molto esperto di PC.

    Per poter recuperare file cancellati dal Cestino con Recuva il primo passo che devi compiere è quello di effettuare il download del programma sul tuo computer.
    Per fare ciò, clicca qui dopodiché scorri la pagina Web che ti viene mostrata e clicca sul pulsante verde Free Download posto sulla sinistra.
    Successivamente pigia sulla voce CCleaner.com, clicca sul bottone Start Download ed attendi qualche istante affinché il programma venga scaricato sulla tua postazione multimediale.

    A download completato, avvia il pacchetto d’installazione del programma, clicca su Si e, una volta visualizzata la finestra della procedura guidata di setup del software, seleziona l’Italiano dal menu per la scelta della lingua collocato in basso a destra e fai clic sul bottone Next. Successivamente, pigia su Avanti per due volte consecutive, apponi un segno di spunta accanto alla voce No thanks, I don’t need CCleaner e clicca ancora una volta sul pulsane Avanti.
    Per concludere, pigia sul pulsante Fine.

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    Aspetta poi qualche istante affinché la finestra di Recuva risulti visibile a schermo (nel caso in cui il programma non si avviasse automaticamente fai doppio clic sull’icona dello stesso che è stata aggiunta sul desktop) dopodiché clicca sul bottone Avanti, seleziona la tipologia di file che intendi recuperare scegliendo tra ImmaginiMusicaDocumentiVideoCompressoEmail o Tutti i file e clicca ancora sul pulsante Avanti.

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    Metti poi il segno di spunta sulla casella collocata accanto alla posizione in cui intendi ricercare i file cancellati da recuperare scegliendo tra Non sono sicuro per tutte le posizioni, Su card multimediale o iPod, nei Documenti, nel Cestino oppure su In una posizione specifica (da indicare attraverso l’apposito campo di testo), clicca ancora su Avanti e poi premi Avvia per far partire la ricerca.

    Attendi quindi che la procedura di ricerca venga ultimata e, nell’elenco che successivamente ti verrà mostrato, metti il segno di spunta accanto al nome del file che intendi recuperare.
    Clicca poi sul pulsante Recupera…, seleziona la cartella in cui vuoi salvare il file e clicca su OK per due volte consecutive per confermare l’operazione.

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    I file che si possono recuperare senza problemi sono quelli con il bollino verde accanto.
    Quelli con il bollino giallo sono recuperabili ma quasi sicuramente danneggiati mentre quelli contraddistinti dal bollino rosso purtroppo sono corrotti e non si possono più ripristinare.

    Se non riesci a trovare i file di cui avevi bisogno, prova ad avviare nuovamente Recuva e ad effettuare tutti i passaggi già visti per cercare di recuperare file cancellati dal Cestino avendo però cura, questa volta, di apporre un segno di spunta sulla casella collocata accanto ala voce Attiva scansione approfondita che risulta visibile subito dopo aver indicato la tipologia di documenti da cercare.
    Si tratta di una speciale funzionalità che, così come suggerisce lo stesso nome, esegue una scansione più approfondita del percorso o dell’unità di riferimento.
    Tieni però presente che trattandosi di un processo di scansione più “approfondito” potrebbe impiegare oltre un’ora per essere portato a termine nel caso dei drive molto grandi.

    Recuperare file cancellati dal Cestino di OS X

    Se utilizzi un Mac e vuoi recuperare file cancellati dal Cestino ti consiglio vivamente di provare Disk Drill che ahimè è a pagamento, normalmente costa 79,00 euro, ma è disponibile in una versione di prova gratuita che permette di testarne l’efficacia (ossia di scoprire quali file sarebbe in grado di estrarre e visualizzarne un’anteprima tramite QuickLook). Il programma è estremamente semplice da usare, supporta tutti i file system, è in grado di recuperare dati da qualsiasi dispositivo di archiviazione e consente di agire su tutte le tipologie di file.
    Insomma, è una vera e propria manna dal cielo.

    Per scaricarlo sul tuo computer, clicca qui per collegarti al suo sito Internet e clicca poi sul bottone Scarica la versione gratuita.
    Attendi quindi che il download del pacchetto di installazione del programma venga avviato e portato a termine dopodiché apri il file diskdrill.dmg che contiene il software e, agendo dalla finestra che ti viene mostrata sula scrivania, trascina l’icona di Disk Drill nella cartella Applications di OS X per installare il programma sul tuo Mac.

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    A questo punto, per avviare la ricerca dei file da ripristinare, apri Disk Drill facendo clic sulla sua icona che è stata aggiunta al Launchpad, rimuovi le spunte da tutte le voci selezionate nella finestra che compare e clicca su Continue e Stay with Disk Drill per accedere alla finestra principale dell’applicazione.

    Pigia dunque sul bottone Recupera collocata accanto all’icona dell’hard disk del tuo Mac e attendi che vengano trovati tutti i file recuperabili (potrebbero volerci diversi minuti, nel caso cerca di portare pazienza).
    Ad operazione completata, espandi le cartelle Found files e Reconstructed files per sfogliare tutti i dati trovati da Disk Drill in base alla loro posizione originale (es.
    cartella Documenti, cartella Library ecc.)  o alla loro tipologia (immagini, video, documenti ecc.) e clicca sull’icona dell’occhio collocata accanto ai loro nomi per visualizzarne un’anteprima in tempo reale.

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    Se hai acquistato la versione completa del software, puoi avviare il recupero dei file semplicemente apponendo il segno di spunta accanto ai loro nomi, cliccando sul pulsante Recupera collocato in alto a destra e selezionando la cartella in cui esportarli.

    Altre soluzioni per recuperare file cancellati dal Cestino

    I software per recuperare file cancellati dal Cestino che ti ho proposto in questa guida non sono stati di tuo gradimento?
    Beh, prima di gettare definitivamente la spugna ti suggerisco di dare un’occhiata al mio tutorial su recupero dati hard disk, in cui oltre ad illustrati il funzionamento del già citato Recuva ho provveduto a spiegarti come fare per usare l’ottimo Wise Data Recovery.

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    Se invece possiedi un computer a marchio Apple puoi leggere la mia guida su come recuperare file cancellati su Mac.
    in cui ti ho spiegato come utilizzare Lazesoft Mac Data Recovery che è meno intuitivo ed efficace di Disk Drill ma che in molte occasioni riesce a portare ugualmente a casa il risultato.

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    Puoi inoltre consultare la mia guida dedicata a come recuperare file cancellati da hard disk esterno se hai la necessità di provare a recuperare file cancellati intervenendo su un disco rigido collegato esternamente al tuo computer.
    Se invece hai la specifica esigenza di intervenire sui dati che risultavano archiviati sul cellulare puoi provare a ricorrere all’uso degli strumenti che ti ho indicato nella mia guida su come recuperare file cancellati dal cellulare.

    stampante in pausa su windows

    stampante in pausa su windows

    Stampante in pausa su Windows:
    come risolvere

    Spesso, potresti imbatterti nel problema della stampante in pausa su Windows.
    Quando una stampante va offline o comunque si blocca in stampa, una delle cause più frequenti che ferma i documenti in coda, potrebbe essere proprio questa.
    Pur essendo stata installata nel modo giusto sul PC, la stampante potrebbe bloccarsi da un momento all’altro.

    Fortunatamente, dovresti riuscire a risolvere questo errore in autonomia.
    In questa guida, ti spiego come fare.
    Premetto, comunque, che queste procedure sono valide per tutte le versioni di Windows, compresi ad esempio Windows 7 e Windows 10.

    Stampante in pausa su Windows

    Stampa sospesa o stampa offline

    Se visualizzi un’avvertenza che ti dice che la stampante è in pausa su Windows, innanzitutto devi controllare che non ci siano problemi di connessione.
    Quindi, dopo aver spento e riacceso la stampante, controlla che il cavo di rete o il cavo USB sia collegato normalmente.
    Oppure, se è collegata via wireless, verifica lo stato del WiFi.

    Invece, nel caso in cui si trattasse di una stampante condivisa, accertati che il computer o il Mac al quale è collegata sia acceso e connesso alla rete locale.
    In aggiunta, prima di procedere, dovresti anche impostare la stampante come predefinita.

    Fatto ciò, da PC, devi seguire il percorso Pannello di controllo > Hardware e suoni > Dispositivi e stampanti.
    In questa schermata, devi trovare la stampante che non funziona, cliccare con il tasto destro su di essa e scegliere Visualizza stampa in corso per aprire la coda di stampa.

    Adesso, devi cliccare sulla voce Stampante e controllare che non siano selezionate le opzioni Usa stampante offline e Sospendi stampa.
    Se fossero attive, devi disabilitarle entrambe cliccandoci sopra. In quest’ultimo caso, dovresti aver ripristinato la stampa dei documenti.
    Se così non fosse, continua a leggere.

    Spooler

    Dopo aver effettuato le operazioni di cui sopra, se nulla ti avesse aiutati, dovresti provare ad annullare le stampe in coda e provare a bypassare oppure a pulire lo spooler della stampante in pausa su Windows.

    Per annullare i documenti, sempre nel menu Stampante, devi cliccare su Elimina tutti i documenti e confermare cliccando .
    Se però non riuscissi a farlo, consulta la guida dedicata in cui ti spiego come pulire lo spooler dal system32.

    Se dopo la pulizia dello spooler avessi altre grane, prova a bypassarlo.
    Per fare questo, prima di tutto devi tornare in Dispositivi e Stampanti, cercare la stampante, cliccare con il tasto destro su di essa e scegliere Proprietà stampante.

    Poi, devi spostarti nella scheda Avanzate e cambiare la scelta da Utilizza lo spooler in modo da accelerare il processo di stampa a Invia direttamente alla stampante.
    Subito dopo, per confermare le modifiche, devi cliccare su Applica.

    Altre soluzioni per risolvere il problema

    Una volta che hai eseguito le operazioni consigliate, dovresti essere riuscito a ripristinare la stampante in pausa su Windows.
    Tuttavia, se così non fosse, ti consiglio di controllare il firewall del tuo antivirus e di reinstallare la stampante con il driver ufficiale più recente.

    Per ultimo, se avessi altri problemi, potresti chiedere il parere ad un tecnico specializzato in Canon, HP, Xerox, Brother o nel marchio a cui fa riferimento la tua stampante.
    È probabile, infatti, che quel modello non sia più supportato dal sistema operativo che stai utilizzando, sia questo Windows, Ubuntu o macOS.

    cambiare la schermata di accesso a windows

    cambiare la schermata di accesso a windows

    Personalizzare il computer è una cosa che ti ha sempre divertito ed appassionato parecchio, questo devi ammetterlo.
    Di tanto in tanto, ti piace infatti modificare lo sfondo del desktop, le icone ed i suoni di Windows.
    E della schermata di login e di quella di blocco?
    Non ne vogliamo parlare?
    Non dirmi che a questo non ci hai mai pensato.
    Ma come?
    Un amante della customizzazione come te non può lasciarsi sfuggire un elemento così rilevante! Ho capito… forse non sai come fare.
    Beh, se vuoi posso fornirti io tutte le indicazioni di cui ha bisogno.
    Se la cosa ti interessa, leggi pure questa mia guida su come cambiare la schermata di accesso a Windows, insieme ne vedremo delle belle!

    Con questo tutorial di oggi desidero infatti illustrarti, in maniera semplice ma al tempo stesso dettagliata, come personalizzare lo sfondo della schermata di login e di blocco del tuo fido PC Windows sostituendo quello di default con un’immagine a piacere.
    L’operazione, te lo anticipo subito, sui più recenti sistemi operativi di casa Microsoft è fattibile direttamente dalle impostazioni di sistema, mentre per quel che concerne le edizioni più vecchie dell’OS (a questo proposito, ci tengo rapidamente a sottolineare il fatto che faresti bene ad aggiornare quanto prima il tuo computer se vuoi evitare problemi relativi alla sicurezza del sistema ed al funzionamento in generarle) occorre ricorrere all’uso di strumenti terzi.

    Come dici?
    Possiedi un Mac e ti piacerebbe capire se la cosa è fattibile anche in tal caso?
    Nessun problema, anche se non me lo avevi chiesto prima ci avevo già pensato.
    Proprio per questo, a fine articolo trovi un passo interamente dedicato all’argomento.
    Allora?
    Ti andrebbe di mettere le chiacchiere da parte e di passare finalmente all’azione?
    Si?
    Grandioso.
    Non perdiamo dunque altro tempo ed iniziamo a darci da fare.
    Buona lettura e… buon divertimento!

    Indice

    • Cambiare la schermata di accesso su Windows 10
    • Cambiare la schermata di accesso su Windows 8/8.x
    • Cambiare la schermata di accesso su Windows 7, Vista e XP
    • Cambiare la schermata di accesso su Mac

    Cambiare la schermata di accesso su Windows 10

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    Possiedi un PC con su installato Windows 10 e ti interessa capire come fare per cambiare la schermata di accesso al sistema e quella di blocco?
    La procedura da compiere per riuscirci è davvero semplice, molto più di quel che tu possa pensare.
    Mi chiedi cosa bisogna fare?
    Te lo indico subito.
    Innanzitutto, fai clic sul pulsante Start (quello con la bandierina di Windows) che trovi nella parte in fondo a sinistra della barra delle applicazioni e pigia sull’icona di Impostazioni (quella con l’ingranaggio) nel menu che si apre.

    Nella finestra che a questo punto è comparsa sul desktop, clicca sulla voce Personalizzazione e poi pigia sulla dicitura Schermata di blocco che trovi a sinistra. Premi quindi sul menu che trovi sotto la voce Sfondo e seleziona Immagine per selezionare un’immagine di sfondo per la schermata di blocco scegliendo tra quelle disponibili “di serie” sotto la voce Scegli la tua immagine che è apparsa.

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    Se invece preferisci impostare un’immagine diversa da quelle in elenco (es.
    una tua foto, uno sfondo scaricato da Internet ecc.), clicca sul bottone Sfoglia e seleziona il file di riferimento salvato sul tuo PC.
    Semplice, vero?

    Volendo, puoi anche scegliere di visualizzare una presentazione di immagini.
    Per riuscirci, seleziona la voce Presentazione dal menu che trovi sotto la voce Sfondo sempre nella stessa schermata delle impostazioni di Windows 10 e scegli se prelevare le foto dal tuo account OneDrive oppure dalla cartella Immagini di Windows.
    In alternativa, puoi selezionare una cartella a piacere che contiene le foto da visualizzare facendo prima clic sulla voce Aggiungi una cartella.

    Qualora poi dovessi ripensarci e volessi impostare nuovamente lo sfondo di default, clicca ancora sul menu sottostante la voce Sfondo e scegli Contenuti in evidenza di Windows.
    In questo modo, l’immagine usata per la schermata di blocco del tuo PC sarà modificata giornalmente ed in maniera automatica dal sistema stesso, come da impostazione predefinita.

    In tutti i casi, assicurati che l’interruttore in corrispondenza della voce Mostra l’immagine di sfondo della schermata di blocco nella schermata di accesso risulti impostato su Attivato (ed in caso contrario provvedi tu), altrimenti le modiche avranno effetto solo sulla schermata di blocco del computer e non anche su quella per l’acceso al tuo account.

    Sfondo a parte, ti faccio presente che puoi personalizzare la schermata di blocco a Windows 10 anche scegliendo le applicazioni di cui visualizzarne dettagli e stato, puoi scegliere se visualizzare oppure no info e suggerimenti vari da Windows e da Cortana ecc.
    Per riuscirci, ti basta fare clic sulle ulteriori voci annesse sempre alla stessa schermata delle impostazioni del PC ed intervenire poi sulle opzioni disponibili su schermo.
    Le modifiche avranno effetto praticamente immediato.

    Cambiare la schermata di accesso su Windows 8/8.x

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    Se invece sul tuo computer hai installato Windows 8/8.x, puoi cambiare la schermata di accesso al sistema e quella di blocco andando in primo luogo a fare clic sul pulsante Start (quello con la bandierina di Windows) che trovi nella parte in fondo a sinistra della taskbar e facendo poi clic sull’icona di Impostazioni (quella con l’ingranaggio) che trovi nella Start Screen.

    Nella schermata che a questo punto vedi apparire, clicca sulla voce Schermata di blocco, dopodiché se desideri usare una delle immagini di serie di Windows 8/8.x per personalizzare la schermata di login e la lock screen, clicca su quella che preferisci sotto l’anteprima.
    Le modifiche saranno applicate immediatamente al sistema.

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    Se invece vuoi usare un’immagine personalizzata (es.
    una tua foto, uno sfondo scaricato da Internet ecc.), pigia sul bottone Sfoglia e seleziona il file di riferimento dal tuo computer.

    Se vuoi, puoi anche scegliere di visualizzare una presentazione di foto invece che una singola immagine.
    Per fare ciò, porta su Attivato l’interruttore che trovi sotto la dicitura Riproduci una presentazione nella schermata di blocco facendoci clic sopra dopodiché scegli se prelevare le immagini dal tuo account OndeDrive oppure dalla cartella Immagini di Windows facendo clic sul pulsante corrispondente.

    Se poi le immagini che vuoi usare per la presentazione si trovano in una posizone differente, clicca su Aggiungi una cartella e seleziona dalla finestra che compare la cartella di riferimento.

    Ti segnalo anche la possibilità di apportare ulteriori personalizzazioni scegliendo di visualizzare solo immagini adatte alla dimensione dello schermo, se disattivare la schermata dopo aver riprodotto la presentazione, quali app visualizzare nella lock screen ecc.
    intervento sulle ulteriori opzioni sottostanti.

    Cambiare la schermata di accesso su Windows 7, Vista e XP

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    Se invece il sistema operativo in uso è più datato, ovvero se stai usando Windows 7, Windows Vista oppure Windows XP, per cambiare la schermata di accesso e la lock screen non puoi intervenire dalle impostazioni del sistema in quanto non sono disponibili opzioni apposite.
    Devi dunque avvalerti di un software di terze parti come nel caso di LognStudio, gratuito, di semplice impiegato e compatibile con tutti e tre gli OS appena menzionati.
    Insomma, provalo subito e vedrai che non riuscirai più a farne a meno.

    Per usarlo, provvedi in primo luogo ad effettuarne il download sul tuo computer recandoti sulla pagina Internet di riferimento e facendo clic sul bottone Download annesso alla stessa.
    A scaricamento completato, apri l file .exe ottenuto, clicca su Si, poi su Next per tre volte di fila e, per concludere, premi su Finish.

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    Avvia dunque il programma richiamandolo dal menu Start (quello a cui puoi accedere pigiando sul pulsante con la bandierina di Windows sulla taskbar) e premi su Si nella finestra che compare.
    Adesso, seleziona l’immagine che vuoi usare per rimpiazzare quella di default nella schermata di accesso ed in quella ldi blocco nell’elenco che visualizzi su schermo e pigia sul bottone Apply per applicare le modifiche.
    Ecco qui!

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    Volendo, puoi scaricare ulteriori immagini da usare per personalizzare lo sfondo della schermata di accesso al sistema prelevandole direttamene dal sito Internet del programma previo clic sulla voce Download che trovi nella parte sinistra della finestra dello stesso. Facile come bere un bicchier d’acqua!

    Se invece vuoi utilizzare un’immagine già in tuo possesso salvata sul computer, premi sulla dicitura Create posta sempre sulla sinistra, assegna un nome all’immagine, premi sul bottone Browse… e seleziona il file di riferimento salvato sul tuo PC dopodiché clicca su Save.
    Seleziona poi l’immagine dalla sezione principale del programma come ti ho indicato qualche riga più su in modo tale da applicarla.

    Cambiare la schermata di accesso su Mac

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    Come anticipato in apertura, pur essendo questa una guida incentrata in primo luogo su Windows mi sembra giusto parlarti anche del versante macOS.
    Anche in tal caso, è infatti possibile cambiare la schermata di accesso oltre che quella di sblocco andandola a personalizzare con un’immagine diversa da quella che viene impostata in maniera automatica da macOS e che è praticamente la stessa immagine applicata come sfondo per la scrivania.
    Vediamo dunque come bisogna procedere.

    Innanzitutto, individua l’immagine che vuoi usare come sfondo per la schermata di login ed assicurati che questa sia in formato PNG.
    Se non sai come fare per scoprire il formato dell’immagine che vuoi usare, puoi leggere il mio tutorial su come visualizzare estensione file per schiarirti le idee sul da farsi.
    Se il formato è diverso da quello richiesto, puoi rimediare facilmente alla cosa leggendo la mia guida su come convertire immagini.

    Adesso, devi preoccuparti di creare una copia dell’immagine scelta sulla scrivania.
    Per riuscirci, seleziona quest’ultima, facci clic destro sopra, scegli Copia “nome file” dopodiché fai clic destro in un qualsiasi punto dello schermo senza icone e, dal menu che si apre, seleziona Incolla elemento.
    In alternativa, seleziona l’immagine d’origine, usa la combinazione di tasti cmd + C per copiarla negli appunti di macOS dopodiché clicca in un qualsiasi punto vuoto della scrivania e premi la combinazione di tasti cmd + V per incollarla.

    Procedi andando a rinominare la copia dell’immagine appena creata sulla scrivania in com.apple.desktop.admin.png, fai clic destro sull’icona del Finder (quella con il sorriso) che sta sulla barra Dock e seleziona ala dicitura Vai alla cartella… dal menu che si apre.
    Successivamente immetti /library/Caches/ nella finestra comparsa sullo schermo e premi il bottone Vai.

    Trascina quindi l’immagine precedentemente copiata sulla scrivania e rinominata nella posizione appena raggiunta del Finder e premi sul pulsante Sostituisci nell’avviso che compare.
    Ecco qui!

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    Nota: Il sistema in questione non funziona se hai abilitato la funzione di cambio utente rapido per consentire a più utenti di restare connessi contemporaneamente.
    Inoltre, quando andrai a modificare lo sfondo del desktop, cambierà in automatico anche la relativa immagine nella schermata di login.

    come aprire i file sconosciuti da windows

    come aprire i file sconosciuti da windows

    Un amico ti hai inviato un file come allegato via mail, tu lo hai scaricato sul tuo computer, hai fatto doppio clic sulla sua icona per aprirlo ma… ti è apparso uno strano avviso a schermo indicante l’impossibilità di completare l’operazione e soprattuto il fatto che occorre scegliere uno specifico programma per riuscirci. Mah, sarà difettoso il file?
    No, no, no! La risposta all’enigma è più semplice di quanto tu possa pensare. Si tratta infatti di un file sconosciuto da Windows e dai programmi in esso installati (ancora per poco però!) che per essere aperto necessità dunque di altri software.

    Come dici?
    Ti è tutto perfettamente chiaro ma ora vorresti capire se posso darti qualche dritta in più per riuscire ad aprire file sconosciuti?
    Beh, ma certo che si, sta’ tranquillo! È esattamente quello che intendo fare con questo mio tutorial di oggi.
    Nelle righe successive trovi infatti spigato, per filo e per segno, come fare per riuscire in quella che al momento di sembra un’ardua impresa (ma, fidati, non è affatto in questo modo!).
    Ti basta dare un’occhiata al nome del file, individuare l’estensione (quella dicitura solitamente costituita da tre caratteri che si trova dopo il punto), prenderne nota e sfruttarla per effettuare le dovute ricerche mediante alcuni appositi servizi Web e/o software, quelli che trovi indicati qui sotto.

    Allora, ti va’ di metterti all’opera e di svelare l’arcano mistero?
    Si?
    Benissimo.
    Direi quindi di non perdere altro tempo prezioso, di mettere le chiacchiere da parte e di cominciare immediatamente a darci da fare.
    Posizionati ben comodo dinanzi il tuo fido computer, prenditi qualche minuto di tempo libero tutto per e concentrati dunque sulle informazioni che trovi qui sotto.
    Vedrai, in men che non si dica riuscirai a capire quale software usare per aprire quel “misterioso” file.
    Scommettiamo?

    File-Extensions (Online)

    Come ti dicevo ad inizio guida, per individuare il programma da utilizzare per aprire file sconosciuti puoi avverati di alcuni appositi strumenti, come nel caso dell’ottimo servizio online File-Extensions.
    Si tratta di un semplicissimo servizio online gratuito, funzionante da qualsiasi browser Web ed in grado di fornire indicazioni riguardo i programmi per utilizzare i file da aprire non solo per quel che concerne l’universo Windows ma anche in ambito Mac.

    Mi chiedi come si utilizza?
    Nulla di più semplice.
    Innanzitutto recati sul sito Internet di File-Extensions dopodiché digita l’estensione del file sconosciuto nel campo di testo Type file extension in alto a sinistra e fai clic sul suggerimento più pertinente tra quelli che ti vengono proposti.

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    Nella pagina Web che a questo punto andrà ad aprirsi, ti saranno mostrate delle utili informazioni (solamente in Inglese, purtroppo) sui file che utilizzano l’estensione cercata e, soprattutto, sui i programmi che possono essere impiegati per aprire il file, nella colonna di destra, sotto la voce How to open file with extension.

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    A questo punto, puoi avvalerti delle sezioni che trovi nella parte in basso della pagina Web del servizio per scoprire quali programmi usare per aprire la tipologia di file in questione.
    Sotto la dicitura The default software associated to vengono elencati i software solitamente impiegati per l’apertura di quel tipo di file, mentre in corrispondenza della sezione List of software applications associated to the puoi trovare tutti i più diffusi programmi per interfacciarmi con tale tipologia di estensione.

    FileInfo (Online)

    In alternativa, puoi rivolgerti FileInfo.
    Si tratta di un altro servizio online dalle caratteristiche abbastanza simili a quelle di File-Extensions, con una bella interfaccia utente e molto semplice da usare al punto tale che non ci sarebbe neppure bisogno di spiegarlo.

    Ad ogni modo, per servirtene collegati alla pagina principale di FileInfo dopodiché digita nella barra di ricerca collocata al cento l’estensione del file “incriminato” e poi clicca sul bottone Search collocato di lato o seleziona uno dei suggerimenti di ricerca che ti vengono proposti in maniera automatica.

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    Subito dopo, il sito ti restituirà una breve descrizione informativa (anche in questo caso in lingua Inglese) riguardo la tipologia di file in questione riportando anche lo sviluppatore e la categoria di appartenenza.

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    Nella parte in basso della pagina trovi invece indicati i programmi in grado di aprire quel file sul computer con Windows, Mac e Linux.
    Una volta scelto il software da usare, ti basterà fare clic sul suo nome per collegarti al relativo sito Internet ufficiale ed effettuarne immediatamente il download.

    Online TrID File Identifier (Online)

    I servizi online per aprire file sconosciuti che ti ho già segnalato non ti hanno entusiasmato in maniera particolare o comunque sia non ti sono stati particolarmente utili?
    Allora da’ subito uno sguardo a Online TrID File Identifier e vedrai che non te ne pentirai.
    Si tratta di un altro sito Web utilissimo per identificare i programmi per aprire file sconosciuti.
    Diversamente da File-Extensions e FileInfo, richiede l’upload del file “misterioso” per poter ottenere il responso.

    Per servirtene, provvedi innanzitutto a collegarti alla pagina principale del servizio dopodiché fai clic sul bottone Apri file…,/Scegli file, seleziona il file in merito al quale ti piacerebbe saperne di più e poi pigia sul bottone Analyze! sottostante.

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    Dopo qualche istante vedrai dunque apparire la pagina con l’esito dell’esame effettuato sul file dal servizio.
    Più precisamente, sotto la voce Identification results: troverai indicato di che tipo di file si tratta, sotto la colonna MIME type, con la relativa percentuale di associazione, in corrispondenza della colonna Match.

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    Non ti resta che cercare e scaricare da Internet, magari servendoti di Google, il programma indicato per aprire il file fino ad allora sconosciuto. Tieni comunque presente che alcune volte un’estensione può essere associata a più tipologie di file.
    In questi casi, dopo aver avviato la ricerca, vengono mostrati i vari utilizzi dell’estensione:
    fai clic su quello più probabile per avere maggiori informazioni e scoprire i programmi necessari per aprire quel file.

    TrID (Windows)

    Se lo preferisci, puoi anche ricorrere all’uso di alcuni appositi programmi da installare direttamente sul computer per identificare i file sconosciuti e per scoprire quali software utilizzare per poterli aprire.
    Di risorse di questo tipo ce ne sono diverse, io ti consiglio TrID, praticamente la variante software del servizio online summenzionato.
    È gratis, funziona su Windows e non necessita di installazione.

    Per usarlo, collegati alla pagina di download del programma, individua la sezione Download in basso e fai clic sul collegamento ZIP e su quello 7Z.
    Attendi qualche istante affinché il download di entrambi gli archivi compressi venga avviato e portato a termine dopodiché estraili in una qualsiasi posizione di Windows.
    Adesso, apri la cartella tird_net ed avvia il file TrIDNet.exe presente al suo interno.

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    A questo punto, clicca sul bottone Browse… presente in basso, seleziona il file in formato .xml estratto dall’archivio in formato 7Z, clicca sul pulsane OK nella finestra che ti viene mostrata sul desktop, pigia sul bottone Browse… presente in alto a destra, seleziona il file che vuoi analizzare presente sul tuo PC e poi fai clic sul bottone Apri.

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    Per concludere, fai clic sul pulsante Analyze! in basso e potrai visualizzare il responso.
    Per conoscere la tipologia di file, ti basta dare uno sguardo alle info presenti in corrispondenza della colonna Type.
    Effettuando poi una rapida ricerca su Internet riuscirai ad con quali programmi poter aprire quella tipologia di file.
    Facile, vero?

    Open With (Windows)

    In alternativa, puoi rivolgerti ad Open With che è un programma gratuito e facilissimo da usare.
    Si fa tutto dal menu contestuale di sistema! L’unica pecca è che non viene aggiornato da un po’ di tempo (ma funziona ancora perfettamente!) e non risulta compatibile con le versioni più recenti di Windows.
    Per il resto, nulla da eccepire.

    Per servirtene, provvedi innanzitutto a collegarti alla pagina di download del software dopodiché fai clic sul collegamento Download Now che si trova in alto a sinistra ed attendi che il programma venga scaricato sul tuo PC.
    In seguito, apri il file OpenWith.org_Installer.exe appena ottenuto, fai clic su Si e poi su Next.
    Apponi il segno di spunta accanto alla dicitura I accept the agreement e clicca ancora su Next.
    Successivamente pigia su Install e porta a termine la procedura di setup cliccando su Finish.

    Nota: Durante la procedura di setup potrebbe esserti proposta l’installazione di software promozionali.
    Se non sei interessato alla cosa, ricordati di rimuovere il segno di spunta dalla relativa voce.

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    A questo punto, sei finalmente pronto per passare all’azione vera e propria.
    Quindi, seleziona mediante clic destro l’icona del file in merito al quale desideri saperne di più e dal menu contestuale che successivamente ti viene mostrato fai clic sulla voce OpenWith.org – How do I Open This?.

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    Nel giro di pochi istanti vedrai apparire la finestra del programma sul desktop indicante la tipologia di file ed i software che possono permetterne l’apertura.
    Cliccando sul collegamento Download posto accanto al nome di ciascun software verrai subito rimandato alla relativa pagina per effettuarne il download.

    come bloccare aggiornamenti windows

    come bloccare aggiornamenti windows

    Come bloccare aggiornamenti Windows 10

    Dopo l’upgrade, potresti chiederti come bloccare aggiornamenti Windows 10.
    Da quando utilizzi Windows 10, ti sei accorto che gli aggiornamenti di Windows Update vengono scaricati e installati in automatico.
    Questo, potrebbe rallentare internet e, di conseguenza, le tue attività.
    Per non parlare dei riavvii automatici che, se non vengono pianificati, ti invitano a spegnere e riaccendere il computer in ogni momento della giornata per installare gli updates.

    Per risolvere la situazione, vorresti sapere come bloccare aggiornamenti Windows 10.
    Ebbene, se così fosse, direi proprio che sei capitato nel posto giusto.
    In questa guida, infatti, ti spiego tutto quello che devi fare per impedire il download e l’installazione degli aggiornamenti automatici.
    Dunque, non resta che cominciare.

    Come bloccare aggiornamenti Windows 10

    Quando ti domandi come bloccare aggiornamenti Windows 10, la prima cosa che devi sapere è che Windows 10 non permette di fermarli definitivamente.
    Non c’è un’impostazione per regolare Windows Update.
    Al massimo, dalla Windows Creators Update, è possibile mettere in pausa gli aggiornamenti per circa un mese (approfondisci di seguito).

    C’è da dire che, spesso, gli aggiornamenti sono utili per correggere bug.
    D’altro canto, però, potrebbero creare conflitti con alcuni driver (anche se raramente) e rallentare le attività.

    Perciò, se per varie ragioni intendi interrompere il download e l’installazione degli aggiornamenti automatici, devi “ingannare” il sistema.
    Di seguito, trovi alcuni metodi che ti permettono di farlo.
    Scegli ed applica quello più adatto alle tue esigenze per bloccare aggiornamenti Windows 10 o per metterli in pausa.

    Indice

    • Mettere in pausa gli aggiornamenti
    • Disattivare il download automatico degli aggiornamenti
      • Connessione a consumo
      • Disattivazione servizio Windows Update
    • Conclusioni
    Mettere in pausa gli aggiornamenti

    A partire dalla build 14997, ovvero dalla Windows Creators Update, puoi mettere in pausa gli aggiornamenti fino ad un massimo di 35 giorni.
    Perciò, se ti stavi domandando come bloccare aggiornamenti Windows 10, potresti optare per questa soluzione.

    Per attivare l’opzione, devi seguire il percorso menu Start > Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza.
    Dopodiché, devi cliccare su Opzioni avanzate.
    In quella schermata, è presente l’opzione Metti in pausa gli aggiornamenti (Pause Updates).
    Per attivarla, devi impostare il toggle su On con un click.
    Visualizzerai un avviso simile a questo:
    “Gli aggiornamenti sono stati messi in pausa fino al <data>“.

    È bene precisare che così facendo non è possibile bloccare aggiornamenti Windows 10 di ogni tipo.
    Infatti, gli aggiornamenti critici e di sicurezza continueranno ad essere scaricati e installati in automatico.

    Disattivare il download automatico degli aggiornamenti

    Quando ti chiedi come bloccare aggiornamenti Windows 10, potresti semplicemente impedire il loro download automatico.
    Se non li scarichi, non verranno neanche installati.
    Come ti dicevo, però, su Windows 10 non si può fare una cosa del genere.
    Potresti comunque “far credere” a Windows che la tua connessione sia a consumo (Metered connection).
    No, non verrà compromessa la navigazione in internet.

    In alternativa, potresti arrestare Windows Update con il Prompt dei comandi e poi disattivare il servizio manualmente.
    Di seguito, leggi ed applica il metodo più adattato a te.

    Connessione a consumo

    Per bloccare aggiornamenti Windows 10, puoi usare impostare la connessione a consumo.
    Per fare ciò, se la tua connessione è WiFi, accedi al percorso menu Start > Impostazioni > Rete e Internet, clicca Wi-Fi e poi Gestisci reti note.
    Dopodiché, scegli la rete wireless alla quale sei connesso e fai click su Proprietà.
    In quella schermata, metti su Attivato l’opzione Connessione a consumo.

    D’ora in poi, qualsiasi rete wireless alla quale ti connetti sarà vista come “a consumo“.
    Anche le nuove reti WiFi saranno considerate così, perché Windows 10 memorizza questa opzione.

    Se invece sei collegato via LAN, devi modificare il Registro di sistema per impostare la connessione a consumo.
    Per procedere, apri il menu Start e scrivi regedit.
    Fai click con il tasto destro del mouse sull’opzione che appare e scegli Esegui come amministratore.
    Posizionati nel seguente percorso:

    HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\NetworkList\DefaultMediaCost

    A quel punto, clicca con il tasto destro del mouse sulla chiave di registro DefaultMediaCost e seleziona Autorizzazioni.
    Imposta il tuo account in modo da avere il Controllo completo.
    Fatto ciò, torna su DefaultMediaCost, fai doppio click su Ethernet, metti 2 nei Dati valore, scegli Ok e chiudi il registro.
    Da questo momento, la connessione cablata è impostata a consumo.
    Ricordati che nel caso in cui tu volessi reimpostarla in seguito, basta che rimetti il valore di “Ethernet” su 1.

    Completate le modifiche, la connessione di tipo Ethernet o WiFi sarà a consumo.
    Non ti chiederai più come bloccare aggiornamenti Windows 10, perché il sistema operativo non li scaricherà quando è connesso a tale rete.

    Disattivazione servizio Windows Update

    Un altro strumento che puoi usare per bloccare aggiornamenti Windows 10, è il Prompt dei comandi.
    È forse il metodo più semplice, poiché basta eseguire tre comandi per disattivare il download automatico degli aggiornamenti.

    Nello specifico, devi aprire il menu Start, cercare cmd, cliccare con il tasto destro sul risultato di ricerca Prompt dei comandi e scegliere Esegui come amministratore.
    Dopodiché, devi eseguire questi tre comandi in sequenza.
    Ricordati di premere Invio per ogni riga che digiti:

    net stop wuauserv
    net stop bits
    net stop dosvc

    Dopo averlo fatto, non è finita.
    Così, avrai semplicemente fermato i servizi di Windows Update, ma fino al prossimo riavvio.
    Per bloccare aggiornamenti Windows 10 definitivamente, dopo aver arrestato i servizi, devi eseguire la combinazione di tasti Windows + R, scrivere services.msc e premere Invio.
    Poi, devi trovare il servizio Windows Update (wuauserv), fare doppio click su di esso, impostare il Tipo di avvio su Disabilitato, scegliere Applica e dopo Ok.
    Infine, devi fare lo stesso per i servizi Ottimizzazione recapito (DoSvc) e Servizio trasferimento intelligente in background (BITS).

    Per ripristinare i servizi, invece, riabilitali usando services.msc e riavvia il computer.

    Conclusioni

    Ora che hai capito come bloccare aggiornamenti Windows 10, puoi gestire Windows Update a tuo piacimento.
    Non avrai più rallentamenti internet o limitazioni della banda dovuti ai download in background.
    Magari disattiva pure WUDO per starne certo.
    Per altro, non dovrai più preoccuparti che, da un momento all’altro, il tuo PC possa essere riavviato.

    come cambiare password windows

    come cambiare password windows

    Tuo fratello ha memorizzato la password del tuo PC con su installato Windows 8 e proprio non riesci a sopportare l’idea che possa servirsene quando sei assente ed a tua insaputa?
    I tuoi colleghi di lavoro conoscono la password per accedere al tuo computer e vorresti evitare che eventuali soggetti terzi possano accedervi anche senza autorizzazione?
    Se la riposta a queste e ad altre domande simili è affermativa sappi che per fortuna c’è una soluzione alla cosa tanto semplice quanto efficace:
    cambiare password Windows 8.

    Andando infatti a modificare la password del tuo computer potrai impedire accessi non autorizzati alla tua postazione multimediale sino a nuovo ordine, ovvero sino a quando non provvederai a comunicare la nuova chiave d’accesso a chi pensi sia più opportuno.
    Come dici?
    È un’operazione troppo complicata da effettuare e tu non sei esattamente uno “smanettone”?
    Ma no, non devi preoccuparti! Cambiare password Windows 8 è davvero molto semplice (a patto ovviamente che tu sia il legittimo proprietario del PC) ed io posso spiegarti come fare, passaggio dopo passaggio.

    Se sei dunque effettivamente intenzionato a sopire quali operazioni bisogna compiere per poter cambiare password Windows 8 ti suggerisco di prenderti qualche minuto di tempo libero, di metterti ben comodo dinanzi al tuo computer e di leggere con attenzione tutte le informazioni che sto per fornirti.
    Sono certo che alla fine sarai pronto ad affermare che cambiare password Windows 8 era in realtà un vero e proprio gioco da ragazzi.
    Scommettiamo?

    Prima di spiegarti che cosa bisogna fare per poter cambiare password Windows 8 è bene però chiarirsi immediatamente su alcuni punti.
    Con il lancio sul mercato del sistema operativo in oggetto Microsoft ha deciso di integrare l’utilizzo degli account utente Windows con gli account Microsoft online.
    Facendo in questo modo è possibile mantenere perfettamente sincronizzati nel cloud i dati e le impostazioni e, di conseguenza, per impostazione predefinita per poter accedere al sistema operativo viene utilizzata la password impiegata anche per l’account Microsoft.
    Se invece utilizzi un account locale, vale a dire il classico account che è sempre stato possibile creare al momento della configurazione del computer, la password ad esso associata fa riferimento solo ed esclusivamente al PC in questione.
    In alternativa alla “tradizionale” password è poi possibile accedere a Windows 8 utilizzando un PIN numerico (proprio come quelli che solitamente vengono impiegati per sbloccare l’accesso alle SIM dei cellulari) oppure di una password grafica (una password costituita da un’immagine a scelta e da alcuni gesti da associare).

    A seconda del tipo di chiave d’accesso in uso sul tuo PC la procedura che bisogna mettere in atto per poter cambiare password Windows 8 risulta quindi leggermente differente.
    Individua dunque il tipo di password che utilizzi per accedere al tuo computer e segui la relativa procedura per poterla modificare.

    Cambiare password Windows 8 – Account Microsoft e Password tradizionale

    Se è tua intenzione cambiare password Windows 8 e per accedere alla tua utenza sul computer utilizzi il tuo account Microsoft e la chiave d’accesso facente riferimento allo stesso la prima cosa che devi fare è recarti nella schermata Start.
    Successivamente digita il termine impostazioni pc nella barra di ricerca collocata in alto a destra e poi pigia sull’icona Impostazioni PC che compre fra i risultati della ricerca.

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    Adesso seleziona le voci Account e poi pigia su Opzioni di accesso dalla barra laterale di sinistra dopodiché pigia sul pulsante Modifica collocato sotto la dicitura Password, premi sul pulsante Modifica, immetti la password corrente e poi fai clic sul pulsante Avanti.

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    Se sul tuo account Microsoft risulta attiva l’autenticazione a due fattori digita nel campo prova@example.com l’indirizzo di posta elettronica alternativo che hai fornito a Microsoft, pigia sul pulsante Avanti e poi digita il codice che hai ricevuto tramite email all’indirizzo appena fornito.
    Se invece sei già in possesso di un codice pigia sulla voce Ho già un codice e compila il campo visualizzato a schermo.
    Se invece intendi utilizzare un’opzione di verifica differente fai clic su Usa un’opzione di verifica diversa.

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    Nella nuova schermata che a questo punto ti verrà mostrata compila il campo Password precedente digitando la password attualmente in uso per il tuo PC e che intendi sostituire e poi compila i campi Crea password e Conferma la password digitando la nuova password che è tua intenzione utilizzare. Tieni presente che per essere valida la nuova password che andrai a digitare dovrà contenere almeno 8 caratteri e dovrà includere almeno due elementi a scelta tra lettere maiuscole, lettere minuscole, numeri e simboli.

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    Successivamente pigia su Avanti per potare a termine la procedura mediante cui cambiare password Windows 8.

    Sappi che una volta completata la procedura mediante cui cambiare password Windows 8 verrà modificata automaticamente anche la chiave d’accesso correlata al tuo account Microsoft ed utilizzata per accedere a tutti gli altri servizi dell’azienda di Redmond.
    In alteri termini, se ad esempio utilizzi il tuo account Microsoft per accedere al PC andando a cambiare password Windows 8 verrà modificata anche la password che solitamente impiego per accedere ad Outlook.com.

    Sappi anche che la procedura per cambiare password Windows 8 che ti ho appena indicato può essere effettuata per un numero indefinito di volte.
    Questo sta dunque a significare che in caso di ripensamenti riguardo la nuova chiave d’accesso potrai sempre e comunque apportarvi delle modifiche effettuando nuovamente la procedura che ti ho già indicato.

    Cambiare password Windows 8 – Account locale e password tradizionale

    Se è tua intenzione cambiare password Windows 8 e per accedere alla tua utenza sul computer utilizzi un account locale la prima cosa che devi fare è recarti nella schermata Start. Successivamente pigia sul pulsante raffigurante una lente di ingrandimento che risulta collocato in alto a destra, digita il termine esegui nel campo di ricerca visualizzato poi pigia sull’icona Esegui che compre fra i risultati della ricerca.

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    Digita ora il comando netplwiz nell’apposito modulo annesso alla finestra di Esegui e poi fai clic sul pulsante OK.

    Nella nuova finestra che a questo punto ti verrà mostrata seleziona, utilizzando il tasto sinistro del mouse, il tuo account utente nel riquadro collocato sotto la voce Utenti per il computer: dopodiché pigia sul pulsante Reimposta password… collocato in basso. Compila ora i campi Nuova password: e Conferma nuova password: digitando la nuova password che intendi utilizzare per accedere al tuo computer dopodiché fai clic sul pulsante OK per applicare le modifiche.

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    Tieni presente che la password facente riferimento all’account locale risulta valida solo ed esclusivamente per il computer in uso ragion per il cambiamento di quest’ultima è una modifica che risulta valida soltanto per il PC corrente e non anche per l’account Microsoft.

    La procedura per cambiare password Windows 8 che ti ho appena indicato può inoltre essere effettuata per un numero indefinito di volte.
    Quindi, in caso di ripensamenti riguardo la nuova chiave d’accesso potrai sempre e comunque apportarvi delle modifiche effettuando nuovamente i passaggi che ti ho già indicato.

    Cambiare password Windows 8 – PIN numerico

    Se è tua intenzione cambiare password Windows 8 e per accedere alla tua utenza sul computer utilizzi un PIN numerico oppure è tua intenzione servirtene in sostituzione dell’attuale chiave d’accesso la prima cosa che devi fare è recarti nella schermata Start.
    Successivamente digita il termine impostazioni pc nella barra di ricerca collocata in alto a destra e poi pigia sull’icona Impostazioni PC che compre fra i risultati della ricerca.

    Adesso seleziona le voci Account e poi pigia su Opzioni di accesso dalla barra laterale di sinistra dopodiché pigia sul pulsante Aggiungi o Modifica collocato sotto la dicitura PIN, immetti la password corrente e poi fai clic sul pulsante OK.

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    Compila ora i campi collocati accanto alla voce Immetti il nuovo PIN e Conferma il nuovo PIN digitando il codice numerico che intendi utilizzare in sostituzione della password o del PIN attualmente in uso dopodiché pigia su Fine per applicare le modifiche.

    IMMAGINE QUI 8

    Tieni presente che diversamente dalla password vera e propria associata all’account Microsoft il PIN risulta valido solo ed esclusivamente per il computer in uso ragion per cui l’applicazione di un PIN o il cambiamento di quest’ultimo sono modifiche che risultano valide soltanto per il PC corrente e non anche per l’account Microsoft.

    La procedura per cambiare password Windows 8 che ti ho appena indicato può inoltre essere effettuata per un numero indefinito di volte.
    Questo sta quindi a significare che in caso di ripensamenti riguardo la nuova chiave d’accesso potrai sempre e comunque apportarvi delle modifiche effettuando nuovamente i passaggi che ti ho già indicato.

    Cambiare password Windows 8 – Password grafica

    Se è tua intenzione cambiare password Windows 8 e per accedere alla tua utenza sul computer utilizzi una password grafica oppure è tua intenzione servirtene in sostituzione dell’attuale chiave d’accesso la prima cosa che devi fare è recarti nella schermata Start.
    Successivamente digita il termine impostazioni pc nella barra di ricerca collocata in alto a destra e poi pigia sull’icona Impostazioni PC che compre fra i risultati della ricerca.

    Seleziona ora le voci Account e poi pigia su Opzioni di accesso dalla barra laterale di sinistra dopodiché pigia sul pulsante Aggiungi o Modifica collocato sotto la dicitura Password grafica, immetti la password corrente e poi fai clic sul pulsante OK.

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    Scegli ora l’immagine ed i gesti che desideri associare alla password grafica che intendi utilizzare.
    Premi dunque sul pulsante Seleziona immagine e scegli l’immagine da impiegare selezionandola da OneDrive, dal computer in uso, dal gruppo home oppure dalla rete.
    Adesso disegna la combinazione desiderata di cerchi, linee rette e tocchi per la tua password grafica attenendoti alle semplici indicazioni mostrate a schermo.
    Tieni presente che l’estensione, la posizione e la direzione dei movimenti diventano parte integrante della password grafica.
    Successivamente ripeti i gesti che hai scelto di associare alla password grafica.
    Per concludere pigia sul pulsante Fine.

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    Sappi che analogamente al PIN la password grafica risulta valida solo ed esclusivamente per il computer in uso ragion per cui l’applicazione di una password grafica o il cambiamento di quest’ultima sono modifiche che risultano valide soltanto per il PC corrente e non anche per l’account Microsoft.

    Inoltre, la procedura per cambiare password Windows 8 che ti ho appena indicato può essere effettuata per un numero indefinito di volte.
    In caso di ripensamenti riguardo la nuova chiave d’accesso potrai dunque apportarvi delle modifiche effettuando nuovamente tutti i passaggi che ti ho già indicato.

    come creare un punto di ripristino su windows

    come creare un punto di ripristino su windows

    Come creare un punto di ripristino su Windows 10

    Ormai l’avrai imparato.
    Magari anche a tue spese.
    I computer sono delle macchine eccezionali, ma alquanto instabili.
    Un giorno funziona tutto alla perfezione, il giorno successivo il computer non si accende o sembra non voler funzionare più come accadeva un tempo.
    Un problema da non sottovalutare, soprattutto nel caso in cui conserviamo all’interno del disco rigido informazioni personali e professionali di grande importanza.
    Per questo motivo (e decine d’altri) è sempre utile sapere come creare un punto di ripristino su Windows 10.

    Questa funzionalità, infatti, agisce a mo’ di “macchina del tempo” e, in caso di problemi, ti permetterà di ripristinare il PC a una data precedente, quando tutto funzionava e non c’erano problemi di compatibilità.
    Non solo:
    sfruttando un altro strumento che Windows 10 ti mette a disposizione gratuitamente, potrai creare dei dischi di ripristino su chiavetta USB, disco esterno o NAS, così da poterli utilizzare nel caso in cui il disco rigido del PC smetta di funzionare o per trasferire tutti i tuoi file da un PC vecchio a uno nuovo.

    Come creare punto di ripristino Windows 10

    Per riuscire nel tuo intento, avrai bisogno, tutt’al più, di una pennetta USB da almeno 128 gigabyte (così da esser certo di avere spazio a sufficienza per creare un disco di ripristino) e di qualche decina di minuti di tempo libero.
    Le operazioni, di per sé, non sono molto complesse, ma possono portare via un po’ di tempo, a seconda della quantità di file che il sistema operativo deve copiare.

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    Inutile dirti, poi, che non si tratta di un’operazione che puoi interrompere e riprendere in un secondo momento.
    Armati dunque di pazienza e leggi il mio tutorial su come creare punti di ripristino Windows 10 con calma (giusto per non commettere errori).

    Indice

    • Cosa sono i punti di ripristino
    • Come creare punto di ripristino locale
    • Come creare disco di ripristino su supporto esterno
    • Meglio punto di ripristino o Cronologia file?
    Cosa sono i punti di ripristino

    Prima di procedere, però, lascia che ti rubi ancora qualche secondo per spiegarti cosa sono i punti di ripristino e perché sono così importanti.
    Un esempio ci aiuterà a capire meglio il tutto:
    immagina di avere una speciale macchina fotografica che ti permette di scattare istantanee della tua vita e “congelare” tutto il tuo mondo in quell’istante per conservarlo in un “contenitore” apposito.
    Ogni volta che vorrai, potrai richiamare in memoria una delle istantanee che hai conservato e far tornare la tua vita esattamente a quel punto, cancellando tutto quello che è successo in seguito (sarebbe comodo poterlo fare nella realtà).

    Ecco, in sostanza, questo è il “ruolo” di un punto di ripristino su Windows 10:
    fare delle istantanee di ciò che è presente nel disco rigido del PC in un determinato momento.
    Si potranno così utilizzare, in caso di necessità, per riportare il computer a una data passata nel caso avesse dei problemi.

    Come creare punto di ripristino locale

    Per creare un punto di ripristino su Windows 10 devi agire in locale:
    ciò vuol dire che verrà salvato sul disco rigido del tuo stesso PC.
    Per procedere, apri il Pannello di Controllo, clicca su Sistema e Sicurezza, poi su Sistema e infine su Impostazioni di sistema avanzate.
    Nella finestra che si apre, scegli la scheda Protezione sistema e, nella parte bassa, clicca su Crea.

    Si avvierà a questo punto la procedura guidata per la creazione del punto di ripristino:
    dovrai assegnargli un nome (ad esempio “sistema_stabile”) in modo che tu possa riconoscerlo rispetto ai punti di ripristino che Windows 10 crea in maniera automatica.
    Per ultimo, ti basterà avviare la procedura e aspettare.

    Come creare disco di ripristino su supporto esterno

    Il disco di ripristino per Windows 10, invece, deve essere necessariamente creato su un supporto esterno, in modo che possa essere utilizzato anche se il disco rigido del computer dovesse avere dei problemi.
    Si tratta, dunque, di un vero e proprio backup del sistema, che ti permetterà di ripristinare il PC a una data precedente anche se monti un altro disco rigido nel tuo computer.
    Il modo più semplice per creare un disco di ripristino è utilizzare la funzionalità Cronologia file di Windows 10.
    Questo strumento, infatti, esegue le copie di backup dei file presenti nelle cartelle Documenti, Musica, Immagini, Video, Desktop e altre cartelle che aggiungi manualmente modificando le impostazioni del software.

    Per creare disco di ripristino dovrai, prima di tutto, collegare un supporto di memoria esterno al computer.
    Può essere una pennetta USB, un disco rigido esterno o un NAS:
    l’importante è, come ti accennavo poco sopra, che ci sia spazio a sufficienza (diciamo 128 gigabyte, o anche più) per conservare i file da copiare sotto forma di backup.
    Una volta collegato il disco, porta il puntatore del mouse in basso, verso la barra del menu Start.
    Nel campo di ricerca, digita la stringa Cronologia file e clicca sul risultato corrispondente.
    Si aprirà la finestra Backup delle Impostazioni di Windows 10:
    clicca su Aggiungi un’unità in corrispondenza della sezione Cronologia file e segui la procedura guidata, selezionando le varie cartelle da aggiungere al backup.

    In alternativa, puoi aprire il Pannello di controllo, cliccare su Sistema e sicurezza e poi su Cronologia File.
    Anche in questo caso, dovrai aggiungere un’unità sulla quale archiviare il backup e poi seguire la procedura guidata.

    Meglio punto di ripristino o Cronologia file?

    Se ti stai chiedendo se è meglio creare un punto di ripristino su Windows 10 o un disco di ripristino con Cronologia file, sappi che molto dipende dalle tue necessità.
    I punti di ripristino vengono creati autonomamente dal sistema operativo a cadenza regolare e sono archiviati direttamente all’interno del disco rigido del PC:
    sono più semplici e veloci da creare, ma anche più insicuri.
    Nel caso in cui un problema rendesse inutilizzabile il disco rigido del PC, non avresti modo di recuperare il contenuto, né i punti di ripristino.

    La Cronologia file, invece, impiega un po’ più di tempo per creare il backup, ma offre un livello di sicurezza più elevato:
    anche se il disco rigido del PC dovesse rompersi, si potranno recuperare file e programmi installati grazie al backup presente sul disco esterno.

    come eliminare aggiornamento windows

    come eliminare aggiornamento windows

    Con l’annuncio ed il successivo lancio del sistema operativo Windows 10 gli utenti in possesso di un PC basato su Windows 7 Service Pack1 e su Windows 8.1 hanno cominciato a visualizzare sulla barra delle applicazioni un’icona con annessa notifica indicante la possibilità di effettuare l’upgrade al nuovo OS.
    In molti, sino ad ora, hanno approfittato della cosa ma sono altrettanto numerosi coloro i quali non intendono sostituire la versione di Windows attualmente in uso con quella più aggiornata.
    Se anche tu rientri in questa cerchia d’utenti e se la presenza dell’icona e della relativa notifica che indicano la disponibilità, per il tuo computer, di passare al nuovo sistema operativo non fanno latro che infastidirti allora di certo sarai ben felice di sapere che eliminare aggiornamento Windows 10 è possibile e che non è neppure troppo complicato.

    Come dici?
    eri già a conoscenza della cosa ma non hai la più pallida idea di come fare per eliminare aggiornamento Windows 10?
    Beh, ma non devi preoccuparti… posso spiegarti tutto io, per filo e per segno.
    Mi raccomando però, non prendere “iniziative spontanee”, concentrati attentamente sui passaggi che sto per spiegarti ed attieniti scrupolosamente alle indicazioni che sto per fornirti onde evitare di “fare danni”.

    Chiarito ciò, se sei quindi interessato a scoprire come fare per eliminare aggiornamento Windows 10 ti suggerisco di metterti ben comodo, di sederti dinanzi al tuo computer e di dedicarti alla lettura di questa guida.
    Sono sicuro che alla fine potrai dirti più che soddisfatto e che qualora necessario sarai anche pronto a spiegare ai tuoi amici bisognosi di una dritta analoga come procedere.

    Prima di indicarti come fare per eliminare aggiornamento Windows 10 è bene però chiarirsi subito su un punto.
    Attualmente è possibile procedere in due differenti modi per eliminare aggiornamento Windows 10.
    Il primo metodo consiste nel rimuovere l’aggiornamento stesso dal computer mentre il secondo metodo consiste nel nascondere l’icona e la notifica sulla barra delle applicazioni.
    Se sei certo che non andrai mai ed effettuare l’upgrade puoi adottare tranquillamente il primo metodo mentre se in futuro pensi che Windows 10 possa interessarti e se quindi credi che potresti voler effettuare l’aggiornamento al nuovo sistema operativo nelle prossime settimane o nei prossimi mesi ti suggerisco di adottare il secondo metodo.

    Rimuovere l’aggiornamento

    Se preferisci eliminare eliminare aggiornamento Windows 10 andando rimuovere completamente l’update dal tuo computer le prime cose che devi fare sono quella di cliccare sul pulsante Start annesso alla barra delle applicazioni e quella di digitare windows update nel campo di ricerca che ti viene mostrato.
    Successivamente clic sul primo risultato presente in elenco.

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    Nella finestra che a questo punto andrà ad aprirsi sul desktop pigia sulla voce Aggiornamenti installati collocata in basso a sinistra dopodiché scorri l’elenco degli aggiornamenti che visualizzi a schermo, individua l’aggiornamento denominato Aggiornamento per Microsoft Windows (KB3035583), cliccaci sopra e poi fai clic sul bottone Disinstalla presente nella parte alta della finestra.

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    Successivamente pigia su Si dopodiché attendi qualche istante affinché la procedura mediante cui eliminare aggiornamento Windows 10 venga avviata e portata a termine.

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    Successivamente porta a termine la procedura mediante cui eliminare aggiornamento Windows 10 andando a cancellare anche la cartella archiviata sul tuo computer che contiene tutti i file necessari per effettuare l’aggiornamento al nuovo sistema operativo.
    Per fare ciò pigia sull’icona raffigurante una cartella gialla che risulta collocata sulla barra delle applicazioni, pigia poi su Computer o Questo PC (la voce può variare a seconda della versione di Windows in uso), fai doppio clic sulla voce Disco locale (C:) collocata nella parte destra della finestra, abilita la visualizzazione dei file nascosti seguendo le indicazioni presenti nelle mie guide su come come visualizzare file nascosti Windows 7 o su come visualizzare file nascosti Windows 8, individua la cartella $WINDOWS.~BT cliccaci sopra con il tasto destro del mouse e poi seleziona la voce Elimina dal menu che ti viene mostrato.

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    In seguito, per fare in modo che le modifiche apportate al sistema operativo vengano applicate correttamente ti suggerisco di riavviare il computer.
    Per fare ciò pigia sul pulsante Start dopodiché se utilizzi Windows 7 pigia sulla freccetta collocata accanto al bottone Arresta il sistema e fai clic su Riavvia il sistema mentre se utilizzi Windows 8.1 porta il cursore del mouse sul pulsante per lo spegnimento collocato nella parte in alto a destra della Start Screen, pigiaci sopra e poi fai clic su Riavvia il sistema.

    Nello sfortunato caso in cui in Windows Update non riuscissi ad individuare l’aggiornamento chiamato in causa sappi che puoi eliminare aggiornamento Windows 10 andando a percorrere una strada alternativa:
    ricorrere all’impiego di GWX Control Panel, un programma totalmente gratuito, che per essere utilizzato non richiede installazione e che risulta compatibile sia con Windows 7 che con Windows 8.1 e grazie al quale è possibile rimuovere senza problemi l’aggiornamento KB3035583 di Windows Update.

    Per eliminare eliminare aggiornamento Windows 10 con GWX Control Panel procedi facendo clic qui in modo tale da poterti subito collegare alla pagina Web del programma dopodiché fai clic sulla voce *Download Stand-alone * che trovi sulla destra in corrispondenza della voce GWX Control Panel.

    Attendi poi che il download del programma venga avviato e portato a termine dopodiché fai doppio clic sul file GWX_control_panel.exe che è stato scaricato sul tuo computer ed attendi che la finestra del software risulti visibile a schermo.

    Apponi dunque un segno di spunta sulla casella collocata accanto alla voce I accept the terms of this agreement e pigia sul pulsante Continue dopodiché clicca prima sul pulsante con su scritto Click to Disabile ‘Get Windows 10’ App (remove icon) e poi su Si, poi pigia sul bottone con su scritto Click to Disabile Non-critical Windows 10 Settings e successivamente ancora una volta su Si.
    Per concludere fai clic sul pulsante con su scritto Click to Prevent Windows 10 Upgrades e poi pigia su su Si.

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    Successivamente porta a termine la procedura mediante cui eliminare aggiornamento Windows 10 andando a cancellare anche la cartella archiviata sul tuo computer che contiene tutti i file necessari per effettuare l’aggiornamento al nuovo sistema operativo.
    Per fare ciò pigia sul pulsante con su scritto Click to Delete Windows 10 Download Folders… e poi fai clic su OK.

    A questo punto puoi dirti più che soddisfatto, sei finalmente riuscito ad eliminare aggiornamento Windows 10! Mi raccomando, per fare in modo che le modifiche apportate al sistema operativo vengano correttamente applicate riavvia il computer. Per fare ciò pigia sul pulsante Start dopodiché se utilizzi Windows 7 pigia sulla freccetta collocata accanto al bottone Arresta il sistema e fai clic su Riavvia il sistema mentre se utilizzi Windows 8.1 porta il cursore del mouse sul pulsante per lo spegnimento collocato nella parte in alto a destra della Start Screen, pigiaci sopra e poi fai clic su Riavvia il sistema.

    Nascondere l’icona e la notifica

    Se anziché andare ad eliminare aggiornamento Windows 10 in maniera, per così dire, drastica ti interessa solo nascondere l’icona e la notifica dello stesso che ti appaiono sulla barra delle applicazioni procedi nel seguente modo. Tanto per cominciare porta il cursore del mouse sulla barra delle applicazioni dopodiché fai clic sulla freccetta rivolta verso l’alto che trovi collocata acanto all’orologio e successivamente sulla voce Personalizza….

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    Nella finestra che a questo punto andrà ad aprirsi individua la voce GWX dopodiché porta il cursore del mouse in corrispondenza del menu collocato alla destra di quest’ultima, pigiaci sopra e seleziona la voce Nascondi icona e notifiche.
    Per confermare le modifiche apportate pigia sul pulsante OK.

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    Chiaramente nel caso in cui dovessi avere dei ripensamenti potrai sempre e comunque annullare la procedura per eliminare aggiornamento Windows 10 in oggetto andando a ripristinare la visualizzazione dell’icona e della notifica.
    Per fare ciò porta nuovamente il cursore del mouse sulla barra delle applicazioni, clicca con il tasto sinistro del mouse sulla freccetta rivolta verso l’alto, seleziona la voce Personalizza…, scegli poi l’opzione Mostra icona e notifica dal menu collocato accanto alla voce GWX della finestra visualizzata a schermo e per finire pigia su OK.

    come fare screenshot su windows

    come fare screenshot su windows

    Per un motivo o per un altro hai necessità di “immortalare” lo schermo del tuo PC con su installato Windows 10 ma non sai come riuscirci?
    Non ti preoccupare, è una cosa piuttosto semplice.
    Basta utilizzare un’apposita combinazione di tasti ed il gioco è fatto.
    In alternativa, puoi rivolgerti ad appositi programmi tramite cui non solo è possibile cattuare la schermata corrente ma anche editarla a piacimento.
    Insomma, come puoi notare tu stesso fare screenshot su Windows 10 è cosa tutt’altro che impossibile.

    Come dici?
    Non sei molto esperto in fatto di informatica e nuove tecnologie e temi che le operazioni da compiere per riuscire nell’impresa siano fuori dalla tua portata?
    Ma dai, non fare il fifone! Posso assicurarti che realizzare uno screenshot di quel che appare sullo schermo del PC non è per niente difficile… persino un bambino potrebbe riuscirci! Poi di che ti preoccupi se ci sono qui io, pronto e ben disponibile a fornirti il mio aiuto?

    Suvvia dunque, prenditi qualche minuto di tempo libero tutto per te, mettiti bello comodo ed inizia subito a concentrarti sulla lettura di questo articolo tutto dedicato all’argomento.
    Sarà mia premura spiegarti come fare per riuscire a catturare l’intero desktop del tuo PC, singole finestre, porzioni di schermo personalizzate e persino intere pagine Web.
    Ora però non perdiamo altro tempo e mettiamoci subito al lavoro.
    Ti auguro una buona lettura.

    Indice

    • Combinazione di tasti per fare screenshot su Windows 10
    • Strumento di cattura “di serie”
    • Game Bar di Windows 10
    • Soluzioni di terze parti
      • SnapCrab
      • Web Capture

    Combinazione di tasti per fare screenshot su Windows 10

    Tanto per cominciare cerchiamo di capire come catturare uno screenshot di ciò che appare sul desktop di Windows 10 sfruttando un’apposita combinazione di tasti.
    Tutto ciò che devi fare per immortalare lo schermo è dunque pigiare i pulsanti Win + Stamp (oppure Prt Scr o Print Screen) sulla tastiera del tuo computer.
    Nel caso in cui non lo sapessi, il tasto Win è quello con la bandierina di Windows che si trova in basso a sinistra, mentre il tasto Stamp si trova in alto a destra.
    La corretta esecuzione del comando dovrebbe essere segnalata da un rapido oscuramento del desktop.

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    Nel caso in cui la combinazione di tasti predefinita non dovesse funzionare, puoi provare a realizzare uno screenshot del desktop del tuo PC usando la combinazione Win + Ctrl + Stamp oppure quella Win + Fn + Stamp.
    Invece, se stai usando un tablet o un convertibile premi il tasto Win + il tasto Volume – (simbolo meno).

    Tutti gli screenshot realizzati pigiando le combinazioni di tasti summenzionate vengono salvati automaticamente in formato PNG nella cartella Immagini/Screenshots del sistema.
    Se lo preferisci, puoi comunque cambiare il percorso di destinazione delle schermate acquisite facendo clic destro sulla cartella Screenshots e selezionando poi la voce Proprietà dal menu che ti viene mostrato.
    Successivamente recanti nella scheda Percorso, fai clic su Sposta ed indica la nuova cartella in cui intendi conservare gli screenshot.

    Strumento di cattura “di serie”

    Su Windows 10 (ma non solo) è presente anche un programmino pensato appositamente per lo scopo in questione.
    Si tratta dello Strumento di cattura di Windows.
    Grazie a questo comodissimo tool puoi realizzare istantanee del desktop, catturare singole porzioni dello schermo e/o singole finestre.
    Puoi anche personalizzare le immagini ottenute con evidenziazioni, annotazioni ed altri elementi.

    Per servirtene, cerca lo Strumento di cattura nel menu Start ed avvia il tool.
    Una volta fatto ciò, vedrai apparire sul desktop una piccola barra degli strumenti con diversi pulsanti.
    Per fare uno screenshot pigia quindi sul bottone Nuovo e poi traccia con il puntatore, facendo clic sinistro e continuando a tenere premuto, un rettangolo comprendente l’area di schermo di cui desideri realizzare uno screenshot.

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    Una volta fatto ciò, vedrai apparire l’editor dello strumento di cattura mediante il quale potrai apportare tutte le modifiche del caso all’immagine ottenuta utilizzando gli strumenti disponibili nella finestra:
    la penna, l’evidenziatore e la gomma.

    IMMAGINE QUI 3

    A modifiche completate, potrai salvare lo screenshot sotto forma di file GIF, JPG o PNG cliccando sull’icona a forma di floppy disk collocata in alto a sinistra ed indicando poi il formato che preferisci utilizzare per il salvataggio del file dal menu Salva come: annesso alla finestra che andrà ad aprirsi.

    Oltre che così come ti ho appena indicato, puoi fare uno screenshot su Windows 10 andando a fotografare l’intero schermo oppure una singola finestra.
    Per riuscirci, ti basta cliccare sulla freccia collocata accanto al pulsante Modalità sulla toolbar di Strumento di cattura e scegliere, a seconda di quelle che sono le tue necessità, la funzione Cattura finestra oppure quella Cattura schermo intero.
    In entrambi i casi, per fare lo screenshot ti basta fare clic in corrispondenza dell’area di riferimento.

    Puoi altresì utilizzare un formato libero per la cattura dello schermo semplicemente selezionando l’opzione Cattura formato libero dal menu che visualizzi dopo aver fatto clic sul bottone Modalità.
    Successivamente traccia con il cursore l’area da fotografare facendo clic sinistro e continuando a tenere premuto.

    Se invece vuoi reimpostare il formato di cattura predefinito, clicca sulla freccia collocata accanto al pulsante Modalità e poi seleziona la voce Cattura rettangolare dal menu che si apre.

    Game Bar di Windows 10

    Sei un appassionato videogiocatore e stai cercando un sistema per catturare screenshot sul tuo computer con su installato Windows 10?
    Allora puoi rivolgerti alla Game Bar, una funzione disponibile in via esclusiva sulla più recente versione del sistema operativo di casa Microsoft grazie alla quale è possibile catturare screenshot e video dei giochi in esecuzione sul computer.

    Utilizzarla è davvero molto semplice ma per prima cosa devi assicurarti che questa sia attiva nelle impostazioni della app Xbox.
    Avvia quindi l’applicazione di Xbox cercandola nel menu Start dopodiché fai clic destro sull’icona di Xbox nella barra delle applicazioni di Windows e scegli la voce Impostazioni dal menu che compare.
    Seleziona poi la scheda Game DVR, sposta su ON la levetta relativa all’opzione Cattura screenshot con Game DVR ed il gioco è fatto.

    Se vuoi, puoi anche personalizzare le combinazioni di tasti necessarie a richiamare la Game Bar e catturare gli screenshot sempre agendo dalla medesima finestra delle impostazioni.

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    A questo punto, puoi finalmente cominciare a catturare screenshot su Windows 10 quando sei impegnato a giocare con i tuoi videogame preferiti semplicemente richiamando la Game Bar di Windows 10 (la combinazione di tasti predefinita da utilizzare è Win+G) e rispondendo Sì, questo è un gioco all’avviso che compare sullo schermo.
    Successivamente ti basterà fare clic sul pulsante con la fotocamera presente nella Game Bar di Windows e la schermata di gioco verrà subito immortalata.
    In alternativa, puoi utilizzare la combinazione predefinita Win + Alt + Stamp.

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    Anche in questo caso, tutti gli screenshot ottenuti vengono salvati in formato PNG nella cartella Immagini/Screenshots del sistema.

    Soluzioni di terze parti

    Oltre che così come ti ho indicato nelle righe precedenti, puoi catturare screenshot su Windows 10 ricorrendo all’aiuto di strumenti di terze parti.
    Trovi quello che a parer mio sono tra i migliori della categoria proprio qui di seguito, sia per quel che concerne la cattura del desktop e degli elementi presenti sullo stesso che delle pagine Web.

    SnapCrab

    Di software adatti allo scopo ne esistono davvero tanti.
    Io però voglio segnalarti SnapCrab, un programma a costo zero perfettamente compatibile con il più recente sistema operativo di casa Microsoft (ma anche con tutti gli altri) grazie al quale puoi realizzare delle istantanee dell’intero desktop del computer, di singole porzioni dello stesso oppure di specifiche finestre in maniera tanto rapida quanto pratica.
    Tutte le immagini ottenute vengono salvate localmente ma eventualmente è disponibile anche una funzione ad hoc che consente di condividere gli screenshot online.

    Mi chiedi come fare per servirtene?
    Nulla di più semplice! Innanzitutto provvedi ad effettuare il download del software collegandoti subito alla sua home page e facendo poi clic sul bottone SnapCrab for Windows che si trova al centro dello schermo.
    Dopodiché attendi che il download di SnapCrab venga avviato e poi portato a termine.

    A download completato, apri il file SnapCrab112-setup.exe appena scaricato e nella finestra che si apre clicca prima su Si e poi su Next. Accetta le condizioni di utilizzo del programma apponendo il segno di spunta accanto alla voce I accept the agreement e procedi facendo clic prima su Next per tre volte consecutive, poi su Install e per concludere su Finish.

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    A procedura di installazione completata, vedrai apparire sul desktop la barra degli strumenti del programma.
    Cliccando sui pulsanti annessi alla toolbar puoi cominciare a realizzare i tuoi screenshot.
    Più precisamente, facendo clic sul bottone a forma di finestra puoi immortalare la finestra selezionata, cliccando sul pulsante con le due finestre puoi invece fotografare la finestra in primo piano, mentre facendo clic sul bottone con il computer puoi effettuare uno screenshot di tutto il desktop.
    In tutti i casi, dopo aver fatto clic sul pulsante relativo alla funzione che ti interessa, porta il cursore sull’elemento che vuoi fotografare, cliccaci sopra ed attendi che il breve conto alla rovescia indicato nella parte in basso a sinistra dello schermo giunga al termine.

    Se invece fai clic sul pulsante con il rettangolo di selezione puoi fare uno screenshot di una determinata area da definire con il cursore.
    Nello specifico, devi fare clic in un qualsiasi punto del desktop, devi poi trascinare il cursore continuando a tenere premuto e devi indicare se salvare la selezione (pigiando sul bottone con la macchina fotografica) oppure scartarla (facendo clic sul pulsante con la “x”)

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    Per impostazione predefinita, tutti gli screenshot effettuati vengono salvati sul desktop in formato PNG.
    Eventualmente, puoi modificare questo comportamento facendo clic sull’icona dell’ingranaggio presente nella toolbar del programma e selezionando la voce Details dal menu che compare.
    Successivamente dovrai selezionare il formato di file in cui salvare le istantanee dal menu a tendina Image format e la cartella in cui archiviare queste ultime mettendo il segno di spunta accanto ad una delle voci collocate sotto la dicitura Save a capture in.

    Non ti va di salvare gli screenshot catturati sul desktop ma preferisci condividerli via Web?
    Allora fai clic clic sul pulsante con la doppia freccia sempre annesso alla barra degli strumenti di SnapGrab e seleziona l’opzione che più preferisci dal menu che ti viene mostrato.

    Web Capture

    Se invece vuoi fare lo screenshot di una pagina Web puoi rivolgerti a Web Capture, un servizio online gratuito che, appunto, consente di realizzare istantanee di intere pagine Internet.
    È facilissimo da usare e non richiedere alcuna registrazione.

    Per servirtene, collegati alla home page del servizio, digita l’indirizzo della pagina di cui vuoi ottenere lo screenshot nel campo sotto la voce Enter the URL of the page you want to capture, indica il formato in cui desideri salvare lo screenshot mediante il menu a tendina Choose the file format: e poi pigia su Capture Web page.

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    Successivamente vedrai apparire sullo schermo l’anteprima della pagina Web sotto forma di immagine e potrai scaricarla e visualizzarla direttamente sul tuo computer cliccando sulla voce Download.
    Se invece preferisci visualizzarne un anteprima online, direttamente nella finestra del browser che stai usando, clicca sul pulsante View.

    come forzare aggiornamento windows

    come forzare aggiornamento windows

    Possiedi un computer con su installato Windows 7 o Windows 8.1, sono ormai settimane e settimane che aspetti per poter effettuare il chiacchieratissimo aggiornamento a Windows 10 ma sino ad ora la tanto desiderata bandierina bianca indicante la disponibilità dell’update non è ancora apparsa accanto all’orologio sulla barra delle applicazioni?
    Hai comperato da poco un nuovo computer con su installata una versione meno recente del sistema operativo di casa Microsoft e non hai intenzione di attendere oltre per poter effettuare l’aggiornamento all’ultimissimo OS Windows?
    Se la risposta a queste e ad altre domande analoghe è affermativa sappi che per fortuna c’è una soluzione.
    In questi casi è infatti possibile forzare aggiornamento Windows 10.

    Qualora te lo stessi chiedendo ci tengo a precisare sin da subito che anche se la terminologia utilizzata può far “pensare a male” forzare aggiornamento Windows 10 è una procedura del tutto legale il cui unico scopo è solo e soltanto quello di velocizzare i tempi della disponibilità dell’update per il PC in proprio possesso.
    Qualora infatti la versione del sistema operativo installata sul computer da aggiornare non dovesse essere in grado di supportare l’update l’aggiornamento a Windows 10 non sarà comunque disponibile.

    Fatta questa doverosa premessa se sei quindi interessato a scoprire quali passaggi bisogna effettuare per poter forzare aggiornamento Windows 10 ti invito a metterti ben comodo dinanzi al tuo PC, a prenderti qualche minuto di tempo libero ed a concentrarti sulla lettura delle seguenti righe.
    Sono certo che alla fine riuscirai nell’impresa e che qualora necessario sarai anche ben disponibile a spiegare ai tuoi amici bisognosi di un piccolo aiuto come ottenere il tuo stesso risultato.
    Scommettiamo?

    Prima di spiegarti quali operazioni bisogna eseguire per poter forzare aggiornamento Windows 10 c’è però una cosa molto importante che devi sapere e di cui è necessario che tu tenga conto.
    Per poter forzare aggiornamento Windows 10 sul computer in tuo possesso deve essere installata una copia genuina di Windows 7 SP1 o di Windows 8.1.
    Non sono supportati Windows 7 senza Service Pack 1 e Windows 8 così come non è possibile passare a Windows 10 partendo da Vista o XP.

    Prima di dare il via alla procedura per forzare aggiornamento Windows 10 assicurati inoltre che il computer in tuo possesso abbia i requisiti minimi necessari per far girare la nuova versione del sistema operativo.
    Per poter installare Windows 10 è infatti necessario che il computer da usare abbia almeno 2 GB di RAM (1 GB solo può bastare se hai intenzione di usare la versione del sistema operativo a 32 bit), 20 GB di spazio libero su disco, un processore da almeno 1 GHz con supporto a PAE, NX e SSE2 e una scheda grafica con supporto a Microsoft DirectX 9 e driver WDDM.

    Tieni inoltre presente che Microsoft ha scelto di permettere l’aggiornamento a Windows 10 gratuitamente a tutti colo che sul computer hanno una copia genuina di Windows 7 SP1 o Windows 8.1.
    La promozione sarà valida solo sino a luglio 2016 ma chi ne approfitterà non dovrà più fare i conti con le scadenze.
    Quindi, una volta effettuato l’aggiornamento a Windows 10 con il product key della propria copia di Windows 7 SP1 o Windows 8.1, il sistema rimane attivato a vita.
    Anche dopo l’anno della promozione.

    Fatte queste doverose premesse procediamo.
    Per poter forzare aggiornamento Windows 10 hai a tua disposizione due differenti soluzioni.
    La prima consiste nel verificare che sul computer in tuo possesso siano stati scaricati i file di installazione necessari per effettuare l’update e quindi dare “manualmente” il via alla procedura in oggetto mentre la seconda prevede l’utilizzo del tool ufficiale Media Creation Tool.
    Per poter forzare aggiornamento Windows 10 personalmente ti suggerisco innanzitutto di verificare che sul tuo computer siano stati scaricati i file di installazione necessari per eseguire l’update e, in caso contrario, di ricorrere all’impiego di Media Creation Tool.
    Ad ogni modo puoi fare come più preferisci, il risultato finale restituito è identico.

    Forzare aggiornamento Windows 10 mediante i file di installazione

    Per poter forzare aggiornamento Windows 10 andando a verificare la disponibilità dei file di installazione necessario per poter dare il via alla procedura di update del nuovo sismte operativo la prima cosa che devi fare è attivare la visualizzazione dei file e delle cartelle nascosti di Windows.
    Se non sai come fare puoi seguire la mia guida su come visualizzare file nascosti Windows 7 se il sistema operativo che stai utilizzando è Windows 7 mentre invece puoi seguire la mia guida su come visualizzare file nascosti Windows 8 se il sistema operativo che stai utilizzando è Windows 8.1.

    Una volta abilitata la visualizzazione dei file e delle cartelle nascosti di Windows fai doppio clic sulla voce Computer, se stai utilizzando Windows 7, oppure sulla voce Questo PC, se stai utilizzando Windows 8.1.
    Fai quindi doppio clic su Disco locale dopodiché fai doppio clic sulla cartella Windows, poi su quella SoftwareDistribution e per finire sulla cartella Download.
    Adesso seleziona tutti i file presenti all’interno della cartella visualizzata e trascinali sull’icona del Cestino per cancellarli.

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    Fatto ciò pigia sul pulsante Start annesso alla barra delle applicazioni, digita windows update nel campo di ricerca che ti viene mostrato e poi pigia sulla voce Windows Update annessa all’elenco dei risultati visualizzati.

    Adesso pigia nuovamente sul pulsante Start annesso alla barra delle applicazioni, digita prompt dei comandi nel campo di ricerca visualizzato, clicca con il tasto destro del mouse sul primo risultato che ti viene mostrato e poi scegli la voce Esegui come amministratore dal menu che a questo punto è andato ad aprirsi.
    Successivamente pigia su Si ed attendi che la finestra del Prompt dei comandi di Windows risulti visibile a schermo.

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    Nella finestra del Prompt dei comandi digita dunque wuauclt.exe /updatenow (non premere il pulsante Invio sulla tastiera!) dopodiché porta in primo piano la finestra di Windows Update e fai clic sul pulsante Controlla aggiornamenti.

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    Effettuati questi passaggi se la procedura per forzare aggiornamento Windows 10 è andata per il verso giusto Windows Update proporrà il download del nuovo sistema operativo.
    Per dare il via alla procedura di download ti basta pigiare sul pulsante Per iniziare, se stai utilizzando Windows 7, oppure sul pulsante Controlla il PC, se stai utilizzando Windows 8.1.

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    Nota: Le tempistiche necessarie per dare il via alla procedura mediante cui forzare aggiornamento Windows 10 possono essere molto variabili.
    Nel caso in cui Windows Update non dovesse identificare subito la disponibilità dell’aggiornamento non disperare, attendi qualche minuto oppure prova ad eseguire nuovamente tutti i passaggi che ti ho appena indicato.

    Forzare aggiornamento Windows 10 mediante Media Creation Tool

    In alternativa al procedimento che ti ho appena indicato puoi forzare aggiornamento Windows 10 sfruttando Media Creation Tool.
    Qualora non ne avessi mai sentito parlare sappi che si tratta di un piccolo programma gratuito di casa Microsoft mediante il quale è possibile scaricare qualsiasi versione di Windows 10, installarla sul PC, copiarla su una chiavetta o salvarla sotto forma di immagine ISO.
    Insomma, è uno strumento molto comodo!

    Per forzare aggiornamento Windows 10 tramite Media Creation Tool la prima cosa che devi fare è quella di effettuare il download del tool.
    Per fare ciò clicca qui per collegarti all’apposita sezione del sito Internet di Microsoft e poi pigia sul pulsante Scarica ora lo strumento (versione a 32 bit) oppure sul pulsante Scarica ora lo strumento (versione a 64 bit) a seconda della versione del sistema operativo di cui hai bisogno.

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    A download completato fai doppio clic su Media Creation Tool e scegli di forzare aggiornamento Windows 10 sul computer in uso.
    Seleziona quindi  la voce Aggiorna il PC ora dopodiché clicca sul pulsante Avanti collocato in basso a destra, attendi che venga effettuato il download completo di tutti i componenti necessari all’installazione del sistema operativo e segui l’apposita procedura guidata che ti viene mostrata a schermo.

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    Scegli dunque se scaricare gli ultimi aggiornamenti disponibili per il nuovo OS prima di installare Windows 10 sul tuo computer, fai clic su Accetta per accettare le condizioni d’uso del prodotto ed indica se desideri installare Windows 10 mantenendo file personali, app e impostazioni, se farlo mantenendo soltanto i file personali oppure se non non conservare nulla effettuando quindi una formattazione, per così dire, pulita.
    Pigia dunque su Avanti e conferma la selezione effettuata facendo clic su Si.

    Attendi ora che la procedura mediante cui forzare aggiornamento Windows 10 venga avviata dopodiché scegli la lingua e il layout della tastiera e poi pigia sul pulsante Installa.

    Successivamente fai clic su Ignora in risposta alla richiesta di immissione del product key (provvederai ad immetterlo una volta portata a termine la procedura per installare Windows 10), indica l’edizione di Windows 10 da installare sul PC, accetta le condizioni d’uso del software e scegli se eseguire un aggiornamento della copia di Windows già presente sul computer o se effettuare un’installazione personalizzata.

    Il computer verrà quindi riavviato e partirà la procedura di configurazione iniziale di Windows 10 durante la quale potrai regolare varie impostazioni del sistema operativo.
    In alternativa puoi cliccare su Usa impostazioni rapide per utilizzare le impostazioni predefinite e puoi associare il tuo account Microsoft a Windows (come su Windows 8/8.1).

    Una volta portata a termina la procedura mediante cui installare Windows 10 non dimenticare di associare il product key in tuo possesso alla copia dell’OS.
    Per fare ciò pigia sul campo di ricerca collocato in basso a sinistra del desktop, digita impostazioni e clicca sul primo risultato visualizzato.

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    Nella nuova finestra che ti viene mostrata fai clic su Aggiornamento e sicurezza, pigia sulla voce Attivazione annessa al menu laterale di sinistra e seleziona l’opzione presente sulla destra per fornire il tuo product key e per attivare la tua copia di Windows 10.
    A procedura completata visualizzerai la voce Windows è attivato in corrispondenza del campo Attivazione.

     

    come mettere password a cartella windows

    come mettere password a cartella windows

    Sul tuo PC ci sono alcune cartelle contenenti dei documenti particolarmente importanti e vorresti evitare che impiccioni ed eventuali malintenzionati possano mettervi mano senza il tuo consenso.
    Date le circostanze, hai pensato di proteggere l’accesso alle cartelle in questione con una password.
    Tuttavia, essendo ancora poco esperto in fatto di informatica e nuove tecnologie, non hai la più pallida idea di come compiere l’operazione in questione.

    Ho indovinato, vero?
    Bene, allora se le cose stanno esattamente in questo modo e ti piacerebbe sapere come mettere la password a una cartella su Windows, lasciati dire che sei arrivato nel posto giusto al momento giusto.

    Se mi dedichi qualche minuto del tuo prezioso tempo libero, posso infatti spiegarti come riuscire nel tuo intento adoperando soluzioni a costo zero e di facilissima applicazione.
    Dai, provaci e poi fammi sapere:
    sono sicuro che riuscirai piacevolmente stupito dalla velocità con cui riuscirai a fare tutto.
    Ora però basta chiacchierare e passiamo all’azione.
    Ti auguro, come mio solito, buona lettura e ti faccio un grandissimo in bocca al lupo per tutto!

    Indice

    • Come mettere password a cartella Windows
      • VeraCrypt
      • Private Folder
      • Protected Folder
    • Come mettere password a cartella compressa Windows
      • 7-Zip
      • WinRAR

    Come mettere password a cartella Windows

    Ti interessa sapere come mettere la password a una cartella su Windows ma non sai in che modo riuscirci?
    Allora prosegui pure nella lettura di questo post.

    Qui di seguito, infatti, trovi indicati quelli che ritengo essere i migliori strumenti adibiti allo scopo, tutti realizzati da terze parti, in quanto, escludendo la funzione di crittografia, disponibile solo sulle versioni Pro di Windows e poco intuitiva, il sistema operativo Microsoft non offre funzionalità specifiche in tal senso.

    VeraCrypt

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    La prima soluzione che ti invito a prendere in considerazione si chiama VeraCrypt:
    si tratta di un software gratuito e open source disponibile per Windows, macOS e Linux che permette la creazione di volumi criptati, vale a dire degli hard disk virtuali, accessibili dall’Esplora File e nei quali è possibile memorizzare i propri dati, proteggendoli con una password.

    Per scaricare il programma sul tuo computer, recati sul suo sito Internet ufficiale e clicca sul collegamento posto in corrispondenza della voce Installer, sotto il logo di Windows.

    A download ultimato, apri il file .exe ottenuto e, nella finestra che vedi comparire sul desktop, fai clic sul pulsante .
    Successivamente, clicca sul pulsante OK per confermare l’uso della lingua italiana, spunta la casella I accept the license terms, fai clic sul pulsante Avanti per due volte di fila e premi sui bottoni Installa, OK, Fine e No, per concludere il setup.

    A questo punto, avvia il programma, facendo doppio clic sul collegamento apposito che è stato appena aggiunto sul desktop, e inizia a servirti di VeraCrypt premendo sul bottone Crea un volume, collocato nella parte in basso della finestra visualizzata.
    Seleziona poi l’opzione Crea un file contenitore criptato, clicca sul bottone Avanti, scegli la voce Volume VeraCrypt standard e fai nuovamente clic sul pulsante Avanti.

    Premi, dunque, sul bottone Scegli file, seleziona la cartella sul tuo computer in cui salvare il nuovo volume che stai creando e premi sul pulsante Avanti.
    Preoccupati ora di selezionare l’algoritmo di codifica e di confusione che preferisci (se vuoi, puoi anche lasciare selezionate le opzioni impostate di default, vale a dire l’algoritmo di codifica AES e l’algoritmo di confusione SHA-512), dopodiché clicca sul pulsante Avanti, indica la dimensione massima che vuoi fare avere al tuo volume, selezionando l’unità di misura che preferisci e scrivendo il quantitativo di memoria nel campo apposito, e premi ancora una volta sul bottone Avanti.

    Adesso, digita la password che vuoi usare per proteggere il tuo volume nei campi dedicati, clicca sul pulsante Avanti e indica il file system da utilizzare per il volume cifrato che stai per creare, selezionando una delle opzioni disponibili nel menu a tendina File system.
    Ti consiglio NTFS se devi usare il volume solo su Windows o exFAT se devi usarlo su altri sistemi operativi, in ogni caso puoi approfondire l’argomento e scoprire le differenze tra i vari file system leggendo il mio post su come creare una partizione).

    Per concludere, sposta il cursore del mouse fin quando la barra collocata in basso non diventa completamente verde e premi sui pulsanti Formatta, OK ed Esci, per ultimare la procedura.

    Una volta creato il tuo volume cifrato, per potervi accedere, seleziona una delle lettere di unità che trovi elencate nella finestra principale di VeraCrypt, clicca sul bottone Seleziona file collocato in basso a destra e seleziona l’archivio cifrato che hai appena creato.
    Premi poi sul bottone Monta, immetti la password impostata in precedenza nel campo Password e clicca sul pulsante OK.

    Dopo aver fatto ciò, l’icona dell’unità creata con VeraCrypt risulterà visibile nell’Esplora File di Windows, nella sezione Questo PC (oppure Computer o Risorse del computer, a seconda della versione dell’OS Microsoft che stai usando).
    Facci quindi doppio clic sopra e potrai accedere e gestire i i file all’interno del volume.

    Quando non avrai più bisogno di accedere al contenuto del volume cifrato, ricordati di smontarlo, in modo tale da renderlo inaccessibile ad altri utenti:
    per riuscirci, richiama la finestra di VeraCrypt, seleziona l’unità scelta e clicca sul bottone Smonta, che si trova in basso.

    Private Folder

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    In alternativa al programma di cui ti ho già parlato, puoi provare Private Folder:
    un software a costo zero, tramite il quale è possibile bloccare l’accesso alle cartelle con una password ed, eventualmente, anche renderle invisibili.
    È abbastanza intuitivo ma, purtroppo, la sua interfaccia non è tradotta in Italiano.

    Per scaricare il software, recati sul suo sito Internet ufficiale e fai clic sul pulsante download, situato in cima.
    A download ultimato, estrai l’archivio ZIP ottenuto in una posizione a piacere, avvia il file .exe contenuto al suo interno e premi sul pulsante nella finestra che compare sul desktop. 

    Clicca, quindi, sul pulsante Net, seleziona la casella relativa all’accettazione dei termini di utilizzo del programma, premi ancora sul bottone Next, scegli l’opzione Create desktop shortcut e clicca ancora sul pulsante Next.
    Dopodiché fai clic sul pulsante , digita la password che vuoi usare per proteggere l’accesso al software nei campi appositi sullo schermo e premi sul pulsante OK per tre volte consecutive.

    Fatto ciò, a servirti di Private Folder facendo doppio clic sul collegamento al programma appena aggiunto sul desktop, digitando la password impostata durante il setup e cliccando sul pulsante Add Rule, che si trova nella parte destra della finestra del software.

    Nell’ulteriore finestra visualizzata, seleziona la cartella da proteggere, cliccando sul pulsante Browse, spunta la casella accanto alla voce Lock Folder, seleziona anche la casella accanto all’opzione Unlock folder on-access with password e digita, nei campi posti poco più sotto, la password che vuoi usare per preservare l’apertura della cartella. Se poi vuoi rendere anche la cartella invisibile agli occhi altrui, provvedi a spuntare la casella Hide Folder e dai conferma, premendo sul pulsante OK.

    A partire da questo momento, quando vorrai aprire la cartella che hai scelto di proteggere con password, potrai riuscirci facendo doppio clic su di essa, digitando la parola chiave impostata e facendo clic sul pulsante OK.

    Invece, se avevi scelto di rendere la cartella non visibile oppure se intendi sbloccarla, per riuscirci, devi richiamare la finestra principale di Private Folder, fare clic sul suo nome nell’elenco al centro e premere sul bottone Unlock, situato sulla destra.

    Protected Folder

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    Un altro ottimo strumento al quale puoi appellarti per mettere la password a una cartella su Windows è Protect Folder:
    si tratta di un programma di casa IoBit (nota software house che ha sviluppato vari programmi utili per la manutenzione di PC e Mac), tramite il quale è possibile proteggere le proprie cartelle con password in maniera semplice e veloce, in modo da nasconderle dalla vista altrui.
    È a pagamento (costa 21,99 euro), ma lo si può provare gratis per 20 giorni, senza alcuna limitazione od obbligo.

    Per effettuarne il download del programma sul tuo PC, recati sul suo sito Internet ufficiale e clicca sul bottone Scarica gratis.
    A scaricamento ultimato, apri il file .exe ottenuto e clicca sul pulsante , nella finestra che vedi comparire sullo schermo.
    Successivamente, premi sui pulsanti Avanti, Accetta, Avanti (per altre due volte consecutive) e Fine, per concludere il setup.

    Ora che visualizzi la finestra di Protected Folder sul desktop, digita nei campi sottostanti la voce Create a password la password che vuoi usare per preservare l’accesso alle tue cartelle, dopodiché clicca sul pulsante OK.
    Traduci poi l’interfaccia del software in lingua italiana, facendo clic sull’icona dell’ingranaggio collocata in alto a destra, quindi sulla voce User Interface posta sulla sinistra e selezionando l’opzione Italiano dal menu a tendina Current Language.
    Conferma, infine, le modifiche apportate, premendo sui pulsanti Apply e OK.

    Adesso, sei finalmente pronto per cominciare a sfruttare le potenzialità del programma.
    Per cui, trascina la cartella che vuoi proteggere con password sulla finestra di Protected Folder, oppure selezionala “manualmente”, facendo clic prima sul bottone Add.

    Missione compiuta! A partire da questo momento, la cartella che hai scelto di proteggere non risulterà più visibile in Windows e non sarà più possibile accedervi, a meno di non avviare nuovamente Protected Folder, digitare la password impostata in precedenza a protezione del programma, fare clic sul bottone OK e fare doppio clic sulla cartella di tuo interesse, nell’elenco posto al centro della finestra.

    Se vuoi, puoi anche modificare i permessi di lettura e scrittura delle cartelle protette tramite il software:
    per riuscirci, ti basta selezionare il collegamento situato accanto alla voce Stato, in basso, e regolare le impostazioni che trovi nella sezione Opzioni di blocco, nell’ulteriore finestra che si apre.

    Quando e se lo vorrai, potrai sbloccare le cartelle che hai scelto di proteggere semplicemente selezionandole dall’elenco nella schermata principale di Protected Folder e premendo sul bottone Sblocca.

    Come mettere password a cartella compressa Windows

    Se Windows, è possibile proteggere con password anche una cartella compressa, utilizzando quelli che sono i più diffusi software per la creazione di archivi ZIP, RAR e altri archivi compressi.
    Adesso ti spiego bene come.

    7-Zip

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    Se vuoi mettere la password a una cartella compressa sul tuo PC, ti suggerisco di affidarti a 7-Zip:
    un famoso programma per sistemi Windows destinato alla creazione di archivi compressi in vari formati (ZIP, 7-ZIP ecc.), grazie al quale è possibile impostare una password a protezione dei dati contenuti in una determinata cartella.

    Per scaricare 7-Zip sul tuo computer, recati sul sito Internet del programma e clicca sul collegamento Download situato in corrispondenza della voce .exe 64-bit x64 o della voce .exe 32-bit x86, a seconda della versione del sistema operativo installata sul tuo PC.

    A scaricamento ultimato, apri il file .exe ottenuto e, nella finestra che vedi comparire sul desktop, clicca sui pulsanti , Install e Close, per concludere l’installazione di 7-Zip.

    A questo punto, individua la cartella che vuoi proteggere con password, fai clic destro su di essa e seleziona le voci 7-Zip > Aggiungi all’archivio dal menu che si apre.
    Nella finestra che adesso visualizzi sullo schermo, seleziona dal menu a tendina Formato dell’archivio il formato 7z o zip (le altre opzioni disponibili non permettono di proteggere le cartelle con password), digita la password che vuoi usare per proteggere la cartella compressa nei campi Inserisci password e Reinserisci password, seleziona la voce AES-256 dal menu a tendina Metodo crittografico e spunta la casella Crittografa i nomi dei files.
    Infine, fai clic sul bottone OK.

    Se vuoi, puoi anche scegliere di eliminare la cartella “originale” in seguito alla compressione:
    per riuscirci, spunta l’opzione Elimina i files dopo la compressione prima di procedere alla creazione dell’archivio.
    In seguito, verrà creato un archivio compresso con all’interno la cartella selezionata, che potrai estrarre per accedere ai file in essa presenti solo ed esclusivamente facendo doppio clic su di esso e digitando la password esatta.

    WinRAR

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    Per creare una cartella compressa con password, puoi avvalerti anche di WinRAR, il celebre programma per la gestione degli archivi in formato RAR.
    Viene distribuito sotto forma di trialware:
    si può quindi scaricare gratuitamente e a ogni avvio mostra un avviso che invita ad acquistarne una licenza entro 40 giorni.
    Superato questo lasso di tempo, continua a funzionare mostrando però gli inviti all’acquisto in maniera più insistente e non permette più di sfruttare alcune funzioni avanzate, come la creazione di archivi RAR con crittografia AES-256-bit.

    Per usarlo, effettuane il download sul tuo PC, collegandoti al relativo sito Web e cliccando sul pulsante Preleva, posto in corrispondenza della voce WinRAR per Windows Xp/2003/Vista/2008/7/8/10 a 64 bit oppure della voce WinRAR per Windows Xp/2003/Vista/2008/7/8/10 a 32 bit, a seconda della versione di Windows che stai usando sul tuo PC.

    A scaricamento ultimato, avvia il file .exe appena ottenuto e, nella finestra che ti viene mostrata sul desktop, clicca sui pulsanti , Installa, OK e Chiudi, per concludere il setup.

    A questo punto, fai clic destro sulla cartella che vuoi proteggere con password e seleziona la voce Aggiungi a un archivio dal menu che compare.
    Nella finestra che ora visualizzi sullo schermo, clicca sul pulsante Imposta Parola chiave e digita la password con cui vuoi proteggere l’archivio nei due campi appositi.

    Successivamente, se desideri cancellare la cartella originale, provvedi a spuntare la casella collocata accanto alla dicitura Elimina i file dopo l’archiviazione.
    Dopodiché fai clic sul bottone OK per due volte di fila e il gioco è fatto.

    Compiuti i passaggi di cui sopra, verrà creato un archivio RAR con all’interno la cartella selezionata, che potrai estrarre per accedere ai file in essa presenti facendo doppio clic su di esso e digitando, nel campo dedicato, la password impostata in precedenza.

    come patchare windows per wannacry ransomware

    come patchare windows per wannacry ransomware

    Come patchare Windows per WannaCry Ransomware

    Se ti stai chiedendo come patchare Windows per WannaCry Ransomware, potrei esserti aiuto.
    Dopo aver sentito parlare dell’attacco hacker provocato dal virus WannaCrypt, conosciuto come WannyCry ransomware, ed evoluto dopo il “kill switch” in WannaCry 2.0, potresti aver compreso che il tuo PC è vulnerabile.
    Come già saprai, Wanna Cry ha infettato, in Italia e nel Mondo, moltissimi PC con sistemi operativi Windows meno recenti, ossia inferiori a Windows 10.
    Per l’esattezza, l’attacco si è concentrato soprattutto su Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Windows 8, Windows Server 2003 e Windows Server 2008.
    Tuttavia, anche Windows 10 era vulnerabile, almeno fino al 14 Marzo 2017.

    A tal proposito, Microsoft ha deciso di mettere al sicuro chiunque dei suoi utenti.
    Ha rilasciato la patch MS17-010 per tutte le versioni di Windows.
    Essa, blocca la vulnerabilità presente in SMBv1, sfruttata tramite l’esecuzione di un codice remoto, ergo exploit, da Wanna Cry.
    Nella guida cliente per l’attacco WannaCrypt, Microsoft consiglia vivamente di installarla, sottolineando che l’aggiornamento è considerato di livello critico.

    Per aiutarti, in questa guida ti spiego come patchare Windows per WannaCry Ransomware.
    Inoltre, ti dico come disattivare il servizio SMBv1, nel caso in cui tu non lo utilizzassi.
    Ciò, ti permetterà di proteggerti da cyber attacchi simili in futuro.
    Allora non perdiamo altro tempo, iniziamo subito.

    Come patchare Windows per WannaCry Ransomware

    Prima di rivelarti come patchare Windows per WannaCry Ransomware, ti ricordo che non è sufficiente installare una patch per rimanere al sicuro da ogni ransomware o qualsiasi altro virus.
    La patch MS17-010, ad esempio, è specifica per bloccare una vulnerabilità scoperta in SMBv1.
    Quello che voglio dirti, è che ogni malware “ha storia a sé”.

    Pertanto, oltre ad applicare la patch per proteggerti da Wanna Cry, ti consiglio di installare un Anti-ransomware affidabile e di tener aggiornato il suo database dei virus.
    Le aziende che gli sviluppano, come Kaspersky Lab ZAO, Avast, ESET, McAfee, Webroot, Malwarebytes, Symantec e altre, rilasciano patch continuamente per non esporti a rischi.

    Al contempo, dovresti effettuare backup frequenti e utilizzare un router avanzato, magari con firmware DD-WRT o Tomato.
    Con esso, potresti impostare delle regole mediante Firewall che bloccano o per lo meno limitano eventuali infezioni in tutta la rete.

    Ciò premesso, di seguito trovi gli approfondimenti per conoscere come funziona WannaCrypt e, soprattutto, come patchare Windows per WannaCry Ransomware.
    Puoi andare dritto alla soluzione per debellare il virus, ma non te lo consiglio.
    È importante, a mio avviso, che tu sappia come agisce.
    Questo, ti aiuterà a prendere meno virus in futuro.
    I metodi di contagio, infatti, sono spesso simili.

    Indice

    • Come si contrae WannaCry Ransomware
    • Funzionamento di WannaCry Ransomware
    • Installazione patch per WannaCry Ransomware
    • Disattivazione SMBv1 su Windows per WannaCry Ransomware
    Come si contrae WannaCry Ransomware

    Per tranquillizzarti, non voglio mostrarti soltanto come patchare Windows per WannaCry Ransomware.
    Voglio spiegarti, in sintesi, come funziona il contagio.
    Come già saprai, i virus non sono altro che file contenenti codici mirati ad eseguire determinate funzioni non appena vengono aperti.
    Questi file, non si generano da soli. Spesso, tutto avviene per una disattenzione dell’utente nel network.
    Non me ne volere, purtroppo è così.
    Hacker e cracker non etici, sfruttano spesso la tua curiosità o la tua inconsapevolezza.

    I virus, soprattutto i malware worm, i ransomware e i trojan in generale, di solito arrivano tramite email spam, sotto forma di allegati o link.
    Questa tecnica, si chiama phishing.
    Tuttavia, pur aprendo le email o scaricando gli allegati, non si prende nulla.
    Il contagio avviene esclusivamente quando il file viene aperto o quando il link viene seguito.
    Durante l’apertura del file infetto o il collegamento a un dominio fasullo, solo l’antivirus o una patch può salvare il computer e l’intera rete.
    Altri metodi di contagio, possono essere i social o i siti web.

    Ti ricordi quando tutti si chiedevano come decriptare Cryptolocker dopo averlo contratto via email?
    Ecco, anche WannaCrypt agisce così.
    Ma questo non vuol dire che i virus sono uguali.
    Sono della solita “famiglia”, se così si può dire.
    Però, ognuno di essi, una volta che è stato aperto, mira a diverse vulnerabilità ed esegue codici differenti.
    Tali codici, appunto, permettono di contagiare anche altri PC in maniera diversa.
    Ecco perché adesso devi patchare Windows per WannaCry Ransomware.

    Funzionamento di WannaCry Ransomware

    In questo caso, devi sapere come patchare Windows per WannaCry Ransomware perché c’è una falla di sicurezza all’interno di SMBv1.
    È stata identificata come Eternalblue.

    Dopo l’apertura del file infetto, Wanna Cry fa connettere il computer a un dominio fasullo.
    Se il dominio non è registrato, che ovviamente è così, i file del computer vengono criptati.
    Altrimenti, no.
    È questo “l’interruttore” che ha permesso di fermarlo mediante kill switch, ossia comprando per pochi dollari il dominio falso.
    Facendo rispondere il dominio ad ogni esecuzione del codice, il virus si spegneva.
    Ma è bastato inserire un altro dominio finto per farlo ripartire.
    Dal cambio dominio, il virus prende il nome di WannaCry 2.0.

    Una volta che sono stati criptati i file nel PC, non contento, WannaCry sfrutta una vulnerabilità di Windows, contenuta in SMBv1, per criptare l’intero network.
    Mediante exploit, il virus scansiona la rete e inietta sé stesso negli altri PC, NAS o server per criptare tutti i dati nella rete. Ecco come ha fatto a moltiplicarsi in poco tempo.

    Dopo aver criptato tutti dati, sullo schermo di ogni computer appare un’avvertenza, in cui c’è scritto che i dati nel PC sono stati crittografati.
    Per decriptarli, a loro dire, è necessario pagare una certa somma in bitcoin sul deep web, mediante rete Tor, anch’essa anonima e crittografata.
    Ovviamente, non c’è una garanzia di sblocco a seguito del pagamento.

    Riassumendo, potresti anche contrarre WannaCrypt indirettamente.
    Se qualcuno nel tuo network esegue il virus e il tuo computer non ha la patch, un antivirus aggiornato o il servizio SMB spento, anch’esso verrà colpito dalla minaccia.
    Ecco perché devi subito patchare Windows per WannaCry Ransomware. Dunque, facciamolo.

    Installazione patch per WannaCry Ransomware

    Ora che ti ho detto come si prende il virus e come funziona, posso dirti come patchare Windows per WannaCry Ransomware.
    Per prima cosa, devi sapere qual è la versione del sistema operativo che utilizzi.
    Per scoprirlo, apri l’Esegui, digita winver e schiaccia Invio.

    Non appena conosci la versione del SO, puoi scaricare la patch MS17-010.
    Se hai un computer con Windows Update attivo e sistema operativo supportato, dovrebbe essersi installata in automatico.
    Per altro, se hai Windows Defender abilitato, dal 12 Maggio 2017 dovresti essere protetto, poiché è stato aggiornato.
    Windows Defender, adesso riconosce la minaccia con il nome di Ransom:Win32/WannaCrypt.

    Invece, nel caso in cui utilizzi versioni non supportate oppure in passato hai deciso di disattivare Windows Update su Windows 10 o su altre versioni, devi subito patchare Windows per WannaCry Ransomware.
    Puoi riattivare Windows Update e fare l’aggiornamento automatico.
    Oppure, puoi effettuare il download della patch MS17-010 collegandoti a questa pagina del supporto Microsoft e installarla manualmente.
    È disponibile per tutte le versioni del sistema operativo, a 32bit e a 64bit.
    Precisamente, puoi scaricarla per:

    • Windows XP
    • Windows Vista SP2
    • Windows Server 2003
    • Windows Server 2008 SP2
    • Windows Server 2008 R2 SP1
    • Windows 7 SP1
    • Windows 8.1
    • Windows Server 2012
    • Windows Server 2012 R2
    • Windows 10
    • Windows Server 2016

    Se non trovi la versione giusta per il tuo SO poiché meno recente, prova questo link che rimanda sempre al supporto Microsoft.
    In quella pagina, c’è l’update KB4012598, concesso in via occasionale ai SO non più supportati.

    Per completare l’installazione, riavvia il computer.
    Dopodiché, potrai ritenerti al sicuro, almeno fino a quando WannaCrypt 2.0 non si evolverà ancora.
    Per rimanere sempre protetto, dovresti disattivare SMBv1.
    Continuando la lettura, puoi capire come si fa.

    Disattivazione SMBv1 su Windows per WannaCry Ransomware

    Adesso che non ti chiedi più come patchare Windows per WannaCry Ransomware, vorrai sapere come si disattiva il servizio SMBv1 per proteggerti in futuro.
    Ebbene, per disabilitarlo, puoi usare diversi metodi.

    Se utilizzi Windows 8.1 o Windows 10, ti consiglio di farlo mediante Programmi e funzionalità.
    Una volta entrato, clicca Attivazione o disattivazione delle funzionalità Windows.
    Dopodiché, ricerca e disattiva la voce Supporto per condivisione file SMB 1.0/CIFS.
    Infine, scegli Ok e riavvia il computer.

    Se utilizzi Windows Vista, Windows 7 o Windows 8, apri il Prompt dei comandi con privilegi amministrativi.
    Poi, digita i seguenti comandi schiacciando Invio per ogni riga:

    sc.exe config lanmanworkstation depend= bowser/mrxsmb20/nsi
    sc.exe config mrxsmb10 start= disabled

    Eseguiti i comandi, effettua il riavvio del computer per disabilitare definitivamente SMB v1.

    Arrivato a questo punto, oltre ad essere riuscito a patchare Windows per WannaCry Ransomware, avrai anche protetto il computer da probabili minacce derivanti da SMBv1.
    Per conoscere altri metodi di attivazione/disattivazione di SMBv1 e per sapere come disabilitare anche SMBv2 e SMBv3, puoi collegarti a questo indirizzo del supporto Microsoft.

    come riportare il pc windows a una data precedente

    come riportare il pc windows a una data precedente

    Come riportare il PC Windows 10 a una data precedente

    Da qualche giorno a questa parte, il tuo computer fa le bizze.
    Se finora non avevi mai avuto problemi di rallentamento o errori, da quando hai installato quel programma niente funziona più come prima.
    Che si tratti solo di un caso o, effettivamente, di una incompatibilità con altri software che erano già presenti sul tuo computer, poco importa:
    ora vuoi sapere a tutti i costi come riportare il PC Windows 10 a una data precedente e ristabilire la situazione.

    Se ti trovi anche tu in questa situazione, sappi che posso esserti di grande aiuto.
    Non molto tempo fa, infatti, mi sono trovato in questa stessa situazione e ho dovuto studiare diverse soluzioni per riuscire a “stabilizzare” il sistema operativo e poter tornare a usare il dispositivo senza grossi grattacapi.
    Grazie alle molte opzioni disponibili, è possibile recuperare file, software e funzionalità senza troppi grattacapi.

    Come riportare il PC Windows 10 a una data precedente

    Anche se non hai la minima idea di come fare per ripristinare Windows 10 a una data precedente, non devi preoccuparti.
    Si tratta di operazioni piuttosto semplici, anche se potrebbe essere necessario aspettare più di qualche minuto.
    Le procedure per ripristinare Windows 10 o recuperare file e cartelle perse sono in alcuni casi molto lunghe:
    prima di iniziare, dunque, assicurati di avere almeno una decina di minuti a tua disposizione, onde evitare di ritrovarti a metà procedura e senza più tempo a tua disposizione.

    Come ti sarà facile immaginare, quando decidi di riportare il PC a una data precedente non potrai interrompere la procedura a metà, onde evitare di ritrovarti con il computer non più funzionante.
    Ciò premesso, iniziamo.

    Indice

    • Punto di ripristino
    • Cronologia file
    • Ripristino backup
    Punto di ripristino

    Tra gli strumenti più utili e meno conosciuti di Windows 10, i punti di ripristino ti permettono di riportare il PC Windows 10 a una data precedente nel giro di pochi istanti e senza che tu debba fare granché.
    Quando Windows 10 crea un punto di ripristino, è come se fotografasse il contenuto del computer in un determinato momento e lo conservasse in archivio, per poi tirarlo fuori al momento opportuno.
    E il momento opportuno è esattamente quando decidi di riportare il PC a una data precedente (prima che installassi un programma o prima che scaricassi qualche file dalla Rete) per tornare a non avere problemi di stabilità e usabilità.

    Apri il Pannello di controllo, clicca su Sistema e sicurezza e successivamente su Sistema.
    Si aprirà una nuova finestra, nella quale vedrai una sorta di “scheda riassuntiva” del tuo PC, con il nome del modello, alcune specifiche di sistema e la versione di sistema operativo installato.
    Nella colonna di sinistra, clicca sulla voce Impostazioni di sistema avanzate e attendi che si apra una piccola finestra.
    Tra le varie schede presenti, clicca su Protezione sistema e poi su Ripristino configurazione di sistema.

    Darai così avvio alla procedura per riportare il PC Windows 10 a una data precedente:
    tra i vari punti di ripristino, scegli quello che pensi possa tornarti più utile e attendi che il sistema operativo attivi la “macchina del tempo” e riporti il tuo computer nel passato.

    Cronologia file

    A proposito di macchina del tempo, quando si parla di riportare il PC Windows 10 a una data precedente, non si può non citare la funzionalità Cronologia file.
    Si tratta di uno strumento di backup che Microsoft mette a disposizione degli utenti e che consente di salvare automaticamente (su un supporto di memoria esterno o in un’altra partizione del disco rigido) tutto ciò che si trova all’interno delle cartelle Documenti, Musica, Immagini, Video e Desktop, nonché dei file di OneDrive disponibili offline nel PC.
    Ovviamente, puoi attivare Cronologia File anche per altre cartelle, ma dovrai modificare le impostazioni e aggiungerle manualmente.

    Grazie a questo strumento, tutte le modifiche che apporterai ai file presenti nelle cartelle sincronizzate saranno registrate e archiviate.
    Nel momento in cui ti accorgi che qualche file è stato cancellato o se non riuscissi più ad aprirne uno, ti basterebbe accedere alla Cronologia File, ritrovarlo all’interno della sua cartella e ripristinarlo.
    Per intendersi, funziona un pò come la Time Machine del Mac.

    Ripristino backup

    Un altro modo per ripristinare il PC Windows 10 a uno stato precedente, è quello di effettuare dei backup periodici utilizzando dei programmi ad hoc e avendo così la possibilità di recuperare tutto quello di cui si ha bisogno nel caso si dovessero perdere dei file o si dovesse corrompere il sistema operativo.
    Come ho già avuto modo di dirti, per fare backup Windows 10 puoi sfruttare dei software come CloneZilla, che ti permettono di copiare il contenuto del sistema operativo nel giro di pochi minuti e senza grosse difficoltà.

    come sbloccare windows

    come sbloccare windows

    Hai recuperato un computer che non usavi ormai da tempo e, intenzionato a dare un’occhiata ai documenti che avevi lasciato al suo interno, l’hai acceso.
    Tentando di effettuare il login su Windows 10, però, ti sei reso conto che non ricordi più la password d’accesso al sistema, per cui stai quasi per arrenderti all’eventualità di non recuperare mai i tuoi vecchi file.

    Come dici?
    È proprio così?
    Allora sono ben lieto di comunicarti che ti trovi nel posto giusto, in un momento che non poteva essere migliore! Di seguito, infatti, ti spiegherò per filo e per segno come sbloccare Windows 10 in caso di password dimenticata, ma non solo:
    sarà mia cura illustrarti anche come sbloccare l’account amministratore di Windows 10, come sbloccare gli aggiornamenti di sistema e, infine, come sbloccare il Microsoft Store.

    Dunque, senza perdere un attimo in più, mettiti bello comodo e leggi con molta attenzione tutto quanto ho da dirti sull’argomento:
    sono sicuro che, al termine di questa guida, sarai perfettamente in grado di affrontare e risolvere il problema che ti si è posto e che, soprattutto, riuscirai a farlo in totale autonomia.
    Detto ciò, non mi resta che augurarti buona lettura e farti un grosso in bocca al lupo per tutto!

    Indice

    • Come sbloccare account utente Windows 10
      • Come sbloccare Windows 10 con password dimenticata
      • Come sbloccare amministratore Windows 10
    • Come sbloccare aggiornamento Windows 10 
    • Come sbloccare app Windows 10
      • Come sbloccare un’applicazione
      • Come ripristinare Microsoft Store
      • Come sbloccare barra applicazioni Windows 10

    Come sbloccare account utente Windows 10

    Se è tua intenzione sbloccare account utente Windows 10, segui le istruzioni che mi appresto a fornirti nei seguenti paragrafi, in cui ti spiegherò come sbloccare Windows 10 in caso di password dimenticata e come sbloccare l’account Amministratore di Windows, per acquisire privilegi elevati e compiere modifiche “profonde” al sistema (operazione potenzialmente rischiosa e per le cui conseguenze non mi assumo alcuna responsabilità, sia chiaro).

    Come sbloccare Windows 10 con password dimenticata

    IMMAGINE QUI 1

    Se hai dimenticato la password del tuo account Windows 10, esistono diverse probabilità che tu riesca a sbloccare il profilo utente.
    Prima di procedere, voglio essere chiaro su un aspetto fondamentale:
    le indicazioni che seguono devono essere utilizzate solo e soltanto per sbloccare account per cui detieni i permessi d’accesso, e non per violare PC altrui.
    Io non mi assumo responsabilità alcuna riguardo l’uso improprio che potresti fare delle tecniche che andrò a spiegarti.

    Tutto chiaro?
    OK, cominciamo.
    Se è tua intenzione sbloccare un account Windows 10 offline, creato cioè sul computer e non abbinato ad account Microsoft, puoi servirti di un software come Kon-Boot:
    si tratta di un programma a pagamento che consente di accedere a Windows saltando l’inserimento della password:
    costa 27$ (licenza personale) e dev’essere copiato su chiavetta USB per essere utilizzato.

    Nota: Kon-Boot permette di bypassare l’inserimento della password utente, ma non ha alcun effetto sui file cifrati con BitLocker.
    Pertanto, questi file continueranno a rimanere inaccessibili, anche dopo lo sblocco dell’account.

    Per ottenere Kon-Boot, collegati al sito Internet che ti ho segnalato in precedenza, clicca sul pulsante Buy Now situato subito sotto la dicitura Kon-Boot for Windows Personal License e completa la procedura proposta a schermo per effettuare il pagamento tramite PayPal.
    A transazione ultimata, dovresti ricevere il link per il download dei file necessari nell’email associata al conto utilizzato per il pagamento.

    Prima di avviare il download, provvedi a disattivare l’antivirus in uso sul computer, poiché potrebbe rilevare Kon-Boot come falso positivo e impedirti di scaricare il programma.

    Una volta scaricato il pacchetto .zip di Kon-Boot, estraine i file in una cartella di tua scelta, dunque, collega al PC la chiavetta USB da usare per eseguire il programma.
    Tieni ben presente che la chiavetta non deve contenere file importanti, in quanto essa verrà formattata nelle fasi successive.

    Dopo aver inserito la chiavetta nel PC, avvia l’eseguibile KonBootInstaller.exe che hai estratto in precedenza dall’archivio di Kon-Boot, seleziona la chiavetta USB da usare dal menu a tendina Available USB drives, clicca sul pulsante Install to USB stick (With UEFI support) e, per concludere, rispondi di  all’avviso che compare a schermo.

    Una volta completata la creazione della chiavetta USB, clicca sul pulsante OK, rimuovi il drive USB, spostati sul PC che hai intenzione di sbloccare e inserisci la chiavetta in quest’ultimo.
    In seguito, accendi il computer, entra nel sistema UEFI premendo il tasto previsto dal sistema (ad es. F2F12), quindi modifica la sequenza d’avvio (menu Boot) e imposta come drive primario i dispositivi USB.

    IMMAGINE QUI 2

    In seguito, spostati nel menu Securitydisattiva Secure Boot intervenendo sull’apposita voce; quando hai finito, salva le impostazioni e riavvia il computer.
    Per ulteriori informazioni riguardo l’accesso e la configurazione di BIOS/UEFI, ti invito a dare un’occhiata alla guida che ho realizzato sul tema.

    Se hai eseguito correttamente tutti i passaggi, al riavvio successivo dovresti vedere la schermata di benvenuto di Kon-Boot (una schermata nera con scritto Kon-Boot for Windows):
    quando ciò accade, premi un tasto qualsiasi della tastiera e attendi che il computer venga avviato, quindi clicca sulla voce Opzioni di accesso annessa alla schermata di login di Windows, scegli di voler accedere tramite password, se necessario, clicca nel campo di inserimento della password e premi il tasto Invio per accedere a Windows.

    La magia è compiuta:
    sei riuscito a entrare in Windows senza dover inserire la vecchia password! A questo punto, puoi effettuare le operazioni che più ritieni opportune:
    cambiare la password dell’account, recuperare dati, creare account aggiuntivi e così via.

    IMMAGINE QUI 3

    Come dici?
    Non hai trovato utile Kon-Boot perché hai impostato l’accesso con un account Microsoft Online e non ricordi più la password e il PIN d’accesso?
    Nessun problema:
    in tal caso, giunto alla schermata di login di Windows, clicca sulla voce Ulteriori opzioni d’accesso, specifica di voler accedere tramite password pigiando sull’apposito bottone, quindi seleziona la voce Password dimenticata.

    A questo punto, assicurati che nella casella di testo sia specificato l’indirizzo dell’account Microsoft associato al PC, clicca sul pulsante Avanti e indica la modalità di ricezione del codice di reimpostazione password:
    tramite email o tramite numero di cellulare.
    Quando hai finito, clicca sul pulsante Invia il codice, specifica quest’ultimo nel campo che ti viene proposto in seguito, dunque segui le istruzioni visualizzate a schermo per procedere con la reimpostazione della password.

    In caso di problemi, puoi ripristinare la password del tuo account Microsoft seguendo i passaggi che ti ho indicato nella mia guida al recupero della password di Outlook.

    A procedura completata, riavvia il computer e accedi a Windows utilizzando la password appena impostata; qualora stessi usando un PIN e lo avessi dimenticato, clicca sulla voce Opzioni di accesso situata nella schermata di login, scegli di accedere tramite la password dell’account Microsoft (l’icona della casella di testo con cursore), quindi immetti la nuova password impostata in precedenza.

    Per ulteriori informazioni riguardo le procedure di sblocco degli account Windows 10, puoi dare un’occhiata al tutorial tematico che ho realizzato apposta per te.

    Come sbloccare amministratore Windows 10

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    La funzionalità di controllo account utente (UAC) di Windows 10 non ti sta molto simpatica e, per disattivare tutte quelle finestre d’avviso che ti notificano quando un programma potrebbe apportare modifiche al computer, vorresti attivare l’account Administrator?
    Allora sei giunto proprio nella sezione che fa al caso tuo.

    Tale account, nascosto per impostazione predefinita, permette all’utente di agire indisturbato su tutte le parti del sistema operativo, incluse quelle più delicate, senza andare incontro a messaggi d’avviso/di conferma riguardo gli eventuali effetti delle procedure applicate.
    Questo, come già detto, può rappresentare un potenziale rischio, in quanto abilita a modifiche “profonde” al sistema operativo, che ne potrebbero anche compromettere il funzionamento.

    Attivare l’account Administrator di Windows è semplicissimo:
    innanzitutto, fai clic destro sul pulsante Start di Windows, clicca sulla voce Windows PowerShell (Amministratore) situata nel menu contestuale che compare a schermo, clicca sul pulsante  e, giunto alla finestra di PowerShell, impartisci il comando net user administrator /active:yes, seguito dalla pressione del tasto Invio, per abilitare l’account Administrator.

    Successivamente, ti consiglio di assegnare una password al profilo appena abilitato, digitando il comando net user administrator NuovaPassword, sempre seguito dalla pressione del tasto Invio, sostituendo a _NuovaPassword_ la chiave d’accesso che vuoi utilizzare per il tuo account.
    A partire da questo momento, potrai entrare nell’account Administrator direttamente dalla schermata di login di Windows.

    In caso di ripensamenti, puoi disattivare l’account Administrator in modo altrettanto semplice:
    effettua l’accesso a Windows 10 utilizzando un account con privilegi elevati (che non sia l’account Administrator), apri una finestra di PowerShell in modalità Amministratore come ti ho mostrato in precedenza, quindi digita il comando net user administrator /active:no, seguito dalla pressione del tasto Invio.

    Se hai bisogno di altre indicazioni riguardo questa procedura, ti invito a leggere la mia guida su come diventare amministratore su Windows 10, nella quale ho trattato il tema con dovizia di particolari.

    Come sbloccare aggiornamento Windows 10

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    Dopo un recente update, hai notato che gli aggiornamenti di Windows 10 non vengono più scaricati e installati regolarmente?
    Allora è possibile che essi siano stati bloccati da Windows Update.
    Nelle versioni più recenti di Windows 10, infatti, è possibile posticipare il download e l’installazione degli aggiornamenti per un periodo massimo di 35 giorni.

    Per accertarti che gli update di sistema non siano stati bloccati in questo modo, fai clic destro sul pulsante Start di Windows, vai in Impostazioni (l’icona dell’ingranaggio), quindi clicca sulle sezioni Aggiornamento e sicurezzaWindows Update.

    Fai bene attenzione alla finestra successiva:
    qualora gli aggiornamenti fossero stati sospesi, dovrebbe comparire, in cima alla stessa, una notifica relativa a questa impostazione.
    Per sbloccare Windows Update, clicca sul pulsante Riprendi aggiornamenti e il gioco è fatto:
    dopo qualche istante, dovrebbero essere avviati automaticamente la ricerca, il download e l’installazione degli update disponibili.

    Qualora il problema non dovesse essere risolto, puoi servirti dello strumento di risoluzione dei problemi di Windows Update, scaricabile gratuitamente dal sito Internet di Microsoft:
    dopo aver concluso il download, avvia il file ottenuto (ad es. wu10.diagcab) e clicca sul bottone Avanti per far sì che il programma rilevi e risolva automaticamente i problemi collegati agli aggiornamenti di Windows.

    Al termine dell’analisi e delle eventuali procedure di risoluzione, clicca sul pulsante Chiudi, riavvia il computer e prova nuovamente a scaricare gli aggiornamenti di sistema (recandoti in Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Windows Update e cliccando sul pulsante Controlla aggiornamenti).

    Per ulteriori indicazioni relative alle procedure di sblocco di Windows Update, ti rimando alla mia guida specifica sul tema.

    Come sbloccare app Windows 10

    Se il tuo problema è sbloccare un’app Windows 10 che, per qualche motivo, continua a funzionare male, allora questa è la sezione del tutorial più adatta al tuo caso.
    Nei paragrafi seguenti, ti spiegherò, infatti, come ripristinare completamente un programma che non funziona più e, in seguito, come risolvere i problemi del Microsoft Store, resettandone le impostazioni.

    Come sbloccare un’applicazione

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    Per sbloccare un’applicazione su Windows 10 che funziona male (o non funziona più), procedi come segue:
    fai clic destro sul pulsante Start (la bandierina di Windows situata in basso a sinistra), scegli la voce Impostazioni dal menu che compare, quindi recati nelle sezioni AppApp e funzionalità (a sinistra).

    Successivamente, scorri la pagina fino a evidenziare il riquadro App e funzionalità, individua l’applicazione che non funziona più (ad es. Microsoft Solitaire Collection), clicca sul suo nome e poi sulla voce Opzioni avanzate che dovrebbe comparire a schermo.

    A questo punto, scorri la finestra successiva fino a visualizzare il pulsante Interrompi, clicca su di esso per terminare l’esecuzione del programma, quindi clicca per due volte sul pulsante Reimposta per ripristinarla alle impostazioni iniziali.
    Ricorda che, in questo modo, tutte le impostazioni dell’app verranno perse (ad es.
    gli accessi effettuati, gli eventuali punteggi, le associazioni con l’account Microsoft, le impostazioni personalizzate e così via).

    Nota:
    se non vedi la voce delle opzioni avanzate, vuol dire che stai cercando di agire su un programma “classico” e non su un’app di Windows 10.
    In tal caso, dovresti provare a ripristinare le impostazioni disinstallando il programma e installandolo nuovamente, come spiegato in questo mio tutorial.

    Come ripristinare Microsoft Store

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    Se, invece, è il Microsoft Store a non funzionare correttamente, puoi seguire tre strade diverse:
    la prima è quella di utilizzare la procedura di cui ti ho parlato poco fa, intervenendo specificamente sull’applicazione Microsoft Store.

    La seconda, invece, consiste nell’utilizzare un apposito comando di Windows 10 per il ripristino dello Store.
    Premi, dunque, la combinazione di tasti Win+R, per accedere al pannello di esecuzione comando, digita la parola WSReset.exe nel campo di testo che compare a schermo, premi il pulsante Invio e attendi qualche secondo affinché l’operazione venga portata a termine.
    Per concludere, riavvia il computer e verifica che il comportamento dello store sia tornato alla normalità.

    Se neppure questo metodo dovesse funzionare, non ti resta che tentare di ripristinare Microsoft Store disinstallandolo e reinstallandolo successivamente, tramite una serie di comandi da impartire tramite PowerShell, la console “diretta” che permette di effettuare una serie di delicate operazioni sul sistema operativo.
    Devo però avvisarti che questa procedura non è del tutto sicura, e che potrebbe causare dei comportamenti imprevisti in alcune aree del sistema operativo:
    prosegui pienamente consapevole dei rischi a cui vai incontro.
    Non dire che non ti avevo avvisato!

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    Ad ogni modo, fai clic destro sul pulsante Start di Windows, scegli la voce Windows PowerShell (amministratore) dal menu che ti viene proposto e premi sul pulsante , per superare il controllo di sicurezza di Windows.
    In seguito, impartisci il comando Get-AppxPackage -name WindowsStore seguito dalla pressione del tasto Invio, quindi copia l’informazione corrispondente alla dicitura InstallLocation (che dovrebbe essere qualcosa di simile a C:\Program Files\WindowsApps\Microsoft.WindowsStore_11904.1001.1.0_x64__8wekyb3d8bbwe), incollala in un file di testo e salva il file, poiché avrai bisogno di questa stringa in seguito.

    Successivamente, sempre tramite PowerShell, disinstalla il Microsoft Store impartendo il comando Get-AppxPackage Microsoft.WindowsStore | Remove-AppxPackage, sempre seguito dalla pressione del tasto Invio.
    In seguito a questo comando, lo store di Microsoft dovrebbe sparire dal computer.

    A questo punto, installa nuovamente lo store, impartendo il comando Add-AppxPackage -register “[PercorsoInstallazione]” -DisableDevelopmentMode nella finestra di PowerShell e premendo il tasto Invio.
    Ricorda di sostituire il percorso d’installazione con la stringa che avevi copiato in precedenza nel file di testo:
    in linea generale, dovresti ottenere un comando simile a quello indicato di seguito.

    Add-AppxPackage -register “C:\Program Files\WindowsApps\Microsoft.WindowsStore_11904.1001.1.0_x64__8wekyb3d8bbwe” -DisableDevelopmentMode

    Una volta terminata la procedura d’installazione, riavvia il computer:
    se tutto è filato liscio, dovresti essere in grado di utilizzare nuovamente il Microsoft Store senza problemi.

    Come sbloccare barra applicazioni Windows 10

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    Hai necessità di sbloccare la barra delle applicazioni di Windows 10 per spostarla in un’altra parte dello schermo o, ancora, per riorganizzare le barre dei menu presenti sulla stessa?
    Nessun problema:
    farlo è molto più semplice di quanto tu possa immaginare!

    Per procedere, identifica un punto vuoto sulla barra stessa (che non sia l’area dell’orologio), fai clic destro su di esso, rimuovi il segno di spunta dalla voce Blocca la barra delle applicazioni, situata nel menu proposto, semplicemente facendo clic su quest’ultima, e il gioco è fatto:
    a partire da questo momento, puoi “trascinare” la barra delle applicazioni dove più ritieni opportuno, o intervenire sulle eventuali barre degli strumenti che vi hai aggiunto.

    Per evitare modifiche accidentali, puoi bloccarla nuovamente seguendo esattamente gli stessi passaggi che ti ho appena mostrato.

    come trasformare windows xp in windows

    come trasformare windows xp in windows

    Hai un vecchio PC su cui tutte le versioni di Windows successive a XP funzionano male.
    Eri tentato dal provare una distro Linux, ma purtroppo i programmi di cui hai bisogno per lavorare sono compatibili solo con il sistema operativo di casa Microsoft e, dunque, sei costretto a usare XP, conscio del fatto che si tratta di un prodotto ormai obsoleto, poco supportato dalle terze parti e con problemi di sicurezza che potrebbero mettere a serio rischio i tuoi dati.

    Davvero una brutta situazione insomma, ma al momento non puoi fare altrimenti.
    Almeno però vorresti toglierti lo sfizio di “rinfrescare” il look del desktop che hai ogni giorno sotto agli occhi e, se possibile, renderlo simile a quello di Windows 7, che ti piace davvero tanto.
    Beh, ho un’ottima notizia da darti:
    è un’operazione che si può compiere in maniera semplicissima e, soprattutto, gratuita.
    Tutto quello che devi fare è installare Seven Remix XP.

    Seven Remix XP è un software gratuito che permette di trasformare Windows XP in Windows 7 gratis applicando al vecchio sistema operativo di casa Microsoft il tema, le icone, i suoni e tante altre caratteristiche grafiche dell’amatissimo successore di Vista.
    Le modifiche effettuate dal programma sono “profonde” (vengono sostituiti anche alcuni file di sistema), ma reversibili in una manciata di clic.
    Direi dunque di non perdere altro tempo e di vedere più da vicino come funziona.
    Sono convinto che resterai davvero sorpreso dalla qualità del risultato finale!

    Indice

    • Operazioni preliminari
    • Trasformare XP in Windows 7
    • Come disinstallare Seven Remix XP

    Operazioni preliminari

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    Come appena detto, Seven Remix XP va a modificare alcuni file di sistema.
    Prima di installarlo, dunque, ti consiglio vivamente di creare un punto di ripristino per ripristinare lo stato del sistema in caso di necessità (es.
    in caso di problemi in seguito all’installazione o alla rimozione del software dal PC).
    In realtà un punto di ripristino viene già creato in maniera predefinita dal programma alla sua installazione, ma meglio essere previdenti.

    Clicca, dunque, sul pulsante Start di Windows e seleziona le voci Tutti i programmi > Accessori > Utilità di sistema > Ripristino configurazione di sistema dal menu che si apre.
    Nella finestra che viene visualizzata sullo schermo, apponi il segno di spunta accanto alla voce Crea un punto di ripristino, fai clic sul pulsante Avanti, assegna un nome al punto di ripristino che stai creando (digitandolo nell’apposito campo di testo) e completa la procedura pigiando prima su Crea e poi su Chiudi.

    Nota: non dovrebbe servirti ma, per qualsiasi evenienza, assicurati di avere a portata di mano anche un CD d’installazione di Windows XP.
    In questo modo, se qualcosa dovesse andare storto, ma molto storto, potrai formattare XP e reinstallare il sistema operativo sul tuo computer.

    Trasformare XP in Windows 7

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    Adesso puoi passare all’azione e scaricare Seven Remix XP sul tuo PC.
    Collegati, dunque, al sito Internet di NiwradSoft (la software house che ha prodotto il Transformation Pack) e clicca sul pulsante Mega collocato sotto la voce Seven Remix XP.
    Nella pagina Web che si apre, pigia sul pulsante Scarica e attendi qualche secondo affinché il download venga portato a termine.

    A scaricamento completato apri, facendo doppio clic su di esso, il file appena scaricato (Seven Remix XP 4.0.exe).
    Nella finestra che si apre, clicca prima sul pulsante OK per confermare l’utilizzo della lingua italiana e poi sul pulsante Avanti

    Accetta quindi le condizioni di utilizzo del programma, mettendo il segno di spunta accanto alla voce Accetto le condizioni della licenza, e fai clic sul pulsante Avanti per due volte consecutive.
    Dopodiché assicurati che ci siano selezionate tutte le opzioni (in modo da applicare tutte le personalizzazioni in stile Windows 7) e clicca prima su Installa e poi su Avanti e Fine per terminare la procedura d’installazione e riavviare il PC per applicare i cambiamenti effettuati.

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    A riavvio del computer effettuato, noterai immediatamente il nuovo look del tuo Windows XP:
    nuova grafica, nuova schermata d’inizio, nuove icone, nuovi sfondi per il desktop, nuovo puntatore del mouse, nuovi screensaver e tanto altro.

    Inoltre, all’avvio del sistema comparirà una finestra attraverso la quale avere informazioni su Seven Remix XP (cliccando sulla voce Home Page), cambiare il look del sistema (cliccando sulla voce User settings), reinstallare il programma (cliccando sulla voce Reloader) e rimuovere alcuni componenti di quest’ultimo (cliccando sulla voce Uninstall).
    Togliendo il segno di spunta dalla voce Start With Windowsdisabiliterai l’avvio automatico del pannello di controllo di Seven Remix XP, facendo clic sul pulsante Close puoi invece chiudere la finestra senza compiere alcuna operazione.

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    Facciamo subito qualche esempio pratico di come usare il Welcome Center di Seven Remix XP.
    Se hai bisogno di attivare o disattivare alcune personalizzazioni applicate precedentemente al sistema (es.
    il tema per il desktop, i cursori o lo sfondo), clicca sul pulsante User settings e, nella finestra che si apre, seleziona o deseleziona le personalizzazioni di tuo interesse:
    Win7 Visual Style per il tema grafico per il desktop; Sounds per i suoni; Wallpaper per lo sfondo del desktop; Screensaver per gli screensaver o Resize Taskbar Buttons per ridimensionare i pulsanti della barra delle applicazioni.
    Una volta attivate o disattivate le personalizzazioni che ti interessano, clicca sul pulsante Fine e il gioco è fatto.

    Se, invece, alcuni componenti di Seven Remix XP non funzionano correttamente (es.
    le icone sono rimaste in stile XP) e vuoi rimediare al problema, puoi cliccare sul pulsante Reloader presente nel Welcome Center e far partire la ricostruzione di tutte le personalizzazioni pigiando prima su Reload e poi su Next e Finish.
    I cambiamenti saranno visibili dopo il riavvio del sistema.

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    Ti segnalo, inoltre, che recandoti nelle proprietà del desktop, puoi cambiare il tema usato per finestre e taskbar e avere una barra delle applicazioni colorata in maniera diversa (es.
    con un blu più chiaro o di nero).

    Per modificare il tema da usare per il desktop di Windows XP, fai clic destro in un punto “vuoto” della scrivania (quindi dove non ci sono icone) e seleziona la voce Proprietà dal menu contestuale.

    Nella finestra che si apre, seleziona la scheda Aspetto, espandi il menu a tendina Finestre e pulsanti e scegli uno dei temi disponibili fra quelli che iniziano con Win7.

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    Ad esempio, selezionando Win7PDCLite puoi ottenere una taskbar più chiara, mentre selezionando Win7PDCB puoi ottenere una taskbar di colore nero.
    Il tema predefinito di Seven Remix XP è quello denominato Win7PDCLite.

    Come disinstallare Seven Remix XP

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    Se ti aspettavi di più dallo stile di Windows 7 e non lo ritieni così bello come avresti pensato, puoi tranquillamente rimuovere Seven Remix XP e far tornare il tuo Windows XP come prima.

    Tutto quelli che devi fare è recarti nel Pannello di controllo (lo trovi nel menu Start), fare clic sulla voce Installazione applicazioni, selezionare la voce Seven Remix XP e clicca sul pulsante Cambia/Rimuovi

    Nella finestra che si apre, clicca su OK per confermare l’utilizzo della lingua inglese (l’italiano non c’è), metti il segno di spunta su tutte le voci, fai clic su Disinstalla e segui la procedura guidata rispondendo , Avanti e Fine a tutte le richieste.
    Per completare la procedura sarà necessario il riavvio del PC.

    In alternativa, puoi rimuovere Seven Remix XP direttamente dal suo Welcome Center, cliccando sul pulsante Uninstall che si trova in basso a destra e procedendo come ti ho appena detto, quindi pigiando in sequenza sui pulsanti OK, Disinstalla, , Avanti e Fine.
    Il PC verrà riavviato.

    Al nuovo accesso a Windows, dopo aver disinstallato Seven Remix XP, dovresti ritrovarti con il buon vecchio XP così come l’avevi lasciato prima di installare il pacchetto con le personalizzazioni di Windows 7.
    Qualora così non fosse, puoi rimuovere tutti i residui del programma dal PC (es.
    eventuali icone rimaste con lo stile di Windows 7) sfruttando il punto di ripristino che hai creato all’inizio della procedura.

    Per utilizzare il punto di ripristino, clicca sul pulsante Start collocato nell’angolo in basso a sinistra dello schermo e seleziona le voci Tutti i programmi > Accessori > Utilità di sistema > Ripristino configurazione di sistema dal menu che compare.

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    Nella finestra che si apre, apponi il segno di spunta accanto alla voce Ripristina uno stato precedente del computer, clicca sul pulsante Avanti, seleziona il punto di ripristino che hai creato in precedenza (o quello creato in automatico da Seven Remix XP alla sua installazione) e fai clic nuovamente sul pulsante Avanti per riportare il PC a uno stato precedente.
    L’operazione di ripristino potrebbe durare qualche minuto, sarà necessario il riavvio del computer.

    Nota: se l’unico residuo di Seven Remix XP rimasto sul PC è il tema grafico del desktop, puoi evitare di ripristinare il computer e applicare semplicemente il tema grafico di XP andando nelle proprietà del desktop (come ti ho spiegato prima), selezionando la scheda Temi dalla finestra che si apre, scegliendo il tema Windows XP dal menu a tendina Tema e pigiando sul pulsante OK collocato in basso a destra.

    come visualizzare file nascosti su windows

    come visualizzare file nascosti su windows

    Pur non essendo in possesso di un computer di ultimissima generazione, stai cominciando a prendere sempre più confidenza con il mondo dell’informatica.
    Utilizzi Windows 7 ed ora hai deciso di fare un nuovo importante passo verso la conoscenza del sistema operativo installato sul tuo PC:
    abilitare la visualizzazione dei file e delle cartelle nascoste.
    Come dici?
    Le cose stanno esattamente in questo modo ma nonostante tu abbia fatto pratica con il computer non hai la minima idea di come visualizzare file nascosti Windows 7?
    Beh, ma che problema c’è?
    Posso darti una mano!

    Prima di spiegarti come fare per poter visualizzare file nascosti Windows 7 mi sembra doveroso fornirti alcune delucidazioni a riguardo.
    Le cartelle e i file nascosti possono essere tali perché chi li ha creati ha deciso di nasconderli da occhi indiscreti oppure perché parti integranti del sistema (quindi da non toccare se non si sa bene dove si mettono le mani).
    In entrambi casi, la procedura per renderli visibili è bene o male la stessa.

    Se sei dunque realmente intenzionato a scoprire in che modo bisogna procedere per poter visualizzare file nascosti Windows 7 ti suggerisco di non perdere altro tempo, di metterti subito seduto ben comodo dinanzi al tuo computer e di concentrarti sulla lettura di questo tutorial.
    Sono sicuro che alla fine potrai dirti più che soddisfatto e che qualora necessario sarai anche pronto e ben disponibile a fornire tutte le spiegazioni del caso ai tuoi amici desiderosi di ricevere una dritta analoga.
    Detto ciò, procediamo.

    Nota: Puoi distinguere facilmente i file nascosti da quelli “normali” in base al fatto che i primi hanno delle icone semi-trasparenti.

    Procedura 1:
    visualizzare file nascosti

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    Il primo passo che devi compiere per visualizzare file nascosi Windows 7 è fare clic sull’icona raffigurante una cartella gialla collocata sulla barra delle applicazioni in modo tale da poter accedere a Esplora risorse.
    In alternativa, puoi accedere a Esplora risorse aprendo una qualsiasi cartella presente sul tuo PC. Nella finestra che a questo punto andrà ad aprirsi, fai clic sul pulsante Organizza collocato in alto a sinistra e seleziona la voce Opzioni cartella e ricerca dal menu che compare per poter accedere al pannello con le impostazioni per la visualizzazione di file e cartelle.

    Adesso, clicca sulla scheda Visualizzazione contenuta nella finestra che si apre, metti il segno di spunta accanto alla voce Visualizza cartelle, file e unità nascosti presente sotto la voce Cartelle e file nascosti della sezione Impostazioni avanzate: e fai clic prima su Applica e poi su OK per salvare le impostazioni. In questo modo, hai abilitato l’opzione per visualizzare file nascosti Windows 7.
    Senza nemmeno bisogno di riavviare il computer o uscire dall’Esplora Risorse di Windows, avrai quindi la possibilità di visualizzare tutti i file e le cartelle nascoste.

    In alternativa al metodo che ti ho indicato nelle precedenti righe, puoi visualizzare file nascosti Windows 7 andando ad abilitare l’apposita opzione mediante Pannello di controllo.
    Per fare ciò, pigia sul pulsante Start annesso alla barra delle applicazioni, clicca sulla voce Pannello di controllo collocata sulla destra e seleziona la voce Aspetto e personalizzazione (se non riesci a visualizzarla accertati che dal menu a tendina collocato accanto alla voce Visualizza per: presente in alto a destra sia selezionata l’opzione Categoria).

    In seguito, fai clic sulla voce Mostra cartelle e file nascosti annessa alla sezione Opzioni cartella.
    Nella finestra che successivamente ti verrà mostrata seleziona la voce Visualizza cartelle, file e unità nascosti presente sotto Cartelle e file nascosti dopodiché fai clic prima sul bottone Applica e poi su OK.

    Dopo aver terminato il lavoro sui file nascosti, puoi renderli nuovamente “invisibili” annullando la procedura precedentemente messa in atto.
    Per fare ciò, accedi a Esplora risorse, clicca su Organizza e poi pigia sulla scheda Visualizzazione.
    Adesso, togli il segno di spunta presente accanto alla voce Visualizza cartelle, file e unità nascosti e rimettilo su Nascondi i file protetti di sistema presente sotto la voce Cartelle e file nascosti della sezione Impostazioni avanzate:.
    Per confermare ed applicare le modifiche apportate clicca prima su Applica e poi su OK.

    Puoi eventualmente velocizzare gli step da eseguire per annullare la procedura mediante cui visualizzare file nascosti Windows 7 accedendo alla sezione Visualizzazione di Opzioni cartella e pigiando sul pulsante Ripristina collocato in basso.
    In tal caso, tieni presente che oltre ad essere nuovamente non visibili i file e le cartelle nascoste di Windows 7, verrà ripristinata anche la visualizzazione di default di tutti gli altri file e di tutte le cartelle del sistema operativo.

    Procedura 2:
    visualizzare file nascosti di sistema

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    Per quanto concerne invece i file nascosti protetti da Windows, la procedura da effettuare è pressapoco la stessa di quella appena vista.
    In tal caso, ci tengo a precisarlo, è però opportuno fare molta attenzione.
    Basta infatti spostare, cancellare o modificare un file che non va toccato e si compromette il corretto funzionamento del sistema operativo.
    Quindi procedi con estrema cautela, mi raccomando.

    Premesso ciò, per poter visualizzare file nascosti Windows 7 devi accedere a Esplora Risorse facendo clic sull’icona raffigurante una cartella gialla presente sulla barra delle applicazioni o aprendo una qualsiasi altra cartella, pigiare su Organizza e scegliere poi la voce Opzioni cartella e ricerca nel menu visualizzato.

    Nella finestra che a questo punto andrà ad aprirsi, clicca sulla scheda Visualizzazione, togli il segno di spunta dalla casella collocata accanto alla voce Nascondi i file protetti di sistema (consigliato) e infine pigia prima su Si, poi su Applica e poi su OK per poter salvare tutte le modifiche apportate.

    In seguito, potrai ripristinare le impostazioni predefinite di Windows e quindi rendere nuovamente invisibili i file nascosti di Windows 7 accedendo ad Esplora risorse cliccando su Organizza e poi sulla scheda Visualizzazione.
    Successivamente metti nuovamente il segno di spunta accanto alla voce Nascondi i file protetti di sistema (consigliato) annessa la sezione Impostazioni avanzate: e, per finire, fai clic prima su Applica e poi su OK.

    Se lo ritieni opportuno, puoi velocizzare la procedura grazie alla quale annullare la visualizzazione dei file nascosti su Windows 7 semplicemente accedendo alla sezione Visualizzazione di Opzioni cartella e pigiando sul pulsante Ripristina collocato in basso.
    Tieni presente che in questo caso oltre ad essere nuovamente non visibili i file e le cartelle nascoste di Windows 7, verrà ripristinata anche la visualizzazione di default di tutti gli altri file e di tutte le altre cartelle del sistema.

    Creare file nascosti

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    Oltre che visualizzare file nascosti Windows 7 puoi fare in modo da rendere invisibili uno o più elementi a tuo piacimento.
    Ti interessa?
    Si?
    Benissimo, allora provvedo subito a spiegarti come fare.

    Innanzitutto fai clic destro sul file o sulla cartella che è tua intenzione nascondere, seleziona la voce Proprietà dal menu che compare e metti il segno di spunta sulla casella presente accanto alla voce Nascosto nella scheda Generale della finestra che si apre.
    Per fare in modo che le modifiche apportate vengano correttamente applicate pigia prima sul pulsante Applica e poi sul pulsante OK. Facile, vero?

    Successivamente potrai rendere nuovamente visibile il file o la cartella che precedentemente avevi scelto di nascondere cliccandoci sopra con il tasto destro, scegliendo la voce Proprietà dal menu visualizzato e togliendo il segno di spunta dalla casella presente accanto alla voce Nascosto annessa alla scheda Generale della finestra che ti verrà mostrata sul desktop.

    effetti grafici per windows media player scaricali gratis

    effetti grafici per windows media player scaricali gratis

    Cosa danno stasera in TV?
    Un film di avventura?
    Una partita di calcio?
    Allettante, ma io preferisco guardarmi una bella canzone sul mio PC! Sì, hai capito bene, io le canzoni le “guardo”.
    E no, non sono impazzito. Sono semplicemente rimasto folgorato dalla bellezza dagli effetti per Windows Media Player disponibili gratuitamente su Internet, delle straordinarie animazioni che vengono visualizzate ogni qual volta si ascolta un brano musicale nel lettore multimediale dei PC con su installato il sistema operativo di casa Microsoft.

    Da spettacolari effetti grafici astratti a magici paesaggi innevati, c’è davvero di tutto e per tutti i gusti.
    Basta scaricarli ed installarli ed è fatta.
    Come dici?
    La cosa interesserebbe anche te e vorresti dunque capire dove trovare i summenzionati effetti grafici per Windows Media Player e soprattutto come poterli scaricare gratis?
    Beh, leggi questa mia guida dedicata proprio all’argomento in oggetto e lo scoprirai subito.
    Sono sicuro che alla fine potrai dirti ben contento e soddisfatto di quanto appreso, qualsiasi sia la versione di Windows in uso sul tuo computer.

    Allora?
    Che ne diresti di mettere finalmente le chiacchiere da parte e di entrare nel vivo della questione?
    Si?
    Grandioso.
    Non perdiamo altro tempo ed iniziamo immediatamente a darci da fare.
    Posizionati bello comodo dinanzi il tuo fido computer ed inizia a concentrarti sulla lettura di questo tutorial.
    Ti auguro buon download, buon divertimento e ti faccio un grande in bocca al lupo per tutto.
    Are you ready?

    Indice

    • Scaricare gli effetti grafici
    • Installare gli effetti grafici
    • Usare, modificare e gestire gli effetti grafici
    • Alternative a Windows Media Player

    Scaricare gli effetti grafici

    Ti stai chiedendo come fare per scaricare degli effetti grafici gratuiti per Windows Media Player?
    La risposta è decisamente ben più semplice di quel che tu possa immaginare:
    ti basta visitare la sezione del sito Internet di Microsoft dedicata proprio alla tipologia di risorse in questione ed è fatta.

    Quindi, provvedi innanzitutto a visitare questa pagina Web annessa al sito di Microsoft, scorri l’elenco dei vari effetti grafici disponibili, individua quello che preferisci e clicca sul collegamento Download presente sotto il suo nome per effettuare il download sul tuo computer.
    Una volta fatto ciò, il download dell’effetto graffio scelto partirà in maniera automatica ed il relativo file eseguibile (nome dell’effetto grafico.exe) verrà salvato nella cartella Download del tuo computer (se non hai apportato modifiche alle impostazioni di default del browser in uso).

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    Tieni presente che per alcuni effetti grafici (es WhiteCap) dopo aver fatto clic sulla voce Download si aprirà una nuova pagina Web, quella del sito Internet dello sviluppatore della risorsa scelta.
    In tal caso, per effettuarne il download dovrai eseguire un passaggio aggiuntivo:
    cliccare nuovamente sulla voce (o sul pulsante) Download nella nuova pagina che si è aperta.

    Oltre che così come ti ho appena indicato, ti segnalo che puoi richiamare la pagina Web mediante cui scaricare nuovi effetti grafici per Windows Media Player a costo zero anche direttamente dal player stesso.
    Per riuscirci, clicca sulla voce Strumenti annessa alla barra dei menu di Windows Media Player, seleziona la voce Download dal menu che si apre e poi quella Effetti grafici dall’ulteriore menu visualizzato.
    Si aprirà dunque la finestra del browser predefinito e potrai procedere in egual maniera a quanto indicato nelle precedenti righe.

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    Se non riesci a compiere i passaggi di cui sopra perché non visualizzi la barra dei menu di Windows Media Player, provvedi preventivamente a cliccare sulla voce Organizza che sta nella parte in alto a sinistra della finestra del programma, a selezionare la voce Layout dal menu che si apre ed a fare clic sull’opzione Mostra barra dei menu.

    Installare gli effetti grafici

    Hai compiuto i passaggi di cui sopra ed hai dunque provveduto a scaricare tutti gli effetti grafici per Windows Media Player di tuo gradimento?
    Benissimo! Ora, però, per poterli sfruttare devi installarli.
    Mi chiedi come riuscirci?
    Te lo indico subito, è molto più facile di quello che può sembrare.

    Tutto ciò che devi fare altro non è che aprire, facendoci doppio clic opera, il file eseguibile scaricato in precedenza, cliccare su Si e, se ti viene proposta una procedura guidata d’installazione (come di solito accade quando devi installare un nuovo programma sul computer) portala a termine premendo su Next e/o sugli altri pulsanti apparsi su schermo.

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    Ad ogni modo, tieni presente che generalmente l’installazione avviene in automatico e dopo aver aperto il file eseguibile basta seguire l’avanzamento della procedura ed eventualmente cliccare sul pulsante OK per terminare il tutto.

    Usare, modificare e gestire gli effetti grafici

    Una volta effettuata l’installazione degli effetti grafici, sei finalmente pronto a servirtene per rendere più accattivanti le riproduzioni dei tuoi brani musicali preferiti.
    Puoi altresì regolarne le impostazioni d’uso come meglio credi ed impostare questo o quell’altro effetto grafico scaricato secondo esigenza.
    Vediamo subito in che modo riuscirci.

    Per quel che concerne la visualizzazione degli effetti grafici scaricati, avvia la riproduzione di un file musicale qualsiasi ed abilità la modalità di visualizzazione In esecuzione, selezionando l’omonima voce dal menu Visualizza annesso alla barra dei menu di Windows Media Player.

    Fai quindi clic destro al centro della finestra, seleziona la voce Effetti grafici dal menu contestuale che compare, clicca sul nome relativo all’effetto grafico appena installato e se necessario seleziona l’eventuale ulteriore personalizzazione dall’altro menu che si apre dopodiché goditi lo spettacolo.
    Fantastico, vero?

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    Ti segnalo che dal medesimo menu per la selezione degli effetti grafici puoi anche scegliere di abilitare quelli già inclusi “di serie” in Windows Media Player che, sebbene decisamente meno “pirotecnici” di quelli che è possibile scaricare da Internet, fanno comunque la loro figura e contribuiscono ad abbellire e rendere decisamente più accattivante la riproduzione dei brani.

    Volendo, puoi anche personalizzare alcuni degli effetti grafici installati, selezionando innanzitutto la voce Opzioni… dal menu Strumenti di Windows Media Player.
    Nella finestra che si apre, seleziona poi la scheda Plug-in, clicca sulla voce relativa all’effetto grafico che intendi personalizzare e fai clic sul pulsante Proprietà.
    Serviti dunque dell’ulteriore finestra che vedi apparire su schermo per apportare tutte le varie ed eventuali personalizzazioni del caso.

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    Se invece dopo aver scaricato ed installato un dato effetto grafico per Windows Media Player ci hai ripensato e vuoi rimuoverlo, ti comunico che la cosa è fattibile.
    Per riuscirci, ti basta recarti in Opzioni… > Strumenti, selezionare la scheda Plug-in, cliccare sul nome dell’effetto grafico di riferimento, premere sul bottone Rimuovi che sta a destra nell’ulteriore finestra visualizzata sul desktop e dare conferma dell’esecuzione dell’operazione.

    Da notare che per alcuni effetti grafici installati la procedura di disinstallazione appena descritta non è valida in quanto il pulsante Rimuovi non risulta abilitato.
    Di conseguenza, non è possibile procedere come appena descritto.
    In tal caso, per rimuovere un effetto grafico occorre cliccare sul pulsante Start (quello con la bandierina di Windows) che sta nella parte in fondo a sinistra della barra delle applicazioni, cercare Esegui, digitare cmd.exe nel campo Apri: annesso alla finestra comparsa sul desktop e poi fare clic sul bottone OK così da accedere al Prompt dei comandi di Windows ed intervenire da li.

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    Nella finestra apparsa a questo punto sul desktop, digita CD /d “%Programfiles%\Windows Media Player\Visualizations” e poi schiaccia il pulsante Invio sulla tastiera.
    Adesso, digita DIR per aprire l’elenco delle directory ed individua il nome della DLL dell’effetto da rimuovere cercandola in Esplora risorse/Esplora file facendo clic sulla cartella gialla sulla barra delle applicazioni, poi su Questo PC/Computer a sinistra, facendo doppio clic sul nome della partizione su cui è installato Windows, su Programmi (x86) (su Windows a 64 bit) oppure su Programmi (x32) (su Windows a 32 bit), su Windows Media Player e successivamente su Visualizations.

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    Una volta trovato il nome della DLL dell’effetto di riferimento, digita nel Prompt dei comandi la stringa regsvr32.exe  -u  <nomefile.dll> (al posto di nomefile.dll devi digitare il nome della corrispondente DLL) dopodiché schiaccia il tasto Invio sulla tastiera.

    Provvedi infine ad eliminare il file corrispondente (ti basta trascinarlo nel Cestino di Windows) recandoti nella cartella di riferimento, solitamente collocata in Programmi (x86) (su Windows a 64 bit) oppure in Programmi (x32) (su Windows a 32 bit), come visto nelle righe precedenti.

    Se la procedura appena descritta ti restituisce un errore o comunque sia se cerchi un’alternativa ai passaggi appena indicati, ti comunico che puoi disinstallare gli effetti che non ti piacciono più anche dal Registro di sistema.
    Per riuscirci, cerca quest’ultimo nel menu Start digitando regedit e cliccando poi sul risultato corrispondente dopodiché recati in HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\WOW6432Node\Microsoft\MediaPlayer\Objects\Effects. Fai quindi clic destro sul nome della cartella dell’effetto da cancellare e scegli Elimina dal menu che appare.

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    Successivamente verifica se in corrispondenza del percorso HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\MediaPlayer\Objects\Effects sono presenti ulteriori chiavi di registro facenti riferimento all’effetto grafico appena eliminato (oppure se non riesci a trovare nulla nel percorso precedente esamina quest’altro).
    Qualora così fosse, procedi in maniera analoga a quanto visto insieme qualche riga più in modo tale da effettuare la rimozione completa dell’effetto.

    Alternative a Windows Media Player

    Per quanto funzionale e pratico possa risultare, in realtà Windows Media Player non è il miglior lettore multimediale che si possa impiegare su Windows.
    Anzi, molto probabilmente è uno dei meno pratici e leggeri in circolazione.
    Se vuoi un suggerimento, prova a valutare delle alternative, ce ne sono diverse, tutte molto appetibili.
    Qui di seguito ho provveduto ad indicarti quelle che a parer mio rappresentano le migliori della categoria.

    C’è ad esempio VLC, che è è un eccellente media player gratuito e open source capace di riprodurre tutti i principali formati di file video e audio.
    È estremamente leggero, rapido e funziona su tutti i sistemi operativi Windows (e non solo) senza necessitare di codec esterni.
    Per scaricarlo sul tuo PC, collegati al suo sito Internet ufficiale e clicca sul pulsante Scarica VLC.

    A download ultimato, apri il pacchetto d’installazione denominato vlc-xx-win32.exe clicca in sequenza sui pulsanti OK, Avanti (tre volte consecutive), Installa e Fine.

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    C’è poi MPC-HC, un altro media player a costo zero e di natura open source che va a contraddistinguersi per il supporto a un numero di file praticamente sconfinato oltre che per la sua estrema leggerezza.
    Diversamente dal summenzionato VLC è disponibile solo per sistemi operativi Windows ma la cosa non credo che al momento risulti essere particolarmente rilevante per te.

    Per scaricare MPC-HC sul tuo PC, collegati al suo sito Internet ufficiale e pigia sul bottone MPC-HC – Download Now.
    A scaricamento ultimato, apri il pacchetto d’installazione denominato MPC-HC.xx.x86.exe e fai clic sui pulsanti , OK, Avanti (cinque volte consecutive), Installa nella finestra apparsa sul desktop.
    Porta poi a termine il setup pigiando su Fine.

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    Ulteriori soluzioni di questo tipo puoi poi trovarle nel mio articolo dedicato proprio ai programmi per ascoltare musica e nel mio tutorial dedicato ai programmi per gestire musica.
    Mi raccomando, dagli almeno uno sguardo.

    mostrare la password nascosta sotto gli asterischi windows

    mostrare la password nascosta sotto gli asterischi windows

    L’altro giorno, navigando in rete con il tuo browser Web preferito, hai deciso di salvare la password per accedere a quel sito che frequenti spesso in modo tale da non doverla digitare manualmente ogni volta.
    Peccato solo che adesso tu abbia dimenticato la parola chiave scelta e che quindi qualora volessi loggarti al portale da un computer diverso dal tuo la situazione si complicherebbe (e non poco) per ovvie ragioni.
    L’unico sistema per riuscire a far fronte alla cosa sarebbe quello di leggere la password sotto gli asterischi.
    Ma come riuscirci?
    Beh, se segui le istruzioni contenute in questa mia guida sull’argomento potrai scoprirlo subito.

    Tutto ciò che dovrai fare non sarà altro che ricorrere all’uso di alcuni programmi ed add-on per il browser concepiti giust’appunto per lo scopo in oggetto.
    Ce ne sono sia per Windows che per Mac.
    Quello che questi strumenti fanno è “semplicemente” prelevare le password salvate nei vari moduli e renderle visibili.
    Insomma, una vera e propria manna dal cielo in circostanze quali quelle di cui sopra.

    Chiaramente, la cosa è scontata ma è sempre bene sottolinearla, risorse di questo tipo vanno impiegate solo ed esclusivamente sul proprio computer e non su quello altrui, almeno non senza aver ricevuto prima esplicito consenso da parte del legittimo proprietario.
    Intesi?
    Si?
    Bene.
    Allora suggerirei di non temporeggiare oltre e di passare finalmente all’azione.
    Posizionati ben comodo dinanzi il PC ed inizia immediatamente a concentrarti sulla lettura di quanto riportato qui di seguito.
    Ne vedremo delle belle.
    In bocca al lupo!

    Indice

    • Snadboy’s Revelation (Windows)
    • Nirsoft Bullet PassView (Windows)
    • Accesso Portachiavi (macOS)
    • Password Revealer (Chrome)
    • Show/hide passwords (Firefox)
    • Dritte utili per evitare di dimenticare le password

    Snadboy’s Revelation (Windows)

    La prima tra le risorse utili allo scopo di cui desidero parlarti è Snadboy’s Revelation.
    Si tratta di un programma gratuito specifico per sistemi operativi Windows che consente di recuperare le password dimenticate permettendo di visualizzare quelle nascoste dietro gli asterischi, appunto.
    È piuttosto leggero, di semplicissimo impiego e non richiede configurazioni per poter funzionare.
    Vediamo più in dettaglio come sfruttarlo.

    Innanzitutto, collegati alla pagina di download del programma presente sul sito Internet di Softpedia e clicca sul bottone Download posto in alto a sinistra dopodiché pigia sul pulsante Softpedia Mirror (US) ed attendi qualche istante affinché lo scaricamento del programma venga avviato e portato a termine.

    A download ultimato, estrai in una qualsisia posizione del tuo computer l’archivio ZIP ottenuto ed avvia il file eseguibile presente al suo interno.
    Clicca quindi su Si, su Next per quattro volte di fila e successivamente su Finish per completare il setup.
    Ad installazione ultimata, avvia il programma richiamandolo dal menu Start.

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    Adesso, fai clic sul simbolo con il cerchio con una croce all’interno che trovi nella finestra del software apparsa sul desktop, accanto alla dicitura ‘Circled +’ Cursor, e continuando a tenere premuto trascinalo sugli asterischi.
    Così facendo, la password nascosta sotto gli asterischi ti verrà mostrata nel campo di testo della finestra principale di Snadboy’s Revelation.
    Fantastico, vero?

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    Cliccando poi sul bottone Copy to clipboard, la password verrà copiata nella clipboard e potrai incollarla dove ritieni sia più opportuno, usando la combinazione Ctrl+V o richiamando la funzione apposita annessa al menu contestuale.

    Nirsoft Bullet PassView (Windows)

    In alternativa al software di cui sopra puoi appellarti a Nirsoft Bullet PassView, un programmino gratuito per sistemi operativi Windows utile anch’esso per leggere le password celate sotto gli asterischi.
    Consente di scovare le password salvate nel sistema, sui vari programmi impiegati, ed in Internet Explorer rendendole tutte visibili in un’apposita finestra.

    Per utilizzarlo, provvedi innanzitutto a scaricare il programma sul tuo computer collegandoti alla relativa pagina di download e facendo clic sul collegamento Download BulletsPassView in Zip file.
    Pigia poi sul link Italian che trovi nella tabella sottostate per scaricare il file di traduzione in lingua italiana del programma.
    Successivamente estrai entrambi gli archivi compressi ottenuti nella medesima posizione ed avvia il file BulletPassView.exe.

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    Nella finestra del programma che a questo punto vedrai apparire sul desktop, ti sarà mostrato l’elenco completo di tutte le password salvate sul tuo computer, in corrispondenza della colonna Password.
    Il programma o il servizio corrispondente ti saranno indicati invece in corrispondenza della colonna Titolo Finestra.
    Nel caso in cui non dovesse comparire alcun dato, prova a ricaricare la finestra delle programma pigiando sul pulsante con il foglio bianco e le due frecce che sta in alto.

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    Selezionando uno o più elementi in lista puoi anche copiarli nella clipboard di Windows richiamando il menu Modifica che sta in alto e scegliendo Copia Elementi Selezionati, mentre per copiare le sole password devi cliccare su Copia Password Selezionata.
    In alternativa, puoi usare i pulsanti che trovi sulla barra degli strumenti.

    Ti segnalo poi che se vuoi puoi apportare ulteriori personalizzazioni al funzionamento del programma recandoti nel menu Opzioni che trovi sempre in alto ed abilitando o disabilitando le funzioni di tuo interesse o di cui non intendi usufruire.
    Puoi ad esempio scegliere di attivare l’emissione di un “beep” ad ogni password scovata, di abilitare la visualizzazione delle password salvate in Internet Explorer ecc.

    Accesso Portachiavi (macOS)

    Se invece quello che stati utilizzando è un Mac, sono ben contento di comunicarti che per leggere le password sotto gli asterischi puoi avvalerti di uno strumento apposito già incluso in macOS:
    Accesso Portachiavi.
    Si tratta di una risorsa che, come facilmente intuibile dal nome stesso, consente di archiviare le password dell’utente e le informazioni degli account e di visualizzare, al momento opportuno, tali dati.
    L’unica cosa di cui occorre tener conto è che non permette di svelare quanto riportato sotto gli asterischi nei vari campi d’immissione ma bisogna accedere all’applicazione e fare esplicita richiesta della cosa da li.

    Per servirtene per il tuo scopo, avvia dunque Accesso Portachiavi selezionando la sua icona (quella con le chiavi) dalla cartella Altro del Launchpad (altrimenti richiamala tramite Spotlight, mediante Siri oppure accedendo alla cartella Applicazioni > Utility).

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    Nella finestra che successivamente vedrai apparire sulla scrivania, seleziona la categoria di riferimento nella barra laterale di sinistra e poi la voce Password, individua dunque il nome del servizio o comunque sia della risorsa di tuo interesse e facci doppio clic sopra.
    Volendo, puoi anche aiutarti con il campo di ricerca in alto a destra.

    Nell’ulteriore finestra che andrà ad aprisi, spunta la casella che trovi accanto alla voce Mostra la password che sta in basso, digita la password relativa al tuo account utente su macOS nell’ulteriore finestra che si apre e clicca su OK.
    Se richiesto, digita nuovamente nome utente e password di macOS e clicca sul pulsante Consenti dopodiché potrai finalmente visualizzare la password di riferimento nel campo apposito.

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    Per copiare la password svelta nella clipboard del Mac, facci doppio clic sopra ed usa la combinazione di tasti cmd + c o, in alternativa, facci clic destro sopra e scegli Copia dal menu che si apre.
    Potrai poi incollarla ove ritieni più opportuno usando la combinazione cmd + v oppure il comando Incolla accessibile dal menu contestuale di macOS.

    Password Revealer (Chrome)

    Hai bisogno di leggere le password sotto gli asterischi che hai salvato in Google Chrome e non ti va di installare programmi ad hoc sul tuo computer?
    Allora il consiglio che mi sento di darti è quello di affidarti a Password Revealer, un’estensione per il browser di “big G” che funziona in maniera pressoché simile al summenzionato Snadboy’s Revelation.

    Mi chiedi come fare per poter sfruttare quest’estensione?
    Te lo indico subito.
    Innanzitutto collegati, utilizzando Google Chrome, alla pagina dedicata all’estensione presente sul Chrome Web Store dopodiché clicca sul pulsante + Aggiungi e conferma le tue intenzioni di installare l’add-on premendo su Aggiungi estensione.

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    Successivamente recati sul sito Internet relativamente al quale hai salvato i dati di accesso e che vengono immessi in maniera automatica nei relativi campi, portaci sopra il puntatore e… come per magia vedrai apparire la password prima celata.
    Più comodo di così?

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    Per disattivare il funzionamento quando non utile ti basta cliccare sulla relativa icona (quella con gli asterischi e la lente d’ingrandimento) che è stata aggiunta alla barra degli strumenti di Chrome, premere poi su Gestisci estensioni dal menu che si apre e portare su OFF l’interruttore nella nuova scheda del browser visualizzata.

    Show/hide passwords (Firefox)

    Invece che Chrome utilizzi Firefox e stai cercando qualcosa di simile alla risorsa di cui sopra?
    Allora ti invito a provare subito Show/hide passwords.
    Si tratta di un add-on per il browser Web del “panda rosso” che una volta installato aggiunge una nuova opzione sotto i campi dedicati all’immissione della password per, appunto, rendere visibile quanto riportato sotto gli asterischi per i dati di login salvati nel navigatore.

    Per servirete, provvedi in primo luogo a collegarti alla pagina Web dedicata all’add-on sfruttando Firefox.
    Pigia poi sul bottone Aggiungi a Firefox e conferma l’installazione dell’estensione premendo su Installa dopodiché clicca su OK.

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    Adesso, recati sul sito Internet a cui desideri accedere e per il quale in passato hai provveduto ad effettuare il salvataggio dei dati di login nel browser e clicca sulla scritta Show che trovi in corrispondenza del campo per l’immissione della password.
    Così facendo, la parola segreta associata a quel dato account ti verrà subito mostrata.

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    Per celare nuovamente la password dietro gli asterischi, clicca sulla scritta Hide apparsa al posto di quella Show precedentemente visualizzata ed è fatta.
    Più facile di così?

    Dritte utili per evitare di dimenticare le password

    Per concludere in bella, come si suol dire, voglio segnalarti alcuni strumenti che possono farti comodo per evitare di dover ricorrere ad una o più delle risorse di cui sopra.
    Per essere precisi, sto parlando di software in grado di svolgere la funzione di password manager, che puoi dunque utilizzare per archiviare e custodire tutte le tue password ed accedervi al momento più opportuno.

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    Di seguito trovi indicante quelle che a parer mio rappresentato alcune tra le migliori risorse della categoria.

    • 1Password (Windows/Mac) – Famoso programma per il salvataggio di password e devi dati sensibili.
      Offre spazio illimitato per l’archiviazione dei dati ed 1GB per eventuali documenti da allegare.
      Integra anche il sistema di autenticazione a due fattori per una maggiore protezione e sicurezza.
      Per usarlo occorre però sottoscrivere un abbonamento su base annuale.
    • KeePass (Windows) – Trattasi di un ottimo gestore per le password realizzato mediante progetto open source.
      È molto semplice da usare, ha un’interfaccia utente facilmente comprensibile ed è completamente gratis.
      È disponibile sia in versione Installer che portable.
    • LastPass (Browser) – Ottimo servizio per memorizzare e gestire le password fruibile sotto forma di estensione per browser (tutti quelli più diffusi).
      Le password vengono salvate in cloud sui server di LastPass ed i vari campi vengono compilati automaticamente.
      È fruibile gratuitamente ma eventualmente è possibile scegliere di sottoscrivere un abbonamento per accedere a funzionalità extra.

    Per ulteriori dettagli riguardo il funzionamento dei programmi di cui sopra e per scoprire quali altri tools hai dalla tua, ti invito a leggere il mio articolo su come memorizzare le password sul computer ed il mio post dedicato ai programmi per password.

    recuperare la versione precedente di un file o di una cartella su windows vista

    recuperare la versione precedente di un file o di una cartella su windows vista

    Calma e coraggio.
    Fattene una ragione.
    Tuo figlio ha aperto la relazione di lavoro che avevi scritto ieri, ne ha cancellato il contenuto e l’ha riempita di tante lettere prive di senso.
    Ha solo tre anni.
    Cosa ti aspettavi di più?
    Fortuna però che su Windows e Mac son disponibili delle funzioni concepite proprio per far fronte in maniera efficace a situazioni di questo tipo e grazie alle quali puoi dunque riuscire a ripristinare la versione precedente di un file nel giro di pochi clic.
    In alternativa, è possibile sfruttare dei programmi appositi.
    Fantastico, non ti pare?
    Se la cosa ti interessa e desideri saperne di più continua pure a leggere, trovi maggiori dettaglio al riguardo proprio qui di seguito.

    Con questo mio tutorial di oggi desidero infatti illustrarti, in maniera semplice ma al tempo stesso dettagliata, come fare per poter sfruttare la funzionalità in oggetto sul tuo fido computer oltre che eventuali software utili allo scopo.
    In questo modo, riuscirai a far fronte alle modifiche accidentali apportate a questo o a quell’altro file oltre che a quelle eseguite con cognizione di causa ma riguardo cui hai poi avuto dei ripensamenti.
    Insomma, qualsiasi siano le tue esigenze vedrai che riuscirai a risolvere in maniera egregia.

    Lo so, magari in questo momento starai pensando che la cosa è troppo complicata per te, poco esperto in fatto di informatica e nuove tecnologie, ma posso assicurarti che la situazione non è come sembra.
    Utilizzare le funzionalità in questione è facilissimo, molto più di quel che tu possa immaginare.
    Se non mi credi, leggi le istruzioni riportate qui sotto e mettile in pratica, vedrai che alla fine sarai pronto a darmi ragione.
    Allora?
    Cominciamo?
    Si?
    Grandioso.
    Al bando le ciance e mettiamoci all’opera.
    Buona lettura e… buon “lavoro”.

    Indice

    • Ripristinare la versione precedente di un file su Windows
      • Funzione “di serie”
      • ShadowExplorer
    • Ripristinare la versione precedente di un file su Mac
      • Funzione “di serie”
      • Disk Drill
    • Ripristinare il computer ad uno stato precedente

    Ripristinare la versione precedente di un file su Windows

    Stai utilizzando un PC Windows?
    Allora leggi le istruzioni su come ripristinare la versione precedente di un file che trovi qui di seguito.
    Come anticipato in apertura, l’operazione è fattibile sia sfruttando le funzionalità integrate nel sistema che ricorrendo all’uso strumentazioni terze.
    A te la scelta!

    Funzione “di serie”

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    A partire da Vista, tutte le modifiche apportate ad un file vengono salvate dal sistema e diventa dunque possibile recuperare lo stato precedente in cui questo si trovava in un preciso momento. Puoi così recuperare la tua relazione di lavoro allo stato in cui si trovava ieri, quando hai finito di scriverla.
    Lo stesso discorso vale per le cartelle. Immagina di aver cancellato un file da una cartella.
    Ripristinando dunque la versione precedente della cartella in cui si trovava il file prima della cancellazione, puoi recuperarlo, pur avendolo eliminato.

    Per usufruire della funzionalità in oggetto, tutto quello che devi fare altro non è che recarti nella posizione in cui si trova l’elemento relativamente al quale è tua intenzione intervenire, farci clic destro sopra e scegliere, dal menu contestuale che si apre, la voce Proprietà. Nella finestra che successivamente andrà ad aprirsi sul desktop, seleziona la scheda Versioni precedenti, individua la versione del file che vuoi ripristinare, selezionala, clicca sul bottone Ripristina… che sta in basso poi su quello OK per confermare l’operazione.

    Se poi prima di ripristinare una data versione di un file desideri visualizzarne un’anteprima, dopo averla selezionata clicca sul bottone Apri/Anteprima che trovi sempre nella parte in basso della finestra aperta sul desktop.

    Nota: Se non riesci a visualizzare la scheda Versioni precedenti su Windows 10 o su Windows 8/8.x, devi prima abilitare la cronologia dei file nelle impostazioni di Windows.
    Per riuscirci, digita cronologia file nel campo di ricerca annesso al menu Start, clicca sul risultato corrispondente e configura il servizio seguendo le indicazioni su schermo.

    ShadowExplorer

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    In alternativa alla soluzione di cui sopra, puoi recuperare la versione precedente di un dato file o di una data cartella ricorrendo all’uso di ShadowExplorer, un software gratuito di terze parti funzionane su tutte le versioni di Windows e di facilissimo impiego. Consente di navigare tra le varie copie shadow dei file che sono state generate dal sistema per recuperare questo o quell’altro elemento ed annullare dunque le modifiche apportate agli stessi.
    Vediamo più in dettaglio come sfruttarlo.

    Innanzitutto, collegati al sito Internet del programma e clicca sul collegamento ShadowExplorer 0.9 Installer che sta in cima, sotto la voce Latest Version:, per scaricare il programma.
    Al termine del download, apri il file d’installazione appena ottenuto e clicca su Esegui, poi su Si e successivamente su OK per confermare la scelta della lingua italiana.
    Clicca dunque su Avanti, seleziona la voce Accetto i termini del contratto di licenza e clicca ancora su Avanti per quattro volte di fila dopodiché premi su Installa e per concludere su Fine.

    Una volta visualizzata la finestra principale del programma sul desktop, fai clic sui menu a discesa in alto a sinistra e seleziona l’unità di riferimento ed una data ed un orario antecedenti a quelli del “disastro”.
    Dopo averlo fatto, utilizzando la parte sinistra della finestra di ShadowExplorer, sfoglia le cartelle del tuo computer alla ricerca della versione precedente del tuo documento o file.

    Una volta che l’hai trovato, fai clic destro su di esso e seleziona la voce Export….
    Nella finestra che si apre, seleziona una cartella del tuo computer in cui salvare la versione precedente del file e fai clic sul pulsante OK per avviare il processo di recupero della versione precedente dell’elemento selezionato.
    Puoi anche recuperare allo stesso identico modo una intera cartella.

    Nota: Il programma è disponibile anche in versione portable, che non necessita di installazioni.
    Se la preferisci, nella pagina di download del software fai clic sul collegamento Portable presente sotto la dicitura Latest Version:.
    Dopodiché estrai l’archivio ZIP ottenuto in una qualsiasi posizione di Windows, avvia il file eseguibile presente al suo interno e serviti di ShadowExplorer così come ti ho indicato nelle precedenti righe andando però a saltare i passaggi relativi all’installazione che, in tal caso, non è necessario eseguire.

    Ripristinare la versione precedente di un file su Mac

    Anche se stai utilizzando un Mac puoi riuscire a ripristinare la versione precedente di un file sfruttando le funzionalità già incluse in macOS o, in alternativa, ricorrendo all’uso di strumenti di terze parti.
    In entrambi i casi, i passaggi da compiere sono semplicissimi e non occorre disporre di competenze tecniche particolari.
    Per saperne di più continua pure a leggere.

    Funzioni “di serie”

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    Se vuoi ripristinare la versione precedente di uno o più file su Mac puoi avvalerti di Time Machine, un’utility già installata su tutti i computer a marchio Apple che, come lascia intendere il nome stesso, consente di “viaggiare nel tempo” in modo da visualizzare le vecchie versioni dei file e ripristinarle o salvarle all’occorrenza.
    Sempre con Time Machine, è altresì possibile recuperare tutti i dati personali, le impostazioni e i programmi installati dopo aver formattato il Mac o sostituito il suo disco fisso, il tutto in maniera estremamente semplice.

    Per servirtene per il tuo scopo, è innanzitutto necessario che l’utility risulti configurata sul computer.
    Per maggiori dettagli al riguardo, puoi fare riferimento alle indicazioni che ho provveduto a fornirti nella mia guida dedicata all’argomento.

    Effettuato il passaggio preliminare di cui sopra, per poter ripristinare la versione precedente di un file o di una cartella, devi fare clic sull’icona del programma (l’orologio con la freccia circolare attorno) presente nella parte in alto a destra della barra dei menu di macOS e devi selezionare la voce Entra in Time Machine.

    Nella schermata che successivamente vedrai apparire, servirti della speciale finestra del Finder per selezionare il file o la cartella che ti interessano dopodiché scegli il backup da ripristinare usando la barra temporale che trovi nella parte destra dello schermo.

    Dopo aver scelto la versione del file da ripristinare, facci clic destro sopra e scegli Ripristina [nome] su dal menu contestuale che si apre avendo cura di indicare la cartella in cui effettuare il salvataggio.
    A ripristino eseguito, potrai uscire da Time Machine cliccando sul pulsante Annulla sotto la finestra del Finder

    Disk Drill

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    Non avevi configurato Time Machine e dunque non puoi avvalerti delle funzionalità offerte da quest’ultimo?
    Hai necessità di ripristinare la versione precedente di un file che hai cancellato e sfruttando le funzioni già incluse in macOS non sei riuscito a risolvere?
    Allora rivolgiti a Disk Drill e vedrai che non te ne pentirai.

    Trattasi infatti di uno dei migliori software di recupero dati per computer Apple disponibile sulla piazza.
    Consente di recuperare file di ogni genere da hard disk, unità SSD, chiavette USB, memory card SD e altre unità formattate in FAT, NTFS o HFS+.
    È a pagamento, costa 79 euro, ma è disponibile in una versione di prova (quella che ho usato io per redigere questo passo) che permette di scoprire quali file si possono recuperare (mostrandone un’anteprima ma non permettendo di esportarli).

    Per effettuare il download della versione di prova di Disk Drill, collegati al sito Internet del programma e pigia sul bottone Scarica gratis. A download ultimato, apri il pacchetto in formato .dmg appena ottenuto che contiene l’applicazione, copia l’icona di Disk Drill nella cartella Applicazioni di macOS ed avvia il programma facendo clic destro sulla sua icona e scegliendo Apri per due volte consecutive (in questo modo andrai ad aggirare le limitazioni imposte da Apple nei confronti degli sviluppatori non autorizzati).

    Nella finestra che vedrai poi apparire sulla scrivania, clicca sul bottone Inizia, digita la password del tuo account utente su macOS e schiaccia Invio per accedere alla schermata principale di Disk Drill.
    Individua quindi l’unità relativamente alla quale è tua intenzione andare ad agire e fai clic sul sul bottone Recupera collocato accanto al nome di quest’ultima.

    Una volta che il software avrà completato la procedura d’analisi dell’unità scelta, non dovrai far altro che individuare i file da recuperare espandendo le cartelle elencate nella finestra di Disk Drill o sfruttando la barra di ricerca in alto.
    Clicca poi sull’icona dell’occhio accanto ai nomi dei vari file per visualizzarne un’anteprima e, per concludere, premi sul pulsante Recupera per esportarli in una cartella previo acquisto della versione completa del programma.

    Ripristinare il computer ad uno stato precedente

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    Se i file che hai necessità di ripristinare ad uno stato precedente sono particolarmente numerosi, invece che intervenire singolarmente su ognuno di essi potresti anche valutare l’ipotesi di andare ad agire sull’intero sistema.
    Per riuscirci, su Windows puoi avvalerti della funzione Ripristino configurazione di sistema, mentre su Mac puoi sempre sfruttare la già menzionata utility Time Machine.

    Se la cosa ti interessa e desideri dunque scoprire in che modo procedere sia in un caso che nell’altro, puoi fare riferimento alla mia guida su come ripristinare il PC mediante cui ho provveduto a parlarti della quesitone con dovizia di particolari.
    Mi raccomando, dagli almeno uno sguardo.
    Anche in tal caso, non temere, si tratta di una pratica piuttosto semplice da compiere, sebbene in apparenza possa sembrare il contrario.

    stampare in pdf con windows

    stampare in pdf con windows

    Come installare una stampante PDF su Windows

    Il formato PDF (portable document format) è un formato grafico universale, adatto cioè ad essere visualizzato in maniera identica su ogni dispositivo, sia fisso che mobile.
    Devi sapere infatti che ogni sistema operativo ha il proprio modo di gestire le periferiche (audio, video, stampanti, etc.), e quindi è perfettamente possibile che un documento creato su una piattaforma appaia sensibilmente diverso quando viene aperto su un’altra.
    Ciò si verifica perché le informazioni contenute nei nostri file, a differenza di quanto accade nella vita reale, non vengono archiviate nella stessa forma in cui le visualizziamo, ma vanno ricostruite di volta in volta.
    È come se le pagine di un libro venissero ristampate ogni volta che le sfogli, e questo è esattamente quello che succede quando apri una pagina web:
    il browser legge un codice, presente sul sito che vuoi visitare, da cui ricava le istruzioni riguardanti il contenuto del testo, il suo carattere, le immagini da caricare, etc; quindi, il programma chiederà al sistema operativo di visualizzare queste informazioni, nei limiti in cui esso ne sia effettivamente capace.

    Sviluppato da Adobe a partire dal 1993, il formato PDF si propone di superare almeno in parte questi limiti, consentendo all’utente di creare dei file tendenzialmente immodificabili, contenenti informazioni grafiche e/o testuali riproducibili, in maniera inalterata, su più configurazioni diverse.
    L’impatto di questa metodica di archiviazione è stato rivoluzionario, ed ha trovato immediato riscontro in tutto il mondo, col risultato che, al giorno d’oggi, moltissimi Stati, inclusa l’Italia, hanno emanato leggi che impongono l’uso del formato PDF (in particolare secondo lo standard internazionale denominato PDF/A, di cui ti parlerò tra poco) per l’archiviazione digitale dei documenti della Pubblica Amministrazione.
    Ecco perché potrebbe essere utile installare una stampante PDF su Windows, affinché tu possa convertire i tuoi documenti in un formato conforme agli standard.
    Vediamo allora come fare.

    Come installare una stampante PDF su Windows

    Sui sistemi Windows, il salvataggio in PDF e (soprattutto) in PDF/A avviene tradizionalmente attraverso l’uso di una stampante virtuale, che opera come un software di conversione sfruttando la stessa tecnologia driver delle stampanti reali.
    In questa guida, quindi, ti spiegherò come installare e gestire una o più stampanti virtuali in PDF sul tuo PC, per consentirti di sfruttare al massimo le ampie possibilità offerte dal formato.
    Analizzeremo inoltre le principali caratteristiche dei software gratuiti più popolari che offrono questo genere di servizi in ambiente Windows.

    Ti ricordo che le mie guide hanno solo finalità illustrative, e non sarò responsabile dell’effettivo funzionamento dei programmi e delle funzionalità di cui ti parlerò, sebbene li abbia testati:
    per ogni delucidazione dovrai quindi rivolgerti ai rispettivi sviluppatori.

    Indice

    • Come funzionano le stampanti virtuali in PDF su Windows
    • Versioni Windows compatibili
    • Le stampanti virtuali in PDF necessitano di driver?
    • Stampanti PDF per Windows
      • Stampante PDF di Microsoft
      • Stampante PDF di Adobe
      • Foxit Reader
      • PDF24 Creator
    • Stampanti PDF/A per Windows
    • Ripristinare stampante PDF su Windows
    Come funzionano le stampanti virtuali in PDF su Windows

    Una stampante virtuale è semplicemente una stampante di tipo software, che però il sistema operativo considera reale grazie ad uno stratagemma facilmente spiegabile:
    come puoi immaginare, tutte le stampanti sono periferiche (come il monitor, le casse audio, etc.), e di conseguenza, il sistema operativo ha bisogno di istruzioni precise per comunicare con esse, compito assolto da alcune righe di codice comunemente chiamate driver; e poiché, dunque, solo il driver è in grado di interfacciarsi con la stampante, è possibile programmarne uno che finga di comunicare con una stampante che, in realtà, non esiste, “ingannando” il sistema operativo.

    Perché fare una cosa simile?
    In passato, il motivo principale era l’assoluta assenza di standardizzazione tra le periferiche, la stessa che ha portato alla nascita del formato PDF:
    ogni computer – e ogni stampante! – aveva i propri limiti hardware e software, e chi scriveva una lettera sul PC di casa formattandola con determinate caratteristiche grafiche, poteva ritrovarsela stampata in maniera totalmente diversa in ufficio.
    Per aggirare questo problema, la stessa Adobe aveva inventato, nei primi anni ’80 del secolo scorso, il formato PostScript, che consentiva di tradurre il testo formattato in un file contenente istruzioni precise, leggibili da qualunque stampante compatibile, anche installata su un computer con altro sistema operativo.

    Non essendo pensabile che tutti i software di videoscrittura si adattassero a questi standard, prevedendo un salvataggio diretto dei PostScript, fu sperimentata con successo la creazione di stampanti virtuali:
    una volta installata la stampante “finta”, bastava chiedere al software di videoscrittura di inviare a questa stampante il file richiesto, ed esso, invece di venire stampato, veniva convertito in formato PostScript da parte del driver, per essere poi comodamente salvato sul PC (c.
    d.
    “stampa su file”).

    Praticamente, in questo modo è possibile convertire qualsiasi documento in qualunque formato, purché il software che ha creato l’originale consenta appunto di “stamparlo”.
    Quando si diffuse il formato PDF, sembrò quindi logico servirsi di questa tecnologia, perché consentiva praticamente a qualunque programma di procedere alla conversione.

    Oggi la situazione è mutata rispetto al passato, quando la creazione dei PDF era possibile solo attraverso un programma di Adobe chiamato Acrobat.
    Ormai, diversi programmi di videoscrittura, come ad es.
    Microsoft Word e Open Office Writer, consentono nativamente l’esportazione in PDF.
    L’uso di una stampante virtuale, quindi, si rende necessario solo se si desidera impostare analiticamente le caratteristiche del PDF finale, o se il programma d’origine non è tra quelli che consentono il salvataggio diretto in PDF.

    Versioni Windows compatibili

    Tutte le versioni di Windows attualmente in commercio consentono l’installazione di stampanti virtuali utili a creare PDF.
    Inoltre, poiché una stampante virtuale viene percepita dal sistema operativo in maniera analoga a una stampante reale, è possibile trattarla esattamente allo stesso modo, e condividerla sulla rete domestica al fine di servirsene su più computer.

    Ti consiglio, tuttavia, di usare una versione di Windows recente, che non abbia terminato il cosiddetto ciclo EOL (end-of-life), se non vuoi avere problemi durante la creazione del file PDF.
    Sebbene possa funzionare comunque, sappi che gli sviluppatori di programmi terzi non continueranno a mantenerli per tutte le vecchie versioni del sistema operativo.
    E dunque, con una versione di Windows non aggiornata, potresti riscontrare dei bug.

    Se vuoi qualche esempio su quale versione utilizzare per la stampa in PDF, ecco le edizioni consigliate:

    • Windows 7, sebbene non più supportato, puoi ancora usarlo per stampare in PDF, ma cerca di passare da W7 a W10 il prima possibile;
    • Windows 8 e Windows 8.1, stesso discorso di W7;
    • Windows 10, qualsiasi versione (Pro, Home o altre);
    • Windows Server 2016 o 2019, ormai sono installati su buona parte dei server (anche se mi è capitato di vedere in giro ancora Windows Server 2012 R2);

    Ripeto, per assurdo, potresti usare anche installare una stampante PDF su Windows XP o Windows Vista, ma potrebbe funzionare in maniera limitata.

    Le stampanti virtuali in PDF necessitano di driver?

    Come ti ho già spiegato, le stampanti virtuali in PDF sono a tutti gli effetti dei software che dipendono da un driver, mettendo a disposizione, al contempo, un pannello di gestione più intuitivo e con più funzionalità rispetto alla classica schermata di esportazione in PDF.

    In buona sostanza, quindi, ti basterà installare un pacchetto software come quelli che ti illustrerò nei prossimi paragrafi per veder comparire la relativa stampante virtuale in PDF.
    Esatto, sarà un’installazione automatica, e tu non dovrai assolutamente metterti alla ricerca di un driver.

    Considera, poi, che esistono anche soluzioni più “spartane”, che non includono questo tipo di interfaccia, ma si tratta di ipotesi ormai desuete, che non ti consiglio di installare, se non per un una stampa rapida che non necessita di configurazione delle preferenze; Microsoft Print to PDF, la stampante virtuale inclusa nelle ultime versioni di Windows, appartiene a questa categoria, e te ne parlerò tra poco.

    Stampanti PDF per Windows

    Diamo quindi uno sguardo sull’attuale panorama delle stampanti virtuali gratuite per Windows, gratuite e non.
    Ti preciso che ho selezionato questi prodotti software sulla base della loro diffusione, e che farò riferimento alle caratteristiche che essi hanno al momento in cui scrivo; per verificare l’effettiva qualità dei loro servizi, dovrai rivolgerti ai rispettivi sviluppatori.

    Comunque, in ogni punto, ho cercato di aggiungere la procedura di installazione della stampante PDF su Windows, oltre a una breve descrizione circa le funzionalità di tale software.
    Prosegui la lettura per approfondire la faccenda.

    Stampante PDF di Microsoft

    Fino all’uscita di Windows 10, l’unico modo possibile per salvare in PDF senza l’ausilio di software di terze parti era quello di sfruttare la funzione interna di salvataggio, presente in Microsoft Office.
    Oggigiorno, però, Microsoft ha messo a disposizione dei propri utenti una stampante virtuale in PDF preinstallata e di facilissimo uso, chiamata Microsoft print to PDF.
    Qualora mai nel tuo computer Windows 10 questa funzione non dovesse comparire (cosa accaduta a molti utenti in seguito ad alcuni aggiornamenti) puoi leggere l’ultimo paragrafo di questa guida, dove ti spiegherò cosa fare.

    L’uso della stampante virtuale Microsoft è semplicissimo:
    ti basta aprire il documento che desideri convertire in PDF con il programma predefinito (ad esempio un documento di Word o di Excel, o anche uno che hai creato con Libre Office o Open Office); poi, tramite lo stesso programma, clicca sul pulsante Stampa (solitamente File > Stampa) oppure esegui la combinazione Ctrl + P.
    Quando apparirà la finestra di stampa, seleziona la stampante denominata Microsoft Print to PDF, clicca Stampa, seleziona il percorso di salvataggio e conferma.

    Così facendo, visualizzerai un file di tipo PDF sul Desktop, o comunque nel punto in cui l’hai salvato.
    Aprendolo, ti accorgerai che l’esportazione in PDF è avvenuta fedelmente.

    Purtroppo, però, come ti accorgerai usando spesso questa stampante, ci sono poche preferenze, che consentono al massimo di impostare il numero di pagine da stampare o il relativo intervallo.
    Si tratta dunque di un servizio un po’ troppo basico, e per questa ragione, non ha intaccato l’ampio mercato dei software di terze parti.

    Stampante PDF di Adobe

    Anche se Adobe ha ormai consentito l’uso generalizzato della tecnologia PDF, perdendone il controllo, il vecchio pacchetto Acrobat non è stato dismesso, anzi, è stato oggetto di radicali aggiornamenti (anche dal punto di vista grafico), e consente oggi di sottoscrivere un abbonamento mensile o annuale per disporre della cosiddetta stampante PDF di Adobe.

    Purtroppo, questa stampante non è accessibile con Adobe Acrobat in versione gratuita.
    Dunque, dati i costi non facilmente accessibili (che partono da un minimo di 15,85 euro al mese), questa soluzione non sembra pensata per un’utenza domestica, ma offre l’indubbio vantaggio di avere un prodotto di altissima qualità, creato dalla stessa società titolare del formato PDF.

    Insomma, se il tuo obiettivo è quello di installare una stampante PDF su Windows per il tuo business, e prevedi di farne un uso quotidiano, potresti avvalerti della stampante PDF di Adobe.
    Si tratta di una delle migliori, che peraltro è integrata perfettamente con il lettore PDF.
    Se fossi indeciso, potresti sempre attivare la prova gratuita, come descritto in questa pagina del sito Adobe.

    Foxit Reader

    Circa 20 anni fa, quando il salvataggio in PDF era legato ancora all’uso di Acrobat, un programmatore indipendente creò la Foxit Software, che distribuisce come prodotto di punta una suite chiamata Foxit Reader, gratuitamente scaricabile a questo link.
    È una delle migliori alternative ad Adobe Acrobat.

    Foxit Reader è un programma multipiattaforma, le cui funzioni, quasi totalmente gratuite, possono essere espanse acquistando dei pacchetti aggiuntivi.
    L’installazione comporta l’immediata creazione di una stampante virtuale, accessibile da qualunque programma come ti ho già spiegato (fai riferimento alle istruzioni date per Microsoft Print to PDF).
    In aggiunta, la parte software offre un programma di visualizzazione/creazione PDF molto avanzato, anche se un po’ caotico.

    Una delle caratteristiche più utili di Foxit Reader, è l’immediatezza con cui consente di aggiungere righe di testo al PDF, attraverso la funzione Macchina da scrivere, molto utile alla compilazione della modulistica prestampata.

    Ovviamente, puoi modificare un PDF con Foxit e salvarlo direttamente, oppure puoi stamparlo virtualmente tramite un’altra stampante virtuale, come quella Microsoft, esattamente come faresti con qualunque altro programma.

    PDF24 Creator

    PDF24 Creator è un software gratuito sviluppato in Germania, che vanta un numero sempre crescente di download ed è distribuito in 32 lingue dal sito PDF24.org.
    La sua fortuna, piuttosto recente in Italia, deriva dalla possibilità di manipolare in maniera immediata e intuitiva i PDF, anche già esistenti, unendone più in uno, aggiungendo o togliendo pagine, ruotandole, etc., nonché consentendo all’utente di comprimere i file per una maggiore fruibilità su Internet (nonostante, però, la considerevole ed inevitabile perdita di qualità).

    Esattamente come Foxit Reader, PDF24 si presenta come stampante virtuale accompagnata da un software di gestione, dall’aspetto piuttosto spartano ed intuitivo.
    Esso non dispone comunque delle stesse funzionalità di editing grafico di Foxit Reader, quindi si tratta di due prodotti che possono (o devono, a seconda delle esigenze) convivere per dare un’esperienza completa.

    Stampanti PDF/A per Windows

    Il formato PDF si presta al salvataggio di molti tipi di dati diversi, ma un’eccessiva quantità di funzioni rischia, ovviamente, di peggiorare la stabilità complessiva dell’archiviazione nel lungo periodo, in cui dev’essere garantita la leggibilità delle informazioni.
    Per questa ragione, nel 2005 è stato definito lo standard PDF/A, che semplifica notevolmente la struttura del formato ed è l’unico (formalmente) accettato dalla Pubblica Amministrazione.

    Se adoperi Microsoft Office, puoi salvare in PDF/A semplicemente premendo il pulsante Opzioni, che comparirà nella finestra di salvataggio non appena selezionerai la voce PDF; quindi, nella finestra che si aprirà, selezionerai lo standard come ti mostro nello screen qui sotto, e procederai normalmente al salvataggio.

    Per verificare se il PDF sia stato salvato nel formato richiesto, ti basterà aprirlo con un programma di lettura come Adobe Reader, che ti segnalerà subito con un’avvertenza in alto se il PDF è o meno conforme a questo standard.
    In alternativa, per un controllo accurato, usa la guida per vedere se PDF è PDF/A.

    Per il resto, quasi tutte le stampanti in PDF (diverse però da Microsoft print to PDF) consentono di salvare in PDF/A, attuando semplici accorgimenti.

    In Foxit Reader, ad esempio, per salvare in PDF/A, devi navigare nel Pannello di controllo di Windows, attraverso il percorso Impostazioni > Stampanti e scanner > Foxit Reader PDF Printer, e accedere alla scheda di Gestione > Preferenze di stampa.
    Nella finestra che si aprirà, seleziona PDF/A come impostazione predefinita, ed il gioco è fatto.

    In PDF24, invece, devi impostare la qualità di PDF/A attraverso l’apposita applicazione, semplicemente cliccando sull’opzione Personalizza, presente nella finestra di salvataggio.
    Una volta selezionata, si aprirà un’altra finestra, da cui potrai impostare lo standard PDF/A e, cliccando su Continua, procedere al salvataggio.

    In entrambi i software, ovviamente, la funzione di salvataggio in PDF/A può essere adoperata per convertire in questo formato un PDF normale, ma dovrai aspettarti una possibile perdita di dati.
    Per fare una prova, quindi, ti suggerisco di duplicare il file PDF.

    Ripristinare stampante PDF su Windows

    Le stampanti virtuali, esattamente come quelle reali, possono dare problemi legati alla gestione dei dati da parte del driver, che potrebbe andare in sovraccarico, soprattutto se intendi convertire una grande quantità di informazioni.

    In questo caso, ti basterà accedere alla coda di stampa e bloccare i processi attivi che l’hanno intasata, semplicemente navigando nelle Impostazioni di Windows 10, su Stampanti e scanner, cercando nella finestra la stampante bloccata e cliccando su Apri coda.
    Se non riuscissi a risolvere, prova anche a pulire lo spooler di stampa.

    Invece, qualora tu dovessi installare o reinstallare una stampante PDF, come Microsoft print to PDF, potresti farlo semplicemente accedendo a Impostazioni > Stampanti e scanner e scegliendo l’opzione Aggiungi una stampante.

    Così facendo, partirà l’installazione guidata della stampante su Windows, come fosse una stampante fisica, cosa che evidentemente non è.
    Quindi, dovrai premere il link Stampante non in elenco, che comparirà dopo alcuni secondi di ricerca; nella successiva finestra che si aprirà, seleziona l’impostazione per aggiungere manualmente il driver.
    La porta di stampa sarà ovviamente virtuale, e quindi dovrai selezionare la voce Stampa su file, che troverai nell’apposito elenco.

    A questo punto, ti basterà selezionare il driver Microsoft print to PDF (o un altro proprietario, correlato al software installato), che comparirà in un’apposita finestra.
    Qualora mai tu non dovessi trovarlo in elenco, un pulsante Windows Update ti consentirà di risolvere il problema e concludere l’installazione; puoi ovviamente aggiungere, dalla stessa finestra, anche un driver di terze parti.

    Avrai così reinstallato la stampante PDF su Windows e potrai utilizzarla secondo le metodiche descritte qualche paragrafo fa.

    cambiare password windows

    cambiare password windows

    Come cambiare password Windows 10

    Per proteggere l’account, potresti decidere di cambiare password Windows 10.
    Se pensi che qualcuno conosca le tue credenziali d’accesso, sarebbe meglio che tu cambiassi la parola d’ordine per evitare che altre persone possano accedere al tuo profilo, magari sfruttando la rete locale alla quale il tuo computer è connesso.

    Nella guida che segue, per aiutarti, ti spiegherò in dettaglio cosa devi fare per modificare la combinazione d’accesso, il PIN o la Password grafica che hai usato fino ad ora per fare il login.
    Così facendo, sarà impossibile che altre persone accedano al tuo computer senza che tu lo sappia.

    Come cambiare password Windows 10

    Se vuoi modificare la password su W10, prima di tutto devi essere un amministratore del sistema e conoscere le chiavi d’accesso correnti, ovvero la Vecchia password, il PIN e la Password grafica.

    Inoltre, se usi un account Microsoft, devi conoscere anche il numero di telefono collegato.
    Questi controlli, vengono eseguiti dal sistema operativo anche quando decidi di togliere la password da Windows 10 e sono essenziali per verificare l’identità di chi sta effettuando l’operazione.

    Dopo che ti sei annotato questi dati, puoi modificare i codici di accesso dell’account locale o dell’account Microsoft.
    Per farlo, devi seguire il percorso Menu start > Impostazioni > Account e cliccare su Opzioni di accesso.
    In questa schermata, puoi variare Password, PIN e Password grafica.
    Modificali come descritto di seguito.

    Indice

    • Password
    • PIN
    • Password grafica
    Password

    Se vuoi modificare la frase d’accesso, devi scorrere fino alla voce Password e cliccare su Modifica.
    Ora, se hai un account locale devi confermare la Password corrente e cliccare Avanti, mentre se hai un account Microsoft il sistema potrebbe anche chiederti di inserire le ultime quattro cifre del numero di telefono associato, di effettuare una verifica con codice via SMS o di inserire il PIN d’accesso (se presente).

    Quando hai verificato la tua identità, puoi cambiare password Windows 10 nella schermata Modifica password.
    Precisamente, devi inserire la nuova chiave d’accesso nei campi Nuova password e Immetti di nuovo la password.
    Successivamente, devi digitare il Suggerimento password (obbligatorio), cliccare Avanti e poi Fine.

    PIN

    Se invece usi il PIN, puoi cambiare password Windows 10 entrando nelle Opzioni d’accesso, scorrendo fino alla voce PIN e cliccando Modifica.
    Poi, quando vedi la schermata Cambia il PIN, devi digitare il vecchio PIN nel primo campo e quello nuovo nei campi Nuovo PIN e Conferma PIN.
    Infine, devi confermare cliccando Ok.

    Password grafica

    Pur usando la Password grafica, è possibile cambiare password Windows 10 sempre dalle Opzioni d’accesso, scorrendo fino alla voce Password grafica e scegliendo Modifica.
    A questo punto, vedrai la schermata Modifica password grafica e ti verrà chiesto di inserire la password dell’account per procedere.
    Dovrai inserirla e premere su Ok.

    Dopo, puoi usare l’opzione Scegli una nuova immagine per modificare lo sfondo.
    In alternativa, puoi scegliere Usa questa immagine per lasciare la stessa.
    Infine, devi creare i tre movimenti cliccando, tenendo premuto e spostando il cursore del mouse verso una direzione.
    Poi, devi ripetere l’operazione per confermarli e scegliere Fine.

    come aprire un file rar con windows

    come aprire un file rar con windows

    Hai appena acquistato un nuovo tablet o computer equipaggiato con Windows 8/RT, hai bisogno di aprire un file RAR che ti è stato spedito via email e non sai quale applicazione utilizzare?
    Allora non pensarci su due volte e prova ad installare Unpacker.

    Come suggerisce abbastanza facilmente il suo nome, Unpacker è un’applicazione gratuita per Windows 8/RT che consente di estrarre tutti i principali formati di archivi compressi:
    non solo i file RAR, ma anche ZIP, 7Z e molti altri.
    È molto facile da usare e supporta anche gli archivi protetti da password.
    Ecco come aprire un file RAR con Windows 8 utilizzandola.

    Se vuoi scoprire come aprire un file RAR con Windows 8, il primo passo che devi compiere è avviare Internet Explorer, collegarti alla pagina del Windows Store Online dedicata all’applicazione gratuita Unpacker e cliccare sul pulsante Visualizza in Windows Store (collocata nella barra laterale di sinistra).

    A questo punto, verrai reindirizzato automaticamente da Internet Explorer al Windows Store.
    Premi dunque il pulsante Installa (presente nella barra laterale di sinistra), esegui l’accesso con il tuo account Microsoft (se richiesto) ed attendi che venga prima scaricata e poi installata l’applicazione sul tuo computer/tablet.

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    Ad installazione completata, puoi aprire un file RAR con Windows 8 semplicemente avviando Unpacker dalla Start Screen e cliccando sul pulsante Open files.
    Recati dunque nella cartella contenente l’archivo che vuoi estrarre, metti il segno di spunta accanto al suo nome e premi sul pulsante Apri per avviarne l’apertura.
    Se stai tentando di aprire un archivio multi-volume (ossia composto da più file RAR numerati), accertati di selezionarli tutti.

    Ad estrazione completata, comparirà la lista di tutti i file contenuti nell’archivio RAR selezionato.
    Metti quindi il segno di spunta accanto a quelli che desideri estrarre, seleziona la cartella in cui copiarli dal menu a tendina Unpack location e clicca sul pulsante Unpack per avviarne il salvataggio.
    In alternativa, puoi selezionare un singolo file ed aprirlo direttamente premendo il pulsante Open.
    Nel caso di archivi protetti da password, prima di aprire o estrarre i documenti contenuti nel file RAR dovrai digitare la parola chiave corretta.

    IMMAGINE QUI 2

    Dopo aver estratto un archivio RAR con Unpacker, per selezionare nuovi file da aprire, fai click destro in un punto qualsiasi dello schermo e seleziona l’icona Open che compare in basso a destra.
    Per navigare fra le cartelle del computer dall’interfaccia Modern di Windows e consultare così i file estratti con Unpacker, usa un file manager come Metro Commander.

    Se poi non ti interessa utilizzare applicazioni per l’ambiente Modern di Windows ma preferisci orientarti verso programmi più tradizionali, leggi le mie guide su come estrarre i file RAR, come estrarre i file RAR con password e come estrarre i file RAR in più parti e troverai tutte le indicazioni di cui hai bisogno.

    come bloccare aggiornamenti windows

    come bloccare aggiornamenti windows

    Di recente hai aggiornato il tuo computer a Windows 10 e al momento puoi ritenerti più che soddisfatto della scelta.
    C’è una cosa, però, che proprio non riesci a sopportare:
    il fatto che vengano eseguiti in maniera automatica gli aggiornamenti disponibili per il sistema operativo.
    Vista la situazione ti piacerebbe, dunque, capire come bloccare gli aggiornamenti su Windows 10 e se adesso sei qui e stai leggendo questo tutorial è evidente il fatto che non hai la minima idea di dove mettere le mani.
    Come dici?
    Le cose stanno esattamente in questo modo e vorresti quindi capire se posso aiutarti?
    Ma certo che sì, non temere.

    Nelle righe successive andrò infatti a indicarti tutto ciò che è possibile fare per riuscire a bloccare aggiornamenti Windows 10 sul tuo computer.
    Non preoccuparti, non si tratta di un’operazione complicata.
    Tutti, infatti, possono riuscire facilmente nell’impresa, che si tratti di utenti esperti in materia o meno poco importa, il risultato è assicurato, davvero.

    Dedica, dunque, qualche minuto del tuo tempo libero alla lettura di questa guida e ti dimostrerò che bloccare aggiornamenti Windows 10 in realtà è tutt’altro che difficile.
    Sono sicuro che alla fine sarai pronto ad affermare a gran voce che bloccare aggiornamenti Windows 10 era un vero e proprio gioco da ragazzi e che, chiaramente, potrai ritenerti più che soddisfatto della scelta effettuata.

    Indice

    • Informazioni preliminari
    •  Come bloccare aggiornamenti Windows 10 Home
    •  Come bloccare aggiornamenti Windows 10 Enterprise e Pro
    • Altri sistemi per bloccare gli aggiornamenti Windows 10
      • Notifica per la pianificazione del riavvio
      • Impostare una connessione a consumo
      • Strumento Show or Hide Updates

    Informazioni preliminari

    Prima di dedicare parte del tuo tempo alla lettura delle righe successive mi sembra doveroso fare una precisazione.
    A differenza delle altre versioni del sistema operativo di casa Microsoft, su Windows 10 non è disponibile alcuna opzione apposita che permette di bloccare completamente l’installazione degli aggiornamenti.

    Ciononostante non devi preoccuparti:
    puoi comunque riuscire nel tuo intento andando a sfruttare alcune apposite funzionalità annesse al sistema operativo che consentono di far fronte alla cosa garantendo comunque l’installazione di eventuali aggiornamenti ma in maniera decisamente meno, per così dire, “aggressiva”. 

    Attualmente sono disponibili differenti sistemi grazie ai quali è possibile ottenere un risultato pressoché simile al blocco degli aggiornamenti.

     Come bloccare aggiornamenti Windows 10 Home

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    A partire da Windows 10 1903 (aggiornamento di maggio 2019), Windows 10 permette di bloccare, o meglio, impedire temporaneamente l’installazione degli aggiornamenti tramite Windows Update.
    Per sfruttare questa possibilità, premi sul pulsante Start (l’icona della bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo) e cliccare sull’icona dell’ingranaggio presente sul lato sinistro del menu che si apre, in modo da accedere al pannello Impostazioni PC.

    A questo punto, fai clic sull’icona Aggiornamento e sicurezza, quindi sul pulsante Sospendi aggiornamenti per 7 giorni e sospenderai gli aggiornamenti di Windows 10 per 7 giorni:
    puoi ripetere quest’operazione per 5 volte complessive, per un totale di 35 giorni di sospensione degli aggiornamenti.

    In alternativa, puoi cliccare sulla voce Opzioni avanzate e selezionare una data esatta fino alla quale bloccare Windows Update (sempre per un massimo di 35 giorni) usando il menu a tendina Seleziona data.
    In caso di ripensamenti, per ripristinare il funzionamento di Windows Update, clicca sul pulsante Riprendi aggiornamenti.

     Come bloccare aggiornamenti Windows 10 Enterprise e Pro

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    Le versioni Enterprise e Pro di Windows 10 offrono le stesse funzioni per disattivare gli aggiornamenti automatici di Windows 10 Home, ma questo solo dalla versione 1903 del sistema operativo in poi.

    Se tu usi una versione precedente di Windows 10 e hai un’edizione Enterprise o Pro del sistema, puoi avvalerti di impostazioni specifiche per bloccare temporaneamente l’installazione degli aggiornamenti tramite.
    Windows Update

    Entrando più nel dettaglio, quello che devi fare è premere sul pulsante Start (l’icona della bandierina di Windows collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo), cliccare sull’icona dell’ingranaggio presente nel menu che si apre (per accedere al menu Impostazioni) e selezionare l’icona Aggiornamento e sicurezza dalla finestra che compare sullo schermo.

    A questo punto, seleziona la voce Windows Update dalla barra laterale di sinistra, vai su Opzioni avanzate e usa il menu a tendina collocato sotto la voce Un aggiornamento delle funzionalità include funzionalità e miglioramenti nuovi.
    Può essere rimandato per il numero di giorni seguente
    per impostare il numero di giorni (fino a 365) per i quali rimandare l’installazione degli aggiornamenti che includono nuove funzionalità (es.
    Creators Update o Fall Creators Update) e il menu a tendina collocato sotto la voce Un aggiornamento qualitativo include miglioramenti di sicurezza.
    Può essere rimandato per il numero di giorni seguente
    per impostare il numero di giorni (fino a 30) per i quali rimandare l’installazione degli aggiornamenti di sicurezza.

    La levetta Sospendi aggiornamenti collocata in fondo alla pagina, se attivata, sospende tutti gli aggiornamenti per un periodo di 35 giorni.

    Altri sistemi per bloccare gli aggiornamenti Windows 10

    Se le procedure prima descritte non ti hanno soddisfatto, magari perché utilizzi una versione meno recente di Windows 10 e vuoi mantenere quest’ultima sul tuo PC senza installare quelle più nuove, puoi provare a mettere in pratica questi altri suggerimenti, in modo da bloccare gli aggiornamenti del sistema operativo.

    Notifica per la pianificazione del riavvio

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    Se ti interessa capire come fare per bloccare aggiornamenti Windows 10 il primo sistema che ti suggerisco di sfruttare è quello di attivare la funzione per la notifica per la pianificazione del riavvio:
    si tratta di una feature che permette di installare gli update in maniera pianificata oltre che alcune utili feature accessorie per ritardare e impedire l’installazione di determinati update.

    Se la soluzione in oggetto ti interessa, le prime cose che devi fare per poter bloccare aggiornamenti Windows 10 sono quella di pigiare sul campo di ricerca collocato accanto al pulsante Start sulla barra delle applicazioni, quella di digitare impostazioni di windows update e quella di fare clic sul primo risultato che ti viene mostrato.

    Nella finestra che a questo punto ti verrà mostrata sul desktop pigia sulla voce Opzioni avanzate e fai clic sul menu presente sotto la voce Scegli come installare gli aggiornamenti.
    In seguito, seleziona l’opzione Notifica per la pianificazione del riavvio.
    Tenendo conto del fatto che su Windows 10 non è disponibile una funzione che consente di disattivare completamente l’installazione degli aggiornamenti sappi che selezionando questa opzione gli update disponibili per il sistema operativo saranno scaricati ugualmente ma ti verrà chiesto di pianificare un riavvio per completare l’installazione degli stessi.
    Qualora invece quella da te impiegata fosse una connessione a Internet non flat gli aggiornamenti non saranno scaricati.

    Sempre a tal proposito, ti suggerisco di apporre un segno di spunta sulla casella collocata accanto alla voce Ritarda aggiornamenti.
    Selezionando questa questa voce alcune delle nuove funzionalità disponibili per il sistema operativo non verranno scaricate e installare per diversi mesi.

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    Oltre che intervenire per cercare di bloccare aggiornamenti Windows 10 è poi possibile interrompere la procedura di download automatico degli update anche per altri prodotti Microsoft.
    Per fare ciò, accertati del fatto che non sia presente il segno di spunta sulla casella collocata accanto voce Scarica aggiornamenti per altri prodotti Microsoft durante l’aggiornamento Windows.

    Dopo aver provveduto ad apportate tutte le varie modifiche grazie alle quali bloccare aggiornamenti Windows 10 confermane l’applicazione semplicemente chiudendo la finestra visualizzata a schermo.

    Nel caso in cui dovessi avere dei ripensamenti potrai sempre andare ad annullare la procedura mediante cui bloccare aggiornamenti Windows 10.
    Per riportare il tutto alle impostazioni predefinite del sistema accedi nuovamente alla sezione Impostazioni di Windows Update, clicca su Opzioni avanzate, seleziona la voce Automatico (consigliata) dal menu a tendina collocato sotto la voce Scegli come installare gli aggiornamenti e togli il segno di spunta che avevi aggiunto accanto alla voce  Scarica aggiornamenti per altri prodotti Microsoft durante l’aggiornamento Windows ed accanto alla voce Ritarda aggiornamenti.

    Impostare una connessione a consumo

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    La soluzione per bloccare aggiornamenti Windows 10 che ti ho segnalato nelle precedenti righe non ti ha soddisfatto?
    Sei ancora alla ricerca di un sistema che ti consenta di evitare l’installazione di eventuali update per il sistema operativo sul tuo PC?
    Se la risposta è affermativa allora attivare l’opzione dedicata alle connessioni a consumo potrebbe essere la scelta giusta.
    Qualora non ne fossi già a conoscenza sappi che si tratta di una particolare funzionalità che Microsoft ha scelto di includere nel suo più recente sistema operativo e rappresenta una sorta di ancora di salvezza per tutti coloro che dispongono di una connessione con quantità dati limitata.
    Infatti, attivando tale funzione il download dei dati in background viene bloccato, sia per il sistema operativo che per le app installate, al fine di evitare costi a sorpresa per l’utente.
    Di conseguenza, anche il download degli aggiornamenti verrà rimandato.
    La funzionalità in oggetto, questo è è però bene tenerlo a mente, può essere attivata solo ed esclusivamente nel caso in cui la connessione utilizzata sia di tipo Wi-Fi, per le connessioni effettuate tramite cavo purtroppo non vale lo stesso discorso, mi spiace.

    Se questa soluzione ti interessa, puoi bloccare aggiornamenti Windows 10 procedendo nel seguente modo. Tanto per cominciare fai clic sul campo di ricerca collocato accanto al pulsante Start sulla barra delle applicazioni, dopodiché digita impostazioni e fai clic sul risultato collocato sotto la voce Corrispondenza migliore.

    Nella nuova finestra che a questo punto andrà ad aprirsi sul desktop fai clic su Rete e Internet dopodiché individua la voce Wi-Fi dalla barra alterale collocata sulla sinistra e cliccaci sopra.
    Nella schermata che adesso ti verrà mostrata clicca sulla voce Opzioni avanzate collocata sotto il nome della rete Wi-Fi alla quale risulta collegato il tuo PC, individua la voce Imposta come connessione a consumo e poi porta su ON il relativo interruttore cliccandoci sopra.

    Dopo aver effettuato tutti i passaggi che ti ho indicato per bloccare aggiornamenti Windows 10 conferma l’applicazione delle modifiche effettuate semplicemente chiudendo la finestra che visualizzi a schermo.

    Qualora dovessi ripensarci e, di conseguenza, nel caso in cui tutto il procedimento appena visto per bloccare aggiornamenti Windows 10 non ti interessasse più tieni presente che potrai sempre tornare sui tuoi passi andando a disabilitare la funzionalità in oggetto. Per fare ciò ti basterà accedere nuovamente alla sezione Rete e Internet delle impostazioni di Windows 10, pigiare sulla voce Wi-Fi collocata sulla barra laterale, fare clic su Opzioni avanzate, selezionare la rete senza fili alla quale è collegato il computer e portare su OFF l’interruttore presente sotto la voce Imposta come connessione a consumo.

    Strumento Show or Hide Updates

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    Come ti dicevo, in alternativa alle funzionalità annesse direttamente al sistema operativo, un’altra soluzione per bloccare aggiornamenti Windows 10 è quella di ricorrere all’uso di uno strumento pensato proprio per lo scopo in questione. Questa programma permette consente infatti di bloccare ogni singolo pacchetto di aggiornamento disponibile al download.
    Il programma agisce nascondendo gli aggiornamenti disponibili per Windows 10 e, di conseguenza, impendendone l’installazione automatica.

    Puoi scaricare sul tuo computer il tool che permette di bloccare aggiornamenti Windows 10 cliccando qui e pigiando poi sulla voce Download the “Show or hide updates” troubleshooter package now.
    annessa alla pagina Web che ti viene mostrata.

    Attendi quindi che il download dello strumento venga portato a termine, dopodiché clicca sul file appena ottenuto e attendi che la finestra principale del programma risulti visibile sul desktop, clicca sul pulsante Avanti e seleziona l’opzione Hide updates. In seguito, attendi qualche istante affinché le modifiche vengano applicate e convalidate, dopodiché fai clic ancora una volta su Avanti e, per finire, pigia su Chiudi.

    Successivamente, potrai visualizzare gli aggiornamenti disponibili per il tuo PC con su installato Windows 10 che hai provveduto a nascondere avviando nuovamente il tool, cliccando su Avanti e pigiando su Show hidden updates.
    Per chiudere la finestra del tool pigia semplicemente sulla x collocata nella parte in alto a destra della finestra del programma.

    come cambiare product key windows

    come cambiare product key windows

    Anche se sono ormai disponili versioni del sistema operativo di casa Microsoft decisamente più recenti di Windows 7 ed anche se tutti i tuoi amici non fanno altro che consigliarti di passare a Windows 10 tu hai deciso di continuare per la tua strada e di installare sul tuo fido PC Seven.
    Seguendo la mia guida su come installare Windows 7 non hai avuto alcun problema nel riuscire a portare a termine l’intera procedura tuttavia se adesso stai leggendo questo tutorial molto probabilmente è perché soltanto in seguito ti sei accorto di non aver ancora attivato la tua copia del sistema operativo o di farlo fatto utilizzando il product key sbagliato.
    Se le cose stanno effettivamente in questo modo e se desideri quindi sapere che cosa bisogna fare per poter cambiare product key Windows 7 sappi che puoi contare su di me.

    Nelle seguenti righe andrò infatti ad illustrarti tutte le operazioni che risulta necessario effettuare per poter cambiare product key Windows 7 senza andare incontro ad eventuali problemi.
    Prima che tu possa allarmarti e pensare al peggio voglio però rassicurarti subito su una cosa:
    anche se in apparenza potrà sembrarti il contrario cambiare product key Windows 7 è in realtà un’operazione abbastanza semplice da effettuare, non temere.

    Chiarito ciò se ti interessa quindi scoprire che cosa bisogna fare per poter cambiare product key Windows 7 ti invito a piazzarti dinanzi al tuo computer, a prenderti qualche minuto di tempo libero ed a concentrarti sulla lettura delle indicazioni che sto per fornirti.
    Scommettiamo che alla fine sarai pronto ad affermare a gran voce che cambiare product key Windows 7 era in realtà un vero e proprio gioco da ragazzi?

    Prima di spiegarti che cosa bisogna fare per poter cambiare product key Windows 7 c’è però una cosa che è bene che tu sappia.
    Attualmente è possibile modificare il codice di attivazione di Seven effettuando due differenti procedure.
    Una prevede l’utilizzo di Pannello di controllo, l’altra quella di Prompt dei comandi.
    Il risultato finale è identico ragion per cui la scelta della soluzione che pensi possa essere più consona a quelle che sono le tue esigenze e preferenze spetta solo e soltanto a te.

    Cambiare product key windows 7 mediante Pannello di controllo

    Per poter cambiare product key Windows 7 mediante Pannello di controllo la prima cosa che devi fare è chiaramente quella di accedere alla sezione di Windows in oggetto.
    Per fare ciò pigia sul pulsante Start annesso alla barra delle applicazioni e poi fai clic sulla voce Pannello di Controllo che risulta collocata sulla destra del menu che ti viene mostrato.

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    Attendi ora che la finestra di Pannello d controllo risulti visibile a schermo dopodiché fai clic sulla voce Sistema e sicurezza.
    Se non riesci a visualizzare la voce Sistema e sicurezza pigia sul menu collocato nella parte in alto a destra della finestra di Pannello di controllo accanto alla voce Visualizza per: e seleziona Categoria.

    Individua ora la sezione Sistema e pigiaci sopra dopodiché scorri verso il basso la schermata che successivamente ti viene mostrata, individua quindi la sezione Attivazione di Windows e poi fai clic sul collegamento Cambia product key collocato sulla destra.

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    Successivamente se ti viene richiesta l’autorizzazione a continuare il processo pigia sul pulsante per acconsentire dopodiché attieniti alla semplice procedura guidata che ti viene mostrata a schermo avendo cura di digitare nel campo collocato accanto alla voce Codice “Product Key”: il product key per Windows 7 costituito da 25 caratteri (numeri e lettere mischiati) che è tua intenzione utilizzare.
    Successivamente pigia sul pulsante Avanti.

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    A procedura ultimata Windows ti segnalerà che la tua copia di Windows 7 è genuina e che è stata attivata in maniera corretta.

    Se desideri avere un’ulteriore prova che tutto è andato per il verso giusto e che il product key saper Windows 7 da te digitato è stato effettivamente attivato pigia sul pulsante Start annesso alla barra delle applicazioni del sistema, pigia poi con il tasto destro del mouse sulla voce Computer e successivamente fai clic su Proprietà.
    Attendi quindi che sul desktop venga aperta la finestra Sistema di Pannello di controllo dopodiché scorri verso il basso, individua la sezione Attivazione di Windows ed accertati che sia presente la voce Windows è attivato e che accanto a Numero di serie: sia riportato il product key che hai precedentemente digitato.

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    Nel caso in cui la procedura per cambiare product key Windows 7 non fosse andata a buon fine ti suggerisco di effettuare nuovamente l’intera sequenza delle operazioni da capo.
    Potresti aver sbagliato a digitare una cifra del codice di attivazione o potrebbe essere sorto qualche intoppo facilmente risolvibile.

    Cambiare product key windows 7 mediante Prompt dei comandi

    Come ti dicevo qualche riga fa, in alternativa alla procedura che ti ho appena indicato è possibile cambiare product key Windows 7 anche agendo da Prompt dei comandi.

    Per cambiare product key Windows 7 mediante Prompt dei comandi pigia sul pulsante Start annesso alla barra delle applicazioni del sistema, digita cmd nel campo di ricerca che visualizzi a schermo, clicca poi con il tasto destro del mouse sul primo risultato che ti viene mostrato e seleziona la voce Esegui come amministratore dal menu.
    Successivamente pigia su Si.

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    Adesso che visualizzi la finestra di prompt dei comandi digita la stringa slmgr.vbs -ipk seguita dal product key costituito da 25 caratteri (numeri e lettere mischiati) che intendi utilizzare per la tua copia di Windows, ad esempio slmgr.vbs -ipk AAAAA-BBBBB-CCCCC-DDDDD-EEEEE.
    Successivamente premi il tasto Invio sulla tastiera.
    Infine, digita il comando slmgr.vbs -ato e premi ancora il tasto Invio sulla tastiera del computer.

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    Effettuati questi passaggi verifica che la procedura mediante cui cambiare product key Windows 7 tramite Prompt dei comandi sia andata effettivamente a buon fine.
    Per fare ciò pigia sul pulsante Start annesso alla barra delle applicazioni del sistema, pigia poi con il tasto destro del mouse sulla voce Computer e successivamente fai clic su Proprietà.
    Attendi quindi che sul desktop venga aperta la finestra Sistema di Pannello di controllo dopodiché scorri verso il basso, individua la sezione Attivazione di Windows ed accertati che sia presente la voce Windows è attivato e che accanto a Numero di serie: sia riportato il product key che hai precedentemente digitato.

    Nel caso in cui la procedura per cambiare product key Windows 7 tramite Prompt dei comandi non fosse andata a buon fine ti suggerisco di effettuare nuovamente l’intera sequenza delle operazioni da capo.
    Potresti aver sbagliato a digitare una cifra del codice di attivazione o potrebbe essere sorto qualche intoppo facilmente risolvibile.

    In alternativa all’esecuzione dei passaggi che ti ho appena indicato puoi cambiare product key windows 7 da Prompt dei comandi digitando la stringa slui 3, pigiando il pulsante Invio sulla tastiera e compilando con il codice di attivazione della tua copia del sistema operativo il campo collocato accanto alla voce Codice “Product Key”: annesso alla finestra che andrà ad aprirsi.
    Successivamente pigia sul pulsante Avanti ed attendi qualche istante affinché la procedura per modificare il codice di attivazione di Windows 7 venga correttamente portata a termine.

    come creare una versione live di windows xp

    come creare una versione live di windows xp

    Una delle cose che mi è sempre piaciuta di alcune distribuzioni di Linux è la possibilità di poterle avviare senza doverne necessariamente effettuarne l’installazione sul computer. Con le cosiddette versioni live, infatti, basta inserire il CD-ROM dell’OS all’accensione del PC per trovarsi davanti a un sistema operativo perfettamente funzionante.

    In situazioni di estrema emergenza, quando Windows non vuole più saperne di partire, i sistemi operativi live possono essere una vera e propria manna dal cielo, permettendo di salvare i documenti più importanti o di spazzar via i virus che non consentono la corretta esecuzione dell’OS.

    Purtroppo, i normali CD-ROM d’installazione di Windows non offrono questo tipo di avvio.
    Ricorrendo però all’uso di alcune risorse di terze parti e mettendo in pratica una procedura ad hoc, la cosa diventa fattibile:
    ecco perché oggi ho scelto di spiegarti come creare un live CD di Windows XP.
    Sì, lo so, la versione di Windows in questione è ormai vetusta e non è più supportata da Microsoft, ma per le operazioni di manutenzione risulta essere ancora un sistema valido, leggero e versatile.
    Per cui, se la cosa ti interessa, prosegui pure nella lettura:
    trovi spiegato tutto in dettaglio qui di seguito.

    Indice

    • Operazioni preliminari
    • Creare un live CD di Windows XP
    • Procedura alternativa
    • Usare un live CD di Windows XP

    Operazioni preliminari

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    Prima di entrare nel vivo dell’argomento, scoprendo come creare un live CD di Windows XP e quali sono gli strumenti di cui puoi avvalerti per riuscirci, devi procurarti il disco d’installazione del sistema operativo o, in alternativa, la sua immagine ISO.

    Purtroppo, però, considerando che Windows XP è un sistema operativo ormai obsoleto, non è più possibile scaricare le sue immagini ISO o acquistare il suo CD d’installazione per vie ufficiali.

    Ad ogni modo, se hai già un dischetto d’installazione dell’OS, puoi trasformare quest’ultimo in un’immagine ISO usando dei programmi ad hoc, ad esempio quelli che ti ho suggerito nel mio articolo su come creare un’immagine ISO.

    Sempre nel caso del disco d’installazione, tieni poi presente che la maggior parte dei computer attualmente commercializzati, sia fissi che portatili, sono sprovvisti di un masterizzatore.
    Di conseguenza, se la tua postazione non ne ha uno, per poter creare e usare il dischetto di Windows XP, dovrai necessariamente procurarti un masterizzatore da collegare via USB:
    se ti serve qualche dritta al riguardo, puoi fare riferimento alla mia guida all’acquisto dedicata ai masterizzatori esterni.

    Creare un live CD di Windows XP

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    Dopo aver reperito il dischetto o l’immagine ISO di Windows XP, puoi finalmente passare all’azione e scoprire cosa occorre fare per creare un live CD di Windows XP:
    trovi spiegato tutto nelle righe successive.

    Per compiere l’operazione in questione, devi ricorrere all’uso di un software apposito, denominato Bart PE Builder:
    si tratta di un programma gratuito funzionante su tutti i sistemi operativi di casa Microsoft che, in una manciata di clic, permette la creazione di una versione live di Windows, ricca di programmi e perfettamente funzionante da CD-ROM, senza dover installare nulla sul PC.
    Lo sviluppo del software è stato abbandonato ormai da tempo, ma esso continua comunque a funzionare senza problemi.

    Per cui, provvedi in primo luogo a scaricare il programma, recandoti sulla pagina per il download presente sul sito Internet di MajorGeeks e facendo clic su uno dei collegamenti Download@MajorGeeks che trovi in alto a destra.

    A scaricamento ultimato, apri il file .exe appena ottenuto, facendo doppio clic su di esso, clicca sul pulsante nella finestra che vedi comparire sul desktop e poi pigia sul bottone OK per confermare l’uso della lingua Italiana.
    Premi, quindi, sul pulsante Avanti per quattro volte consecutive, su quello Installa e, per concludere, sul bottone Fine.

    Nell’ulteriore finestra che ora vedi comparire sullo schermo, clicca sui pulsanti Accetto e No, dopodiché inserisci il dischetto di Windows XP nel lettore CD/DVD collegato al computer oppure tieni a portata di mano l’immagine ISO dell’OS, fai clic sul pulsante […] che trovi in corrispondenza della voce Origine e seleziona il dischetto oppure il file ISO.
    Dopodiché fai clic sul bottone OK.

    Adesso, per includere una cartella a piacimento del tuo computer nella versione live di Windows XP, clicca sul pulsante […] situato in corrispondenza della voce Personalizza, seleziona la cartella di tuo interesse e clicca sul pulsante OK, per completare l’operazione.

    A questo punto, devi preoccuparti di scegliere i programmi, chiamati plug-in, funzionali a quello che intendi fare e che dovranno essere presenti nella tua versione live di Windows XP. Prima di tutto, scarica il plugin XPE, che permette di visualizzare la taskbar e il tasto Start, collegandoti a questa pagina Web.
    Dopodiché recati su questo sito Internet e scarica tutti i plug-in che ritieni possano esserti utili, facendo clic sul pulsante raffigurante un foglio bianco e una rotella gialla che trovi in corrispondenza del nome di ciascun componente.

    Ora puoi aggiungere alla versione live di Windows XP che stai per creare anche i plug-in appena scaricati:
    per riuscirci, fai clic sul menu Builder che si trova in alto a sinistra, poi sulla voce Plugins e, successivamente, premi sul pulsante Aggiungi. A questo punto, recati nella cartella dove hai salvato i plug-in, selezionali e clicca sul pulsante OK.
    Se lo ritieni opportuno, puoi anche attivare o disattivare i plugin predefiniti, selezionandoli dall’elenco e cliccando sul bottone Enable/Disable.

    In seguito, chiudi la finestra della lista dei plug-in, cliccando sul pulsante Chiudi situato nella parte in basso a sinistra della schermata, e procedi con la creazione del disco con la versione live di Windows XP.

    Se, in precedenza, avevi inserito nel masterizzatore collegando al computer il disco d’installazione di Windows XP, seleziona la voce Crea immagine ISO (se vuoi, puoi cambiare la cartella dove salvare il file ISO cliccando sul pulsante […] situato in corrispondenza della voce Crea immagine ISO) nella finestra del programma e clicca sul pulsante Crea, per creare un’immagine ISO della versione live di Windows XP.
    Provvedi poi a masterizzare il file ottenuto su un dischetto vuoto, seguendo le istruzioni sul da farsi che ti ho fornito nella mia guida su come masterizzare un’immagine ISO.

    Se, invece, avevi selezionato il file ISO di Windows XP, inserisci nel masterizzatore collegato al computer un dischetto vuoto, seleziona l’opzione Scrivi CD/DVD nella finestra del programma, verifica che nel menu a tendina adiacente la voce Periferica risulti selezionato il tuo masterizzatore (altrimenti provvedi tu) e avvia la procedura, facendo clic sul bottone Crea.

    Procedura alternativa

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    In alternativa al programma di cui sopra, puoi creare un live CD di Windows XP utilizzando Aomei PE Builder:
    si tratta di un altro software gratuito che consente anch’esso di creare una versione live di Windows XP (e di tutte le altre edizioni del sistema operativo Microsoft) in modo semplice e veloce.

    Diversamente dalla soluzione di cui ti parlato prima, non è necessario reperire prima il dischetto d’installazione di Windows XP o la relativa immagine ISO, in quanto il programma è in grado di fare tutto da solo ma, questo è fondamentale, il software dev’essere utilizzato da Windows XP:
    se impiegato da una versione di Windows diversa, creerà un CD live del sistema operativo in uso.

    Premesso ciò, per effettuare il download del programma sul tuo PC, recati sul suo sito Internet ufficiale e fai clic sul bottone Download Freeware.

    A scaricamento ultimato, apri il file .exe ottenuto, facendo doppio clic su di esso, e, nella finestra che compare sullo schermo, premi sul pulsante Next.
    Seleziona, quindi, la voce I accept the agreement e clicca ancora sul bottone Next per quattro volte consecutive.
    Per concludere, clicca sui pulsanti Install e Finish.

    In seguito, avvia Aomei PE Builder tramite il collegamento aggiunto al desktop oppure mediante il menu Start e clicca sul pulsante , nella finestra che vedi comparire sullo schermo.

    Ora che visualizzi la schermata principale del software, fai clic sul bottone Next, scegli se creare un CD live di Windows XP a 32 bit oppure a 64 bit spuntando l’opzione che preferisci e clicca nuovamente sul pulsante Next.

    Adesso devi scegliere se includere nella tua versione live di XP solo i file e i driver di base (che puoi visualizzare espandendo i relativi menu, facendo clic sul bottone [+] posto in loro corrispondenza) oppure se aggiungerne altri, secondo le tue esigenze, facendo clic sui pulsanti Add Files e Add Drivers che trovi in basso e selezionando gli elementi di tuo interesse (in tal caso, tieni presente che non è possibile includere più di 2 GB di applicazioni).
    Successivamente, clicca ancora una volta sul bottone Next.

    Nella schermata seguente, spunta l’opzione Burn To CD/DVD e seleziona il tuo masterizzatore dal menu a tendina sottostante.
    Inserisci poi un dischetto vuoto nel lettore CD/DVD collegato al computer e clicca sul pulsante Next nella finestra di Aomei PE Builder, per avviare la procedura di scrittura del disco.

    Se, invece, vuoi ricavare un file ISO da masterizzare con un programma diverso, seleziona l’opzione Export ISO File, clicca sul pulsante Browse per indicare la posizione sul tuo computer in cui salvare il file immagine che ti verrà restituito e premi sul pulsante Next.
    Successivamente, potrai masterizzarlo seguendo le indicazioni che ti ho fornito nella mia guida su come masterizzare un’immagine ISO.

    Usare un live CD di Windows XP

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    Dopo aver portato a termine la procedura per creare un CD live di Windows XP, a prescindere dal programma impiegato, per poter usare il dischetto appena ottenuto, lascia quest’ultimo nel masterizzatore collegato al computer oppure trasferiscilo nel computer su cui desideri eseguire la versione live di Windows.
    Dopodiché riavvia o spegni e riaccendi il PC.

    Al riavvio, dovrebbe partire in maniera automatica la versione live di Windows appena creata, il cui funzionamento è praticamente analogo a quello del “classico” Windows XP.
    Se, invece, parte normalmente la versione di Windows installata sul PC, provvedi a modificare l’unità di avvio del computer, mettendo al primo posto l’unità CD-ROM:
    per riuscirci, devi andare ad agire sul BIOS (acronimo di “Basic Input-Output System), ossia il software che risiede in un chip posizionato sulla scheda madre del computer e che contiene tutte le istruzioni per avviare il sistema operativo e mettere in comunicazione l’hardware con il software.

    Per maggiori informazioni sul da farsi, ti rimando alla lettura della mia guida specifica su come entrare nel BIOS.

    come eliminare dei font di windows

    come eliminare dei font di windows

    Avere troppi caratteri di scrittura installati sul PC può rallentare l’esecuzione di quei programmi, come Photoshop e Word, che mostrano un’anteprima di tutti i font installati nel sistema per consentire all’utente di scegliere quale usare.
    Motivo per il quale è buona prassi non “imbottire” il computer di caratteri presi qua e la da Internet e cancellare quelli inutilizzati.

    Se anche tu hai ingolfato il tuo buon Windows con tanti font che non hai mai usato (e mai userai), non pensarci su due volte e scopri insieme a me come eliminare dei font di Windows per liberare il sistema dai caratteri di scrittura in eccesso.
    Vedrai, pochissimi secondi e la cartella dei tuoi font tornerà a respirare!

    Se vuoi scoprire come eliminare dei font di Windows e utilizzi Windows 7, sappi che puoi fare tutto usando l’ottimo gestore dei font integrato nel sistema.
    Per avviarlo recati in Start > Pannello di controllo e, nella finestra che si apre, clicca prima sulla voce Aspetto e personalizzazione e poi su Caratteri (in basso).
    Perfetto, ora sei al cospetto del gestore dei caratteri di scrittura di Windows con un’anteprima completa di tutti i font installati sul PC.

    Per cancellare un font che sai non essere utile, non devi far altro che scovarlo nell’elenco dei caratteri o cercare il suo nome usando l’apposita barra in alto a destra, cliccare sulla sua anteprima ed eliminarlo dal sistema cliccando prima sul pulsante Elimina (in alto al centro) e poi su . Occhio a non cancellare font usati da Windows o da programmi per te importanti (es.
    Calibri, Segoe UI, Tahoma, Arial, MS Sans Serif, Times New Roman ecc.)!

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    Per eliminare dei font di Windows usando Windows XP il procedimento da seguire è simile a quello appena visto, ma non c’è un vero e proprio gestore dei caratteri di scrittura come in Windows 7.
    Recati dunque in Start > Pannello di controllo e, nella finestra che si apre, clicca sulla voce Passa alla visualizzazione classica collocata nella barra laterale di sinistra per visualizzare gli elementi del pannello di controllo in stile icona.

    A questo punto, fai doppio click su Caratteri per accedere alla cartella con tutti i font installati sul PC ed elimina quelli che non ti servono più selezionandoli con il pulsante destro del mouse e scegliendo l’opzione Elimina dal menu che compare.
    Clicca quindi sul pulsante per confermare l’operazione e il gioco è fatto.

    come fare screenshot windows

    come fare screenshot windows

    Come fare screenshot Windows 10

    Se ti stai domandando come fare screenshot Windows 10, potrei esserti d’aiuto.
    Ci sono diversi metodi che permettono di catturare un’istantanea senza utilizzare programmi di terze parti.
    Il sistema operativo di Microsoft, infatti, ha già delle funzioni integrate che prevedono l’utilizzo delle combinazioni tastiera per fare la foto dell’intero schermo oppure di una singola finestra.

    In questa guida, ho voluto spiegarti quali sono queste combinazioni di tasti e quali app predefinite permettono di catturare uno screen su W10.
    Premette che buona parte di questi metodi potrai usarla anche per fare screen su W7, W8, W 8.1 ed altre versioni.
    Tuttavia, per essere certo che funzionino, guarda la guida dedicata.
    Detto ciò, direi che possiamo cominciare.

    Come fare screenshot Windows 10

    Ci sono vari modi per registrare lo screen di una schermata su W10.
    Si può fare la cattura dell’intero schermo o anche delle singole finestre.
    Esatto, proprio come su macOS.

    Negli approfondimenti che seguono, ti spiego in dettaglio tutte le combinazioni di tasti e tutti i metodi che si possono utilizzare per screenshottare con il PC Windows 10.
    Non devi far altro che applicare quello più vicino alle tue esigenze.

    Indice

    • Screenshot dell’intero schermo con Paint
    • Screenshot dello schermo salvato come file PNG
    • Screenshot dello schermo con Strumento di cattura
    • Screenshot di una finestra con Paint
    Screenshot dell’intero schermo con Paint

    La procedura più rapida per fare lo screen su Windows 10, è senza dubbio quella che usa il tasto Stamp.
    Premendolo in qualsiasi momento, esso catturerà l’immagine dello schermo e la salverà negli Appunti, conosciuti in questo caso anche come clipboard.

    All’apparenza, sembrerà che non sia successo niente, ma in realtà, la foto verrà memorizzata.
    Per vederla, modificarla e salvarla, devi soltanto aprire Paint ed eseguire la combinazione di tasti Ctrl + V.

    Tuttavia, ti ricordo che, in alcuni portatili, il tasto Stamp va premuto assieme a Fn.
    Perciò, se la procedura non funzionasse, ispeziona la tastiera del tuo computer per verificare la presenza di questo pulsante.

    Screenshot dello schermo salvato come file PNG

    Un altro metodo molto conosciuto per lo screenshot W10, è quello che genera automaticamente un’immagine con estensione PNG.
    Per attivare questo tipo di cattura, devi eseguire la combinazione tasto Windows + Stamp.

    Facendo ciò, visualizzerai un’intermittenza dello schermo, che ti conferma l’avvenuto salvataggio.
    L’immagine, la troverai seguendo il percorso C:\Utenti\[nome utente]\Immagini\Screenshot.

    Questa, forse, è la soluzione più rapida.
    Nel caso non funzionasse, ricordati di controllare la presenza del tasto Fn.
    Se fosse presente, la combinazione da premere diventerebbe tasto Windows + Fn + Stamp.

    Screenshot dello schermo con Strumento di cattura

    Oltre alla tastiera, Windows 10 ti permette anche di fare la foto dello schermo con lo Strumento di cattura.
    Se hai bisogno di personalizzare alcune opzioni prima di catturare lo screen, questa è l’applicazione che fa al caso tuo.
    Con essa, infatti, puoi fotografare schermo, finestre o parti del Desktop.
    La trovi seguendo il percorso menu Start > Tutte le app > Accessori Windows.

    Una volta che hai aperto l’applicazione, puoi premere su Nuovo per avviare la cattura.
    In alternativa, puoi programmare le impostazioni per scegliere diversi tipi di scatto.
    Le modalità disponibili sono Cattura formato libero, Cattura rettangolare, Cattura finestra e Cattura schermo intero.
    Basta cliccare su ognuna di esse per fare la foto.

    A partire da Windows 10, puoi utilizzare anche l’opzione Ritarda, per ritardare la cattura da 0 a 5 secondi.
    Comunque, dopo lo scatto, puoi scegliere di salvare l’istantanea come file HTML, PNG, GIF o JPEG.

    Da ricordare, infine, che nelle versioni più aggiornate di W10, è presente anche il nuovo Strumento Cattura, più moderno e con funzionalità aggiuntive.

    Screenshot di una finestra con Paint

    Se invece stai cercando di capire come fare lo screenshot Windows 10 di una singola finestra, devi usare un’altra combinazione di tasti.
    La prima cosa che devi fare, è aprire l’area di interesse ed assicurarti che rimanga in evidenza.
    Poi, devi eseguire la combinazione Alt + Stamp per salvare la schermata nella clipboard.

    Successivamente, devi aprire Paint e incollare l’immagine con il comando rapido Ctrl + V.
    Da lì, potrai modificare e salvare la schermata a tuo piacimento.

    Anche in questo caso, se la cattura non andasse a buon fine, controlla la presenza del pulsante Fn.
    Se ci fosse, dovrai premere Alt + Fn + Stamp per eseguirla.

    come girare lo schermo del pc windows

    come girare lo schermo del pc windows

    Sei da poco tornato a casa, hai appena acceso il tuo PC con su installato Windows 10 per dare un ultimo sguardo ai documenti che domani devi consegnare in ufficio ma… aaaaaaaaaargh! Il desktop è letteralmente sottosopra! Quale maleficio avrà mai colpito il tuo fido computer?
    Tranquillo, nessuno! Molto probabilmente hai attivato per errore la funzione che consente di capovolgere lo schermo.
    La cosa, per fortuna, è facilmente risolvibile, molto più di quanto tu possa immaginare.

    Se la questione ti interessa (e date le circostanze presumo proprio di si), posizionati allora bello comodo ed inizia immediatamente a concentrarti sulle istruzioni su come girare lo schermo del PC con Windows 10 che trovi proprio qui di seguito.
    Nelle righe successive andrò infatti ad indicarti tutte le varie operazioni che è possibile compiere per ristabilire la normale visualizzazione dello schermo o, qualora lo ritenessi opportuno, per modificarla ulteriormente, continuando a girare il desktop.

    Si tratta di un’operazione alla portata di tutti, anche da parte di chi, un po’ come te, non si reputa propriamente un grande esperto in fatto di informatica e nuove tecnologie e che può essere compiuta agendo dalle impostazioni di sistema, dal pannello di controllo della scheda video oppure sfruttando apposite combinazioni di tasti oltre che ricorrendo all’uso di strumenti di terze parti adibiti allo scopo.
    Allora?
    Posso sapere che cosa ci fai ancora li impalato a fissare il monitor?
    Mettiti subito all’opra! Sei pronto?
    Si?
    Grandioso.
    Al bando le ciance e procediamo.
    Buona lettura!

    Indice

    • Girare lo schermo dalle impostazioni di Windows 10
    • Girare lo schermo con le scorciatoie da tastiera
    • Girare lo schermo dal pannello di gestione della scheda video
      • Scheda video integrata
      • AMD
      • NVIDIA
    • Soluzioni alternative per girare lo schermo
    • Girare lo schermo sulle altre versioni di Windows e su Mac

    Girare lo schermo dalle impostazioni di Windows 10

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    Ti interessa capire come fare per girare lo schermo del tuo PC con Windows 10 agendo dalle impostazioni di sistema?
    Allora provvedi in primo luogo a fare clic sul pulsante Start (quello con la bandierina di Windows presente sulla taskbar) dopodiché pigia sull’icona di Impostazioni (quella con l’ingranaggio) annessa al menu che appare.

    Nella finestra che ti verrà mostrata sul desktop, fai clic sulla voce Sistema dopodiché seleziona la dicitura Schermo che sta a sinistra.
    Se vuoi, puoi accedere più rapidamente alla sezione in questione facendo clic destro in un qualsiasi punto senza icone del desktop e selezionando Impostazioni schermo dal menu che appare.

    A questo punto, porta il cursore del mouse in corrispondenza della voce Orientamento e poi fai clic sul menu a tendina sottostante per selezionare il tipo di orientamento che desideri assegnare al tuo schermo.

    A seconda di quelle che sono le tue esigenze puoi scegliere tra Orizzontale (per girare lo schermo in orizzontale), Verticale (per girare lo schermo in verticale), Orizzontale (capovolto) (per girare lo schermo in orizzontale ma capovolto ) oppure Verticale (capovolto) (per girare lo schermo in verticale ma capovolto).
    Per impostare l’orientamento predefinito dello schermo, seleziona l’opzione Orizzontale.

    Una volta fatta la tua scelta, clicca sul bottone Mantieni modifiche nella finestra che compare sullo schermo per confermare l’opzione selezionata.
    Se invece desideri ripristinare le impostazioni precedentemente in uso, pigia sul pulsante Ripristina.

    Girare lo schermo con le scorciatoie da tastiera

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    Non ti va di perdere tempo a cercare le impostazioni corrette per riuscire a girare lo schermo del tuo PC con Windows 10?
    Non c’è problema, la cosa è fattibile anche usando delle combinazioni di tasti, come ti dicevo ad inizio guida.
    Le combinazioni di cui puoi avvalerti sono le seguenti.

    • Ctrl + Alt + Freccia su – Ti permette di attivare la modalità Orizzontale classica a 0°, vale a dire quella predefinita.
    • Ctrl + Alt + Freccia destra – Ti permette di attivare la modalità Verticale classica a 90°.
    • Ctrl + Alto + Freccia verso il basso – Ti consente di attivare la modalità Orizzontale capovolta a 180°.
    • Ctrl + Alto + Freccia sinistra – Ti consente di attirare la modalità Verticale capovolta a 270°.

    Puoi usare le combinazioni di cui sopra con qualsiasi tipo di tastiera e, tienilo ben amente, tutte le modifiche avranno effetto immediato.

    Girare lo schermo dal pannello di gestione della scheda video

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    Come ti accennavo in apertura, puoi girare lo schermo del tuo PC con Windows 10 anche utilizzando il pannello di controllo della scheda video in uso sul tuo computer.
    Vediamo subito come riuscirci nel caso delle schede grafiche integrate nella CPU e quelle AMD e NVIDIA.
    Trovi spiegato tutto in dettaglio di seguito.

    Intel

    Se il tuo computer non ha una scheda video dedicata, molto probabilmente impiega la GPU fornita dal processore.
    Se la CPU del tuo computer è Intel, puoi dunque intervenire sulle impostazioni relative allo schermo tramite il pannello di controllo dedicato:
    Grafica HD Intel.
    Per accedervi, fai clic destro in un qualsiasi punto senza icone del desktop e seleziona Proprietà grafiche… dal menu contestuale che si apre.

    Nella finestra che a questo punto vedrai comparire sullo schermo, clicca sul pulsante Schermo e nella schermata che successivamente ti sarà mostrata potrai intervenire sulla rotazione dello schermo individuando la dicitura Rotazione e spostando il cursore sulla barra sottostante in corrispondenza dell’opzione che preferisci.

    A seconda di quelle che sono le tue necessità puoi scegliere tra:
    0 (consente di visualizzare lo schermo in orizzontale), 90 (per ruotare lo schermo di 90°), 180 (per ruotare lo schermo di 180°) oppure 270 (per ruotare lo schermo di 270°).
    L’impostazione predefinita è 0.

    Per ciascuna opzione che selezioni vedrai apparire la relativa anteprima nella parte destra della finestra. Per confermare la scelta fatta, clicca poi sul bottone Applica che sta in basso.

    AMD

    Il tuo computer è equipaggiato con una scheda video AMD?
    Allora puoi girare lo schermo del PC con Windows 10 facendo riferimento al relativo pannello di controllo, il Catalyst Control Center, noto anche con l’abbreviazione CCC.
    Per accedervi, clicca con il tasto destro del mouse in un qualsiasi punto senza icone e seleziona, dal menu contestuale che si apre, l’opzione AMD Catalyst Control Center.

    Una volta visualizzata sul desktop la finestra del pannello di controllo di AMD, recati nella sezione Operazioni di visualizzazione comuni e seleziona l’opzione Rotazione del Desktop.

    Seleziona ora il monitor di riferimento e modifica l’orientamento scegliendo la modalità che preferisci: Orizzontale (ruota lo schermo in orizzontale), Verticale (ruota lo schermo in verticale), Orizzontale invertito (ruota lo schermo in orizzontale ma in maniera capovolta) o Verticale Invertito (ruota lo schermo in verticale ma in maniera capovolta).
    L’opzione per ripristinare l’orientamento predefinito è Orizzontale.

    Dopo aver fatto la tua scelta, clicca sul pulsante Applica.
    Le modifiche avranno effetto immediato.

    NVIDIA

    Anche se il tuo computer è equipaggiato con una scheda grafica NVIDIA puoi girare lo schermo di Windows 10 agendo dal relativo pannello di controllo.
    Mi chiedi come riuscirci?
    Te lo indico subito.
    Innanzitutto, fai clic destro in un qualsiasi punto del desktop senza icone e seleziona la voce Pannello di controllo NVIDIA dal menu contestuale che vedi apparire.

    Nella finestra che a questo punto compare sul desktop, seleziona la voce Schermo che sta sulla sinistra e scegli l’opzione Ruota schermo sulla destra.
    Seleziona dunque lo schermo relativamente al quale ti interessa andare ad agire facendo clic sulla relativa illustrazione.

    Indica adesso l’orientamento che preferisci selezionando la voce di riferimento.
    A seconda delle tue esigenze puoi scegliere tra:
    Orizzontale (consente di girare lo schermo in orizzontale), Verticale (consente di girare lo schermo in verticale), Orizzontale (rovesciato) (consente di girare lo schermo in orizzontale ma in maniera capovolta) oppure Verticale (rovesciato) (consente di girare lo schermo in verticale ma in maniera capovolta).
    L’opzione predefinita è Orizzontale.
    Le modifiche saranno applicare subito.

    Se non riesci a girare lo schermo del computer perché procedendo così come ti ho appena indicato vedi apparire un avviso relativo al 3D stereoscopico, puoi far fronte alla cosa cliccando sulla voce Imposta 3D stereoscopico annessa alla sezione 3D stereoscopico sulla sinistra e rimuovendo la spunta dall’opzione Abilita 3D stereoscopico.

    Soluzioni alternative per girare lo schermo

    IMMAGINE QUI 4

    Per concludere in bella, come si suol dire, voglio segnalarti iRotate, uno strumento di terze parti di cui puoi avvalerti per girare lo schermo del tuo PC con Windows 10 nel caso in cui le impostazioni “di serie” ed i pannelli di gestione delle scheda video non dovessero soddisfarti o comunque sia qualora cercassi qualcosa di alternativo.

    Si tratta di un programma che, come suggerisce abbastanza facilmente il nome steso, permette di ruotare lo schermo del computer in maniera semplice, veloce e comoda, agendo dall’area di sistema.
    È gratis e funziona sia su Windows 10 che su tutte le altre versioni del sistema operativo di casa Microsoft.

    Mi chiedi come fare per potertene servire?
    Te lo indico subito.
    Innanzitutto, collegati al sito Internet del programma e clicca sul collegamento Download iRotate che si trova nella barra laterale di sinistra, in modo tale da avviare lo scaricamento del software.

    A download completato, apri il file appena ottenuto, spunta la casella che sta accanto alla voce I agree with above terms and conditions e clicca su Next, su Start e su OK per due volte, in modo tale da portare a termine il setup.

    Ad installazione completata, potrai girare lo schermo del tuo PC Windows 10 semplicemente facendo clic destro sull’icona di iRotate che sta accanto all’orologio di Windows e scegliendo il tipo di orientamento che ti interessa dal menu che vedi apparire:
    Normale originale (consente di ruotare lo schermo in orizzontale), 90 gradi (consente di ruotare lo schermo di 90°), 180 gradi (consente di ruotare lo schermo di 180°) oppure 270 gradi (consente di ruotare lo schermo di 270°).
    L’opzione che ripristina l’orientamento predefinito è Normale originale.

    Tieni presente che per impostazione predefinita iRotate viene avviato all’avvio di Windows.
    Se desideri modificare questo comportamento ed avviare tu, all’occorrenza, il programma, fai clic destro sulla sua icona che sta nell’area di notifica di Windows, seleziona la voce Informazioni iRotate dal men che appare e, nella finestra che si apre sul desktop, rimuovi la spunta dalla casella accanto a Inizio automatico con Windows.
    Clicca poi su OK per confermare ed applicare le modifiche apportate.

    Girare lo schermo sulle altre versioni di Windows e su Mac

    IMMAGINE QUI 5

    Oltre che su Windows 10, è possibile girare lo schermo anche sulle altre versioni di Windows.
    Se dunque possiedi anche un altro computer equipaggiato con una versione del sistema operativo di casa Microsoft meno recente e ti interessa capire come intervenire anche in tal caso, segui le istruzioni sull’argomento che ho provveduto a fornirti nel mio tutorial incentrato proprio su come ruotare lo schermo.

    Come dici?
    Hai un Mac e ti piacerebbe capire se è altresì possibile intervenire sul tuo computer a marchio Apple?
    Certo che si! Trovi tutte le istruzioni sul da farsi sempre nella mia guida sull’argomento che ho provveduto a segnalarti poc’anzi. Anche in tal caso, le operazioni da compiere sono semplicissime.

    come mettere unapp sul desktop windows

    come mettere unapp sul desktop windows

    Con il passare del tempo, stai imparando a usare al meglio il PC Windows 10 che ti è stato regalato alcuni mesi fa.
    Ora, però, ti si è posta l’esigenza di personalizzarne ancora di più il desktop, aggiungendo al suo interno i collegamenti ai programmi e alle applicazioni che utilizzi più spesso:
    per questo motivo, hai subito aperto Google alla ricerca di valide indicazioni sull’argomento, capitando proprio qui sul mio sito.

    Ho indovinato?
    Sì?
    Allora lascia che te lo dica sùbito:
    sei capitato proprio nel posto ideale per approcciare a quest’argomento.
    Di seguito, infatti, ti insegnerò come mettere un’app sul desktop Windows 10 in modo semplice e, soprattutto, veloce! Nella fattispecie, avrò cura di indicarti i passaggi da compiere per creare, sul desktop, collegamenti ad applicazioni UWP (le cosiddette “app integrate”), a programmi “classici” e a siti Internet.
    Infine, ti fornirò delle valide “dritte” per aggiungere tali collegamenti anche al menu Start e alla taskbar di Windows.

    Dunque, senza attendere un minuto in più, ritaglia qualche minuto del tuo tempo libero per te e leggi con molta attenzione tutto quanto ho da spiegarti sull’argomento:
    sono sicuro che, al termine di questa guida, avrai acquisito le competenze necessarie per ottenere la personalizzazione del desktop che più gradisci.
    Detto ciò, non mi resta altro da fare, se non augurarti buona lettura e buon lavoro!

    Indice

    • Come mettere un’app sul desktop di Windows 10
    • Come mettere un programma sul desktop di Windows 10
    • Come mettere una Web app sul desktop di Windows 10
    • Come mettere un’app nel menu Start di Windows 10
    • Come mettere un’app sulla taskbar di Windows 10

    Come mettere un’app sul desktop di Windows 10

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    Anche se si tratta di un procedimento non del tutto immediato, mettere un’app sul desktop di Windows 10 è molto più semplice di quanto possa sembrare.

    Se l’icona dell’app che intendi aggiungere al desktop è già presente nel menu Start, allora il gioco è presto fatto:
    devi semplicemente prendere con il mouse l’icona in questione, trascinarla e rilasciarla in un punto vuoto del desktop.

    In caso contrario, puoi seguire un procedimento altrettanto semplice:
    premi la combinazione di tasti Win+R, per aprire la schermata Esegui… di Windows, digita il comando explorer shell:AppsFolder all’interno della casella di testo che compare a schermo e premi il tasto Invio della tastiera.

    Se tutto è andato per il verso giusto, dovrebbe aprirsi una finestra di Esplora File contenente le icone di tutte le app installate nel sistema (cartella Applications):
    fai clic destro su quella di tuo interesse, scegli la voce Crea collegamento dal menu che ti viene proposto e accetta di creare un collegamento sul desktop rispondendo di Sì alla finestra d’avviso che compare.
    In alternativa, puoi prendere l’icona con il mouse e rilasciarla sul desktop.

    Come mettere un programma sul desktop di Windows 10

    IMMAGINE QUI 2

    I passaggi per aggiungere l’icona di un programma “classico” al desktop di Windows 10 sono piuttosto semplici da mettere in pratica:
    anche in questo caso, puoi seguire strade diverse per raggiungere il tuo obiettivo.

    Tanto per cominciare, se l’icona del programma è già presente nel menu Start o nella cartella Applications di Windows (ti ho mostrato come accedervi nel capitolo precedente di questa guida), individuala al suo interno e trascinala sul desktop avvalendoti del mouse.

    In alternativa, puoi ottenere un risultato del tutto identico utilizzando la procedura di creazione guidata di un collegamento di Windows: per prima cosa, fai clic destro su un punto vuoto del desktop e scegli le voci Nuovo Collegamento dal menu contestuale.

    Ora, premi il bottone Sfoglia…, recati nella cartella che contiene il programma di tuo interesse, servendoti del pannello di Esplora File che viene visualizzato, e, quando l’hai trovato, fai doppio clic sulla sua icona.
    Per concludere, clicca sul pulsante Avanti, immetti un nome da assegnare alla nuova icona e premi il pulsante Fine, per aggiungerla subito al desktop.
    Più semplice a farsi che a dirsi, non ti pare?

    Come mettere una Web app sul desktop di Windows 10

    IMMAGINE QUI 3

    Hai necessità di aggiungere il collegamento a una Web app o a un sito Internet sul desktop di Windows 10, così da poterlo raggiungere rapidamente in caso di bisogno?

    Anche in questo caso, puoi riuscire nell’impresa in modo semplicissimo:
    per prima cosa, avvia il browser che utilizzi per navigare su Internet, recati sul sito di tuo interesse e attendi che esso venga caricato completamente.
    Quando ciò avviene, posiziona il cursore del mouse sul nome del sito che hai appena aperto (in genere, esso compare a sinistra della barra degli indirizzi) e trascina quest’ultimo direttamente sul desktop.

    Se utilizzi Google Chrome, puoi ottenere lo stesso risultato grazie a un’apposita funzione integrata:
    per servirtene, visita il sito Web di tuo interesse, clicca sul pulsante (⋮) posto in alto a destra e seleziona le voci Altri strumenti Crea scorciatoia… dal menu che ti viene proposto. Per ultimare la creazione del collegamento, assegna un nome all’icona che ti appresti a creare e premi il pulsante Crea.

    Infine, puoi raggiungere lo stesso risultato usando, anche questa volta, la procedura guidata per la creazione di un collegamento in Windows:
    fai clic destro su un punto vuoto del desktop, seleziona le voci Nuovo > Collegamento dal menu che compare a schermo, incolla l’URL del sito Web nella casella di testo residente all’interno della nuova finestra, clicca sul pulsante Avanti e, dopo aver indicato il nome da assegnare all’icona, ultima la creazione del collegamento, pigiando sul pulsante Fine.

    Come mettere un’app nel menu Start di Windows 10

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    Qualora la tua esigenza sia quella di aggiungere collegamenti rapidi ad app, programmi e siti Web al menu Start di Windows 10, sappi che puoi procedere in più modi differenti, che conducono praticamente allo stesso risultato.

    • Tramite le icone create sul desktop – dopo aver creato l’icona di tuo interesse sul desktop usando uno dei metodi che ti ho segnalato in precedenza, fai clic destro su di essa e scegli la voce Aggiungi a Start dal menu contestuale.
    • Tramite le icone presenti nella cartella Applications – premi la combinazione di tasti Win+R, digita il comando explorer shell:AppsFolder e premi il tasto Invio della tastiera.
      Identifica, nella finestra che ti viene proposta, l’icona di tuo interesse, fai clic destro sulla stessa e scegli la voce Aggiungi a Start.

    Così facendo, le icone di tuo interesse verranno aggiunte alla parte del menu Start che contiene le “mattonelle” relative ai programmi più utilizzati.
    Se lo desideri, puoi riposizionare le icone a tuo piacimento semplicemente trascinandole con il mouse.

    Se, invece, hai intenzione di aggiungere i collegamenti agli elementi di tuo interesse alla sezione del menu Start in cui risiedono le icone dei programmi installati (quella più a sinistra, contenente cartelle e collegamenti più “piccoli”), devi, invece, intervenire sulla cartella di Windows che contiene, materialmente, questi ultimi.

    Per agire in tal senso, premi la combinazione di tasti Win+R sulla tastiera del PC e digita, nella finestra di Esegui… che compare sullo schermo, il comando shell:Start Menu, per poi premere il tasto Invio, per aprire la cartella che contiene gli elementi del menu Start.

    A questo punto, puoi creare il collegamento di tuo interesse usando la procedura guidata di Windows:
    fai clic destro su un punto vuoto della finestra aperta in precedenza, seleziona le voci Nuovo > Collegamento dal menu contestuale che ti viene proposto e aggiungi il collegamento al programma o al sito Internet che desideri, seguendo i passaggi che ti ho già descritto in precedenza.
    Se necessario, puoi creare ulteriori sotto-cartelle per ordinare gli elementi aggiunti.

    Come mettere un’app sulla taskbar di Windows 10

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    Non hai trovato utili le informazioni fornite in precedenza, poiché ami accedere alle app, ai programmi o ai siti Web che utilizzi più spesso direttamente dalla taskbar  (o barra delle applicazioni) di Windows 10 (per capirci, la barra nera posta in fondo allo schermo, la stessa su cui risiedono il menu Start e l’orologio)?

    Allora ho delle ottime notizie per te:
    puoi “fissare” su di essa le icone che preferisci in pochissimi secondi! Se è tuo interesse aggiungere l’icona di un programma o di un’app, dopo aver avviato quest’ultima, fai clic destro sull’icona che compare nella taskbar e seleziona la voce Aggiungi alla barra delle applicazioni dal menu che ti viene proposto.

    Se, invece, è tuo interesse mettere una Web app sulla taskbar di Windows 10, provvedi ad aggiungere la sua icona sul desktop usando i passaggi che ti ho segnalato in precedenza, quindi prendi con il mouse l’icona appena creata e trascinala direttamente nella barra delle applicazioni.
    Detto, fatto!

    come personalizzare la schermata di avvio di windows

    come personalizzare la schermata di avvio di windows

    Dopo aver cambiato sfondo del desktop, icone e puntatore del mouse, ti rimane solo la schermata di avvio di Windows 7 per creare un sistema operativo unico personalizzato al 100%.
    Come dici?
    Quella è troppo difficile da cambiare?
    Chi ti ha mai detto questa sciocchezza?

    Personalizzare la schermata di avvio di Windows 7 è un gioco da ragazzi se utilizzi Windows 7 Boot Updater.
    Si tratta di un programma gratuito che non necessita di installazioni e consente di impostare immagini e scritte personalizzate nella schermata di avvio dell’ultimo sistema operativo Microsoft senza rischi e senza fatica.
    Ecco come funziona.

    Tutto quello che devi fare per personalizzare la schermata di avvio di Windows 7 è collegarti al sito Internet di Windows 7 Boot Updater e cliccare sulla voce Windows 7 Boot Updater (598.5 KB, updated 2011-03-17) che si trova al centro della pagina per scaricare il programma sul to PC.
    A download ultimato apri, facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (Win7BootUpdater.exe) per avviare Windows 7 Boot Updater e accedere alla sua schermata principale.
    Rispondi di all’avviso che compare.

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    Se vuoi creare una schermata di avvio personalizzata per il tuo Windows 7 cambiando solo l’immagine centrale e le scritte presenti in essa, imposta la voce Immagine statica dal menu a tendina Animazione (in alto a sinistra) e seleziona l’immagine da visualizzare al centro della schermata.

    Clicca quindi nel campo di testo in cui c’è scritto © Microsoft Corporation per personalizzare la scritta posizionata in basso nella schermata di accesso a Windows 7, seleziona la scheda Messaggio 2 (in basso a sinistra) per cambiare anche la scritta posizionata più in alto (Starting Windows) e clicca sul pulsante Apply per applicare le modifiche.
    Puoi anche cambiare le dimensioni e i colori del testo, sfruttando i campi Colore font e Dimensione font collocati in basso a sinistra.

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    Se vuoi personalizzare la schermata di avvio di Windows 7 in maniera più drastica, puoi cambiare il colore di sfondo di quest’ultima, cliccando sul rettangolo nero collocato accanto alla voce Sfondo (in alto a sinistra), o utilizzare una foto al posto del colore uniforme e delle scritte, selezionando la voce Completo dal menu a tendina Metodo e cliccando sul pulsante Selezionare immagine di sfondo.

    Puoi anche personalizzare la schermata di ripresa di Windows dopo l’ibernazione (quella con la scritta Ripresa dell’esecuzione di Windows in corso), cliccando sulla scheda Resume di Windows collocata in alto a sinistra e seguendo la stessa procedura vista per la schermata di avvio.
    Per visualizzare un’anteprima a tutto schermo delle schermate personalizzate clicca sul pulsante Schermo (in basso a destra), mentre per usare un’animazione anziché un’immagine statica al centro della schermata (devi creare una cartella con 105 immagini in sequenza) seleziona la voce Animazione dal menu Animazione.

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    Vuoi installare la schermata di avvio personalizzata per Windows 7 che hai appena creato su altri PC?
    Puoi esportarla come fosse un pacchetto di installazione indipendente che non richiede Windows 7 Boot Updater per essere utilizzato.
    Per farlo, al termine della procedura per personalizzare la schermata di avvio di Windows 7, seleziona la voce Creare Installer Boot Skin dal menu File e, nella finestra che si apre, compila il modulo che ti viene proposto con il tuo nome e il nome della schermata.

    Clicca quindi sul pulsante Creare e seleziona la cartella in cui salvare il pacchetto d’installazione per completare l’operazione.
    Per ripristinare la schermata di accesso a Windows 7 predefinita, seleziona la voce Ripristina backup dal menu Opzioni, riavvia il software e clicca sul pulsante Applica.

    come ripristinare impostazioni di rete windows

    come ripristinare impostazioni di rete windows

    Come ripristinare impostazioni di rete Windows 10

    Se vuoi sapere come ripristinare impostazioni di rete Windows 10, potrei esserti d’aiuto.
    Dopo aver provato diverse configurazioni con le tue periferiche di rete, non ci capisci più nulla.
    Cambiando indirizzo IP, subnet mask, gateway, DNS e altri parametri, ti sei dimenticato quali fossero le impostazioni originali.
    Ne deriva che adesso non riesci più a connetterti al router, tantomeno alla tua VPN.
    Come se non bastasse, internet non funziona.
    A questo punto, hai preso un altro computer e hai cercato sul web un modo per resettare la rete.
    Tant’è che sei capitato quaggiù.

    In questa guida, ti spiego infatti come ripristinare impostazioni di rete Windows 10.
    Ti dico come si effettua il reset di tutti i settaggi delle periferiche di rete, come ad esempio le interfacce Wi-Fi e Ethernet.
    Non preoccuparti, i tuoi dati rimarranno intatti, così come tutte le altre impostazioni non correlate al network.
    Dunque, se sei d’accordo, possiamo cominciare subito.

    Come ripristinare impostazioni di rete Windows 10

    Prima di illustrarti come ripristinare impostazioni di rete Windows 10, ti ricordo che con questa procedura cancellerai tutte le impostazioni correlate alle periferiche di rete.
    Verranno inizializzate ad esempio le interfacce WiFi e Ethernet.
    Inoltre verranno resettate le connessioni VPN che avevi impostato e le opzioni di condivisione.
    Se stai cercando di risolvere il problema “internet non disponibile protetta” consulta prima la guida in cui ti spiego come risolvere configurazione IP non valida WiFi Windows 10.
    Poi, se non riesci, segui questa.

    Ciò premesso, potresti essere ancora intenzionato a ripristinare impostazioni di rete Windows 10.
    Ebbene, è davvero semplice farlo e non c’è nemmeno bisogno del Prompt dei comandi.
    Per procedere, segui il percorso menu Start > Impostazioni > Rete e Internet e clicca Stato.
    Poi, scegli Ripristino della rete e dopo Ripristina.
    Quindi, conferma l’operazione selezionando .

    Immediatamente e in automatico, Windows 10 si riavvierà.
    Attendi che riparta.
    Infine, effettua il login e controlla la connessione.
    A questo punto, dovresti visualizzare l’icona Ethernet o Wi-Fi sulla barra degli strumenti priva di avvertenze.
    Quindi, dovresti riuscire a navigare in internet.
    Se così fosse, ottimo, ricontrolla i driver delle periferiche di rete e sei a posto.
    In caso contrario, controlla le impostazioni del tuo modem router e riprova.

    come scannerizzare con windows

    come scannerizzare con windows

    Hai bisogno di scansionare un documento da spedire via email ad un tuo amico ma non sai come fare perché non hai ancora trovato qualcuno disposto a configurare lo scanner sul tuo nuovo PC con Windows 8?
    Non ti preoccupare, non hai bisogno dell’aiuto di nessuno.
    Installare lo scanner e scansionare un documento con Windows 8 è più facile che mai.

    Tutto quello che devi fare è prenderti cinque minuti di tempo libero e seguire le indicazioni che sto per darti.
    Ti assicuro che in men che non si dica imparerai perfettamente come scannerizzare con Windows 8 utilizzando il tuo scanner o la tua stampante multifunzione.
    Allora, sei pronto a cominciare?

    Il primo passo che devi compiere per imparare come scannerizzare con Windows 8 è installare sul tuo computer i driver della stampante multifunzione o dello scanner che intendi usare per digitalizzare i documenti.
    Se hai acquistato il dispositivo da poco, dopo l’uscita di Windows 8 quindi, ti dovrebbe bastare inserire nel computer il dischetto contenuto nella confezione dello scanner/stampante e seguire le indicazioni su schermo.

    Se si tratta di un dispositivo un po’ più datato, invece, devi cercare i driver per Windows su Internet.
    In genere, il problema si risolve in pochi click cercando su Google qualcosa come [nome dello scanner] driver Windows 8, oppure puoi collegarti al sito Internet della casa produttrice del dispositivo (es.
    HP, Canon, Samsung, ecc.) e cercare in quest’ultimo il modello della tua stampante/scanner.
    Una volta scaricato il pacchetto d’installazione dei driver (.exe), avvialo facendo doppio click su di esso e segui le indicazioni su schermo per completare la configurazione.

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    Una volta installati i driver dello scanner sul tuo computer, hai due strade per scannerizzare con Windows 8 i tuoi documenti:
    utilizzare la classica utility di scansione inclusa in tutte le versioni del sistema operativo oppure rivolgerti a delle Metro Apps, ossia a delle applicazioni che funzionano nella Start Screen di Windows 8, adatte allo scopo.

    Nel primo caso, non devi far altro che recarti in Start, cercare il termine Scanner e cliccare sull’icona Fax e scanner di Windows che compare fra i risultati della ricerca.
    Nella finestra che si apre, clicca sul pulsante Nuova digitalizzazione e segui la procedura guidata per scansionare documenti o foto.
    Se qualche passaggio non ti è chiaro, puoi anche seguire le indicazioni contenute nella mia guida su come scannerizzare con Windows 7, i passaggi da compiere sono gli stessi.

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    Per digitalizzare foto e documenti attraverso la Start Screen di Windows 8, devi accedere al Windows Store e scaricare delle app come HP Scan and Capture, Samsung Printer Experience o Mobile Document Scanner Free, che consentono di comandare la stampante/scanner senza entrare in ambiente Desktop.

    Per conoscere l’elenco dei dispositivi compatibili con le app di HP e Samsung, controlla la descrizione completa presente sul Windows Store.
    Le scansioni vanno fatte via Wi-Fi e non tramite USB, mi raccomando.
    Con Mobile Document Scanner Free, invece, è possibile scansionare foto e documenti utilizzando la fotocamera del computer (o del tablet Windows), la stessa funzione si trova anche in HP Scan and Capture.

    Vedrai, usarle è facilissimo:
    basta cliccare sul pulsante per avviare l’acquisizione di un documento o una foto e lasciare che le applicazioni eseguano l’operazione.
    È inoltre possibile impostare vari parametri, come la qualità della digitalizzazione, il profilo colori da utilizzare e molto altro ancora.

    come trovare indirizzo ip pc windows

    come trovare indirizzo ip pc windows

    A causa di alcuni errori nella configurazione del router o del repeater che usi per estendere la rete Wi-Fi, hai riscontrato dei problemi al tuo PC Windows, tali da non riuscire più a collegarti in modo stabile a Internet?
    Hai bisogno di vedere l’indirizzo IP pubblico del tuo computer ma non sai come riuscirci?
    Non preoccuparti, ci sono qui io a venirti in aiuto.

    Nella guida di oggi, infatti, ti illustrerò come trovare l’indirizzo IP di un PC Windows in modo che tu possa risolvere quei problemi di rete causati dal firewall del router oppure nel caso in cui tu debba configurare una connessione remota con il PC, giusto per farti qualche esempio.
    Ti indicherò quindi le procedure che dovrai eseguire sia per trovare l’IP locale (cioè l’indirizzo del computer nella rete locale) sia quello pubblico (quindi l’indirizzo pubblico, su Internet, del dispositivo che usi per connetterti a Internet).

    Come dici?
    Non vedi l’ora di iniziare a leggere i consigli che ti ho fornito in questa mia guida?
    Allora non perdiamo altro tempo prezioso e iniziamo subito:
    quello che devi fare è semplicemente sederti comodo e prestare attenzione alle procedure che ti indicherò.
    Sono sicuro che, nel giro di qualche istante, sarai riuscito a trovare l’indirizzo IP del tuo computer.
    A me non resta che augurarti una buona lettura!

    Indice

    • Come trovare trovare l’indirizzo IP locale di un PC Windows
      • Prompt dei comandi/Windows PowerShell
      • Impostazioni di rete di Windows 10
      • Modem/router
    • Come trovare l’indirizzo IP pubblico di un PC Windows

    Come trovare l’indirizzo IP locale di un PC Windows

    Se vuoi trovare l’indirizzo IP locale di un PC Windows (quello che identifica il computer all’interno della rete locale), continua a leggere:
    nei prossimi paragrafi, infatti, ti spiegherò nel dettaglio come individuare quest’informazione tramite gli strumenti messi a disposizione dal sistema operativo Microsoft.

    Prompt dei comandi/Windows PowerShell

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    Il Prompt dei comandi è uno strumento di Windows che è possibile utilizzare in qualsiasi versione di questo sistema operativo.
    Il suo scopo è quello di ricevere delle righe di comando digitate dall’utente per eseguire delle operazioni, spesso non accessibili attraverso gli strumenti “grafici”.
    In genere, viene utilizzato per risolvere dei problemi che si verificano nel sistema operativo di casa Microsoft oppure per eseguire delle operazioni avanzate.

    Windows PowerShell, invece, è uno strumento, disponibile a partire da Windows 8.1, molto simile al Prompt dei comandi, ma che permette di eseguire operazioni ancora più avanzate, tramite righe di comando.
    Ai fini di raggiungere il tuo intento, puoi utilizzare uno dei due strumenti indistintamente.

    Per avviare l’interfaccia di questi strumenti, fai clic pulsante Start di Windows (l’icona della bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo), cerca i termini “prompt dei comandi” oppure “windows powershell” nel menu che si apre e fai clic sul primo risultato di ricerca.

    Dopo aver avviato uno dei due strumenti appena menzionati, digita il comando ipconfig seguito dalla pressione del tasto Invio.
    Tra i risultati che ti vengono mostrati a schermo, individua la scheda di rete alla quale sei connesso (in genere Ethernet o Wi-Fi), per trovare l’indirizzo IP locale a fianco della dicitura Indirizzo IPv4.

    Impostazioni di rete di Windows 10

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    Su Windows 10, è possibile agire direttamente anche dalle Impostazioni di rete. Per fare ciò, fai clic sull’icona ^ situata in basso a destra sulla barra delle applicazioni, a fianco dell’orologio di Windows.
    Nel riquadro che visualizzi, fai clic sull’icona del monitor o del Wi-Fi e, nella nuova schermata che ti viene mostrata, fai clic sul nome della rete alla quale sei connesso.

    Così facendo, ti verrà mostrato il pannello delle Impostazioni di rete di Windows 10.  Premi quindi nuovamente sul nome della rete alla quale sei connesso e scorri la schermata, fino a individuare la sezione Proprietà relativa al collegamento di rete.
    Tra le informazioni che visualizzerai, troverai anche l’indirizzo IP locale del computer, a fianco della dicitura Indirizzo IPv4.

    Modem/router

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    Un’altra soluzione che voglio consigliarti per visualizzare l’indirizzo IP locale del computer è quella che richiede l’accesso al pannello di configurazione del modem/router in uso.
    Per prima cosa, però, hai bisogno di individuare il nome del computer, in modo da identificarlo nella lista dei dispositivi collegati alla rete locale.

    Per fare ciò, avvia il Pannello di controllo di Windows, premendo sul pulsante Start, digitando i termini “pannello di controllo” nella barra di ricerca in basso a sinistra e selezionando il primo risultato della ricerca. A questo punto, premi sulle voci Sistema e sicurezza > Sistema e individua il nome del PC, che puoi trovare a fianco della dicitura Nome computer.

    Fatto ciò, è il momento di accedere al pannello di configurazione del modem/router.
    Per fare ciò, apri il tuo browser preferito e digita, nella barra degli indirizzi, l’IP del router, che solitamente è 192.168.0.1, 192.168.1.1 oppure 192.168.0.254.

    In linea generale, ti consiglio di effettuare una ricerca su Internet per conoscere il gateway predefinito del router di cui sei in possesso o di verificare questa informazione direttamente sul manuale d’uso o sull’etichetta applicata al router.
     In alternativa, segui la procedura che ti ho indicato in questo capitolo e individua l’IP del router a fianco della dicitura Gateway predefinito.

    Dopo aver effettuato l’accesso al pannello di configurazione, che solitamente richiede prima l’inserimento di credenziali d’accesso che vengono fornite dall’ISP o dal venditore (in genere,  le combinazioni predefinite sono admin/admin admin/password.), dovrai accedere alla lista dei dispositivi collegati.

    Purtroppo non esiste una procedura unica per tutti i modem/router.
    Sul router in mio possesso, un Technicolor TG1100, ad esempio, bisogna raggiungere le sezioni Rete domestica > Dispositivi, nel menu laterale.
    Dopodiché bisogna individuare il nome del computer nella lista e visualizza l’indirizzo locale corrispondente, nella colonna con l’indirizzo IP.

    trovare l’indirizzo IP pubblico di un PC Windows

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    Per trovare l’indirizzo IP pubblico tramite il quale sono riconosciuti su Internet tutti i dispositivi collegati alla tua rete, come ad esempio un PC Windows, puoi affidarti ai diversi servizi Web adibiti a tale scopo.
    Un esempio sono Whats Is My Ip Address oppure WhatIsMyIP, ma ne esistono diversi, che puoi cercare digitando i termini “my ip” nella barra di Google o di qualsiasi altro motore di ricerca.

    Dopo che avrai raggiunto uno di questi servizi Web, ti verrà mostrato l’indirizzo IP pubblico e l’eventuale posizione geografica dalla quale ti stai collegando.
    Verrà indicato anche l’ISP, cioè il provider a cui sei abbonato per la fruizione dei servizi di rete.

    Ad esempio, tramite Whats Is My Ip Address, ti verrà mostrato l’indirizzo IP a fianco la dicitura IPv4 o IPv6, in base al protocollo utilizzato dal tuo provider.
    Inoltre, premendo sul tasto Show me more about my IP, ti verranno date ulteriori informazioni, come ad esempio se l’indirizzo IP è statico o dinamico

    come visualizzare file nascosti windows

    come visualizzare file nascosti windows

    In Windows 8 sono cambiate un bel po’ di cose rispetto alle versioni precedenti del sistema operativo.
    La Start Screen ha sostituito il menu Start, le applicazioni Desktop classiche sono state affiancate dalle cosiddette Modern Apps che funzionano anche sui tablet, ed anche l’Esplora Risorse (ora ribattezzato Esplora File) è stato modernizzato.

    Ora si presenta con un’interfaccia a schede in stile Office che rende molto più accessibili numerose funzioni, compresa quella relativa alla visualizzazione dei file nascosti.
    Lo sapevi?
    Per visualizzare file nascosti Windows 8 non è più necessario addentrarsi nei menu di sistema, basta spuntare una semplice opzione nell’Esplora File e il gioco è fatto.
    Se non ci credi, prova tu stesso seguendo le indicazioni che sto per darti.

    Se vuoi scoprire come visualizzare file nascosti Windows 8, recati nell’ambiente Desktop del sistema operativo (cliccando sull’apposito riquadro della Start Screen) ed apri Esplora file facendo click sull’icona della cartella presente nella barra delle applicazioni.

    A questo punto, recati nella cartella in cui sono presenti i file nascosti che desideri visualizzare e seleziona la scheda Visualizza di Esplora File (in alto a destra).
    Metti il segno di spunta accanto alla voce Elementi nascosti e dovresti riuscire a visualizzare immediatamente sia i file che le cartelle nascoste.
    Li puoi riconoscere subito, sono quelli con le icone semi-trasparenti.

    Se nella barra degli strumenti dell’Esplora File non riesci a vedere la voce Elementi nascosti, prova a massimizzare la finestra oppure clicca sul pulsante Mostra/Nascondi:
    troverai l’opzione all’interno del menu che si apre.
    Dopo aver completato il lavoro sui file e le cartelle nascoste, puoi ripristinare le impostazioni predefinite di Windows e nascondere nuovamente entrambi gli elementi togliendo la spunta dalla voce Elementi nascosti.
    Facilissimo, vero?

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    Un altro modo per visualizzare file nascosti Windows 8 (utilizzabile anche sulle versioni precedenti di Windows) è aprire l’Esplora File, recarsi nella scheda Visualizza di quest’ultimo, cliccare sul pulsante Opzioni e selezionare la voce Modifica opzioni cartella e ricerca dal menu che compare.

    Nella finestra che si apre, bisogna quindi fare click sulla scheda Visualizzazione, mettere il segno di spunta accanto alla voce Visualizza cartelle, file e unità nascosti e cliccare sul pulsante OK per salvare le impostazioni.

    Dalla medesima finestra, è possibile anche attivare la visualizzazione dei file di sistema (togliendo il segno di spunta dall’opzione Nascondi i file protetti di sistema) ma è un’operazione che ti sconsiglio di fare, a meno che tu non sappia molto bene quello che stai facendo e quali file puoi modificare senza minare la stabilità del sistema.

    eliminare la password di accesso windows

    eliminare la password di accesso windows

    Sei stanco di digitare la password di Windows ogni volta che accendi il PC?
    Hai dimenticato la password del tuo PC e sei disperato perché temi di perdere l’accesso tutti i tuoi dati?
    Tranquillo… non c’è bisogno di gettarsi nello sconforto, non ancora almeno! Seguendo le indicazioni che sto per darti, dovresti infatti riuscire ad eludere la password di Windows e a ripristinare l’accesso ai tuoi dati in maniera alquanto semplice.
    Inoltre, se lo vorrai, potrai fare in modo che il sistema non ti chieda più la password in fase d’accesso.
    Tutto in pochissimi clic.

    Come facilmente intuibile, la procedura per eliminare la richiesta della password all’accensione del PC ha una percentuale di successo del 100% (in quanto richiede l’accesso preventivo a Windows, con la password giusta).
    Quella per bypassare una password dimenticata, invece, può avere un esito variabile, a seconda del sistema in uso e del tipo di account da “sbloccare” (se locale oppure online, cioè collegato a un account Microsoft).

    Tutto chiaro?
    Bene, allora direi di mettere da parte le chiacchiere e di passare subito all’azione:
    prenditi cinque minuti di tempo libero, metti in atto le indicazioni che sto per darti e prova a sbloccare così l’accesso al tuo computer.
    Ci tengo a sottolineare TUO computer, in quanto l’accesso non autorizzato ad account altrui rappresenta una grave violazione della privacy e, in alcuni casi, perfino un reato.
    Io non mi assumo alcuna responsabilità al riguardo.
    Intesi?
    Perfetto, allora procediamo!

    Indice

    • Eludere la richiesta di password di Windows
    • Recupero della password dell’account Microsoft
    • Programmi per bypassare la password di Windows
      • KON-BOOT
      • Offline NT Password & Registry Editor

    Eludere la richiesta di password di Windows

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    Cominciamo dalle cose più semplici, ossia da come eludere la richiesta della password all’avvio di Windows.
    Se sei stanco di digitare la password ogni volta che accendi il PC o lo risvegli dallo standby, puoi rimuovere la richiesta di autenticazione andando a modificare le impostazioni del sistema operativo.

    Premi, quindi, la combinazione di tasti Win+R sulla tastiera del tuo PC, in modo da richiamare il pannello Esegui… di Windows, digita il comando netplwiz nella finestra che si apre e premi il tasto Invio.
    A questo punto, seleziona la scheda Utenti dalla finestra che viene visualizzata sullo schermo, seleziona il tuo account utente, togli il segno di spunta dalla voce Per utilizzare questo computer è necessario che l’utente immetta il nome e la password, clicca sui pulsanti Applica e OK e digita la password di accesso a Windows.
    Da questo momento in poi, non ti verrà più chiesta la password di accesso al sistema.

    Quasi inutile dire che la procedura appena illustrata non è affatto consigliata, in quanto garantisce libero accesso al PC da parte di chiunque:
    pensaci bene prima di metterla in pratica e, in caso di ripensamenti, provvedi subito a reimpostare la richiesta della password in Windows.
    Per fare ciò, dai nuovamente il comando netplwiz nel pannello Esegui… e rimetti la spunta sulla voce Per utilizzare questo computer è necessario che l’utente immetta il nome e la password.

    Recupero della password dell’account Microsoft

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    Hai perso la password di un account utente connesso a un account Microsoft su Windows 10 o Windows 8.x?
    In tal caso potresti riuscire a ripristinare l’accesso al sistema richiedendo il reset della password dell’account Microsoft.

    Per compiere quest’operazione, clicca qui in modo da collegarti alla pagina d’accesso dell’account Microsoft, digita il tuo nome utente (cioè l’indirizzo email associato all’account) nell’apposito campo di testo e clicca prima sul pulsante Avanti e poi sulla voce Ho dimenticato la password che compare più in basso.

    Fatto ciò, apponi il segno di spunta accanto alla voce Ho dimenticato la password, fai clic su Avanti, digita il codice captcha che viene visualizzato in basso, premi Avanti e digita il codice di conferma che hai ricevuto via SMS, via email o che hai generato tramite la tua app per la generazione dei codici.

    Per usare un’opzione di verifica diversa rispetto a quella predefinita, fai clic sulla voce Usa un’opzione di verifica diversa e scegli se ricevere un’email, un SMS o se generare un codice tramite app spuntando una delle apposite opzioni.
    Dopodiché, a seconda dell’opzione scelta, digita la parte finale del tuo numero di cellulare o la parte iniziale del tuo indirizzo email nel campo di testo che compare sullo schermo e clicca sul pulsante Invia codice per proseguire.

    Per concludere, immetti il codice che hai ricevuto via email, via SMS o che hai generato tramite app, pigia su Avanti e, se hai attivato la verifica in due passaggi sul tuo account, ripeti l’operazione.
    Inserisci, dunque, la nuova password che vuoi usare per accedere al tuo account Microsoft nei campi Nuova password e Conferma la password e dai conferma pigiando sul pulsante Avanti.

    Missione compiuta! Adesso dovresti riuscire ad accedere al tuo PC con Windows 10 o Windows 8.x usando la nuova password che hai impostato per l’account Microsoft.

    Programmi per bypassare la password di Windows

    Se sul tuo PC utilizzi un account di Windows offline e non ricordi la password per accedere a quest’ultimo, puoi provare a risolvere il problema usando uno dei programmi elencati di seguito:
    si tratta di software che, una volta eseguiti da chiavetta USB o da CD/DVD, permettono di sbloccare gli account di Windows e accedere a questi ultimi senza digitare alcuna password.
    Non assicurano sempre il 100% di successo, ma in molte situazioni riescono a raggiungere il loro scopo:
    provali e scopri se fanno al caso tuo.

    KON-BOOT

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    KON-BOOT è una delle soluzioni più avanzate per bypassare la password di Windows, difatti non è disponibile gratuitamente e per scaricarla occorre sborsare cifre a partire da 27$ (per la licenza home).
    Assicura lo sblocco degli account offline su tutte le versioni di Windows e degli account online su Windows 8.x.
    Su Windows 10, invece, lo sblocco degli account online è supportato solo in maniera sperimentale e, per giunta, solo nella versione commerciale del software (che costa di più).
    Altra cosa importante da sottolineare è che i file cifrati con BitLocker non vengono decodificati, che quindi restano inaccessibili.

    Per acquistare, e poi scaricare, la versione più recente di KON-BOOT, collegati al sito ufficiale del programma e clicca prima sulla voce KON-BOOT WIN presente in alto e poi sul bottone BUY NOW collocato al centro della pagina.
    Prima di avviare il download del software, disattiva l’antivirus o questo ti impedirà di scaricarlo (e in seguito di utilizzarlo).

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    A scaricamento completato, collega al computer la chiavetta USB su cui intendi copiare KON-BOOT (la chiavetta non dev’essere molto capiente, ma dovrà essere formattata, quindi non deve contenere file importanti), apri l’archivio che contiene il programma ed estraine il contenuto in una cartella di tua scelta, dopodiché avvia l’eseguibile KonBootInstaller.exe e rispondi e OK agli avvisi che compaiono sullo schermo.

    Nella finestra che si apre, usa il menu a tendina Available USB drives per selezionare l’unità della chiavetta USB, clicca sul pulsante Install to USB stick (with UEFI support), poi su  e attendi qualche secondo affinché KON-BOOT venga copiato sulla pen drive.

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    Se l’utility integrata in KON-BOOT non ti permette di copiare i file del programma sulla chiavetta USB a causa di qualche errore, prova a utilizzare YUMI:
    un software gratuito e portatile (quindi che non richiede installazioni per poter essere utilizzato) che permette di creare chiavette USB auto-avvianti con uno o più sistemi operativi al loro interno.

    Per copiare KON-BOOT sulla tua pen drive con YUMI, avvia il programma in questione e fai clic sul pulsante Next.
    Utilizza, quindi, il menu a tendina Step 1 per selezionare l’unità della chiavetta USB, il menu a tendina Step 2 per selezionare l’opzione Kon-Boot Purchased e il pulsante Browse per selezionare l’immagine ISO di KON-BOOT.
    Per selezionare l’immagine ISO, devi navigare nella cartella kon-bootCD, digitare il nome kon-bootCD.iso nel campo Nome file e selezionare il nome del file dai suggerimenti automatici che compaiono durante la digitazione.
    A questo punto, clicca sui pulsanti Create, attendi che la copia dei file venga portata a termine e chiudi la finestra del programma cliccando sugli appositi bottoni.

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    Una volta ottenuta la tua chiavetta auto-avviante con KON-BOOT, devi copiare alcuni file al suo interno.
    Entrando più nel dettaglio, devi copiare il file konbootFLOPPY > konbootFLOPPY.img dalla cartella di download di KON-BOOT alla cartella multiboot > kon-bootCD della chiavetta USB e la cartella EFI che si trova nella cartella kon-bootUSB di KON-BOOT nella directory principale della pen drive.

    Fatto ciò, puoi effettuare il boot dalla chiavetta e attendere che compaia la schermata di benvenuto di KON-BOOT (una schermata nera con la scritta Kon-Boot for Windows in alto).
    Una volta visualizzata la schermata in questione, premi un tasto qualsiasi sulla tastiera del PC, attendi l’avvio di Windows ed effettua l’accesso all’account di cui avevi dimenticato le credenziali lasciando in bianco il campo relativo alla password.
    Et voilà! Adesso sei entrato nuovamente nel tuo account e puoi impostare una nuova password d’accesso a quest’ultimo.

    Se utilizzi un PC recente equipaggiato con il sistema UEFI anziché con il classico BIOS, per effettuare il boot dalla chiavetta di KON-BOOT devi prima accedere alle impostazioni dell’UEFI e disattivare la funzione Secure Boot (quella che impedisce di effettuare il boot da sistemi sprovvisti di firma digitale).
    Per accedere al menu di configurazione dell’UEFI da Windows 10, clicca sul pulsante Start e seleziona l’icona dell’ingranaggio che si trova sulla sinistra nel menu che viene visualizzato sullo schermo.

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    Dopodiché vai su Aggiornamento e sicurezza > Ripristino e clicca sul pulsante Riavvia ora relativo alle opzioni di Avvio avanzato.
    Successivamente, seleziona le voci Risoluzione dei problemi, Opzioni avanzate e Impostazioni firmware UEFI e fai clic sul pulsante Riavvia.
    Una volta entrato nel menu dell’UEFI, seleziona la scheda Security, poi la voce Secure Boot menu e imposta l’opzione Secure boot su Disabled.
    Fatto ciò, imposta l’unità USB come unità di boot primaria andando nella scheda Boot e il gioco è fatto.
    Se qualche passaggio non ti è chiaro, consulta il mio tutorial su come entrare nel BIOS/UEFI in cui ti ho spiegato come accedere al menu di configurazione dell’UEFI e come regolare le impostazioni relative al Secure Boot e ai dispositivi di avvio.

    Offline NT Password & Registry Editor

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    Se non vuoi spendere soldi per bypassare la password di Windows e utilizzi una versione datata del sistema operativo Microsoft, ad esempio Windows 7, puoi rivolgerti a Offline NT Password & Registry Editor:
    un altro programma da avviare tramite CD, DVD o chiavetta USB che consente di rimuovere la password di accesso a Windows, fino alla versione 7 del sistema redmondiano.

    Per scaricare Offline NT Password & Registry Editor, collegati al sito ufficiale del programma e clicca sul primo link che trovi sotto la voce Download, ad esempio cd140201.zip, se desideri copiare il software su un CD o un DVD.
    Se invece desideri copiare il programma su una chiavetta USB, clicca sul secondo link, ad esempio usb140201.zip .

    A download completato, apri l’archivio zip che contiene Offline NT Password & Registry Editor, estraine il contenuto in una cartella di tua scelta e procedi come segue.

    • Se hai scaricato la versione di Offline NT Password & Registry Editor da copiare su CD o DVD, avvia il tuo software di masterizzazione preferito (io ti consiglio ImgBurn), apri il file ISO cd140201.iso in esso e masterizzalo su un dischetto vuoto.
      Se non sai come fare, aiutati con le indicazioni contenute nel mio tutorial su come masterizzare file ISO.
    • Se hai scaricato la versione di Offline NT Password & Registry Editor da copiare su chiavetta USB, scarica uno dei programmi che ti ho consigliato nel mio tutorial su come creare dispositivi USB bootabili (es.
      Rufus) e dà loro “in pasto” l’immagine del software.
      In alternativa, apri il Prompt dei comandi come amministratore ed esegui il comando X:syslinux.exe -ma X:, dove al posto di X: devi mettere la lettera dell’unità della chiavetta USB.

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    Ad operazione completata, effettua il boot dal dischetto o dalla pen drive che hai ottenuto, premi il tasto Invio e, quando Offline NT Password & Registry Editor ti chiede qual è la partizione in cui è installato Windows, digita 1 e dai Invio per due volte di seguito.

    Fatto ciò, digita nuovamente 1 e dai Invio per scegliere l’opzione di reset della password, ripeti l’operazione e digita il nome dell’account che vuoi sbloccare (tutti gli account dovrebbero essere elencati sullo schermo).
    Per finire, premi Invio, digita 1, dai nuovamente Invio per resettare la password di Windows ed esci da Offline NT Password & Registry Editor dando i seguenti comandi: !qyn ed exit.

    Al nuovo accesso a Windows, non dovrebbe esserti più chiesta la password per entrare nel sistema.
    Se qualche passaggio non ti è chiaro, prova a dare un’occhiata al mio tutorial specifico su come bypassare la password di Windows 7.

    muoversi senza mouse su windows

    muoversi senza mouse su windows

    Oh no! Le pile del tuo mouse wireless si sono di nuovo scaricate e non riesci a trovare quelle di riserva.
    Come dici?
    Temi di non poter continuare a utilizzare il PC a causa di questo contrattempo?
     Non dirlo neanche per scherzo! Ci sono molti modi di usare il computer senza ricorrere all’uso del mouse.

    Che tu abbia un PC Windows o un Mac, poco importa:
    in entrambi i casi hai varie “strade” che puoi intraprendere per utilizzare il computer senza ricorrere al mouse.
    Qualche esempio?
    Ti accontento subito.
    Se mi dedichi qualche minuto del tuo tempo libero, posso spiegarti come usare il PC senza mouse ricorrendo alle funzioni di accessibilità integrate nel sistema operativo del tuo computer, utilizzando alcune comode scorciatoie da tastiera e persino adoperando il tuo smartphone come mouse remoto.

    Allora, sei curioso di scoprire di più sull’argomento?
    Sì?
    Fantastico! Tutto ciò che devi fare è metterti bello comodo, leggere con molta attenzione le istruzioni contenute nei prossimi paragrafi e, cosa ancora più importante, attuare le “dritte” che ti darò.
    Non mi resta altro che augurarti buona lettura e, soprattutto, buon divertimento!

    Indice

    • Funzioni di accessibilità
      • Windows
      • macOS
    • Scorciatoie da tastiera
      • Windows
      • macOS
    • Soluzioni alternative
      • Usare un touchpad
      • Usare lo smartphone come mouse remoto

    Funzioni di accessibilità

    Sia su Windows che su macOS sono presenti alcune funzioni di accessibilità (pensate soprattutto per gli utenti che hanno problemi di vista e/o di udito) grazie alle quali è possibile usare il PC senza mouse controllando il puntatore con il tastierino numerico.
    Vediamo subito come sfruttarle.

    Windows

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    Su Windows è possibile muovere il puntatore del mouse con i tasti numerici della tastiera sfruttando la funzione Controllo puntatore. Per attivarla, recati nel Pannello di controllo classico (clicca, quindi, sul pulsante Start, cerca “pannello di controllo” nel menu che si apre e seleziona il primo risultato della ricerca), fai clic sull’icona Accesso facilitato, clicca sulla voce Modifica funzionamento del mouse, metti la spunta sull’opzione Attiva Controllo puntatore e poi fai clic sui pulsanti Applica e OK per salvare le modifiche appena apportate.

    Come puoi notare, accanto all’orologio (nell’angolo in basso a destra della barra delle applicazioni) è comparsa l’icona di un mouse, a dimostrazione del fatto che l’opzione Controllo puntatore è attiva. Da questo momento in poi, puoi utilizzare il tastierino numerico per muovere il cursore del mouse.
    Comodo, vero?

    Se desideri modificare la velocità del puntatore, clicca sulla voce Imposta Controlla puntatore e, nella schermata che si apre, imposta la velocità massima e l’accelerazione del puntatore tramite le apposite barre di regolazione e poi salva le modifiche cliccando sui bottoni Applica e OK.

    Per disabilitare la funzione appena attivata, recati nuovamente in Pannello di controllo > Accesso facilitato > Modifica funzionamento del mouse, togli la spunta dall’opzione Attiva Controllo puntatore e poi clicca sui bottoni Applica e OK per salvare le modifiche.

    macOS

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    Anche su macOS è presente una funzione che permette di controllare il puntatore del mouse tramite il tastierino numerico.
    Sei curioso di scoprire come attivarla?
    Te lo spiego subito.

    Tanto per cominciare, recati in Preferenze di sistema (l’icona grigia con gli ingranaggi situata nel Dock), fai clic sulla voce Accessibilità (l’icona dell’omino bianco su sfondo azzurro), sposta il cursore del mouse sulla barra laterale di sinistra, scorri l’elenco delle opzioni presenti nella stessa e poi fai clic sulla voce Mouse e trackpad situata in fondo. Nella schermata che si apre, metti la spunta sulla voce Abilita “Tasti mouse” e il gioco è fatto.

    Se desideri modificare le impostazioni relative alla funzione appena attivata, clicca sul pulsante Opzioni… collocato in alto a destra della finestra Accessibilità e seleziona il ritardo iniziale e la velocità massima che preferisci di più servendoti delle apposite barre di regolazione.

    Per disattivare la funzione “Tasti mouse”, recati nuovamente in Preferenze di sistema > Accessibilità > Mouse e trackpad e togli la spunta dall’opzione Abilita “Tasti Mouse”.

    Scorciatoie da tastiera

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    Uno dei modi migliori per usare il PC senza mouse è quello di ricorrere alle scorciatoie da tastiera.
    Detto in altre parole, puoi utilizzare i tasti di scelta rapida e alcune combinazioni di tasti specifiche per eseguire operazioni che solitamente vengono fatte con il mouse.

    Windows

    Ecco alcune delle principali combinazioni di tasti per compiere alcune operazioni generali su Windows.

    • Ctrl+X per tagliare l’elemento selezionato.
    • Ctrl + C per copiare l’elemento selezionato.
    • Ctrl + V per incollare l’elemento selezionato.
    • Ctrl + Z per annullare un’operazione.
    • Alt + Tab per spostarsi tra le applicazioni aperte.
    • Alt + F4 per chiudere l’elemento attivo o uscire dall’applicazione attiva.
    • Tasto Windows + L per bloccare il PC.
    • Tasto Windows + D per visualizzare e nascondere il desktop.
    • F2 per rinominare l’elemento selezionato.
    • F3 per ercare un file o una cartella in Esplora File.
    • F4 per visualizzare l’elenco della barra degli indirizzi in Esplora File.
    • F5 per aggiornare la finestra attiva.
    • F6 per scorrere gli elementi della schermata in una finestra o sul desktop.
    • F10 per attivare la barra dei menu nell’applicazione attiva.
    • Ctrl + F4 per chiudere il documento attivo (nelle applicazioni a schermo intero e che ti consentono di tenere aperti più documenti contemporaneamente).
    • Ctrl + A per selezionare tutti gli elementi in un documento o una finestra.
    • Ctrl + D (o Canc) per eliminare l’elemento selezionato e spostarlo nel Cestino.
    • Ctrl + R (o F5) per aggiornare la finestra attiva.
    • Ctrl + Y per ripetere un’operazione.
    • Ctrl + freccia destra per spostare il cursore all’inizio della parola successiva.
    • Ctrl + freccia sinistra per spostare il cursore all’inizio della parola precedente.
    • Ctrl + freccia giù per spostare il cursore all’inizio del paragrafo successivo.
    • Ctrl + freccia su per spostare il cursore all’inizio del paragrafo precedente.
    • Ctrl + Alt + Tab per usare i tasti di direzione per passare da un’applicazione aperta a un’altra.
    • Alt + Maiusc + tasti di direzione per spostare nella direzione specificata un gruppo o un riquadro quando ha lo stato attivo nel menu Start.
    • Ctrl + Maiusc + tasti di direzione nel menu Start, permette di spostare un riquadro in un altro.
    • Ctrl + tasti di direzione per ridimensionare il menu Start quando è aperto.
    • Ctrl + tasto di direzione (per spostarsi su un elemento) + barra spaziatrice per selezionare più elementi singoli in una finestra o sul desktop.
    • Ctrl + Maiusc + un tasto di direzione per selezionare un blocco di testo.
    • Ctrl + Esc per aprire il menu Start.
    • Ctrl + Maiusc + ESC per aprire lo strumento Gestione attività.
    • Ctrl + Maiusc per cambiare il layout di tastiera (se ne sono disponibili diversi).
    • Maiusc + F10 per visualizzare il menu di scelta rapida per l’elemento selezionato.
    • Maiusc + qualsiasi tasto di direzione per selezionare più elementi in una finestra o sul desktop oppure il testo in un documento.
    • Ctrl + Canc per eliminare l’elemento selezionato senza spostarlo nel Cestino.
    • Freccia destra per aprire il menu successivo a destra o un sottomenu.
    • Freccia sinistra per aprire il menu successivo a sinistra o chiudere un sotto-menu.
    • Esc per interrompere o uscire dall’attività corrente.

    Se desideri sapere quali altre scorciatoie da tastiera puoi utilizzare su Windows 10, Windows 8.1 e Windows 7, clicca qui per collegarti alla pagina del sito Internet di Microsoft contenente l’elenco completo.
    Ti consiglio anche di consultare le linee guida dei programmi che usi frequentemente per apprendere le abbreviazioni specifiche messe a disposizione da questi ultimi.

    macOS

    Ecco alcune delle principali combinazioni di tasti per compiere alcune operazioni generali su macOS.

    • cmd + x per rimuovere l’elemento selezionato e copiarlo negli appunti.
    • cmd + c per copiare l’elemento selezionato negli appunti (funziona anche per i file nel Finder).
    • cmd + v per incollare i contenuti degli appunti nel documento o nell’app corrente (funziona anche per i file nel Finder).
    • cmd + z per annullare il comando precedente.
      Per eseguire di nuovo il comando annullato, è possibile premere cmd + maiusc + z.
      In alcuni programmi è possibile annullare e ripristinare comandi multipli.
    • cmd + a per selezionare tutti gli elementi.
    • cmd + f per cercare elementi in un documento o per aprire una finestra Cerca.
    • cmd + g per cercare l’occorrenza successiva dell’elemento cercato in precedenza.
      Per cercare l’occorrenza precedente, premi cmd + maiusc + g.
    • cmd + h per nascondere le finestre dell’applicazione in primo piano.
      Per visualizzare l’applicazione in primo piano e nascondere tutte le altre applicazioni, invece, premi cmd + opzione + h.
    • cmd + m per ridurre a icona la finestra in primo piano sul Dock.
      Per ridurre a icona tutte le finestre dell’applicazione in primo piano, invece, premi cmd + opzione + m.
    • cmd + n per aprire un nuovo documento o una nuova finestra.
    • cmd + o per aprire l’elemento selezionato o una finestra di dialogo per selezionare un file da aprire.
    • cmd + p per stampare il documento corrente.
    • cmd + s per salvare il documento corrente.
    • cmd + w per chiudere la finestra in primo piano.
      Per chiudere tutte le finestre del programma in uso, premi cmd + opzione + w.
    • cmd + q per uscire dal programma in uso.
    • opzione + cmd + esc per forzare la chiusura di un programma.
    • cmd + barra spaziatrice per richiamare/nascondere il campo di ricerca Spotlight.
    • cmd + tabulatore per passare al programma successivo usato più di recente fra quelli aperti.
    • maiusc + cmd + tilde (~) per passare alla finestra successiva usata più di recente dell’applicazione in primo piano.
    • maiusc + cmd + 3 per acquisire un’istantanea dell’intera schermata.
    • cdm + virgola (,) per aprire le preferenze dell’applicazione in primo piano.

    Se desideri sapere quali altre scorciatoie da tastiera puoi utilizzare su macOS, clicca qui per collegarti alla pagina del sito Internet di Apple che le elenca tutte.  Ti suggerisco anche di leggere le linee guida dei programmi che usi con maggior frequenza, in modo tale da acquistare dimestichezza con le abbreviazioni specifiche messe a disposizione da questi ultimi.

    Soluzioni alternative

    Le soluzioni che ti ho indicato nei paragrafi precedenti non ti hanno entusiasmato?
    Beh, allora dai un’occhiata alle soluzioni alternative elencate proprio qui sotto e vedrai che non te ne pentirai.

    Usare un touchpad

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    Un modo per usare il computer senza mouse è quello di ricorrere a un touchpad, Se hai a disposizione un portatile Windows o un MacBook, il touchpad è integrato nel computer stesso (un po’ più giù della tastiera).
    A meno che tu non abbia disattivato il touchpad (se hai disattivato il touchpad, clicca qui per scoprire come attivarlo nuovamente), puoi utilizzare questa periferica di input per muovere il cursore, senza dover necessariamente collegare un mouse esterno.

    Se, invece, utilizzi un PC fisso, puoi acquistare un touchpad esterno da collegare al computer.
    In commercio ne esistono diversi e puoi acquistarli sia nei negozi fisici che nei principali store online (es.
    Amazon).
    In alternativa, puoi acquistare tastiere che integrano al loro interno delle aree sensibili al tocco, dei veri e propri touchpad da tastiera.
    Se ricordi, te ne ho già parlato nella guida all’acquisto dedicata alle migliori tastiere.

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    Rii Mini X1 Wireless (Layout Italiano) – Mini Tastiera con Mouse touch…

    Vedi offerta su Amazon

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    Logitech K400 Plus Tastiera Wireless con Touchpad per Windows, Android…

    Vedi offerta su Amazon

    Usare lo smartphone come mouse remoto

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    Un’altra soluzione che puoi adottare per usare il PC senza mouse è quella di utilizzare lo smartphone come mouse remoto.
    Sia su Google Play Store che su App Store, infatti, sono presenti alcune app gratuite che permettono di utilizzare il proprio cellulare a mo’ di “telecomando per PC” le quali sfruttano la connessione Wi-Fi.
    Una delle più famose in assoluto è Remote Mouse:
    lascia che ti spieghi come utilizzarla al meglio.

    Tanto per cominciare, scarica Remote Mouse sul tuo dispositivo Android o iOS e avvia l’applicazione pigiando sulla sua icona.
    Dopodiché scarica il client ufficiale di Remote Mouse sul tuo computer:
    clicca qui per collegarti alla pagina di download di Remote Mouse, pigia sul pulsante Scaricalo subito e, nel riquadro che si apre, fai clic sul pulsante Windows per scaricare la versione per Windows o Mac per collegarti alla pagina del Mac App Store da cui scaricare il programma.

    Su Windows, apri il pacchetto d’installazione del software (RemoteMouse.exe) e clicca prima sul pulsante  e poi su OK, Next e Finish per completare il setup.
    Su macOS, invece, esegui il download direttamente dal Mac App Store:
    clicca sul pulsante Vedi nel Mac App Store presente nella pagina che si è aperta nel browser e, nella finestra che si apre, fai clic sul pulsante Ottieni/Installa l’app e attendi il download del programma.

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    Non appena avrai installato e avviato Remote Mouse sia sul tuo dispositivo mobile che sul PC (e aver collegato entrambi alla stessa rete Wi-Fi), sei finalmente pronto per utilizzare il tuo “mouse wireless”:
    pigia sul nome del computer che vuoi comandare a distanza e poi sposta il cursore trascinando il dito sullo schermo del tuo device.

    Per simulare il clic destro del mouse, fai tap con due dita sullo schermo dello smartphone; per accedere alle altre funzioni messe a disposizione da Remote Mouse, invece, pigia sui pulsanti collocati in alto, che servono a digitare del testo, avviare programmi e quant’altro.
    Ti ricordo che alcune feature di Remote Mouse (come quella che permette di gestire i controlli multimediali da remoto) sono disponibili effettuando acquisti in-app, a partire da 2,29 euro per elemento.

    recuperare product key di microsoft office e windows

    recuperare product key di microsoft office e windows

    Hai deciso di reinstallare Windows, stavi per formattare il computer ma un secondo prima di cominciare la procedura ti sei accorto che non hai appuntato i numeri di serie per registrare le tue copie del sistema e della suite Microsoft. Devi rinunciare ai tuoi programmi?
    Giammai! In situazioni come queste recuperare product key è possibile, eccome.
    Per fare ciò basta infatti utilizzare alcuni programmi gratuiti disponibili in Rete grazie ai quali puoi, appunto, risalire al numero di serie di Windows ma anche di altri programmi, come ad esempio Microsoft Office, senza andare a scovare fogli e confezioni nascoste in chissà quale cassetto.
    Utilizzi OS X e vorresti recuperare il numero seriale di uno specifico software in uso sul tuo Mac?
    Beh, non preoccuparti… tra i software che sto per indicarti c’è qualcosa che può fare anche al caso tuo.

    Prima che tu possa spaventarti e pensare a chissà cosa ci tengo a farti presente sin da subito che contrariamente alle apparenze utilizzare questi programmi grazie ai quali recuperare product key non è affatto complicato.
    Tutti, infatti, posso servirsi di tali risorse senza andare incontro a problemi e senza inutili perdite di tempo. Si tratta infatti di strumenti estremamente semplici da usare e che non richiedono alcuna conoscenza tecnica:
    basta scaricarli sul computer, avviarli e tutti i codici vengono elencati come per magia.

    Premesso ciò, se sei dunque realmente interessato a capire che cosa bisogna fare per poter recuperare product key così come ti ho appena indicato ti suggerisco prenderti qualche minuto di tempo libero, di sistemarti ben comodo dinanzi al tuo computer e di concentrarti sulla lettura di questo tutorial.
    Sono sicuro che alla fine potrai dirti più che soddisfatto e che in caso di necessità sarai anche pronto e ben disponibile a fornire ai tuoi amici tutte le spiegazioni del caso per ottenere il medesimo risultato.
    Scommettiamo?

    Magical Jelly Bean Keyfinder

    Il primo programma che ti suggerisco di sfruttare per recuperare product key è Magical Jelly Bean Keyfinder.
    Si tratta di un software a costo zero che agisce andando a “prelevare” il seriale del sistema operativo e della copia di Office in uso agendo direttamente sul registro di sistema di Windows.
    Il programma è inoltre disponibile in una versione compatibile con OS X e permette di recuperare product key anche su Mac intervenendo su numerosi programmi, tra cui quelli a marchio Adobe.
    Il suo utilizzo è estremamente semplice ed eventualmente è disponibile anche in un’edizione a pagamento comprensiva di alcune funzionalità extra.
    Per poter essere impiegato il programma necessita di una rapida installazione.

    Per poter recuperare product key con Magical Jelly Bean Keyfinder è innanzitutto necessario scaricare il software sul computer su cui è tua intenzione agire.
    Se utilizzi un PC Windows puoi fare ciò clicca qui in modo tale da collegarti subito alla pagina Web principale di Magical Jelly Bean Keyfinder dopodiché pigia sul pulsante Download che trovi collocato accanto alla voce Installer v2.0.10.10 (1.1 Mb) ed attendi che il programma venga scaricato sul tuo computer.
    Se invece stai utilizzando un Mac puoi collegarti alla pagina di Download del programma cliccando qui dopodiché pigia sulla voce Download Now presente in corrispondenza della scritta Free per scaricare subito il software.

    A download completato, se stai utilizzando Windows installa il software facendo doppio clic sul file KeyFinderInstaller.exe, pigia poi su Si e successivamente su Next.
    Apponi quindi il segno di spunta accanto alla voce I accept the agreement e poi fai nuovamente clic sul pulsante Next per tre volte di seguito.
    Pigia ora sulla casella presente accanto alla voce Custom Installation (Advanced) rimuovi i due segni di punta dalle caselle sottostanti al fine di evitare l’installazione di programmi aggiuntivi ed indesiderati sul tuo computer e poi fai clic su Next.
    Per finire pigia prima su Install e poi sul pulsante Finish.
    Se invece stai usando OS X apri il file MacProductKeyFinder.dmg che è stato appena scaricato sul tuo computer dopodiché trascina l’icona del programma nella cartella Applications annessa alla finestra che è andata ad aprirsi sulla scrivania.

    A prescindere dal fatto che tu stia utilizzando Windows oppure un Mac, ad installazione completata avvia il programma, seleziona la voce relativa al prodotto relativamente al quale intendi recuperare product key dalla colonna sinistra della finestra dello stesso e nella parte destra troverai indicato il seriale.

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    Se lo ritieni necessario, puoi anche salvare in un file di testo i dati indicati oppure puoi effettuarne la stampa sfruttando gli appositi comandi collocati nella parte alta della finestra del software.

    Lazesoft Windows Key Finder

    Anche Lazesoft Windows Key Finder è un ottimo software per recuperare product key.
    Si tratta di un’applicazione gratuita e open source grazie alla quale è possibile trovare il numero seriale di tutte le versioni di Windows ma anche di Office.
    Il programma non richiede installazioni per poter funzionare e consente inoltre di esportare e stampare i codici che trova.

    Per recuperare product key con Lazesoft Windows Key Finder clicca qui in modo tale da collegarti alla pagina Web ufficiale del software dopodiché pigia sul pulsantee Free Download Now ed attendi che la procedura di download dello stesso venga avviata e portata a termine.

    A download completato, fai doppio clic sul file WindowsKeyFinder.exe che è stato appena scaricato ed attendi l’apertura della finestra del software.
    Una volta visualizzata la finestra di Lazesoft Windows Key Finder il product key della tua copia di Windows e di Office dovrebbe esserti mostrato a schermo, nel riquadro collocato sulla parte sinistra.

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    A seconda di quelle che sono le tu necessità puoi quindi scegliere di salvare il seriale in un file di testo pigiando sul pulsante Save oppure puoi effettuarne la stampa immediata semplicemente facendo clic su Print.
    Più facile di così?

    SterJo Key Finder

    La soluzione per recuperare product key che ti ho già suggerito non ha saputo attirare in maniera particolare la tua attenzione?
    No?
    Beh, allora prova a dare uno sguardo a SterJo Key Finder.
    Si tratta di un’altra applicazione gratuita che permette di recuperare Product Key e product ID dalle versioni più recenti di Windows e Microsoft Office con estrema facilità. Non richiede alcuna procedura d’installazione per funzionare e può essere usato anche con altri software, come ad esempio Microsoft Works, Photoshop, AutoCAD e molti videogame targati Microsoft.
    Insomma…  è una vera manna dal cielo!

    Per recuperare product key con SterJo Key Finder il primo passo che devi compiere è quello di fare clic qui in modo tale da poterti subito collegare alla pagina Web di download del programma.
    In seguito, clicca sul pulsante Portable che risulta collocato in basso ed attendi che il software venga scaricato sul tuo computer.

    Adesso, apri l’archivio keyfinder.zip che contiene il programma, estraine il contenuto in una cartella qualsiasi e avvia l’applicazione KeyFinder.exe presente al suo interno.

    Nella finestra che a questo punto ti verrà mostrata sul desktop troverai l’elenco con tutti i codici trovati da SterJo Key Finder.
    Trovi indicato ciascun prodotto per il quale è stato individuato il product key in corrispondenza della colonna Product Name mentre trovi il relativo numero seriale in corrispondenza della colonna Product Key.

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    Se lo ritieni opportuno, puoi esportare tutti i product key individuato in un file di testo cliccando sull’icona del floppy disk collocata in alto a sinistra nella finestra del programma.
    Ti segnalo inoltre la possibilità di estrapolare i product ID da altre installazioni di Windows (utile per i sistemi dual-boot) selezionando la voce File dalla parte in alto a sinistra della finestra del software, pigiando poi su Recover keys from e cliccando su External Windows directory dal menu che ti viene mostrato.

    NirSoft ProduKey

    Un’altra ottima soluzione per recuperare product key consiste nel ricorrere all’uso di NirSoft ProduKey.
    Si tratta di uno dei programmi più celebri appartenenti a questo genere che consente di recuperare il numero seriale di Windows e quello dei prodotti della famiglia Office.
    È opportuno tener presente che per quanto riguarda le edizioni più recenti di Windows il programma non permette di visualizzare l’informazione desiderata se si utilizza Microsoft Volume Licensing.

    Per recuperare product key con NirSoft ProduKey la prima cosa che devi fare è quella di cliccare qui in modo tale da poterti subito collegare al sito Internet ufficiale del software.
    Successivamente scorri sino in fondo la pagina Web che ti viene mostrata e poi fai clic sul collegamento Download ProduKey (In Zip file).
    Attendi quindi qualche istante affinché il download del pacchetto in formato ZIP contente il programma venga prima avviato e poi completato dopodiché apri il file produkey.zip, estraine il contenuto in una cartella qualsiasi e avvia l’eseguibile ProduKey.exe.

    Aspetta poi l’apertura della finestra del programma ed una volta visualizzata sul desktop troverai indicato il prouct key di Windows e quello degli eventuali prodotti Office in tuo possesso in corrispondenza della colonna Product Key.

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    Ora che sei riuscito a recuperare product key, per poterne effettuare il salvataggio forma di file di testo seleziona il seriale di tuo interesse con la combinazione di tasti Ctrl+A e poi clicca sull’icona del floppy disk che si trova in alto a sinistra.
    Se anziché effettuare il salvataggio di uno specifico numero seriale intendi copiarlo nella clipboard di Windows cliccaci sopra con il tasto destro del mouse e poi seleziona la voce Copy Product Key dal menu che ti viene mostrato.
    Successivamente incolla il seriale ottenuto, utilizzando la combinazione di tasti CTRL+V, ove ritieni più opportuno.

    Enchanted Keyfinder

    In conclusione ti voglio parlare di Enchanted Keyfinder, un programma gratuito e open source per sistemi operativi Windows che non viene aggiornato più da parecchio tempo ma riesce comunque a “captare” i product key di tutte le versioni più recenti del sistema operativo di casa Microsoft e le edizioni di Office fino alla 2010.

    Per scaricare il programma sul tuo computer clicca qui per collegarti alla pagina Web di download dello stesso dopodiché fai clic pulsante verde Download.
    A download completato apri, facendo doppio clic su di esso, l’archivio appena scaricato ed estraine il contenuto in una cartella qualsiasi.

    Accedi quindi alla cartella EKeyfinder appena estratta dall’archivio e avvia il programma keyfinder.exe per accedere alla schermata principale di Enchanted Keyfinder.

    Nella finestra che si apre, potrai recuperare product key semplicemente cliccando sul nome del tuo sistema operativo o della versione di Office installata sul tuo PC e individuando la voce CD Key: collocata nella parte destra della schermata principale di Enchanted Keyfinder.

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    Tra le altre informazioni visualizzate dal software ci sono anche il codice identificativo del prodotto, il nome del computer, il nome della persona a cui è intestata la licenza del programma e la descrizione del mezzo tramite cui si è installato il software o sistema operativo.

    Dopo essere riuscito a recuperare product key, puoi eventualmente esportare i dati trovati da Enchanted Keyfinder in un file di testo, selezionando la voce Save As… dal menu File, e stampare questi ultimi, selezionando la voce Print sempre annessa al menu File.

    sviluppare app windows phone

    sviluppare app windows phone

    Ti piacerebbe creare un’applicazione per Windows Phone 8 attraverso la quale promuovere il tuo sito Internet ma non hai conoscenze avanzate in termini di programmazione?
    Non disperare.
    Anche tu puoi creare una app per il sistema operativo di Microsoft.

    Tutto quello che devi fare è rivolgerti ad una soluzione semplificata che ti consenta di sviluppare un’applicazione mediante una procedura guidata, senza digitare una singola linea di codice.
    Esiste, ed è perfino gratuita.
    Se vuoi sapere di che si tratta e vuoi imparare come sviluppare app per Windows Phone utilizzandola, continua a leggere.

    Se vuoi scoprire come sviluppare app per Windows Phone e non hai molta dimestichezza con i linguaggi di programmazione, ti consiglio di dare un’occhiata a Windows Phone App Studio.
    Si tratta di un servizio online gratuito offerto da Microsoft che permette di realizzare applicazioni per Windows Phone 8 in maniera estremamente semplice (senza scrivere nemmeno una riga di codice) agendo direttamente dal browser.
    Dispone di vari modelli preimpostati da cui partire per realizzare la propria app e di una comodissima procedura guidata per creare un’applicazione totalmente nuova partendo da zero.

    Per utilizzare Windows Phone App Studio, collegati a questa pagina, fai click sul pulsante Start building ed esegui l’accesso al servizio utilizzando i dati del tuo account Microsoft (Outlook.com/Hotmail).
    Successivamente, accetta di collegare il tuo account ad App Studio cliccando su e conferma la tua registrazione al servizio cliccando su Register.

    Nella pagina che si apre, fai click sul pulsante Create app e scegli se creare un’applicazione partendo da un modello preimpostato (selezionando uno dei live tile collocati sotto la dicitura create an app from a template oppure se creare una app “vuota”, cliccando sulla voce create an empty app.
    A questo punto, devi digitare il nome dell’applicazione che intendi creare, una descrizione breve delle sue funzioni e caricare la sua icona (in formato PNG) cliccando sul pulsante Logo collocato in basso a sinistra.
    A procedura ultimata, clicca su Next per proseguire nello sviluppo del tuo progetto.

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    A questo punto, a seconda della scelta che hai fatto all’inizio (partire da un modello preimpostato o creare un’applicazione vuota) devi sviluppare app per Windows Phone selezionando gli elementi da aggiungere nell’applicazione.

    Nel caso dei modelli predefiniti, troverai già diversi oggetti nell’editor (Story, News, ecc.) che dovrai personalizzare cliccando sulle rispettive icone.
    Ad esempio, per le pagine con le news potrai scegliere l’indirizzo sorgente del feed RSS dal quale la app deve attingere le notizie da visualizzare.

    Nel caso delle app “vuote”, devi aggiungere manualmente sezioni, menu ed oggetti cliccando sul pulsante + collocato in alto a destra e selezionando la voce Add section (per aggiungere una sezione) o la voce Add menu (per aggiungere un menu) dal menu che compare.

    Successivamente, potrai modificare tutte le sezioni e i menu aggiunti all’applicazione selezionando gli elementi da inserire in essi:
    RSS per le notizie da feed RSS, HTML per elementi in HTML, Bing per le ricerche di Bing, e così via.

    Recandoti nella scheda Configure App Style potrai poi selezionare i colori e gli altri dettagli estetici dell’applicazione per renderla più accattivante sotto il punto di vista grafico.

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    Al termine della creazione della tua app, recati nella scheda Generate di Windows Phone App Studio e clicca sul pulsante Generate app per avviare la creazione del suo pacchetto d’installazione.
    Ci vorranno alcuni minuti, ad ogni modo ti verrà inviata una email quando il processo verrà terminato.

    Avrai così la possibilità di scaricare la tua applicazione e il suo codice sorgente (da utilizzare in Visual Studio) sul PC.
    Per installarla sul tuo Windows Phone, dovrai prima scaricare l’SDK della piattaforma da questa pagina Web, installarla sul computer, collegare il telefono al PC ed aprire Windows Phone Developer Registration per autorizzare il tuo account.

    Per pubblicare la tua app sul Windows Store, dovrai registrare un account dev Microsoft seguendo le indicazioni presenti in questa pagina.
    Il canone annuale da pagare per avere un account di questo tipo è di 37 euro.

    Se qualche passaggio non ti è chiaro, puoi vedere in maniera pratica come funziona Windows Phone App Studio grazie ad uno dei tanti video-tutorial disponibili su YouTube.
    Quando poi ti sentirai pronto ad approfondire l’argomento, ti consiglio di dare un’occhiata alla guida di HTML.it che spiega come sviluppare applicazioni per Windows Phone in Visual Studio.

    aggiornamenti windows

    aggiornamenti windows

    Aggiornare Windows è un’operazione fondamentale per mantenere il computer sicuro e sempre al massimo delle prestazioni.
    Questo ormai lo sappiamo tutti, spesso però la pigrizia e la distrazione portano gli utenti a non controllare lo stato del proprio sistema e a tralasciare molti degli update disponibili. Ecco perché oggi ho deciso di occuparmi esclusivamente degli aggiornamenti Windows con una guida in cui vedremo insieme come impostare correttamente Windows Update, come renderlo un po’ meno “noioso” e in che modo ripristinarlo quando smette di svolgere correttamente il suo lavoro (può capitare).

    Lo so che non è un argomento particolarmente “stimolante” ma, se ci tieni alla sicurezza del tuo computer, faresti bene a dare un’occhiata all’articolo e ad assicurarti che sul tuo PC sia tutto impostato in maniera corretta.
    Prima che tu possa allarmarti e pensare a chissà cosa ci tengo a farti presente sin da subito che al contrario delle apparenze e al di là di quel che tu possa pensare “settare” in maniera corretta gli aggiornamenti Windows non è affatto complicato.
    Basta solo avere un minimo di pazienza e qualche minuto di tempo libero e il gioco è fatto, davvero.

    Se sei quindi effettivamente interessato a scoprire che cosa bisogna fare per poter regolare al meglio gli aggiornamenti Windows ti suggerisco di prenderti una decina di minuti o poco più di tempo libero, di metterti ben comodo e di concentrarti sulla lettura di questa guida.
    Sono certo che alla fine potrai dirti più che soddisfatto e che qualora necessario sarai anche pronto a fornire tutte le spiegazioni del caso ai tuoi amici bisognosi di ricevere dritte analoghe.
    Sei pronto?
    Si?
    Grandioso, allora mettiamo al bando le ciance e cominciamo subito a darci da fare!

    Indice

    • Informazioni preliminari
    • Aggiornamenti Windows 10
      • Regolare le impostazioni degli aggiornamenti
      • Evitare il riavvio forzato del sistema
      • In caso di problemi
    • Aggiornamenti Windows Vista, Windows 7 e Windows 8/8.x
      • Regolare le impostazioni degli aggiornamenti
      • Evitare il riavvio forzato del sistema
      • In caso di problemi
    • Strumenti per aggiornamenti Windows

    Informazioni preliminari

    Nonostante siano ancora molti gli utenti che utilizzano versioni meno recenti di Windows, è bene tenere a mente il fatto che Windows XP è un sistema operativo che non viene più supportato e per il qualche non viene rilasciato più alcun aggiornamento mentre per quanto concerne Windows Vista e Windows 7 è attivo il supporto Mainstream.
    Per quanto riguarda i più recenti Windows 8/8.x e Windows 10, ad oggi Microsoft rilascia aggiornamenti su base regolare.
    Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina Web informativa annessa al sito Internet ufficiale di Microsoft.

    Aggiornamenti Windows 10

    Regolare le impostazioni degli aggiornamenti

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    Se il tuo PC è equipaggiato con Windows 10 e vuoi regolare le impostazioni relative agli aggiornamenti del sistema operativo, il primo passo che devi compiere è premere sul pulsante Start (l’icona della bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo), quindi sull’icona dell’ingranaggio presente nel menu che si apre e sull’icona Aggiornamento e sicurezza presente nella finestra che viene mostrata sullo schermo.

    Adesso, se gli aggiornamenti sono attivi, puoi  sospenderli per 7 giorni ciccando sull’apposito pulsante.
    Se, invece, sono disabilitati, puoi riavviarli cliccando sul pulsante Riprendi aggiornamenti (queste opzioni sono disponibili solo sulle versioni di Windows 10 pari o successive alla 1903, aggiornamento di maggio 2019).

    Cliccando, invece, sulla voce Opzioni avanzate puoi specificare se ricevere aggiornamenti per altri prodotti Microsoft durante l’aggiornamento di Windows, se scaricare gli aggiornamenti con connessioni a consumo e regolare il periodo per il quale disattivare temporaneamente Windows Update (opzione disponibile anche sulle versioni di Windows 10 precedenti alla 1903, ma solo per le edizioni Pro ed Enterprise:
    maggiori info qui).

    Premendo poi sulla voce Cambio orario di attività, puoi impostare gli orari in cui solitamente lavori al PC e quindi evitare di essere interrotto dall’installazione degli aggiornamenti di Windows 10 in quei frangenti.

    Se vuoi, puoi anche attivare l’opzione dedicata alle connessioni a consumo.
    Qualora non ne fossi già a conoscenza, sappi che si tratta di una particolare funzionalità che Microsoft ha scelto di includere nel suo più recente sistema operativo e rappresenta una sorta di ancora di salvezza per tutti coloro che dispongono di una connessione con quantità dati limitata.
    Infatti, attivando tale funzione il download dei dati in background viene bloccato, sia per il sistema operativo che per le app installate, al fine di evitare costi a sorpresa per l’utente.
    Di conseguenza, anche il download degli aggiornamenti viene rimandato.
    La funzionalità in oggetto, questo è però bene che tu lo tenga a mente, può essere attivata solo ed esclusivamente nel caso in cui la connessione utilizzata sia di tipo Wi-Fi.

    Se questa soluzione ti interessa, puoi bloccare il download e l’installazione degli aggiornamenti per Windows 10 facendo innanzitutto clic sul campo di ricerca collocato accanto al pulsante Start sulla barra delle applicazioni, digitando impostazioni e pigiando poi sul pulsante Invio sulla tastiera.

    Nella nuova finestra che a questo punto andrà ad aprirsi sul desktop, fai clic su Rete e Internet dopodiché individua la voce Wi-Fi dalla barra alterale collocata sulla sinistra e cliccaci sopra.
    Nella schermata che adesso ti verrà mostrata, clicca sulla voce Opzioni avanzate collocata sotto il nome della rete Wi-Fi alla quale risulta collegato il tuo PC, individua la voce Imposta come connessione a consumo e poi porta su ON il relativo interruttore cliccandoci sopra.

    Evitare il riavvio forzato del sistema

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    Hai già attivato la funzione che ti permette di pianificare il riavvio del sistema operativo per l’installazione degli aggiornamenti Windows ma a quanto pare non sembra essere sufficiente?
    Non temere, possiamo far fronte subito alla cosa!

    Se utilizzi una versione Pro del sistema operativo, digita modifica criteri di gruppo nel campo di ricerca collocato sulla barra delle applicazioni, clicca sul primo risultato presente in elenco annesso al menu Start e poi premi la combinazione di tasti Win+R sulla tastiera del PC e dando il comando gpedit.msc.
    Nella finestra che si apre, naviga fino alla cartella Configurazione computer, fai doppio clic su Modelli amministrativi, clicca per due volte consecutive su Componenti di Windows, fai doppio clic su Windows Update, poi fai doppio clic sulla voce Escludi riavvio automatico per installazioni pianificate di aggiornamenti automatici con gli utenti non connessi e attiva l’impostazione apponendo il segno di spunta accanto alla dicitura Attivata.

    Se invece utilizzi una versione Home di Windows, recati nell’Editor del registro di sistema premendo la combinazione di tasti Win+R sulla tastiera del PC e dando il comando regedit.
    Nella finestra che si apre, raggiungi la cartella HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows\WindowsUpdate\AU, fai clic destro in un punto vuoto dell’Editor e seleziona prima la voce Nuovo e poi quella valore DWORD (32-bit) dal menu che compare.
    In seguito, rinomina in NoAutoRebootWithLoggedOnUsers la chiave appena creata, fai doppio clic su di essa e imposta il suo valore su 1.

    Per applicare tutte le modifiche apportate riavvia il sistema.

    Anche nel caso di Windows 10 ci tengo a ricordarti che disattivare i riavvio forzato del sistema per l’installazione degli aggiornamenti potrebbe farti ritardare inutilmente l’installazione di update fondamentali per la sicurezza del PC, occhio!

    In caso di problemi

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    Stai riscontrando delle difficoltà nell’utilizzare Windows Update su Windows 10 e vorresti provare a far fronte alla cosa?
    In tal caso, puoi utilizzare l’apposito strumento per la risoluzione dei problemi annesso a Pannello di controllo.
    Per fare ciò, clicca sul pulsante Start presente sulla barra delle applicazioni, digita risoluzione dei problemi nel campo di ricerca visualizzato e poi fai clic sul primo risultato presente in elenco.

    Nella finestra che a questo punto ti viene mostrata, fai clic sulla voce Risolvere i problemi relativi a Windows Update annessa alla sezione Sistema e sicurezza dopodiché clicca sul bottone Avanti ed attendi che la procedura di controllo venga avviata e portata a termine.
    Se necessario clicca su Prova a eseguire la risoluzione dei problemi come amministratore.

    Al termine della procedura di analisi nella finestra aperta sul desktop, sotto la voce Problemi trovati, potrai visualizzare tutti i problemi identificati su Windows in base ai quali non era possibile usufruire correttamente di Windows Update.
    Se i problemi individuati sono stati risolti in maniera automatica, accanto a ciascuno di essi sarà presente la scritta Risolto ed un segno di spunta verde.
    Successivamente pigia sulla voce Chiudi strumento di risoluzione dei problemi.

    Successivamente, nella finestra aperta sul desktop, sotto la voce Problemi trovati, ti verranno indicati tutti i problemi identificati su Windows 10 in base ai quali non era possibile usufruire correttamente di Windows Update.
    A questo punto, tutti i problemi individuati dovrebbero essere stati risolti e la procedura per ripresentare Windows Update dovrebbe essere andata a buon fine.
    Per verificare che le cose stiano esattamente in questo modo accertati che accanto a ciascuno dei problemi riscontrati presente in elenco ci sia la voce Risolto seguita da un segno di spunta verde.
    Successivamente pigia sul bottone Chiudi collocato in basso a destra per chiudere la finestra.

    Aggiornamenti Windows Vista, Windows 7 e Windows 8/8.x

    Regolare le impostazioni degli aggiornamenti

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    Se vuoi regolare le impostazioni relative agli aggiornamenti Windows e il tuo PC è equipaggiato con Windows Vista, Windows 7 o Windows 8/8.x, il primo passo che devi compiere è recarti in Start e digitare il termine update sulla tastiera del computer.

    Seleziona quindi la voce Windows Update dai risultati della ricerca e, nella finestra che si apre, clicca sull’opzione Cambia impostazioni situata nella barra laterale di sinistra.
    A questo punto, espandi il menu a tendina collocato al centro dello schermo e seleziona una delle quattro voci disponibili.

    • Installa gli aggiornamenti automaticamente (scelta consigliata) – Si tratta dell’impostazione predefinita di Windows e prevede sia il download che l’installazione automatica di tutti gli aggiornamenti importanti.
    • Scarica gli aggiornamenti ma consenti di scegliere se installarli – Con questa opzione, Windows scarica automaticamente tutti gli aggiornamenti importanti ma non li installa se non è l’utente ad avviare l’operazione.
    • Verifica la disponibilità di aggiornamenti ma consenti di scegliere se scaricarli e installarli – Scegliendo questa impostazione, Windows verifica la disponibilità di aggiornamenti, informa l’utente se ci sono update da scaricare ma non provvede né a prelevarli né a installarli automaticamente.
    • Non verificare mai la disponibilità di aggiornamenti (scelta non consigliata) – Disattiva del tutto la funzionalità di aggiornamento di Windows.
      Assolutamente sconsigliata come impostazione.

    Una volta selezionata l’opzione desiderata, per salvare i cambiamenti, basta cliccare su OK.
    È possibile, inoltre, attivare il download automatico degli aggiornamenti per altri prodotti Microsoft (come Office) apponendo il segno di spunta accanto alla voce Scarica aggiornamenti per altri prodotti Microsoft durante l’aggiornamento Windows e scaricare in maniera automatica gli aggiornamenti consigliati (ossia driver e altri update non fondamentali per la sicurezza del sistema) mettendo la spunta su Scarica aggiornamenti consigliati allo stesso modo degli aggiornamenti importanti.

    Evitare il riavvio forzato del sistema

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    Hai già attivato gli aggiornamenti Windows automatici ma vuoi fare in modo che il tuo PC non si riavvii in maniera forzata per poterli installare?
    Nessun problema.

    Se utilizzi una versione Pro del sistema operativo, recati nell’Editor criteri di gruppo locali premendo la combinazione di tasti Win+R sulla tastiera del PC e dando il comando gpedit.msc.
    Nella finestra che a questo punto ti viene mostrata, naviga fino alla cartella Configurazione computer, fai doppio clic su Modelli amministrativi, fai doppio clic su Componenti di Windows, clicca per due volte consecutive su Windows Update, fai doppio clic sulla voce Escludi riavvio automatico per installazioni pianificate di aggiornamenti automatici con gli utenti non connessi e poi attiva l’impostazione apponendo il segno di spunta accanto alla dicitura Attivata.

    In alternativa, se utilizzi una versione Home di Windows, recati nell’Editor del registro di sistema premendo la combinazione di tasti Win+R sulla tastiera del PC e dando il comando regedit.
    Nella finestra che si apre, raggiungi la cartella HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows\WindowsUpdate\AU, fai clic destro in un punto “vuoto” dell’Editor e seleziona la voce Nuovo > valore DWORD (32-bit) dal menu che compare.
    Successivamente, rinomina in NoAutoRebootWithLoggedOnUsers la chiave appena creata, fai doppio clic su di essa e imposta il suo valore su 1.

    Riavvia il sistema per rendere effettive le modifiche.

    Mi raccomando, però:
    disattiva il riavvio automatico di Windows per l’installazione degli aggiornamenti importanti solo se sei convinto di questa scelta.
    Potrebbe farti ritardare inutilmente l’installazione di update fondamentali per la sicurezza del PC.

    In caso di problemi

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    Pur risultando attivato, Windows Update non sembra funzionare correttamente sul tuo PC e restituisce strani messaggi di errore?
    Prova a ripristinarlo seguendo questa semplice procedura.

    * Recati in Start;
    * Digita ”cmd”;
    * Fai clic destro sull’icona del Prompt dei comandi presente nei risultati della ricerca e scegli la voce Esegui come amministratore dal menu che compare;
    * Nella finestra che si apre, dai uno dopo l’altro i seguenti comandi e riavvia il PC.

    • net stop wuauserv
    • rmdir %windir%\softwaredistribution /s /q
    • rmdir %windir%\system32\softwaredistribution /s /q
    • regsvr32 /s wuaueng.dll
    • regsvr32 /s wuaueng1.dll
    • regsvr32 /s atl.dll
    • regsvr32 /s wups.dll
    • regsvr32 /s wups2.dll
    • regsvr32 /s wuweb.dll
    • regsvr32 /s wucltui.dll
    • net start wuauserv

    Al nuovo accesso a Windows, prova ad avviare la ricerca degli aggiornamenti in Windows Update e tutto dovrebbe funzionare in maniera corretta.

    Strumenti per aggiornamenti Windows

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    Per finire, ti voglio consigliare un’applicazione gratuita che ti tornerà utile se ti ritrovi spesso a installare gli aggiornamenti Windows su più computer equipaggiati con lo stesso sistema operativo.
    Si tratta di WSUS Offline Update che permette di scaricare in locale i pacchetti d’installazione degli aggiornamenti di Windows e applicarli, in serie, su qualsiasi computer.

    Il suo funzionamento è semplicissimo e supporta tutte le principali edizioni di del sistema operativo di casa Redmond:
    Windows Vista, Windows 7, Windows 8/8.x e Windows 10.
    Per scaricarlo sul tuo computer, collegati al suo sito Internet ufficiale e clicca sul link collocato sotto la voce Most recent version (nella barra laterale di destra).

    A download completato, apri l’archivio ZIP appena scaricato (es.
    wsusoffline921.zip) ed estraine il contenuto in una cartella qualsiasi.
    Successivamente, avvia il programma UpdateGenerator.exe e metti il segno di spunta accanto alla voce relativa al sistema operativo di cui vuoi scaricare gli update.
    Per ciascun OS sono disponibili due opzioni:
    x86 Global per i sistemi a 32 bit e x64 Global per quelli a 64 bit.
    XP, invece, si trova nella scheda Legacy.

    Una volta scelto il sistema operativo, clicca sul pulsante Start e attendi che vengano scaricati tutti gli aggiornamenti che mancano sul computer in uso (potrebbe volerci molto, puoi seguire le operazioni di download tramite la finestra del Prompt dei comandi che si apre).
    Se ti viene chiesto di aggiornare i certificati Trusted Root, accetta cliccando su .

    A processo ultimato, troverai i pacchetti d’installazione degli aggiornamenti di Windows nelle sotto-cartelle di WSUS Offline Update.
    Per installare tutti gli update in serie, copia la cartella del programma sul computer da aggiornare, avvia l’applicazione UpdateInstaller.exe situata nella cartella Client e clicca sul pulsante Start.
    Farà tutto da solo.

    chiudere le finestre e i programmi aperti di windows in un solo colpo

    chiudere le finestre e i programmi aperti di windows in un solo colpo

    L’applicazione che stavi usando fino a qualche minuto fa sul tuo smartphone ha smesso di funzionare?
    Il programma che stavi utilizzando sul tuo computer si è improvvisamente bloccato senza alcun motivo apparente?
    Succede.
    In questi casi, la cosa migliore da fare è chiudere il processo in esecuzione e riavviarlo:
    solitamente basta effettuare questa semplice operazione per far tornare tutto alla normalità e riprendere il proprio lavoro senza alcun problema.

    Come dici?
    Ti sei avvicinato al mondo della tecnologia solo da poco e non hai la più pallida idea di come chiudere le applicazioni aperte?
    Non ti preoccupare.
    Se mi dedichi qualche minuto del tuo tempo libero, posso darti una mano e mostrarti come procedere.
    Nei prossimi paragrafi, infatti, ti spiegherò passo-passo come chiudere le app e i programmi aperti sia sui tuoi dispositivi mobili che sul tuo computer.

    Allora, sei già ai “posti di comando”, pronto per iniziare?
    Sì?
    Fantastico! Mettiti bello comodo, prenditi il tempo che ti serve per concentrarti sulla lettura dei prossimi paragrafi e, cosa ancora più importante, metti in pratica i miei consigli. Ti garantisco che, se seguirai scrupolosamente le mie “dritte”, non riscontrerai il benché minimo problema nel chiudere e riavviare i programmi che non funzionano più bene.

    Indice

    • Come chiudere applicazioni aperte su Android
    • Come chiudere applicazioni aperte su iOS
      • iPhone
      • iPad
    • Come chiudere programmi aperti su Windows
    • Come chiudere programmi aperti su macOS

    Come chiudere applicazioni aperte su Android

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    Vorresti capire come chiudere le applicazioni aperte sul tuo dispositivo Android?
    Ti garantisco che si tratta di un’operazione molto semplice da attuare, sia che tu abbia intenzione di chiudere una singola app che tutte le app in un colpo solo.

    Tanto per cominciare, prendi il tuo dispositivo, sbloccalo e poi pigia sul pulsante del multi-tasking (l’icona del quadratino che di solito è situata in basso a destra o in basso a sinistra, a seconda della configurazione del device). Nella schermata che si apre visualizzerai tutte le app che sono attualmente aperte:
    “sfogliale” spostando il dito su e giù e, non appena avrai individuato l’applicazione che vuoi chiudere, fai tap sul simbolo della (x) presente nella miniatura di quest’ultima.
    In alternativa, puoi chiudere le app aperte semplicemente facendo uno swipe veloce verso destra o verso sinistra su di esse (sempre nella schermata del multi-tasking).

    Se il tuo dispositivo offre la funzionalità che permette di chiudere tutte le app in un colpo solo, fai tap sulla voce Cancella tutto (o Chiudi tutto, Elimina tutto), che dovrebbe essere situata nella parte superiore della schermata e, come per “magia”, tutte le app aperte verranno chiuse all’istante.

    Se vuoi usare misure più “drastiche”, puoi chiudere i processi in esecuzione su Android (quindi non le app, ma i processi che sono collegati a esse).
    Per farlo, avvia l’app Impostazioni (quella con l’icona raffigurante un ingranaggio), pigia sulla voce Applicazioni (o App) e, nella schermata che si apre, seleziona la scheda In uso che si trova in alto.
    Per concludere, pigia sul pulsante Interrompi situato in corrispondenza del processo che vuoi terminare e il gioco è fatto.

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    Nell’effettuare l’operazione che ti ho appena descritto, fai attenzione che tu non stia “killando” uno dei processi di sistema in esecuzione (che sono contrassegnati dall’icona del robottino verde), altrimenti rischi di compromettere il funzionamento del sistema operativo.

    Se per sbaglio termini dei processi di sistema, spegni il tuo dispositivo Android e riaccendilo.
    Per maggiori informazioni su come chiudere le app su Android, leggi l’approfondimento che ti ho appena linkato.

    Come chiudere applicazioni aperte su iOS

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    Chiudere le applicazioni aperte su iOS non fa risparmiare batteria, né migliora le prestazioni del sistema operativo, al contrario di quanto credono molti utenti.
    Tuttavia, può succedere che un’app si comporti in modo anomalo e, l’unico modo per risolvere il problema, è quella di chiuderla e poi riaprirla in un secondo tempo.
    Nei prossimi paragrafi ti spiego come puoi agire in questi casi sia su iPhone che su iPad.

    iPhone

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    Se l’iPhone in tuo possesso è dotato del tasto Home (quindi hai un qualsiasi modello di “melafonino” eccetto iPhone X), premi velocemente il tasto in questione per due volte consecutive, in modo da richiamare lo switcher applicazioni (la schermata dove sono presenti le miniature di tutte le app aperte).
    Dopodiché “sfoglia” le anteprime di tutte le app facendo uno swipe da destra verso sinistra e, dopo aver individuato quella che vuoi chiudere, trascina la miniatura della stessa verso l’alto fino a farla scomparire del tutto.
    Più facile di così?!

    Se possiedi iPhone X o successivi, dove non è presente il tasto Home, puoi chiudere le app nel seguente modo:
    scorri il dito dalla parte inferiore della schermata verso la parte centrale del display e tienilo premuto finché non visualizzi lo switcher applicazioni.
    Dopodiché individua la miniatura dell’applicazione da terminare e trascinala verso l’alto.

    Se utilizzi ancora iOS 11, dopo aver richiamato lo switcher delle applicazioni, effettua un tap prolungato su una delle schede visualizzate finché non compare l’icona del cerchio rosso con il trattino bianco e, per concludere, pigia sul pulsante rosso corrispondente alle app che vuoi chiudere o, se preferisci, chiudi le app trascinandole verso l’alto fino a farle scomparire del tutto.

    Se vuoi avere maggiori informazioni su come chiudere le app su iPhone e su come chiudere le app su iPhone X, leggi pure gli approfondimenti che ti ho appena linkato:
    lì troverai altre informazioni che ti saranno senz’altro utili.

    iPad

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    Desideri chiudere le app aperte su iPad?
    Anche in questo caso, premi velocemente il tasto Home per due volte consecutive, in modo da richiamare lo switcher applicazioni.
    Dopodiché individua le app che vuoi chiudere e trascina le loro miniature verso l’alto, fino a farle scomparire del tutto.

    Su iPad sono attive di default le gesture multitouch, tramite le quali puoi richiamare lo switcher applicazioni senza premere il tasto Home.
    Per farlo, poggia quattro dita sullo schermo ed effettua uno swipe verso l’alto:
    come per “magia”, visualizzerai lo switcher applicazioni dal quale potrai poi chiudere le app tramite la procedura che ti ho descritto poc’anzi.

    Se hai modificato le impostazioni di iOS e le gesture multitouch non sono attive sul tuo iPad, recati in Impostazioni > Generali > Multitasking e Dock e sposta su ON la levetta dell’interruttore collocata in corrispondenza della voce Gesti.
    Ora puoi richiamare lo switcher con la comoda gesture di cui ti ho parlato qualche riga più su e procedere alla chiusura delle app.

    Come chiudere programmi aperti su Windows

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    Desideri chiudere i programmi aperti su Windows, ma non sai come procedere perché non hai molta dimestichezza con il sistema operativo di casa Microsoft?
    Ti garantisco che la procedura che devi seguire è molto semplice, sia che tu abbia intenzione di chiudere una finestra che di terminare un processo in esecuzione.

    Se desideri semplicemente chiudere la finestra di un programma, clicca sulla (x) situata nell’angolo in alto a destra della stessa (cliccando sul simbolo del trattino, la finestra verrà semplicemente ridotta a icona, mentre cliccando sul simbolo del quadrato o delle due finestre sovrapposte la finestra sarà ingrandita o rimpicciolita).

    In alternativa, puoi chiudere una finestra di un programma passando con il cursore sulla miniatura dello stesso che è presente nella barra delle applicazioni e facendo poi clic sulla (x).
    Un altro modo per chiudere la finestra di un programma è quello di fare clic destro sull’icona di quest’ultimo (sempre dalla barra delle applicazioni) e poi facendo clic sulla voce (x) Chiudi finestra nel menu che si apre.
    Più facile di così?!

    Se non riesci a chiudere un programma, magari perché questo fa i “capricci”, le procedure che ti ho descritto sopra potrebbero non essere attuabili.
    In questo caso puoi risolvere il problema richiamando lo strumento Gestione attività (conosciuto anche come Task Manager) e chiudere il processo manualmente dalla finestra di quest’ultimo.

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    Per richiamare lo strumento Gestione attività, digita i termini “gestione attività” nella barra di ricerca di Windows oppure fai clic destro in un punto “vuoto” della barra delle applicazioni e seleziona la voce Gestione attività o Avvia gestione attività dal menu che si apre.
    Nella finestra principale di Gestione attività, individua il processo che vuoi terminare, selezionalo e poi clicca sul pulsante Termina processo o Termina attività e il gioco è fatto.

    Se vuoi avere maggiori informazioni su come terminare un processo su Windows, ti invito a consultare il tutorial in cui spiego in modo approfondito come procedere.

    Come chiudere programmi aperti su macOS

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    Vorresti capire come chiudere i programmi aperti su macOS perché hai da poco acquistato un nuovo Mac?
    Anche in questo caso, ti garantisco che la procedura che devi seguire è molto semplice sia che tu abbia intenzione di chiudere la finestra relativa a un programma in esecuzione o che tu debba “killare” un processo.

    Se vuoi semplicemente chiudere la finestra relativa a un programma, sposta il cursore del mouse sul cerchietto rosso situato nell’angolo in alto a sinistra della stessa e poi fai clic sulla (x).
    Cliccando sul cerchietto giallo la finestra verrà semplicemente ridotta a icona, mentre cliccando sul cerchietto verde la finestra verrà espansa o ridotta.
    In alternativa, è possibile usare la scorciatoia da tastiera cmd+w per chiudere la finestra selezionata.

    È bene sottolineare che, su Mac, chiudere la finestra di un programma non equivale a chiudere un programma. Per chiudere completamente un programma, bisogna cliccare sul nome di quest’ultimo presente nella barra dei menu di macOS (accanto al logo Apple) e fare clic sulla voce Esci da [nome del programma] nel menu che si apre.

    In alternativa, è possibile fare clic destro sull’icona del programma da chiudere situata nel Dock (la barra situata nella parte inferiore della schermata, dove sono allocati i programmi predefiniti di macOS e/o quelli che vi hai aggiunto) e poi facendo clic sulla voce Esci nel menu che si apre.
    Se preferisci usare le scorciatoie da tastiera, invece, premi cmd+q.

    Vuoi “killare” un processo, magari perché un programma si è bloccato (eh già, succede anche su Mac!)?
    Allora fai clic sul logo di Apple in alto a sinistra e seleziona la voce Uscita forzata… dal menu che si apre.

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    A questo punto, clicca sul nome del programma che vuoi chiudere forzatamente, fai clic sul pulsante Uscita forzata e poi conferma l’operazione cliccando ancora una volta sul pulsante Uscita forzata.
    Se lo desideri, puoi accedere alla finestra Forza chiusura applicazioni utilizzando anche la combinazione di tasti cmd+option/alt+esc.

    Se vuoi avere maggiori informazioni su come terminare un processo su macOS, non esitare a leggere il tutorial che ho già pubblicato sul mio blog.
    Sono certo che anche questa ulteriore lettura ti sarà utile.

    come attivare bitlocker windows

    come attivare bitlocker windows

    Come attivare BitLocker Windows 10

    Se vuoi sapere come attivare BitLocker Windows 10, sei nel posto giusto.
    Dopo aver capito che chiunque può bypassare la password dell’amministratore locale su Windows 10 usando il prompt dei comandi, sei corso ai ripari.
    Ti hanno detto che l’unico modo per proteggersi, attualmente, è la crittografia.
    Hai sentito parlare del sistema di crittografia BitLocker Windows 10, che sembra essere nascosto nel sistema operativo.
    Allora, hai deciso di approfondire la questione cercando su internet.
    Ed ecco che, in questo modo, sei arrivato sul mio blog.

    In questa guida, ti spiego infatti come attivare BitLocker Windows 10.
    Ti dico cosa devi fare per criptare il tuo hard disk o il tuo SSD con la crittografia AES-128 o AES-256 mediante BitLocker Drive Encryption.
    Così facendo, le partizioni di Windows rimarranno invisibili agli strumenti che le “sniffano”.
    Lo stesso vale per i file contenuti in esse.
    Se all’avvio non si digiterà la password o non si inserirà la chiavetta USB con la key di decrypt nel PC, di conseguenza, non si potrà accedere al disco fisso.

    Premetto che attivare BitLocker Windows 10 dovrebbe consentirti di non farti spiare su Windows 10.
    Tuttavia, dovrai ricordarti di non lasciare la chiavetta per il decrypt inserita nel computer.
    Invece, se utilizzerai la password all’avvio, dovrai evitare di scriverla e lasciarla sulla scrivania.
    Altrimenti, è tutto inutile.
    Detto ciò, possiamo cominciare.

    Come attivare BitLocker Windows 10

    Quando ti chiedi come attivare BitLocker Windows 10, la prima cosa che devi sapere, è che la chiave di ripristino di BitLocker Windows 10 va custodita come se fosse “oro”.
    Al momento in cui scrivo, non c’è modo di craccare un disco criptato con BitLocker per accedervi, soprattutto se la crittografia applicata è AES 256-bit.
    Se l’hard disk è cifrato, per ora, si può soltanto formattare.
    Perciò, se perdessi la chiave di BitLocker, perderesti tutti i tuoi progetti.
    Ecco perché è bene archiviarla in più posti sicuri (vedi sotto come).

    Indice

    • Requisiti BitLocker
    • Attivazione BitLocker
    • Controllare che BitLocker sia attivo
    Requisiti BitLocker

    Se ti stai domandando come attivare BitLocker Windows 10, è importante che prima di abilitarlo tu conosca i suoi requisiti.
    Sono i seguenti:

  • Versione Windows 10 Pro o Windows 10 Enterprise
  • Computer che supporta il chip TPM (Trusted Platform Module) (non obbligatorio ma consigliato per sicurezza aggiuntiva)
  • BIOS che supporta USB all’avvio o TPM
  • Due partizioni NTFS sul sistema operativo (BitLocker le creerà in automatico se non le trovasse)
  • Alimentatore computer per evitare che si arresti durante il processo di crittografia
  • Pazienza, perché a seconda dei dati da criptare, BitLocker Windows 10 ci metterà del tempo per attivarsi
  • Se hai tutte le “carte in regola”, puoi procedere ad attivare BitLocker Windows 10.
    In caso contrario, cambia PC oppure effettua l’upgrade a Windows 10 Pro (secondo le tue esigenze).

    Attivazione BitLocker

    Adesso che hai verificato i requisiti, vorrai sapere come attivare BitLocker Windows 10.
    Ebbene, effettua il login al tuo account Windows 10.
    Poi, apri il menu Start, cerca “crittografia” e scegli l’opzione Gestione BitLocker.
    Se non la trovassi, ricontrolla i requisiti di cui sopra.

    Si aprirà così il pannello di controllo per BitLocker Windows 10.
    Prima di schiacciare il tasto Attiva BitLocker, devi configurare il tipo di crittografia, cioè AES 128-bit o AES 256-bit.
    Se ti senti più tranquillo ad attivare BitLocker Windows 10 con la crittografia AES-256, devi farlo prima di criptare il disco.
    Non si può convertire in seguito.
    Devi farlo mediante le Local Group Policy, precisamente andando in Configurazione computer > Modelli amministrativi > Componenti Windows > Crittografia unità BitLocker e scegliendo XTS-AES a 256 bit.

    Scelto il tipo di crittografia, procedi ad attivare BitLocker Windows 10.
    Nella Gestione BitLocker, clicca Attiva BitLocker.
    Partirà così la procedura guidata per l’attivazione.
    Se vedessi l’errore TPM, vuol dire che il tuo PC non supporta questa sicurezza.
    Per attivare BitLocker Windows 10 senza TPM, vai nello stesso percorso dove hai cambiato il tipo di crittografia.
    Poi, scegli Unità sistema operativo e dopo Richiedi autenticazione aggiuntiva all’avvio.
    Metti il flag su Consenti BitLocker senza TPM compatibile.

    Durante la procedura guidata, scegli se usare una password o una chiavetta USB per sbloccare il sistema operativo.
    Poi, seleziona il tipo di archiviazione per la chiave di ripristino.
    Puoi usare una chiave USB, un account Microsoft, un account Azure Active Directory o anche un foglio di carta, sul quale verrà stampata la key.
    In tutti e tre i casi, ti consiglio di stampare quel foglio e metterlo al sicuro.
    Non si sa mai.

    Quando hai configurato BitLocker Windows 10, fai partire la crittografia del disco e attendi.
    Nel frattempo, puoi continuare ad utilizzare il PC.

    Controllare che BitLocker sia attivo

    Ora che hai capito come attivare BitLocker Windows 10, ti chiederai come vedere lo stato di avanzamento di BitLocker.
    Sì, perché la percentuale di completamento non si riesce a visualizzare dalla GUI, ma solo dal terminale.
    Devi aprire cmd in modalità amministratore, digitare il seguente comando e premere Invio:

    manage-bde -status

    Troverai così la percentuale di avanzamento.
    Inoltre, con lo stesso comando, potrai capire quando finisce l’attivazione di BitLocker Windows 10, cioè quando l’intero disco è stato criptato.
    Basta che guardi la scritta “Stato protezione“.
    Terminata la crittografia, ci verrà scritto Protezione attivata.

    Per altro, non appena sarai riuscito ad attivare BitLocker Windows 10, all’avvio del PC ti verrà chiesta la password di BitLocker.
    Non accadrà invece se hai scelto l’opzione chiavetta USB.
    In quel caso, per controllare che BitLocker Windows 10 sia attivo, togli la pennina USB e accendi il computer.
    Se la crittografia è attiva, visualizzerai la schermata blu di BitLocker.

    Ciò significa che, d’ora in avanti, nessuno potrà più spiarti su Windows 10 se accedesse materialmente al PC.
    Questo, a meno che non venga a scoprire la password per decriptare del disco.
    Per ulteriori informazioni sulla chiave di ripristino di BitLocker Windows 10, leggi questa pagina del supporto Microsoft.

    come bloccare gli aggiornamenti automatici di windows

    come bloccare gli aggiornamenti automatici di windows

    Conservi degli importantissimi documenti di lavoro sul tuo computer e non vuoi correre il rischio che qualche aggiornamento automatico di Windows o di macOS mandi tutto in crash (ogni tanto può succedere) rendendo inaccessibili i dati prima che tu riesca a copiarli su un dischetto?
    Vuoi scegliere tu quali aggiornamenti installare e quando farlo, senza che sia il sistema a scegliere per te?
    Allora mi sa che ho qualche consiglio che fa al caso tuo.
    Posso infatti spiegarti io, passo dopo passo, come bloccare aggiornamenti automatici.

    Premesso che gli aggiornamenti di Windows e di macOS sono fondamentali per la sicurezza del sistema operativo e vanno installati SEMPRE, oggi voglio dunque spiegarti come fare per bloccare gli aggiornamenti automatici in modo che, all’occorrenza, possa essere tu a decidere quali update scaricare e quando installarli senza lasciar fare tutto in automatico al sistema e rischiando potenzialmente di compromettere una macchina fondamentale per il tuo lavoro.

    Dedicami dunque qualche minuto del tuo prezioso tempo libero e vedrai che in men che non si dica riuscirai finalmente nel tuo intento.
    Prima che tu possa allarmarti e pensare a chissà cosa ci tengo a precisarti sin da subito che al contrario delle apparenze bloccare aggiornamenti automatici è un’operazione molto semplice da effettuare e che tutti, compreso chi – un po’ come te – non si reputa esattamente un esperto in informatica, posso riuscire nell’impresa.
    Sei pronto?
    Si?
    Benissimo, allora mettiamo al banco le ciance e cominciamo subito a darci da fare.

    Indice

    • Bloccare aggiornamenti automatici su PC
      • Windows 10
      • Windows 8/8.x, 7 e Vista
      • Windows XP
    • Bloccare aggiornamenti automatici su Mac

    Bloccare aggiornamenti automatici su PC

    Windows 10

    IMMAGINE QUI 1

    Vuoi capire in che modo bloccare gli aggiornamenti del PC e usi Windows 10?
    In tal caso, se quello che esegui sul tuo PC è Windows 10 1903 (aggiornamento di maggio 2019) o una versione successiva del sistema operativo Microsoft, clicca sul pulsante Start (l’icona della bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo), dopodiché seleziona l’icona dell’ingranaggio presente nel menu che si apre e, nella finestra che ti viene mostrata in seguito, pigia sull’icona Aggiornamento e sicurezza.

    A questo punto, clicca sul pulsante  Sospendi aggiornamenti per 7 giorni e gli aggiornamenti di Windows verranno disattivati per 7 giorni.
    Puoi ripetere l’operazione per massimo 5 volte, sospendendo Windows Update per 35 giorni.

    In alternativa, cliccando sulla voce Opzioni avanzate e selezionando una data dal menu a tendina Seleziona data, puoi scegliere la data esatta fino alla quale sospendere gli aggiornamenti di Windows 10 (sempre fino a 35 giorni). In caso di ripensamenti, puoi riattivare gli aggiornamenti di Windows 10 cliccando sul pulsante Riprendi aggiornamenti.

    Se utilizzi una versione di Windows 10 precedente alla 1903, puoi disattivare gli aggiornamenti del sistema operativo solo dal menu Opzioni avanzate (come visto poc’anzi) ma solo se usi un’edizione Pro o Enterprise di Windows (non sull’edizione Home dello stesso).
    Maggiori info qui.

    Windows 8/8.x, 7 e Vista

    IMMAGINE QUI 2

    Se invece vuoi imparare come bloccare gli aggiornamenti automatici ed utilizzi Windows 8/8.x, Vista oppure 7 clicca sul pulsante Start annesso alla barra delle applicazioni, digita windows update nel campo di ricerca che a questo punto ti viene mostrato e pigia sul primo risultato che visualizzi.

    Nella finestra che a questo punto andrà ad aprirsi, fai clic sulla voce Cambia impostazioni situata nella barra laterale di sinistra dopodiché espandi il menu a tendina collocato al centro dello schermo e seleziona la voce Non verificare mai la disponibilità di aggiornamenti (scelta non consigliata) in modo tale da bloccare del tutto la funzionalità di aggiornamento di Windows.

    In alternativa, puoi intervenire in maniera meno “drastica” andando a fare clic sull’opzione Verifica la disponibilità di aggiornamenti ma consenti di scegliere se scaricarli e installarli in modo tale da permettere al sistema operativo di verificare la disponibilità di aggiornamenti informando però l’utente se ci sono update da scaricare senza provvedere a prelevarli ed installarli in maniera automatica.

    Oltre che bloccare gli automatici di Windows, è possibile interrompere la procedura di download automatico degli update per altri prodotti Microsoft semplicemente togliendo il segno di spunta dalla voce Scarica aggiornamenti per altri prodotti Microsoft durante l’aggiornamento Windows.
    Per evitare invece che aggiornamenti di driver e altri update non fondamentali per la sicurezza del sistema vengano effettuati in automatico, ti basta togliere il segno di spunta posto accanto alla voce Scarica aggiornamenti consigliati allo stesso modo degli aggiornamenti importanti.

    In tutti i casi, una volta selezionate le opzioni desiderate salva i cambiamenti pigiando sul pulsante OK.

    Qualora poi dovessi ripensarci potrai sempre e comunque tornare sui tuoi passi ed abilitare nuovamente gli aggiornamenti automatici.
    Per fare ciò, accedi nuovamente alla sezione Cambia impostazioni di Windows Update, scegli l’opzione Installa gli aggiornamenti automaticamente (scelta consigliata) dal menu annesso alla sezione Aggiornamenti importanti ed apponi un segno di spunta accanto a tutte le altre voci annesse alla finestra.
    Per confermare le modifiche apportate pigia sul pulsante OK.

    Windows XP

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    Nonostante siano state rese disponibili sul mercato nuove versioni del sistema operativo di casa Microsoft sul tuo computer risulta ancora installato Windows XP e vorresti dunque capire in che modo procedere per poter bloccare aggiornamenti automatici?
    Beh, mi dispiace dirtelo ma qualora non ne fossi già a conoscenza stiamo parlando di un OS ormai “vetusto” che non viene più supportato e per il qualche non viene più rilasciato alcun aggiornamento (per maggiori informazioni da’ uno sguardo alla apposita pagina Web informativa annessa al sito Internet ufficiale di Microsoft).

    Se lo desideri, puoi comunque recarti nell’apposita sezione delle impostazioni del sistema ed abilitare l’apposita funzione di blocco degli aggiornamenti seguendo le indicazioni che trovi qui di seguito ma comunque non ne verranno scaricati di nuovi sul tuo PC, tienine conto.

    Se vuoi bloccare gli aggiornamenti automatici di Windows ed utilizzi Windows XP, clicca sul pulsante Start e seleziona la voce Pannello di controllo dal menu che compare.
    Nella finestra che si apre, clicca prima su Centro sicurezza PC e poi su Aggiornamenti automatici per aprire il pannello di configurazione degli aggiornamenti automatici di Windows.

    Metti quindi il segno di spunta accanto alla voce Avvisa ma non scaricarli e non installarli per impostare lo scaricamento e l’installazione manuale degli aggiornamenti di Windows, oppure metti il segno di spunta accanto alla voce Disattiva Aggiornamenti automatici (scelta altamente sconsigliata) e clicca prima su Applica e poi su OK per disattivare del tutto Windows Update.

    Per tornare alle impostazioni predefinite per gli aggiornamenti automatici di Windows, torna nel pannello di controllo di Windows Update ed apponi il segno di spunta sulle voci originarie.

    Bloccare aggiornamenti automatici su Mac

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    Possiedi un Mac ed è tua intenzione bloccare aggiornamenti automatici?
    Si?
    Beh, allora sappi che la procedura che devi mettere in pratica per riuscire nel tuo intento è facilissima ed è identica per tutte le versioni del sistema operativo in uso.

    Per poter bloccare aggiornamenti automatici su macOS, accedi al Launchpad facendo clic sull’apposita icona annessa al Dock e poi pigia su Preferenze di sistema.
    In alternativa, accedi a Spotlight pigiando sull’icona raffigurante una lente di ingrandimento collocata nella parte in alto a destra della barra dei menu o premendo la combinazione di tasti cmd+barra spaziatrice, digita “preferenze di sistema” nel campo di ricerca visualizzato e poi fai doppio clic sul primo risultato che visualizzi, quello presente sotto la voce Il migliore.

    Nella finestra che a questo punto ti verrà mostrata, clicca sull’icona Aggiornamento software, premi sul pulsante Avanzate e togli il segno di spunta da tutte le opzioni presenti nella finestra successiva.

    Se non vedi l’icona Aggiornamento software in Preferenze di sistema, significa che usi una versione datata di macOS e quindi devi agire diversamente. Clicca, quindi, sull’icona App Store e poi togli il segno di spunta presente accanto alla voce Verifica aggiornamenti automaticamente.
    Tieni presente che togliendo il segno di spunta da tale opzione saranno rimossi automaticamente i segni di spunta anche dalle altre opzioni selezionate.

    Se non preferisci bloccare aggiornamenti automatici in maniera totale puoi intervenire sulle singole opzioni disponibili.
    A  seconda di quelle che sono le tue esigenze e preferenze, puoi togliere il segno di spunta soltanto dalle voci Scarica gli aggiornamenti disponibili in backgroundInstalla aggiornamenti appInstalla aggiornamenti macOS e Installa i file dei dati di sistema e gli aggiornamenti di sicurezza.

    Tieni conto che dopo aver provveduto a bloccare aggiornamenti automatici su macOS per poter effettuare eventuali aggiornamenti disponibili manualmente dovrai accedere ad App Store, pigiare sulla scheda Aggiornamenti collocata in alto sulla destra e cliccare poi sul pulsante Aggiorna presente in corrispondenza di ciascun update disponibile oppure sul pulsante Aggiorna tutto per scaricare contemporaneamente tutti gli aggiornamenti disponibili.

    In alternativa alla procedura che ti ho appena indicato, dopo aver provveduto a bloccare aggiornamenti automatici su OS X potrai verificare la disponibilità di eventuali update pigiando sull’icona a forma di mela collocata nella parte in alto a sinistra della barra dei menu e portando il cursore del mouse in corrispondenza della voce App Store….
    Se sono disponibili degli aggiornamenti vedrai comparire un apposito badge su cui pigiare per accedere rapidamente ad App Store.

    come cambiare sfondo su windows

    come cambiare sfondo su windows

    Sei alle prime, anzi alle primissime armi con il mondo del computer… però questo non significa che devi sopportare in eterno lo sfondo predefinito di Windows 7! Lo so che muori dalla voglia di cambiare l’immagine di sfondo del tuo desktop, e sono qui proprio per aiutarti a scoprire come si fa. Con la guida di oggi, infatti, voglio mostrarti quanto sia semplice cambiare sfondo su Windows 7 e addirittura impostare degli sfondi che si applicano automaticamente a intervalli di tempo regolari.
    Tranquillo, non rischi di combinare nessun guaio, quindi provaci e vedrai che non te ne pentirai!

    Per completezza d’informazione, ti spiegherò anche come personalizzare lo sfondo di logon su Windows 7, ovvero l’immagine che è impostata di default nella schermata dalla quale si effettua l’accesso al proprio account utente.
    In quest’ultimo caso, però, sarai costretto a rivolgerti a delle soluzioni di terze parti — Windows 7 non integra una funzione che permette di fare ciò — che, tranquillo, sono tutte gratuite e semplicissime da utilizzare.

    Allora, sei pronto per personalizzare il tuo PC con nuovi wallpaper?
    Sì?
    Benissimo! Mettiti subito bello comodo, prenditi tutto il tempo che ti serve per concentrarti sulla lettura dei prossimi paragrafi e, cosa ancora più importante, attua le “dritte” che ti darò.
    Vedrai, seguendo in modo scrupoloso i passaggi che ti indicherò, non avrai il benché minimo problema nel portare a termine la tua “impresa” odierna.
    Ti auguro buona lettura e, soprattutto, buon divertimento!

    Indice

    • Come cambiare sfondo desktop su Windows 7
    • Come cambiare sfondo di logon su Windows 7

    Come cambiare sfondo desktop su Windows 7

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    Se vuoi scoprire come cambiare sfondo su Windows 7 , tutto quello che devi fare è aprire, tramite doppio clic, l’immagine che vuoi usare come sfondo.
    A questo punto, si avvierà il programma che hai impostato come visualizzatore di immagini predefinito.

    Se usi il Visualizzatore di Foto di Windows o la Raccolta foto di Windows Live, puoi applicare l’immagine come sfondo del desktop semplicemente facendo clic destro su di essa e selezionando poi la voce Imposta come sfondo del desktop dal menu che compare.

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    Se non sai dove trovare delle immagini di sfondo adatte al tuo desktop, fai “un salto” su portali come wallhalla.com o DeviantART e troverai sicuramente quello che fa al caso tuo (ti ho già spiegato come trovare sfondi desktop in un’altra guida, ricordi?).

    Per regolare la posizione del wallpaper sul desktop, fai clic destro in un punto “vuoto” della scrivania di Windows 7 e seleziona la voce Personalizza dal menu che compare.
    Nella finestra che si apre, clicca su Sfondo del desktop e seleziona la posizione che preferisci per il tuo sfondo (Riempi, Adatta, Affianca, Centra, etc.), usando il menu a tendina collocato in basso a sinistra.

    Se vuoi cambiare sfondo su Windows 7 utilizzando più wallpaper che, in sequenza, si applicano automaticamente a intervalli di tempo regolari, fai clic destro in un punto senza icone del desktop e seleziona la voce Personalizza dal menu che compare.
    Nella finestra che si apre, poi, clicca prima su Sfondo del desktop e poi sul pulsante Sfoglia che si trova in alto a destra.

    Fatto?
    Bene, allora seleziona la cartella in cui sono salvati gli sfondi che vuoi applicare a rotazione su Windows 7, accertati che sia presente il segno di spunta accanto a tutti i wallpaper che desideri utilizzare e pigia sul pulsante Salva modifiche per applicare gli sfondi al desktop.

    Per cambiare l’intervallo di tempo che deve passare dall’applicazione di un wallpaper all’altro, invece, puoi servirti del menu a tendina collocato in basso, sotto la voce Cambia immagine ogni.
    Hai vito che non è stato poi così complicato cambiare lo sfondo del desktop su Window 7?

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    Non sei riuscito a seguire la procedura che ti ho indicato perché utilizzi Windows 7 Starter (la versione più “leggera” di Windows 7, che non permette di personalizzare il desktop) e vorresti sapere se esiste un modo per rimediare alla situazione?
    Ma certo che c’è!

    Per procedere, però, bisogna ricorrere a dei software di terze parti (come Starter Background Changer), che “bypassano” le limitazioni di Windows 7 Starter permettendo di modificare lo sfondo della scrivania senza troppe difficoltà.
    Se ricordi, te ne ho parlato in modo approfondito nel tutorial su come cambiare lo sfondo di Windows 7 Starter:
    dai un’occhiata alla guida che ti ho appena linkato perché sono sicuro che ti sarà di grande aiuto.

    Come cambiare sfondo di logon su Windows 7

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    Desideri cambiare lo sfondo di logon su Windows 7? È possibile fare anche questo.
    Tuttavia, a differenza di quanto avviene su Windows 10 (la versione più recente del sistema operativo di Microsoft), Windows 7 non permette di applicare questa modifica dalle impostazioni di sistema ed è per questo che, come ti accennavo nell’introduzione dell’articolo, bisogna rivolgersi a software di terze parti, come il famoso LogonStudio, un’applicazione gratuita che permette di modificare la schermata di avvio di Windows 7 (e anche Vista e XP) con estrema facilità.
    Lascia che ti spieghi come installare questo programma sul tuo PC e, soprattutto, come adoperarlo al meglio.

    Per prima cosa, provvedi a installare LogonStudio:
    collegati, dunque, al sito Internet del programma, pigia sul bottone celeste Download che si trova sulla sinistra della pagina e attendi che il file d’installazione venga scaricato sul tuo computer. A download ultimato, apri il file LogonStudio_public.exe che hai ottenuto, pigia sul pulsante  e, nella finestra che si apre, apponi il segno di spunta sulla voce I agree to the terms of this license agreement (per accettare le condizioni d’uso del software), pigia poi sul bottone Next per due volte di seguito e, infine, su Finish per portare a termine il setup.

    A questo punto, LogonStudio dovrebbe essere avviato automaticamente:
    pigia, dunque, sul pulsante  presente nella finestra che compare a schermo per consentire al programma di modificare le impostazioni del tuo computer relative allo sfondo della schermata di avvio di Windows 7.

    Ora devi selezionare uno dei wallpaper fra quelli proposti per sostituire il “classico” sfondo azzurro che compare nella schermata di avvio di Windows 7 con uno di quelli che ti vengono proposti (es.
    Object Desktop; Orange Nebula; Koi – Green; etc.).
    Dopo aver selezionato l’immagine di sfondo che più ti aggrada, pigia sul bottone Apply per confermare  le modifiche apportate.

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    Se desideri utilizzare un’immagine che hai scaricato da Internet o una foto che hai scattato con il tuo smartphone/tablet o con la tua macchina fotografica, invece, pigia sulla voce Create situata sulla barra laterale collocata a sinistra, compila i campi di testo Name e Author indicando il nome dell’immagine e dell’autore, pigia sul pulsante Browse…, individua e seleziona l’immagine salvata sul tuo computer da utilizzare come sfondo di logon e poi premi sul bottone Save.

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    Volendo, puoi anche effettuare il download di nuove immagini da usare per personalizzare la schermata di logon di Windows 7, scaricandole direttamente dalla galleria dedicata del sito Internet di WinCuztomize, l’azienda che si occupa dello sviluppo di LogonStudio.
    Nella fattispecie, puoi collegarti a questo indirizzo per sfogliare i wallpaper che ti piacerebbe utilizzare e, dopo averne individuato qualcuno che fa al caso tuo, pigiare prima sulla sua anteprima e poi sul bottone verde Download per avviarne lo scaricamento.

    A download ultimato, non ti resta che recarti nuovamente nella finestra principale di LogonStudio, fare clic sul bottone Load, selezionare il file che hai appena scaricato (nel caso tu abbia scaricato un archivio di file, devi prima estrarne il contenuto in una cartella) e pigiare prima sul bottone Apply e poi su OK per impostare il wallpaper in questione come schermata di logon del tuo PC con Windows 7.

    Se in futuro dovessi avere dei ripensamenti e volessi annullare tutte le modifiche fatte, per ripristinare la schermata di logon predefinita del tuo PC non dovrai fare altro che avviare nuovamente l’applicazione LogonStudio e cliccare prima sul bottone Restore default Logon e poi sui pulsanti Apply e OK.
    Più semplice di così?!

    Se hai voglia di approfondire ulteriormente l’argomento e vuoi avere maggiori informazioni su come modificare la schermata d’avvio del computer, dai un’occhiata alla guida che ti ho appena linkato:
    lì ho provveduto a spiegarti non solo come modificare la schermata di logon sulle più recenti versioni di Windows, ma anche su macOS.
    Sono certo che apprezzerai moltissimo anche questa ulteriore lettura.

    come creare unapp per windows

    come creare unapp per windows

    Come ti ho spiegato nella mia guida su come utilizzare Windows 8, l’ultimo sistema operativo di casa Microsoft ha introdotto una nuova interfaccia utente mutuata da Windows Phone ed una nuova tipologia di applicazioni universali (funzionanti su PC e tablet con Windows 8 e Windows RT) denominate Modern Apps.
    Ti piacerebbe crearne una?

    Allora preparati, perché oggi scopriremo insieme come creare un’app per Windows 8 e distribuirla pubblicamente sul Windows Store.
    In questo modo potrai dar sfogo alla tua creatività e creare applicazioni che – chissà – potrebbero anche avere successo in tutto il mondo.
    Esistono vari modi per raggiungere lo scopo, alcuni un po’ più impegnativi ed altri davvero alla portata di tutti.
    Vediamoli in dettaglio.

    Se vuoi imparare come creare un’app per Windows 8, hai bisogno di un PC equipaggiato con l’ultima versione del sistema operativo Microsoft (Windows 8/Windows 8.1) e del software Visual Studio Express che puoi scaricare gratuitamente da questa pagina.
    Visual Studio è disponibile anche per Windows 7 e Windows Server 2012, ma su nessuna di queste piattaforme consente lo sviluppo di applicazioni per Windows 8/RT.

    Dopo aver installato Visual Studio Express sul tuo PC, avvia il programma e registra la tua copia cliccando sull’apposita voce.
    Dovrai eseguire l’accesso al sito Internet di Microsoft usando i dati del tuo account Outlook/Hotmail e compilare un breve questionario, così otterrai il codice gratuito necessario a registrare Visual Studio Express.

    Ad operazione completata, devi attivare anche la tua licenza per sviluppatori, senza la quale è impossibile sviluppare e testare le app per Windows 8.
    Clicca quindi sul pulsante Accetto e collegati con il tuo account Microsoft per completare l’operazione.
    La licenza vale per 30 giorni, dopodiché va rinnovata.

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    A questo punto, puoi cominciare a creare un’app per Windows 8 selezionando la voce Nuovo progetto dal menu File.
    Nella finestra che si apre, scegli quindi il linguaggio di programmazione da utilizzare per la tua app fra JavaScript con HTML/CSS, C#, Visual Basic o C++ con XAML e C++ con DirectX, scegli l’opzione Applicazione vuota e clicca su OK per avviare la procedura.

    Ora puoi dar sfogo alla tua creatività e scrivere l’applicazione seguendo una delle tante guide disponibili online sull’argomento.
    Io ti consiglio di dare prima un’occhiata al sito ufficiale di Microsoft, dove c’è un tutorial in cinque passi sullo sviluppo e la pubblicazione delle app per Windows 8, e poi di leggere l’approfondita guida di HTML.it in cui vengono illustrati dettagliatamente tutti i passaggi che portano prima allo sviluppo e poi alla pubblicazione di una app sul Windows Store.

    A proposito di Windows Store, sappi che per pubblicare la tua app devi necessariamente creare un account sviluppatore Microsoft e pagare una quota d’iscrizione al programma developer pari a 37 euro/anno (o 75 euro/anno per gli account aziendali).
    Per maggiori informazioni sugli account sviluppatore di Microsoft, consulta questa pagina Web.

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    Esistono anche delle soluzioni alternative per creare un’app per Windows 8.
    IdeaPress, ad esempio, consente di creare applicazioni per Windows 8/RT partendo dai blog WordPress senza scrivere una singola linea di codice.

    Basta collegarsi al sito del servizio, seguire la procedura guidata online che viene proposta e scegliere quali categorie di notizie includere nella app.
    Dopodiché si deve selezionare un tema grafico fra quelli disponibili e procedere con la pubblicazione dell’applicazione sul Windows Store (che come detto in precedenza, necessita di un account sviluppatore Microsoft).
    Trovi una guida passo-passo su come utilizzarlo qui.

    Ti segnalo poi G! Make App che consente altresì di realizzare applicazioni per Windows 8/RT senza conoscere approfonditamente i linguaggi di programmazione.
    Nelle app si possono inserire testi, immagini, contenuti social (Twitter, Facebook, ecc.), feed RSS e mappe in pochi click.

    La versione base del servizio è gratuita ma naturalmente va pagato l’abbonamento per l’account developer di Microsoft necessario alla pubblicazione sul Windows Store.

    come eliminare la password di windows

    come eliminare la password di windows

    Incredibile ma vero, è successo.
    Hai dimenticato la password di Windows ed ora non riesci più ad accedere al tuo computer.
    Potresti risolvere la situazione con una bella formattazione ma sull’hard disk hai tantissimi file preziosi che devi assolutamente recuperare e non hai alcuna voglia di installare un altro sistema operativo.
    A questo punto ci vorrebbe uno “scassina-password” professionista, ma come fare a trovarlo per uno che non è un esperto di informatica?
    Tranquillo, te lo dico io.

    Se vuoi scoprire come oltrepassare la password di Windows e vuoi riuscire ad entrare nuovamente nel tuo sistema, non devi far altro che rivolgerti a uno dei software che sto per consigliarti.
    Si tratta di piccoli programmi da copiare su CD/DVD o su una chiavetta USB (da cui effettuare il boot) che permettono di accedere a Windows senza inserire alcuna password e di recuperare tutti i propri dati agevolmente.
    Scopriamo subito come funzionano.

    ATTENZIONE: utilizza le informazioni contenute in questo tutorial solo per accedere a computer e account di tua proprietà.
    Violare i sistemi di altre persone rappresenta una grave violazione della privacy e può costituire un reato punibile a norma di legge.
    Io non mi assumo alcuna responsabilità circa l’utilizzo che potrebbe essere fatto dei software illustrati di seguito, sia chiaro. 

    Oltrepassare la password di Windows con KON-BOOT

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    Se hai un computer abbastanza recente (basato su UEFI anziché sul vecchio BIOS) e hai bisogno di sbloccare una versione di Windows da XP in su, rivolgiti a KON-BOOT.
    Si tratta di un software a pagamento che consente di accedere a Windows senza inserire alcuna password.
    Costa 16,20$ e va copiato su una chiavetta USB utilizzando un’apposita utility che viene fornita con il programma.

    KON-BOOT è compatibile con tutte le versioni di Windows da XP in poi, ma su Windows 10 consente di recuperare solo l’accesso per gli account offline.
    Se utilizzi Windows 10 e accedi al tuo computer con un account Microsoft, quindi, non funzionerà (mentre funziona correttamente con gli account online impostati su Windows 8 e Windows 8.1).
    Altra cosa importante da sapere è che questo software NON permette di decifrare i file cifrati con Bitlocker, i quali continueranno a risultare inaccessibili anche dopo aver effettuato login in Windows.

    Fatte queste doverose premesse, entriamo subito nel vivo della guida e vediamo come “entrare” in un PC Windows utilizzando una semplice chiavetta USB.
    Il primo passo che devi compiere è collegarti al sito ufficiale di KON-BOOT, acquistare il programma cliccando sul pulsante BUY NOW collocato sotto la scritta Kon-Boot for Windows Personal License e scaricare quest’ultimo sul tuo PC.
    Prima di avviare il download disattiva l’antivirus perché potrebbe rilevare KON-BOOT come una minaccia e impedirne lo scaricamento.

    A download completato, estrai tutti i file di KON-BOOT in una cartella di tua scelta e inserisci nel PC la chiavetta USB sulla quale copiare i file del programma.
    La chiavetta può essere di qualsiasi capienza (il software pesa appena pochi MB) ma non deve contenere file importanti in quanto viene formattata.

    Dopo aver inserito la chiavetta nel computer, assicurati che non ci siano altre unità USB collegate al PC (altrimenti rischierai di formattare l’unità sbagliata) e avvia l’eseguibile KonBootInstaller.exe estratto precedentemente dall’archivio di KON-BOOT.
    Nella finestra che si apre, seleziona l’unità della chiavetta USB dal menu a tendina Available USB drives, clicca sul pulsante Install to USB stick (with UEFI support) e rispondi  all’avviso che compare sullo schermo per installare KON-BOOT sulla chiavetta.

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    A procedura ultimata (ci vorranno solo pochi secondi), clicca sul pulsante OK, inserisci la chiavetta con KON-BOOT nel computer da “scassinare” ed esegui il boot da quest’ultima.
    Per effettuare il boot su un computer basato su UEFI devi prima disattivare la funzione Secure Boot e poi regolare l’ordine di boot nel menu di configurazione dell’UEFI in modo che l’unità USB sia al primo posto.
    Ecco più in dettaglio tutti i passaggi da compiere.

    • Accedi al menu di configurazione dell’UEFI.
      Se non sai come si fa, clicca sull’icona della bandierina di Windows collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo, cerca il termine “impostazioni” nel menu Start e clicca sull’icona Impostazioni presente nei risultati della ricerca. Successivamente, fai click sull’icona Aggiornamento e sicurezza, seleziona la voce Ripristino dalla barra laterale di sinistra e pigia sul pulsante Riavvia ora sotto la voce Avvio avanzato per accedere al menu di avvio avanzato di Windows.
      A questo punto, seleziona in sequenza le voci Risoluzione dei problemi, Opzioni avanzateimpostazioni firmware UEFI e Riavvia ed entro qualche secondo ti ritroverai nel menu di configurazione dell’UEFI.
    • Disabilita la finzione Secure Boot (che impedisce di effettuare il boot dai sistemi che non sono firmati digitalmente) recandoti nella scheda Security dell’UEFI, selezionando la voce Secure Boot menu e impostando l’opzione Secure boot su Disabled.
    • Imposta l’unità USB come unità di boot preferita recandoti nella scheda Boot dell’UEFI e scegliendo il nome dell’unità USB (es. UEFI USB Flash Memory) come Boot Option #1.
    • Esci dal menu di configurazione dell’UEFI salvando le modifiche (Save & Exit) e il computer dovrebbe avviare automaticamente KON-BOOT al posto di Windows.

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    Se tutto è andato per il verso giusto e vedi la schermata di benvenuto di KON-BOOT (una schermata completamente nera con scritto Kon-Boot for Windows), premi un tasto qualsiasi sulla tastiera del PC e attendi che venga avviato Windows.

    Quando ti trovi di fronte alla schermata di login, scegli di accedere tramite password (clicca sulla voce Opzioni di accesso per cambiare sistema di accesso), fai click nel campo di inserimento della password (lasciandolo vuoto) e premi il tasto Invio per accedere a Windows.

    Missione compiuta! Ora sei entrato in Windows e puoi fare tutto quello che ti serve:
    recuperare dati, cambiare la password dell’account, creare un nuovo account e così via.
    Mi raccomando, dopo aver usato KON-BOOT attiva nuovamente l’antivirus e cerca di non dimenticare più la tua password!

    Nota: se utilizzi Windows 10 e non puoi usare KON-BOOT perché hai impostato l’accesso con un account Microsoft Online, prova a resettare la password dell’account collegandoti a questa pagina Web.

    Oltrepassare la password di Windows con Offline NT Password & Registry Editor

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    Se utilizzi un PC basato sul vecchio BIOS e non vuoi spendere soldi, puoi oltrepassare la password di Windows utilizzando Offline NT Password & Registry Editor, un software gratuito da copiare su CD/DVD o chiavette USB che permette di bypassare la password di accesso di tutte le edizioni di Windows da NT 3.5 a Windows 8.1.
    Così come KON-BOOT non permette di recuperare i file cifrati tramite Bitlocker ma permette di accedere facilmente a qualsiasi account utente protetto da password.

    Per scaricare l’immagine ISO di Offline NT Password & Registry Editor sul tuo PC, collegati al sito Internet del programma e fai click prima sul pulsante Bootdisk (in alto a sinistra) e poi sul primo collegamento collocato sotto la dicitura Download (es. cd140201.zip). A download completato, apri l’archivio zip che contiene il software ed estraine il contenuto in una cartella qualsiasi.

    Dopodiché avvia un qualsiasi programma di masterizzazione (es.
    Imgburn) e utilizza la funzione masterizza file immagine per masterizzare l’immagine ISO di Offline NT Password & Registry Editor (es. cd140201.iso) su un CD o DVD vuoto.

    A masterizzazione ultimata, inserisci il dischetto appena creato nel PC nel quale vuoi resettare la password di Windows ed effettua il boot da quest’ultimo (se non sai come fare, leggi la mia guida su come entrare nel BIOS del PC all’avvio). Attendi dunque che compaia la schermata di benvenuto di Offline NT Password & Registry Editor, premi Invio e seleziona la partizione del disco che contiene Windows digitando il numero ad essa corrispondente (dovrebbe essere 1) e premendo il tasto Invio sulla tastiera del PC per due volte consecutive.

    A questo punto, digita 1 e premi Invio per selezionare l’opzione di reset della password, ripeti l’operazione 1 per visualizzare la lista degli account utente impostati sul PC e digita il nome utente dell’account da “scassinare”.
    Per concludere, premi il tasto Invio per resettare la password di Windows ed esci da Offline NT Password & Registry Editor usando i comandi !qyn ed exit.

    Arrivato a questo punto puoi riavviare il PC ed accedere a Windows senza digitare alcuna password.
    Più facile di così?

    Nota: se vuoi, puoi anche copiare Offline NT Password & Registry Editor su una chiavetta USB seguendo le indicazioni che trovi nel mio tutorial su come bypassare la password di Windows 7 in cui mi sono occupato di questo software in maniera ancora più approfondita.

    Rimuovere la password di Windows

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    Se non vuoi oltrepassare la password di Windows per accedere a un sistema “bloccato”, ma semplicemente rimuovere la richiesta di inserimento della password all’accesso, procedi come segue.

    • Accedi a Windows con un account da amministratore;
    • Premi la combinazione di tasti Win+R sulla tastiera del PC per richiamare il pannello “Esegui” e dai il comando netplwiz;
    • Nella finestra che si apre, seleziona la scheda Utenti, fai click sul tuo nome utente e rimuovi il segno di spunta dalla voce Per utilizzare questo computer è necessario che l’utente immetta il nome e la password;
    • Fai click sui pulsanti ApplicaOK e digita la password del tuo account utente per applicare i cambiamenti.

    Se qualche passaggio non ti è chiaro, consulta i miei tutorial su come eliminare la password da Windows 10, come togliere la password da Windows 8 e come rimuovere la password da Windows 7 in cui mi sono occupato della procedura in maniera più dettagliata.

    come fare screenshot windows

    come fare screenshot windows

    Hai la necessità di ottenere una o più foto del desktop del tuo PC con su installato Windows 8 ma sei all esprime armi con il mondo informatico e non hai la più pallida idea di come fare?
    Un amico ti ha chiesto di catturare uno screenshot di una finestra aperta sul computer ma oltre a non sapere proprio dove mettere le mani non hai neppure capito di cosa stesse parlando?
    Beh, se in questo momento stai leggendo questa guida è evidente che la risposta ad almeno una di queste domande è affermativa.
    Se le cose stanno effettivamente in questo modo non hai però alcun motivo di preoccuparti, posso infatti spiegarti io che cosa bisogna fare per poter fare screenshot Windows 8.

    Prima di illustrarti che cosa bisogna fare per poter fare screenshot Windows 8 è bene però che tu capisca di che cosa stiamo parlando.
    Quando si parla di fare uno screenshot si intende il fotografare lo schermo del PC utilizzando appositi servizi e strumenti presenti sullo stesso computer.
    Si tratta di un’operazione che generalmente risulta molto utile al fine di poter mostrare facilmente a soggetti terzi, come amici e colleghi di lavoro, quel che accade sul propio desktop in un determinato momento.

    Chiarito ciò se sei quindi intenzionato a scoprire quali risorse sfruttare e quali operazioni bisogna effettuare per poter fare screenshot Windows 8 ti suggerisco di metterti ben comodo e di concentrarti attentamente sulla lettura di questa guida.
    Vedrai, alla fine sarai pronto ad affermare che fare screenshot Windows 8 era tutt’altro che complicato.
    Scommettiamo?

    A seconda di quelle che sono le tue esigenze e preferenze puoi decidere di catturare lo schermo sul tuo computer con su installato Windows 8 utilizzando un apposito strumento presente “di serie” sul PC oppure ricorrendo a risorse esterne.
    La scelta, è inutile dirlo, spetta soltanto a te.

    Strumento di cattura

    Se non hai la possibilità di ricorrere all’utilizzo di strumenti di terze parti o molto più semplicemente non ne hai voglia sappi che puoi fare screenshot Windows 8 utilizzando una risorsa chiamata Strumento di cattura.
    Si tratta di un tool disponibile sui sistemi operativi Microsoft a partire da Windows 7 che permette di catturare screenshot e di modificali aggiungendovi appunti ed evidenziazioni.

    Per fare screenshot Windows 8 utilizzando Strumento di cattura la prima cosa che devi fare è accedere alla Start Screen.
    Successivamente pigia sulla lente di ingrandimento collocata in alto a destra, digita nel campo di ricerca visualizzato strumento di cattura e poi clicca sul risultato disponibile per poter avviare il tool.

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    Una volta avviato lo Strumento cattura dovresti visualizzare una piccola finestra con diversi pulsanti direttamente sul tuo desktop.
    Per fare uno screenshot pigia quindi sul pulsante Nuovo e poi disegna con il mouse, tenendo premuto il tasto sinistro dello stesso, un rettangolo comprendente l’area di schermo che vuoi desideri “fotografare”.

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    Ad operazione completata si aprirà l’editor dello strumento di cattura mediante il quale potrai modificare lo screenshot realizzato utilizzando i vari strumenti disponibili a schermo (ad esempio la penna oppure l’evidenziatore) e salvarlo sotto forma di immagine GIF, JPG o PNG cliccando sull’icona raffigurante un floppy disc collocata in alto a sinistra ed indicando poi il formato che preferisci utilizzare per il salvataggio del file dal menu Salva come: disponibile nella nuova finestra che andrà ad aprirsi.

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    Oltre che così come ti ho appena indicato sappi che puoi fare screenshot Windows 8 anche andando a catturare l’intero schermo da te visualizzato oppure una singola finestra.
    Per fare ciò ti basta cliccare sulla freccia collocata accanto al pulsante Nuovo nella barra visualizzata sul desktop in concomitanza dell’avvio del tool Strumento di cattura e scegliere, a seconda delle tue esigenze, la voce Cattura finestra oppure Cattura schermo intero dal menu a tendina che ti viene mostrato.
    Se lo desideri puoi inoltre usare un formato libero per la cattura dello schermo al posto del classico rettangolo.
    Per fare ciò pigia sempre sulla freccia collocata accanto al pulsante Nuovo e poi scegli la voce Cattura formato libero dal menu che visualizzi.

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    A prescindere dal formato di cattura selezionato utilizza sempre il cursore del mouse tenendo premuto il sinistro dello stesso per fare screenshot Windows 8.

    Se desideri reimpostare il formato di cattura su quello attivo di default pigia sulla freccia collocata accanto al pulsante Nuovo e poi seleziona la voce Cattura rettangolare dal menu visualizzato.

    Skitch

    Se hai la necessità di fare screenshot Windows 8 e desideri invece ricorrere all’utilizzo di un programma di terze parti ti suggerisco di appellarti a Skitch.
    Si tratta di un’applicazione gratuita prodotta da Evernote che consente di catturare lo schermo del computer in maniera estremamente facile e veloce.
    Una volta catturate le istantanee possono poi essere personalizzate e modificate con l’aggiunta di frecce, evidenziazioni e molto altro ancora.

    Se vuoi quindi scoprire come fare screenshot Windows 8 con Skitch la prima cosa che devi fare è cliccare qui per collegarti all pagina di download del programma.
    Una volta visualizzata la pagina Web pigia sul pulsante di colore verde Download per Windows che visualizzi al centro dello schermo ed attendi che la procedura di download del file del programma venga prima avviata e poi portata a termine.

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    Successivamente fai doppio clic sul file che è stato scaricato per dare il via alla procedura guidata di installazione del programma ed attieniti alle indicazioni disponibili a schermo cliccando prima su Si e poi su Avanti dopodiché aggiungi il segno di spunta accanto alla voce Accetto l’accordo, fai clic su Avanti per tre volte consecutive e poi su Fine.

    Completa ora la procedura di installazione guidata di Skitch attendi che il programma si vai automaticamente.
    Una volta visualizzata la finestra del software per fare screenshot Windows 8 ti basterà premere la combinazione di tasti Ctrl+Shift+5 sulla tastiera del PC e selezionare con il mouse la porzione di schermo da catturare.
    Per scattare un’istantanea di tutto il desktop puoi invece usare la combinazione di tasti Ctrl+Shift+6.

    Eventualmente puoi catturare schermate utilizzando Skitch anche pigiando sulla voce istantanea schermo che visualizzi nella finestra del programma e selezionando poi con il cursore del mouse e con il tasto sinistro di quest’ultimo pigiato la porzione di schermo che desideri catturare.
    Se invece hai la necessitò di realizzare uno screenshot dell’intero desktop pigia sulla freccia che visualizzi accanto all’opzione istantanea schermo e seleziona la voce Schermo intero dal menu visualizzato.

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    Dopo aver catturato uno screenshot puoi personalizzarlo con l’editor integrato di Skitch.
    L’editor risulta accessibile subito dopo la cattura e presenta sulla sinistra una comoda barra degli strumenti con frecce, forme geometriche, tool di scrittura e quant’altro.
    Per personalizzare uno screenshot catturato non devi far altro che cliccare in corrispondenza dello strumento che desideri utilizzare ed apportare le modifiche che desideri alla fotografia dello schermo che hai appena realizzato.

    Per salvare l’immagine finale ti basta trascinare la barra collocata nella parte bassa della finestra nella cartella in cui vuoi esportare lo screenshot oppure direttamente sul desktop di Windows 8.
    In alternativa puoi salvare lo screenshot che hai appena realizzato pigiando sulla voce Skitch presente nella parte in alto a sinistra della finestra del programma, scegliendo la voce Salva come immagine… dal menu che ti viene mostrato, indicando un nome per il file che stai per creare nel campo Nome file:, il formato nel quale desideri salvare l’immagine scegliendo tra PNG, BMP, JPG, PDF o TIFF dal menu Salva come:, indicando la posizione di Windows 8 in cui desideri salvare il file e pigiando poi sul pulsante Salva.

    Se invece di salvare lo screenshot realizzato intendi condividerlo immediatamente tramite i social network che di solito utilizzi fai clic sulla voce Condividi collocata in alto a destra e poi selezionare il servizio che desideri sfruttare dal menu a tendina che ti viene mostrato.

    Greenshot

    Se non è tua intenzione utilizzare Strumento di cattura e nel caso in cui Skitch non fosse stato di tuo gradimento ti invito a non gettare ancora la spunta ed a sperimentare l’utilizzo di Greenshot.
    Si tratta di un programma gratuito per PC che contente di fare screenshot Windows 8 e di salvare le immagini ottenute in vari modi.

    Se sei quindi disponibile a provare a fare screenshot Windows 8 con Greenshot la prima cosa che devi fare è quella di cliccare qui in modo tale da collegarti subito alla pagina Web mediante cui effettuare il download del programma.
    Una volta visualizzata la pagina Web pigia sul pulsante nero Download.

    Una volta scaricato il programma sul PC fai doppio clic sul file appena ottenuto e nella finestra che si apre fai clic prima su OK e poi su Next.
    Accetta poi le condizioni di utilizzo del software mettendo il segno di spunta accanto alla voce I acept the agreement e clicca prima su Next per sei volte di seguito, poi su Install e poi su Finish per terminare il processo d’installazione ed avviare Greenshot che andrà a posizionarsi nell’area di notifica.

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    Adesso per fare screenshot Windows 8 con Greenshot non devi far altro che cliccare con il tasto destro del mouse sull’icona dell’applicazione collocata accanto all’orologio del sistema e scegliere l’opzione che più preferisci dal menu che compare.
    Puoi creare un’istantanea dell’intero desktop selezionando la voce Capture full screen, una porzione di esso tramite l’opzione Capture region oppure puoi catturare specifiche finestre presenti sulla scrivania del PC scegliendo la voce Capture window e cliccando sulla finestra da immortalare oppure selezionando il programma da catturare dal menu Capture window from list.

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    Dopo aver provveduto a fare screenshot Windows 8 non visualizzerai direttamente l’immagine ottenuta ma potrai scegliere quale operazione effettuare da un menu che comparirà automaticamente.
    Fra le opzioni disponibili ci sono il salvataggio diretto dello screenshot, la copia dell’immagine nella clipboard di Windows, la stampa, la copia in programmi installati sul PC, il caricamento online su Imgur e la modifica con l’editor interno di GreenShot.

    Qualora scegliessi di modificare la schermata catturata utilizzando l’editor di Greenshot sappi si tratta di uno strumento molto utile che che permette di modificare le istantanee dello schermo subito dopo averle effettuate.
    Per apportare modifiche alle immagini è sufficiente usare i pulsanti presenti nella barra laterale che si trova sulla sinistra.

    Terminato il processo di editing puoi scegliere se salvare lo screenshot modificato sul PC, in formati di file come JPG, PNG e BMP, oppure se copiarlo nella clipboard, caricarlo online, stamparlo o esportarlo in altre applicazioni.

    come girare lo schermo windows

    come girare lo schermo windows

    Hai bisogno di ruotare il desktop del tuo PC con Windows 8 ma non riesci a individuare l’opzione giusta per compiere quest’operazione?
    Vorresti scoprire come bloccare temporaneamente la rotazione automatica del tuo tablet con Windows 8/RT?
    Allora lasciatelo dire, sei capitato nel posto giusto al momento giusto.

    Con la guida di oggi, vedremo infatti come girare lo schermo Windows 8 sia sui PC desktop e i notebook standard sia sui tablet e i dispositivi ibridi equipaggiati con l’ultima versione del sistema operativo Microsoft.
    Rimarrai stupito da quanto è semplice riuscirci.

    Se vuoi sapere come girare lo schermo Windows 8 su un PC desktop o un classico notebook, non devi far altro che accedere al pannello con le impostazioni sulla risoluzione dello schermo e regolare l’orientamento del desktop da lì, proprio come nelle edizioni precedenti del sistema operativo Microsoft.

    Recati dunque sul Desktop di Windows 8 (cliccando sull’apposito tile presente nella Start Screen del sistema), fai click destro in un punto dello schermo in cui non ci sono icone e seleziona la voce Risoluzione dello schermo dal menu che compare.

    Nella finestra che si apre, espandi il menu a tendina Orientamento, scegli il grado di rotazione che vuoi applicare allo schermo e clicca sul pulsante Applica per salvare i cambiamenti.
    Puoi scegliere se ruotare lo schermo in Verticale, Orizzontale (capovolto) o Verticale (capovolto).
    Facile, vero?

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    Per girare lo schermo Windows 8 su un tablet o un dispositivo ibrido, basta invece ruotare il dispositivo in orizzontale e in verticale.
    L’orientamento del desktop verrà adattato automaticamente alla posizione del device, come accade con iPad o i tablet Android.

    Se vuoi bloccare o sbloccare questa funzione velocemente, premi la combinazione di tasti Win+O sulla tastiera di Windows 8.
    In alternativa, puoi richiamare la Charms Bar del sistema operativo posizionando il puntatore del mouse (o il dito) nell’angolo alto o basso a destra dello schermo, recarti in Impostazioni > Luminosità e attivare/disattivare la rotazione automatica dello schermo usando l’icona dello schermo che si trova nel menu che si apre.

    Ancora un’altra strada per ottenere lo stesso risultato è recarsi sul Desktop, accedere alle impostazioni relative alla Risoluzione dello schermo (come abbiamo visto prima) e applicare o rimuovere il segno di spunta dalla voce per attivare o disattivare la rotazione automatica dello schermo.

    come modificare la schermata di accesso di windows

    come modificare la schermata di accesso di windows

    Sfondo del desktop, icone, cursori del mouse e suoni, coincide proprio tutto.
    Devo ammetterlo, hai fatto davvero un bel lavoro di personalizzazione, il tuo sistema ha uno stile unico e… ehi, aspetta.
    Ma cos’è quell’obbrobrio?
    No, non mi dire che hai lasciato intatta la schermata di accesso al tuo computer.
    Stona in maniera tremenda con tutto il resto.

    Devi assolutamente correre ai ripari, e per farlo non hai bisogno di spendere nemmeno un centesimo.
    Ti basta sfruttare le impostazioni “di serie” di Windows o, nel caso delle versioni più datate del sistema operativo, ricorrere all’uso di programmi appositi ed è fatta.
    Come dici?
    Non hai un PC bensì u Mac?
    Non c’è problema, la cosa è fattibile anche in tal caso.
    L’operazione non può essere compiuta agendo dalle preferenze di sistema ma basta mettere in pratica un semplicissimo trucchetto ed è comunque fattibile.
    Insomma, nulla che sia fuori dalla tua portata, te lo assicuro.

    Allora?
    Ti andrebbe di mettere le chiacchiere da parte e di passare all’azione andando dunque a cambiare la schermata di avvio di Windows e macOS?
    Si?
    Grandioso.
    Non perdiamo altro tempo in chiacchiere e cominciamo subito a darci da fare.
    Sono sicuro che alla fine potrai dirti ben contento e soddisfatto di quanto appresso e soprattuto che tutti i tuoi amici non esiteranno a chiederti delucidazioni al riguardo così da poter replicare lo stesso sui loro computer.
    Ti auguro, come mio solito, buona lettura e… anche buon divertimento!

    Indice

    • Cambiare la schermata di avvio su PC
      • Windows 10
      • Windows 8/8.x
      • Windows 7, Vista e XP
    • Cambiare la schermata di avvio su Mac

    Cambiare la schermata di avvio su PC

    Possiedi un PC con su installato Windows 10, 8/8.x, Windows 7 o una versione precedente del sistema operativo di casa Microsoft e ti interessa capire come cambiare la schermata di avvio?
    Allora segui le istruzioni sul da farsi che trovi proprio qui sotto.
    Individua il paragrafo relativo alla versione dell’OS installata sul tuo computer e segui le istruzioni sul da farsi che andrò a fornirti.

    Windows 10

    Se quello che stai usando è un computer con su installato Windows 10, il primo fondamentale passo che devi compiere per riuscire a cambiare la schermata di avvio sul tuo PC è quello di cliccare sul pulsante Start (quello con la bandierina di Windows) che si trova nella parte in fondo a sinistra della taskbar e pigiare sull’icona di Impostazioni (quella con l’ingranaggio) nel menu che vedi apparire.

    Nella finestra che successivamente andrà ad aprirsi sul desktop, pigia sulla voce Personalizzazione e seleziona la dicitura Schermata di blocco che sta sulla sinistra.
    Provvedi poi portare su Attivato l’interruttore che trovi corrispondenza della voce Mostra l’immagine di sfondo della schermata di blocco nella schermata di accesso così da fare in modo che le modiche che andrai ad apportare abbiano effetto sia sulla schermata di blocco del computer che su quella di login.

    Successivamente fai clic sul menu collocato sotto la voce Sfondo e scegli se impostare un’immagine personale come sfondo per la schermata di avvio oppure una predefinita. Nel primo caso scegli la voce Immagine dal menu a tendina e poi clicca sul bottone Sfoglia e seleziona il file di riferimento salvato sul tuo PC, nel secondo caso scegli sempre la voce Immagine dal menu a tendina e seleziona un’immagine tra quelle presenti sotto la voce Scegli la tua immagine che è apparsa nella finestra delle impostazioni di sistema.

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    Se poi invece che visualizzare una singola immagine preferisci riprodurre una presentazione, seleziona la voce Presentazione dal menu che trovi sotto la voce Sfondo sempre nella stessa schermata delle impostazioni di Windows 10 e scegli se prelevare le foto dal tuo account OneDrive oppure dalla cartella Immagini di Windows.
    Se vuoi, puoi anche selezionare una cartella a piacere che contiene le foto da visualizzare facendo prima clic sulla voce Aggiungi una cartella.
    Pigia poi sulla voce Impostazioni avanzate presentazione per gestire gli ulteriori settaggi relativi alla presentazione delle immagini.

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    Nel caso in cui dovessi avere dei ripensamenti e volessi impostare nuovamente lo sfondo di default per la schermata di avvio (e quella di blocco) del sistema, potrai farlo in qualsiasi momento selezionando la voce Contenuti in evidenza di Windows dal menu presente sotto la dicitura Sfondo nelle impostazioni di Windows.
    In questo modo, l’immagine impiegata per la schermata di avvio (e quella di blocco) a Windows 10 sarà modificata giornalmente ed in maniera automatica dal sistema stesso, come da impostazione predefinita.

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    Qualora la cosa ti interessasse, ti faccio altresì notare che, sfondo a parte, puoi personalizzare ulteriormente la schermata di avvio (e quella di blocco) su Windows 10 scegliendo anche le applicazioni di cui visualizzarne dettagli e stato, se visualizzare oppure no info e suggerimenti vari da Windows e da Cortana ecc.
    facendo clic sulle ulteriori voci annesse sempre alla stessa schermata delle impostazioni del PC ed intervenendo poi sulle opzioni disponibili.

    Windows 8/8.x

    Stai usando un PC con su installato Windows 8/8.x?
    In tal caso, puoi cambiare la schermata di avvio provvedendo innanzitutto a fare clic sul pulsante Start (quello con la bandierina di Windows) collocato nella parte in fondo a sinistra della taskbar e pigiando poi sull’icona di Impostazioni (quella con l’ingranaggio) annessa alla Start Screen.

    Nella schermata che successivamente vedrai apparire, pigia sulla voce Schermata di blocco dopodiché scegli se utilizzare un’immagine personalizzata oppure una di quelle già incluse in Windows 8/8.x.
    Nel primo caso, clicca sul pulsante Sfoglia e seleziona il file di riferimento dal tuo PC, mentre nel secondo ti basta selezionare l’immagine che preferisci tra quelle presenti sotto l’anteprima.

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    Puoi anche impostare la visualizzazione di una presentazione di foto portando su Attivato l’interruttore che trovi sotto la voce Riproduci una presentazione nella schermata di blocco e scegliendo poi se prelevare le immagini dal tuo account OndeDrive oppure dalla cartella Immagini del computer pigiando sul bottone corrispondente.
    Se le immagini che intendi usare si trovano in una posizione diversa, premi su Aggiungi una cartella e seleziona la cartella corretta.

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    Volendo, sempre dalla stessa finestra delle impostazioni di Windows puoi apportare ulteriori personalizzazioni alla schermata di avvio scegliendo se visualizzare solo immagini adatte alla dimensione dello schermo, se disattivare la schermata dopo aver riprodotto la presentazione, quali app visualizzare nella lock screen ecc.
    intervento sulle altre opzioni che ti vengono mostrate.

    Windows 7, Vista e XP

    Se invece quello che stai usando è un computer basato su Windows 7, Windows Vista o l’ancor più vetusto Windows XP, per cambiare la schermata di avvio devi necessariamente ricorrere all’uso di risorse di terze parti in quanto non risultano disponibili funzioni “di serie” apposite.

    Di programmi adibiti allo scopo ne esistono molteplici.
    Tra i vari, ti suggerisco vivamente di provare LogonStudio, un software gratuito di semplicissimo utilizzo che, appunto, permette di personalizzare la schermata di avvio in una manciata di clic andando ad impostare un’immagine a piacere.
    Mi chiedi come funziona?
    Te lo indico subito.

    Innanzitutto, collegati al sito Internet di LogonStudio e clicca sul pulsante blu Download che si trova sulla sinistra ed attendi che il file d’installazione del programma venga scaricato sul tuo computer. A scaricamento completato apri, facendo doppio clic su di esso, il file appena ottenuto (LogonStudio_public.exe) e clicca su Si.
    Nella finestra che si apre, fai clic prima sul pulsante Next per tre volte consecutive e poi su Finish per terminare la procedura d’installazione.

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    A questo punto, avvia LogonStudio attraverso la sua icona presente nella cartella WinCustomize del menu Start di Windows e, nella finestra che si apre, clicca sul pulsante per impostare il programma come editor predefinito delle schermate di logon di Windows.

    Seleziona dunque l’immagine che è tua intenzione usare per sostituire quella di default nella schermata di avvio al sistema dall’elenco che ti viene mostrato nella finestra del programma e clicca sul pulsante Apply per confermare ed applicare i cambiamenti.

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    Se poi le immagini già incluse nel software non ti soddisfano e desideri usarne una personalizzata, premi sul pulsante Create che sta sempre nella parte sinistra della finestra del programma, assegna un nome alla schermata di avvio che stai per creare, pigia su Browse… e seleziona il file di riferimento salvato sul tuo PC dopodiché premi su Save.
    Seleziona dunque l’immagine dalla sezione principale di LogonStudio come ti ho indicato nelle precedenti righe ed è fatta.

    Oltre che così come ti ho appena spiegato, puoi aggiungere nuove immagini da usare per personalizzare la schermata di avvio del tuo PC Windows scaricandole dalla galleria dedicata del sito Internet di WinCuztomize (la software house produttrice di LogonStudio).

    Più precisamente, se utilizzi Windows 7 o Vista, collegati a questa pagina per sfogliare le schermate di logon che preferisci, clicca sull’anteprima di quella che più ti piace e poi sul pulsante verde Download per scaricare il file sul tuo computer.
    Se invece stai usando Windows XP, la pagina alla quale devi collegarti per reperire nuove schermate di avvio per personalizzare il tuo PC è questa, il resto della procedura è praticamente identico a quello che ti ho appena indicato per le altre versioni dell’OS.

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    A download ultimato, nella finestra di LogonStudio fai clic sul pulsante Load, seleziona il file appena ottenuto (se hai scaricato un archivio devi prima estrarne il contenuto in una cartella qualsiasi) e fai clic sul prima su Apply e poi su OK per impostare la schermata di logon appena caricata come quella predefinita del sistema.

    Se vuoi annullare i cambiamenti e tornare alla schermata di logon originale di Windows, non devi far altro che avviare nuovamente LogonStudio e cliccare prima su Restore default Logon, poi su Apply e OK.
    Più semplice di così?

    Cambiare la schermata di avvio su Mac

    E per quel che concerne il versante Mac?
    Come fare per cambiare la schermata di avvio?
    Scopriamolo immediatamente. Partendo dal presupposto fondamentale che l’immagine impostata per la schermata di avvio su macOS è identica a quella scelta come sfondo per il desktop e che varia automaticamente al variare di quest’ultima, per usarne una diversa occorre mettere in pratica un apposito trucchetto in quanto, come anticipato in apertura, il sistema non offre alcuna opzione apposita per riuscirci.

    Quello che devi fare è dunque provvedere in primo luogo ad individuare l’immagine che è tua intenzione usare come sfondo per la schermata di avvio ed assicurati che questa sia in formato PNG.
    Se non sai come fare per verificare il formato dell’immagine scelta, ti invito a leggere il mio tutorial su come visualizzare estensione file in modo tale da schiarirti le idee al riguardo.
    Se poi il formato dell’immagine è diverso da quello richiesto, puoi far fronte alla cosa seguendo i passaggi che ho provveduto a fornirti con la mia guida su come convertire immagini.

    Provvedi poi a creare una copia dell’immagine scelta sulla scrivania.
    Per fare ciò, seleziona il file PNG di riferimento, facci clic destro sopra, scegli Copia “nome file”, fai clic destro in un qualsiasi punto dello schermo senza icone e, dal menu che vedi apparire, clicca sulla dicitura Incolla elemento.
    In alternativa, seleziona l’immagine d’origine, usa la combinazione di tasti cmd + C per copiarla negli appunti di macOS, clicca in un qualsiasi punto vuoto della scrivania ed utilizza la combinazione di tasti cmd + V per incollarla.

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    Provvedi dunque a rinominare la copia dell’immagine appena generata sulla scrivania in com.apple.desktop.admin.png dopodiché fai clic destro sull’icona del Finder (quella con il sorriso) posta sulla barra Dock e seleziona la voce Vai alla cartella… dal menu che compare.
    Digita poi /library/Caches/ nel campo apposito annesso alla finestra apparsa sullo schermo e clicca sul pulsante Vai.

    Per concludere, trascina l’immagine copiata e rinominata in precedenza sulla scrivania nella posizione del Finder appena raggiunta e schiaccia il bottone Sostituisci in riposta all’avviso che compare sullo schermo.
    Fatto!

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    Nota: Il trucchetto in questione non risulta funzionante se hai attivato la funzione di cambio utente rapido per consentire a più utenti di restare connessi contemporaneamente.
    Tieni altresì presente che, sulla base di quanto detto nelle precedenti righe, se e quando andrai a cambiare lo sfondo della scrivania, verrà modificata in automatico anche l’immagine da te impostata per la schermata di avvio sul tuo Mac.

    come personalizzare windows

    come personalizzare windows

    Spinto dalla curiosità di provare questo nuovo sistema operativo, anche tu hai deciso di passare a Windows 8.
    Ti trovi meglio del previsto con la nuova Start Screen e i menu in stile Windows Phone, adesso però ti piacerebbe dare un tocco personale al tutto e cambiare il look del sistema operativo.
    Si può?
    Certo, ed oggi sono qui per spiegarti come fare.

    Se vuoi qualche consiglio su come personalizzare l’aspetto della Start Screen di Windows, cambiare il tema grafico del Desktop e rendere più accattivanti altri elementi del sistema, come la schermata di blocco, non ti resta che continuare a leggere.
    Ecco come personalizzare Windows 8 in dettaglio.

    Cominciamo vedendo come personalizzare Windows 8 nel suo fulcro, la tanto chiacchierata Start Screen che ha preso il posto del menu Start.
    Se vuoi cambiare la posizione dei tasselli (chiamati tile) presenti all’interno della schermata, non devi far altro che selezionarli con il mouse e trascinarli nella posizione della Start Screen che più preferisci.
    Spostando un tile all’estrema destra della schermata (dove non ci sono altri tasselli), verrà creato un nuovo gruppo di app.
    Per rinominare i gruppi di applicazioni che crei, premi il pulsante [-] collocato in fondo a destra, dopodiché fai click destro sul gruppo da rinominare e pigia sul pulsante Assegna nome a gruppo che compare in basso.

    Puoi anche cambiare le dimensioni dei tasselli presenti nella schermata Start, facendo click destro su di esso e selezionando la voce Più grande o Più piccolo dal menu che compare, e disattivare i riquadri animati (es.
    il meteo, le foto, ecc.) cliccando con il tasto destro del mouse su di essi e cliccando sul pulsante Disattiva riquadro animato collocato in basso.
    Per eliminare un tile dalla Start Screen, fai click destro su di esso e seleziona l’opzione Rimuovi da Start dal menu che si trova in fondo allo schermo.

    Vuoi cambiare il colore e il tema di sfondo della Start Screen?
    Nulla di più semplice.
    Richiama la Charms Bar di Windows 8 posizionando il cursore del mouse nell’angolo alto o basso a destra dello schermo e clicca prima su Impostazioni e poi su Modifica impostazioni PC.
    Nella schermata che si apre, seleziona la voce Personalizzazione dalla barra laterale di sinistra, clicca su Schermata Start e seleziona tema e colore della Start Screen usando i riquadri collocati in basso.
    È facilissimo, ad ogni modo puoi avere maggiori informazioni su come personalizzare la schermata Start di Windows 8 leggendo la mia guida su come utilizzare Windows 8.

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    Adesso vediamo come personalizzare Windows 8 in ambiente Desktop, anche se in questo caso le differenze sono pochissime rispetto a Windows 7 e Vista.
    Ad esempio, se vuoi cambiare il tema grafico utilizzato per i wallpaper e i colori delle finestre non devi far altro che cliccare con il tasto destro in un punto vuoto della scrivania e selezionare la voce Personalizza dal menu che compare.
    Nella finestra che si apre, clicca sul tema che desideri applicare al tuo Windows e il gioco è fatto.

    Puoi anche modificare manualmente i colori delle finestre e della taskbar, cliccando sulla voce Colore collocata in basso e scaricare nuovi temi rispetto a quelli inclusi di default nel sistema operativo visitando la gallery allestita da Microsoft e scegliendo i temi che ti piacciono di più.
    Basta aprirli per applicarli, e sono tutti gratis.

    Come nelle versioni precedenti del sistema operativo, inoltre, puoi modificare facilmente Sfondo del desktop, Suoni e Screen saver cliccando sulle apposite icone contenute nel menu Personalizza del Desktop.
    Credo ormai non ci sia bisogno di ulteriori spiegazioni su questo fronte.

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    Infine, vediamo come cambiare immagine di sfondo nella lock screen (la schermata di sblocco del sistema operativo) e foto del profilo per il proprio account utente.
    Tutto quello che devi fare è posizionare il cursore del mouse nell’angolo alto o basso a destra dello schermo e clicca prima su Impostazioni e poi su Modifica impostazioni PC nella barra che compare sulla destra.

    Nella schermata che si apre, clicca sulla voce Schermata di blocco per selezionare uno dei tanti wallpaper disponibili per la lock screen di Windows 8 oppure fai click su Sfoglia per scegliere un’immagine personalizzata fra quelle che hai salvato sul PC.

    Per modificare l’immagine del profilo utente, invece, recati nella sezione Immagine account del pannello di controllo e clicca su Sfoglia per selezionare una tua foto salvata precedentemente sul PC oppure su Fotocamera per scattare una foto in tempo reale usando la webcam del computer.
    Ora sì che puoi dire di avere un Windows 8 personalizzato!

    come ripristinare le icone sul desktop windows

    come ripristinare le icone sul desktop windows

    Recentemente, accedendo a Windows 10, ti sei ritrovato in una situazione abbastanza sgradevole:
    le icone del desktop sono improvvisamente scomparse e non accennano a ricomparire neppure dopo aver riavviato il computer.
    Lo so, stai accarezzando l’idea di attaccarti al telefono e chiedere al tuo amico “smanettone” di risolvere questo problema per te, tuttavia preferiresti riuscirci da solo.

    Beh, sono felice di annunciarti che il tuo desiderio è stato esaudito, poiché ti trovi nel posto giusto, in un momento che non potrebbe essere migliore:
    nelle righe di seguito, infatti, ti spiegherò come ripristinare le icone sul desktop Windows 10 utilizzando tutti gli strumenti inclusi nel celebre sistema operativo Microsoft.
    Non preoccuparti, non hai bisogno di eseguire particolari modifiche o districarti in complessi comandi manuali:
    i metodi illustrati sono molto semplici e perfettamente alla portata anche di chi, come te, di tecnologia ne mastica ben poca!

    Ti ho incuriosito e adesso non vedi l’ora di passare all’azione?
    Perfetto! Tutto ciò che devi fare è metterti bello comodo, ritagliare qualche minuto di tempo per te e leggere attentamente questa guida:
    sono sicuro che, una volta terminata la lettura, sarai perfettamente in grado di riportare le icone del tuo desktop nel posto in cui devono essere.
    Detto ciò, non mi resta che augurarti buona lettura e buon lavoro!

    Indice

    • Attivare la visualizzazione delle icone sul desktop
    • Ripristinare le icone sul desktop
    • Uscire dalla modalità tablet
    • Altre soluzioni utili
      • Rigenerare la cache delle icone
      • Resettare i file di sistema
      • Ritornare a un punto di ripristino precedente

    Attivare la visualizzazione delle icone sul desktop

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    Forse non te ne sei mai reso conto, ma Windows dispone di una funzionalità integrata per inibire la visualizzazione delle icone sul desktop estremamente semplice da utilizzare! Dunque, prima di andare avanti e affidarti a soluzioni leggermente più complesse, ti consiglio di verificare che questa funzionalità non sia stata abilitata, magari per errore.

    In che modo?
    Semplicissimo:
    per prima cosa, portati sul desktop di Windows 10, dopodiché fai clic destro con il mouse su un punto vuoto dello stesso per accedere al relativo menu contestuale e spostati con il mouse sulla voce Visualizza.

    Fai bene attenzione alla parte bassa del secondo menu che viene mostrato a schermo e identifica la voce Mostra icone del desktop:
    se accanto a essa non è presente nessun segno di spunta, significa che le icone del desktop sono state nascoste in questo modo.

    Qualora questo fosse proprio il tuo caso, non devi fare altro che cliccare sulla summenzionata voce per riattivare la visualizzazione delle icone:
    qualora non dovessi ottenere immediatamente il risultato sperato, prova a pigiare il tasto F5 della tastiera, oppure a richiamare di nuovo il menu contestuale del desktop e, da lì, selezionare la voce Aggiorna. Più semplice a farsi che a dirsi, non trovi?

    Ripristinare le icone sul desktop

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    Ultimamente hai notato la scomparsa delle icone relative al Cestino, a Questo PC o ad alcuni dei tuoi programmi preferiti e proprio non sai come fare a ripristinarle?
    È proprio questa la sezione del tutorial in cui puoi trovare la soluzione al tuo problema.

    Per riattivare la visualizzazione delle cosiddette icone di sistema (Rete, cartella utente, Questo PC e così via) sul desktop, fai innanzitutto clic destro su un punto vuoto di quest’ultimo e seleziona la voce Personalizza dal menu contestuale proposto.
    In alternativa, puoi ottenere lo stesso risultato cliccando sul pulsante Start (il pulsante a forma di bandierina posto nell’angolo in basso a sinistra dello schermo), poi sul pulsante  collocato nella parte sinistra del menu che si apre e, successivamente, sulla voce o sull’icona Personalizzazione.

    A questo punto, clicca sulla voce Temi collocata a sinistra, scorri la finestra in basso, fino a raggiungere la voce Impostazioni delle icone del desktop e clicca su di essa.
    Fatto ciò, apponi il segno di spunta in corrispondenza delle caselle relative alle icone che vuoi visualizzare (Computer, Cestino, File dell’utente, Pannello di controlloRete), clicca sui pulsanti ApplicaOK e le modifiche verranno applicate istantaneamente.

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    Se desideri aggiungere (o ripristinare) sul desktop le icone dei programmi che utilizzi più spesso, puoi attenerti alla procedura seguente:
    apri il menu Start o la Start Screen di Windows 10, identifica l’applicazione per cui intendi creare un nuovo collegamento (potrebbe essere necessario accedere alla cartella in cui è contenuta), dopodiché “afferra” la sua icona con il mouse e trascinala su un punto vuoto del desktop.

    Uscire dalla modalità tablet

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    Un’altra possibile causa della scomparsa delle icone dal desktop di Windows 10 è l’attivazione della modalità tablet:
    in parole povere, si tratta di un’interfaccia di Windows 10 adattata per l’utilizzo con dispositivi dotati di touch-screen, che non prevede il classico desktop, ma una serie di pulsantoni collocati all’interno di una schermata Start espansa a tutto schermo, conosciuta con il nome di Start Screen.

    Ho descritto proprio la situazione in cui ti trovi?
    Non temere, disattivare la modalità tablet di Windows 10 è semplicissimo:
    per prima cosa, accedi all’area di notifica cliccando sull’icona a forma di fumetto collocata nell’angolo in basso a destra dello schermo (accanto all’orologio di sistema, tanto per intenderci), dopodiché pigia sul pulsante Modalità tablet collocato in basso per ripristinare il desktop e le relative icone.

    Se vuoi impedire al tuo dispositivo di attivare la modalità tablet autonomamente (ad es.
    quando sganci la sua parte tablet dalla tastiera), accedi al menu Start/Start Screen, pigia sul pulsante  residente a sinistra, seleziona il pulsante Sistema dal pannello proposto, poi la voce Modalità tablet (puoi trovarla nella parte sinistra della finestra, se questa è ingrandita) e imposta prima l’opzione Usa la modalità desktop nel menu a tendina All’accesso e poi l’opzione Non richiedere conferma e non cambiare modalità nel menu a tendina Quando il mio dispositivo attiva o disattiva automaticamente la modalità tablet.

    Altre soluzioni utili

    Nessuna delle soluzioni segnalate in precedenza ha funzionato?
    Le icone del tuo desktop non sono scomparse ma visualizzate in modo errato, magari con icone sfocate o, peggio ancora, a forma di foglio bianco?
    Allora il problema potrebbe risiedere altrove:
    di seguito, vado a illustrarti una serie di soluzioni che, con molta probabilità, possono ripristinare la corretta visualizzazione delle icone sulla scrivania del tuo PC.

    L’unica raccomandazione che ho da farti, prima di iniziare, è di procedere per tentativi e seguire le procedure nell’esatto ordine in cui sono elencate.

    Rigenerare la cache delle icone

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    Per velocizzare il caricamento delle immagini collegate a ciascuna icona, Windows 10 conserva una piccola copia delle loro anteprime in un file ben preciso, che viene chiamato file di cache delle icone.

    Può capitare che, con il tempo, la cache delle icone venga in qualche modo danneggiata, portando come conseguenza diretta una distorsione nelle icone o la completa mancanza di esse:
    è in quest’ultimo caso, in particolare, che sul desktop vengono visualizzati dei simboli a forma di fogli bianchi.

    Per ovviare a questo problema, puoi rigenerare la cache delle icone intervenendo nel seguente modo:
    apri una finestra di Esplora File cliccando sull’icona a forma di cartella gialla collocata nella barra inferiore di Windows, clicca sulla voce Visualizza collocata in alto e, successivamente, sul pulsante Opzioni.

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    A questo punto, fai clic sulla scheda Visualizzazione nella nuova finestra che compare a schermo, apponi il segno di spunta accanto alla voce Visualizza cartelle, file e unità nascosti, toglilo dalla casella Nascondi i file protetti di sistema (consigliato), clicca sul pulsante  per confermare la volontà di proseguire e poi sul pulsante OK.

    Completata questa operazione, pigia la combinazione di tasti Win+R, digita il comando %localappdata% nel pannello proposto, premi il tasto Invio della tastiera, identifica il file IconCache IconCache.db ed eliminalo, dopodiché riavvia il computer:
    le icone dovrebbero essere tornate come nuove!

    Resettare i file di sistema

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    La soluzione precedente non ha sortito l’effetto desiderato?
    Puoi effettuare un ulteriore tentativo di “riparazione icone” tramite l’utility sfc di Windows:
    se non ne avessi mai sentito parlare, sfc è un programma eseguibile da riga di comando che permette di analizzare i file necessari al corretto funzionamento di Windows e, se necessario, ripristinarli automaticamente.

    Per procedere, apri il menu Start/Start Screen cliccando sul pulsante Start collocato nell’angolo in basso a destra dello schermo, seleziona la cartella Strumenti Windows, fai clic destro sul pulsante Prompt dei comandi, seleziona la voce Altro > Esegui come amministratore dal menu contestuale proposto e premi poi sul pulsante .

    Una volta aperto il Prompt, digita al suo interno il comando sfc /scannow seguito dalla pressione del tasto Invio.
    Attendi quindi che l’analisi e la correzione vengano completate, dopodiché riavvia il computer e le icone dovrebbero tornare al loro aspetto originale.

    Ritornare a un punto di ripristino precedente

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    Hai tentato tutto, ma proprio tutto quanto ti ho illustrato in precedenza, ma le icone del tuo desktop proprio non vogliono saperne di tornare normali?
    Allora, come soluzione estrema, ti consiglio di riportare il computer a uno stato precedente utilizzando il Ripristino configurazione di sistema di Windows.

    Questa funzionalità di Windows, in particolare, permette di riportare il sistema a una data precedente:
    in questo modo, tutte le impostazioni e le personalizzazioni applicate successivamente alla data scelta, così come i nuovi programmi installati, verranno persi.
    I file personali creati dopo la data a cui viene riportato il computer, invece, resteranno intatti.

    Per procedere e riportare Windows 10 a uno stato precedente, pigia sulla barra di ricerca di Cortana, digita al suo interno la parola ripristino, clicca sul pulsante Ripristino e seleziona la voce Apri ripristino configurazione di sistema residente nella nuova finestra che si apre sul desktop.

    Fatto ciò, clicca sul pulsante Avanti, apponi il segno di spunta accanto alla voce Scegli un punto di ripristino diverso, fai ancora clic sul pulsante Avanti, apponi il segno di spunta accanto alla voce Mostra ulteriori punti di ripristino, dopodiché seleziona dall’elenco proposto il punto di ripristino creato nella data immediatamente precedente rispetto al verificarsi del tuo problema con le icone.
    Se lo desideri, puoi conoscere in anticipo i programmi che potrebbero smettere di funzionare pigiando sul pulsante Cerca programmi interessati.

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    Effettuate le scelte necessarie, fai clic sui pulsanti AvantiFine per avviare la procedura di ripristino, che potrebbe impiegare anche diverso tempo; al termine, il computer verrà riavviato automaticamente e, successivamente, verrà mostrata una finestra relativa all’avvenuto ripristino.
    Se hai bisogno di ulteriori delucidazioni su questa procedura, puoi consultare la mia guida specifica su come riportare il PC ad una data precedente, in cui ti ho chiarito nel dettaglio tutti i passi necessari.

    Se neanche questa procedura è riuscita a ripristinare le icone sul desktop di Windows 10, allora potresti aver bisogno di una soluzione ancora più drastica, quale potrebbe essere la reimpostazione completa del PC. In questo modo, avrai la possibilità di riportare il sistema operativo allo stato iniziale, esattamente come se lo avessi appena installato, con l’opportunità di mantenere intatti i tuoi file personali:
    non preoccuparti, si tratta di una procedura molto semplice, che ti ho illustrato nello specifico nella mia guida su come ripristinare Windows 10.

    Prima di procedere, sii consapevole che l’applicazione della procedura appena citata comporta la perdita totale di tutte le impostazioni, i programmi e i driver installati sul computer.

    come scaricare iso windows

    come scaricare iso windows

    Come scaricare ISO Windows 10

    Se ti stai domandando come scaricare la ISO di Windows 10, potrei esserti d’aiuto.
    Come già saprai, Windows è in assoluto uno dei pacchetti software più rilevanti della storia dell’informatica.
    E ancora oggi, a quasi 34 anni dal suo lancio, questo sistema operativo costituisce lo standard de facto per tutti i PC di uso generalizzato.
    Benché non sia mai riuscita ad intaccare durevolmente lo “zoccolo duro” degli utenti Apple, grazie a Windows, Microsoft ha comunque sbaragliato il resto della concorrenza, non solo attraverso l’implementazione di prodotti rispondenti alle crescenti richieste del mercato, ma anche sfruttando in maniera intelligente e spregiudicata la partnership con le maggiori case produttrici di personal computer, che hanno incluso copie preinstallate di Windows sulle loro macchine.

    Nel corso degli anni, Windows ha subito due imponenti rivoluzioni:
    la prima riguardò il transito dalle architetture ancora legate al DOS (fino a Windows Me) verso la serie NT (già attiva dal 1993); la seconda, più recente, ha visto la riscrittura di una gran parte del sistema per adattarsi alle nuove architetture hardware ed al maggiore bisogno di sicurezza e stabilità, culminando con il rilascio di Windows Vista.
    Da allora, Microsoft ha deciso di superare definitivamente il pregiudizio che la voleva poco impegnata sul fronte della lotta agli attacchi informatici ed ai virus, introducendo periodicamente nuovi aggiornamenti di sicurezza.
    Questa è divenuta una caratteristica importante su Windows 10.
    Vediamo adesso come è possibile scaricare questo software in maniera legale al fine di poterlo installare sul proprio computer.

    Come scaricare Windows 10

    Oggi, i mutamenti del mercato del software e la crescente dematerializzazione dei supporti hanno ulteriormente cambiato lo scenario in cui operano le società informatiche.
    La stessa Microsoft ha mutato la propria politica per favorire sempre più il transito dalle precedenti versioni di Windows, che comportano costi non indifferenti di manutenzione e aggiornamento, verso Windows 10, che invece rappresenta il culmine attuale dello sviluppo di questo sistema operativo.
    Per tale ragione, da alcuni anni, è possibile addirittura scaricare l’intero sistema direttamente dai server Microsoft, senza nemmeno il bisogno di disporre immediatamente di un contratto di licenza.

    In questa guida, ti spiegherò in che modo potrai servirti di questa opportunità per procurarti legalmente una copia ISO di Windows 10 per tutte le tue esigenze.
    Va da sé che sarai comunque responsabile personalmente di ciò che compirai seguendo i miei consigli, ed agirai a tuo totale rischio e pericolo.

    Indice

    • Si può scaricare Windows 10 gratis?
    • Requisiti
    • Differenze tra le versioni di Windows 10
    • Come fare il download ISO Windows 10 legalmente
      • Media Creation Tool
      • Immagine disco di Windows 10 Home e Pro
      • Windows 10 Enterprise
      • Windows 10 Education
      • Windows 10 MSDN
    • Immagine disco di tutte le versioni di Windows 10
    • Come scaricare le versioni beta di Windows 10
    • Cosa fare dopo aver scaricato la ISO di Windows 10
    Si può scaricare Windows 10 gratis?

    , è possibile scaricare gratis Windows 10, tant’è che Microsoft ha dedicato all’operazione un’app apposita, di cui ti parlerò nei prossimi paragrafi.
    Questa scelta, come ti ho già accennato, rientra nella tendenza generale del mercato contemporaneo a facilitare la disponibilità materiale del software, perché il produttore è comunque tutelato in altro modo attraverso l’implementazione di sistemi molto sofisticati di controllo delle licenze.

    Riassumendo in breve, puoi scaricare Windows 10 e puoi installarlo, ma legalmente sei comunque tenuto ad acquistare una licenza per farne uso (o devi comunque avere una licenza di Windows 7 o 8 compatibile con l’aggiornamento).

    Per capire cosa sia una «licenza», devi considerare che Microsoft è una società con sede negli Stati Uniti, che applica al proprio software regole e principi giuridici propri del diritto statunitense, senza preoccuparsi troppo delle enormi differenze di legislazione tra gli USA e il resto del mondo.

    Come risultato, è piuttosto difficile spiegare in termini semplici ad un italiano cosa sia esattamente una licenza di Windows:
    semplificando, possiamo dire che Microsoft, proprietaria del codice, ne consente l’uso alle persone che lo richiedano, quasi dandolo “in affitto”, dietro un compenso in denaro pagato tipicamente una tantum.

    La caratteristica più strana di questo rapporto, soprattutto nell’ottica italiana, sta nel fatto che la licenza è ormai diventata, a quanto pare, un componente accessorio rispetto alla materiale disponibilità della copia del software.

    Ciò significa – sempre semplificando molto – che non è tanto importante come tu ti sia materialmente procurato una copia di Windows, ma è invece del tutto fondamentale che tu acquisti legalmente da Microsoft il diritto a farne uso in maniera definitiva (tramite licenza).

    Lo stesso discorso vale, peraltro, per qualunque software proprietario:
    chi ne detiene i diritti, infatti, ha anche il potere di gestirne l’uso come meglio crede, ed al prezzo che ritiene più adeguato.

    Ti starai chiedendo quindi per quale ragione Microsoft abbia deciso che si possa scaricare una copia ISO di Windows 10 in modo gratuito.
    Ebbene, la risposta sta nel fatto che Windows è una piattaforma che serve al produttore per guadagnare indirettamente in altro modo:
    gli utenti abituati ad adoperarlo nel privato vorranno poi trovarlo sul posto di lavoro e negli uffici pubblici (dove il pagamento delle licenze è certo), lo vorranno preinstallato sui PC nuovi (nel cui prezzo è compresa la licenza) e desidereranno acquistare sempre più software compatibile, sia Microsoft che di terze parti, le quali – a loro volta – dovranno svilupparlo tramite il software di sviluppo fornito dalla stessa Microsoft sempre dietro licenza.

    Requisiti

    L’installer di Windows è costituito da centinaia di file, ed è pensato per essere distribuito su DVD o chiave USB; per questa ragione, non scaricherai singoli documenti, ma un unico archivio con estensione .iso.

    Un file ISO, per intenderci, è un file che contiene per intero il file system di un supporto (tipicamente rimovibile, ma non è detto), che può essere copiato in maniera identica su un altro attraverso un’apposita applicazione in grado di leggerlo e masterizzarlo, come ti spiegherò più avanti.

    Considera quindi che le dimensioni di un ISO sono di poco inferiori, in media, ai 5 GB di capienza di un comune DVD dati:
    verifica di avere a disposizione questo spazio sul tuo disco rigido, ed in caso contrario liberalo.

    Dato il peso del file ISO, prima di scaricare Windows 10, assicurati anche di avere una connessione internet sufficientemente veloce; se adopererai il download diretto (come ti farò vedere), considera anche la possibilità di fornirti di un buon download manager.
    Questo, anche se Microsoft potrebbe comunque limitare gli accessi multipli ai suoi server per ragioni di sicurezza e di traffico.

    Differenze tra le versioni di Windows 10

    Windows 10 può essere installato generalmente in due diverse versioni, dette Home e Pro.
    Le differenze per l’utente medio sono inesistenti, ma diventano abissali quando è necessario compiere operazioni più tecniche:
    in particolare, Windows 10 Pro offre un ampio ventaglio di strumenti per la gestione della rete e degli utenti ad essa connessi, con la possibilità di impostare gruppi, accesso a risorse remote e crittografia dei dati.

    In buona sostanza Windows 10 Pro, è stato concepito per un’interazione costante con Windows Server, quindi per le reti di dominio.
    Senza dimenticarsi poi, di BitLocker, ovvero della funzionalità che permette di crittografare l’hard disk.

    Se non hai bisogno di funzionalità simili, puoi benissimo scaricare Windows 10 in versione Home.
    Per un elenco dettagliato delle differenze tra le due versioni, puoi consultare questa sezione del sito di Microsoft.

    Come fare il download ISO Windows 10 legalmente

    Adesso, ti spiegherò come procedere al download dell’immagine disco di Windows 10, attraverso diverse modalità, tutte legali, ovviamente.

    Media Creation Tool

    La prima metodica riguarda gli utenti che già dispongono di un sistema Windows, per i quali attualmente Microsoft ha disabilitato la possibilità di scaricare direttamente il file ISO del sistema operativo; per ottenere l’immagine disco, infatti, dovrai collegarti a questa pagina di download di Windows 10 sul sito Microsoft.

    Potrai così scaricare un’applicazione gratuita chiamata Media Creation Tool, in Italiano “Strumento per la creazione di supporti”.
    Essa è stata pensata per facilitare la migrazione da Windows 7 e 8 verso Windows 10.
    Quindi, potresti notare alcuni rallentamenti nelle sue operazioni, con frequenti blocchi, perché durante l’uso, questa app verificherà l’effettiva compatibilità della tua configurazione hardware con le specifiche di Windows 10.

    Ovviamente, non sei obbligato ad adoperare l’ISO scaricato per installarlo sul tuo PC, ma Microsoft ti incoraggia ad usare la stessa applicazione per procedere all’aggiornamento, ricorrendone i requisiti.

    Una volta lanciata, l’applicazione mostrerà una finestra contenente un accordo di licenza, riguardante lo stesso “Media Creation Tool” (e non Windows).
    Cliccando su Accetta, l’applicazione ti chiederà se desideri aggiornare il tuo PC o se desideri scaricare un’immagine ISO.
    Seleziona dunque la seconda opzione.

    A questo punto, accederai alla schermata di download.
    Il file ISO scaricato conterrà entrambe le versioni Pro e Home, che quindi non potranno essere scaricate separatamente, ma sono distinte per sistemi a 32 ed a 64 bit.

    Apparentemente, in questo caso, la spunta “Usa le opzioni consigliate”, presente nella finestra, si limita a selezionare in automatico l’architettura hardware (basandosi su quella del PC su cui è stato avviato il Media Creation Tool).

    Ad operazione conclusa, dovresti aver ottenuto il supporto di boot rimovibile su cui è installata la copia ufficiale di Windows 10 nelle versioni Home e Pro.

    Immagine disco di Windows 10 Home e Pro

    Se invece non sei un utente Windows, e ad esempio ti colleghi da macOS o da Ubuntu/Linux, accedendo alla pagina di download W10 del sito di Microsoft attraverso il browser web, ti verrà fornita la possibilità di scaricare ISO Windows 10 direttamente (te ne parlerò a breve).

    Si può accedere al download diretto da un sistema Windows?
    Sì, ma è più complicato.
    Ecco come devi procedere:

  • Per prima cosa, accedi a Microsoft Edge (l’applicazione che ha sostituito Internet Explorer), naviga sulla pagina di download (stesso link che ti ho appena fornito) e attendi che la pagina si carichi completamente;
  • Mentre ti trovi sulla pagina che ti ho detto (è importante), apri il menu delle Impostazioni (i tre puntini in alto a destra) ed accedi agli Strumenti di sviluppo;
  • La finestra si dividerà in due e comparirà il codice della pagina.
    Ignoralo, clicca direttamente sulla freccia che trovi alla fine dei menu di sviluppo (chiamati Elementi, Console, Memoria, etc.) e clicca su Emulazione;
  • Nella tab che si aprirà, seleziona come Stringa agente utente la voce “Apple Safari (iPad)”.
    In questo, modo farai credere al sito Microsoft che stai adoperando attraverso un dispositivo non-Windows (in gergo tecnico, hai cambiato user-agent).
  • A questo punto, la pagina web si ricaricherà e compariranno i pulsanti per procedere al download diretto di Windows 10, possibile solo dopo aver selezionato la lingua di installazione.
    Il file ISO scaricabile, anche in questo caso, sarà unico per Windows 10 Pro e Home, ma diverso a seconda dell’architettura a 32 o 64 bit.

    I link che ti verranno forniti avranno una vita massima di 24 ore, con un termine che ti verrà specificato nella pagina.
    Ne consegue che tutti gli altri link diretti che trovi in giro su internet non sono ufficiali ed andrebbero evitati per ragioni di sicurezza.

    Windows 10 Enterprise

    Windows Pro e Home sono solo due delle molte versioni di Windows disponibili.
    In particolare, Microsoft ha da sempre curato il settore delle piccole e medie imprese che, se da un lato non hanno le stesse esigenze delle grandi, hanno anche bisogno di soluzioni specifiche per la gestione dei computer aziendali.
    Inoltre, per queste imprese, dato il peso degli investimenti tecnologici che devono sostenere, può essere molto conveniente avere dei servizi a lungo termine (LTSC), cioè aggiornamenti ed altre funzionalità disponibili per diversi anni dopo la scadenza del supporto standard.

    Per tutte queste realtà, è stato quindi creato Windows 10 Enterprise (in due versioni:
    standard e LTSC), che, a differenza delle versioni Pro e Home, viene distribuito con una formula particolare.
    Infatti, si può scaricare Windows 10 Enterprise tramite ISO, e si può anche utilizzarlo in tutta legalità per 30 giorni.
    Dopo questo termine, però, sarà necessario disporre di una licenza.

    Per scaricare questa versione del sistema operativo, dovrai inoltre fornire i tuoi dati personali a Microsoft, compilando un apposito form.
    Trovi tutto nell’Evaluation Center di Microsoft.

    Windows 10 Education

    Un altro importante settore per cui Microsoft ha implementato soluzioni specifiche, è quello dell’istruzione, per il quale è possibile scaricare Windows 10 Education, che a sua volta è basato sostanzialmente su Enterprise (con alcune varianti).

    La caratteristica di questa versione è però commerciale, nel senso che molte Università ed Istituti di ricerca (soprattutto esteri) hanno stipulato contratti con Microsoft per rendere disponibile questo prodotto ai loro allievi e docenti.

    Per ottenere l’immagine disco di Windows 10 Edu, devi disporre di un product-key valido per Windows 10, e procedere attraverso il Media Creation Tool in versione Academic, accessibile tramite questa pagina del sito di Microsoft.

    Windows 10 MSDN

    Se hai sottoscritto un abbonamento a MSDN (Microsoft Developer Network), puoi scaricare le versioni di Windows 10 riservate agli sviluppatori, che solitamente precedono di qualche settimana i rilasci definitivi.
    Sì esatto, si tratta di versioni simili alle beta di Windows 10, alle quali solitamente si può accedere anche tramite il programma Windows Insider (dopo aver installato una copia ufficiale di W10).
    In questo caso, però, è possibile testare anche altre versioni di Windows 10, come ad esempio Windows 10 IoT.

    Puoi trovare i file ISO delle versioni MSDN, in base al tuo profilo, nella sezione Download del sito di Microsoft Visual Studio.

    Immagine disco di tutte le versioni di Windows 10

    Attualmente, non sono più disponibili le vecchie versioni All-in-one di Windows 10 (AIO W10), almeno in via ufficiale.
    Microsoft, al momento, offre assieme soltanto le versioni Home e Pro.

    Tuttavia, anche se riuscissi a reperire un file ISO con tutte le versioni del sistema operativo di Microsoft, ti ricordo che, a meno che tu non stia effettuando un’installazione ex novo di W10 su un PC vergine, il menu di scelta delle versioni Windows potrebbe non comparire.

    Come scaricare le versioni beta di Windows 10

    È possibile anche partecipare indirettamente allo sviluppo del sistema operativo Microsoft, scaricando Windows 10 in versioni beta.
    Verranno poi inviate in automatico e periodicamente delle relazioni a Microsoft riguardanti i problemi che sono stati rilevati durante l’uso del software.

    Adoperare le versioni beta è sempre un rischio, soprattutto in caso di sistemi operativi complessi come Windows, perché si tratta comunque di versioni instabili (benché a livelli diversi).
    E Microsoft questo lo sa bene, tant’è che non consente ai tester di scaricare liberamente le ISO, ma esige una registrazione ulteriore (gratuita) al suo programma di testing, chiamato Insider, accessibile da questa sezione del sito di Microsoft Windows.

    Dopo la registrazione, che presuppone comunque il possesso di un account Microsoft, riceverai una e-mail con un link ad una pagina web, da cui potrai accedere ai download specifici per la categoria.

    Tieni conto, però, che Microsoft potrebbe non farti effettivamente provare le beta più eclatanti di Windows 10 per ragioni di politica aziendale, come specificato al momento della registrazione.
    In ogni caso, i file ISO della beta di W10, se presenti, saranno disponibili nella sezione Download di Windows Insider sul sito Microsoft.

    Cosa fare dopo aver scaricato la ISO di Windows 10

    Una volta scaricata la ISO di W10, ovviamente, devi poterla utilizzare.
    Se intendi procedere ad un’installazione su macchina virtuale, ti basterà selezionarla e caricarla nel programma di virtualizzazione che adoperi (ad esempio VMware o VirtualBox).
    Invece, se vuoi servirtene su di un PC fisico, è necessario munirti di un DVD o di una chiave USB, in quest’ultimo caso di dimensioni non inferiori agli 8 GB.

    Comunque, sia chiaro:
    non devi copiare e incollare il file ISO, ma lo devi proprio masterizzare tramite un’applicazione in grado di leggerlo, come già ti ho detto.
    Per i DVD Windows 10, ti basterà cliccare con il tasto destro sul file ISO e selezionare l’opzione Masterizza su disco, oppure potrai servirti di software specifico.
    Quanto alle chiavette USB avviabili tramite BIOS, ti consiglio di utilizzare Rufus, disponibile gratuitamente a questo indirizzo.

    Per quanto riguarda invece l’installazione vera e propria, puoi fare riferimento alla guida su come fare l’installazione pulita di Windows 10.

    Ricorda comunque che non potresti adoperare Windows 10 senza una licenza, anche se attualmente, un sistema non registrato, a differenza del passato, continua a funzionare con pochissime opzioni ridotte (inerenti soprattutto alla personalizzazione del desktop).
    Si tratta tuttavia di una disponibilità di cui non è opportuno abusare, soprattutto quando l’acquisto legale di un product-key è possibile online, direttamente dal sito di Microsoft.

    come trovare product key windows

    come trovare product key windows

    Dopo averci pensato su per giorni e giorni finalmente ti sei deciso:
    formatterai il tuo PC con su installato Windows 8.1.
    Se facendo in tal modo pensi di risolvere tutte le varie ed eventuali problematiche che stai riscontrando utilizzando il tuo computer fai davvero bene, non posso dirti altro.
    Tuttavia se in questo momento sei qui a leggere questa guida molto probabilmente è perché non riesci più a trovare la mail o il foglietto indicante il Product Key della tua copia del sistema operativo.
    Se le cose stanno davvero in questo modo non hai però motivo di preoccuparti, posso darti una mano io a trovare Product Key Windows 8.1.

    Ricorrendo all’impiego di alcuni programmi preposti allo scopo ed effettuando pochi appositi passaggi sul tuo sistema operativo in questione trovare Product Key Windows 8.1 diventa possibile ed è anche molto semplice.
    Come dici?
    Temi di non riuscirci?
    Ma no, non devi preoccuparti! Contrariamente alle apparenze trovare Product Key Windows 8.1 è una vera e propria passeggiata, fidati.

    Se ti interessa quindi scoprire quali sono i passaggi da effettuare per riuscire a trovare Product Key Windows 8.1 ti suggerisco di prenderti qualche minuto di tempo libero, di metterti seduto ben comodo dinanzi al tuo computer e di concentrarti sulla lettura delle informazioni che sto per darti.
    Sei pronto?
    Si?
    Benissimo, allora cominciamo.

    Trovare Product Key Windows 8.1 con Lazesoft Windows Key Finder

    Se è tua intenzione trovare Product Key Windows 8.1 ti suggerisco innanzitutto di ricorrere all’impiego di Lazesoft Windows Key Finder.
    Si tratta di un’applicazione gratuita e open source per trovare Product Key di Windows 8.1 ma anche di tutte le altre versioni del sistema operativo di casa Microsoft e di Office.
    Il programma non richiede installazioni per poter funzionare e consente anche di esportare e stampare i codici che trova.

    Per trovare product key Windows 8.1 con Lazesoft Windows Key Finder clicca qui per collegarti alla pagina Web ufficiale del software dopodiché pigia sul pulsantee Free Download Now ed attendi che la procedura di download dello stesso venga avviata e portata a termine.

    A download completato fai doppio clic sul file WindowsKeyFinder.exe che è stato appena scaricato ed attendi l’apertura della finestra del software.
    Una volta visualizzata la finestra di Lazesoft Windows Key Finder il product key di Windows 8.1 dovrebbe esserti mostrato a schermo, sotto la voce Windows 8.1 nel riquadro collocato sulla parte sinistra.

    IMMAGINE QUI 1

    A seconda di quelle che sono le tu necessità puoi quindi scegliere di salvare il seriale in un file di testo pigiando sul pulsante Save oppure puoi effettuarne la stampa immediata semplicemente facendo clic su Print.

    IMMAGINE QUI 2

    Trovare Product Key Windows 8.1 con NirSoft ProduKey

    Se il software per trovare Product Key Windows 8.1 che ti ho già suggerito non è stato di tuo gradimento e se quindi sei ancora alla ricerca di una soluzione che ti consenta di visualizzare il seriale del sistema operativo ti invito a provare NirSoft ProduKey.
    Si tratta di uno dei programmi più celebri appartenenti a questo genere che consente di trovare Product Key Windows 8.1 ma anche il seriale di altri sistemi operativi Windows e dei prodotti della famiglia Office. Da notare che il programma non permette di visualizzare l’informazione desiderata se si utilizza Microsoft Volume Licensing.

    Per trovare Product Key Windows 8.1 con NirSoft ProduKey la prima cosa che devi fare è quella di cliccare qui in modo tale da poterti subito collegare al sito Internet ufficiale del software.
    Successivamente scorri sino in fondo la pagina Web che ti viene mostrata e poi fai clic sul collegamento Download ProduKey (In Zip file).
    Attendi quindi qualche istante affinché il download del pacchetto in formato ZIP contente il programma venga prima avviato e poi completato dopodiché apri il file produkey.zip, estraine il contenuto in una cartella qualsiasi e avvia l’eseguibile ProduKey.exe.

    Attendi dunque l’apertura della finestra del programma ed una volta visualizzata sul desktop troverai indicato il Product Key di Windows 8.1 accanto alla voce Windows 8.1 in corrispondenza della colonna Product Key.

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    Ora che sei riuscito a trovare Product Key Windows 8.1 per poterlo salvare sotto forma di file di testo selezionalo con la combinazione di tasti Ctrl+A e poi clicca sull’icona del floppy disk che si trova in alto a sinistra.
    Se anziché effettuare il salvataggio del Product Key desideri copiarlo negli appunti di Windows cliccaci sopra con il tasto destro del mouse e poi seleziona la voce Copy Product Key dal menu che ti viene mostrato.
    Successivamente incolla il seriale ottenuto, utilizzando la combinazione di tasti CTRL+V, ove ritieni più opportuno.

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    Trovare Product Key Windows 8.1 con Magical Jelly Bean Keyfinder

    Un’alto ottimo strumento grazie al quale è possibile trovare Product Key Windows 8.1 è senza ombra di dubbio Magical Jelly Bean Keyfinder.
    Si tratta di un programma gratuito che agisce andando a recuperare il seriale del sistema operativo direttamente dal registro di sistema di Windows.
    Il suo utilizzo è estremamente semplice ed eventualmente è disponibile anche in una versione a pagamento comprensiva di alcune funzionalità extra.
    Per poter essere impiegato il programma necessita di una veloce installazione.

    Per trovare Product Key Windows 8.1 con Magical Jelly Bean Keyfinder è innanzitutto necessario scaricare il software sul computer su cui è tua intenzione agire.
    Per fare ciò clicca qui in modo tale da poterti subito collegare alla pagina Web principale di Magical Jelly Bean Keyfinder dopodiché pigia sul pulsante Download che trovi collocato accanto alla voce Installer v2.0.10.10 (1.1 Mb) ed attendi che il programma venga scaricato sul tuo computer.

    A download completato fai doppio clic sul file KeyFinderInstaller.exe, pigia poi su Si e successivamente su Next.
    Apponi quindi il segno di spunta accanto alla voce I accept the agreement e poi fai nuovamente clic sul pulsante Next per tre volte di seguito.
    Pigia ora sulla casella presente accanto alla voce Custom Installation (Advanced) rimuovi i due segni di punta dalle caselle sottostanti al fine di evitare l’installazione di programmi aggiuntivi ed indesiderati sul tuo computer e poi fai clic su Next.
    Per finire pigia prima su Install e poi sul pulsante Finish.

    Ad installazione completata avvia il programma, seleziona la voce Windows 8.1 dalla colonna sinistra della finestra dello stesso e nella parte destra troverai indicato il seriale accanto alla voce CD Key:.

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    Se lo desideri puoi salvare in un file di testo i dati indicati oppure puoi effettuarne la stampa pigiando sulla voce File annessa alla finestra del programma e facendo poi clic, rispettivamente, su Save As… oppure su Print….

    Trovare numero di serie

    Se anziché trovare Product Key Windows 8.1 ti interessa scoprire il numero di serie puoi agire direttamente dal tuo computer senza ricorrere all’impiego di risorse extra o “stregonerie” di vario tipo.
    Ti basta accedere all’apposita sezione di Pannello di controllo